Bambina a dieta: consigli utili per genitori e pediatri

L’obesità infantile è un problema sempre più diffuso e ne sono una dimostrazione i dati su bambini e adulti che soffrono di questa malattia. L’OMS stima che siano 340 milioni i bambini e gli adolescenti, tra i 5 e i 19 anni, che soffrono di un eccesso di peso. L’obesità infantile è un problema da non sottovalutare, dal momento che dall’inizio degli anni 70-80 ad oggi, la percentuale di bambini in eccesso di peso è praticamente raddoppiata e continua ad aumentare, seppure a una velocità ridotta.

Ma quali sono le cause dell’obesità nei bambini? Esiste una cura efficace che possa invertire la tendenza? Quali sono le cause responsabili dell’epidemia di obesità nei bambini? Il principale fattore oggi lo conoscono bene anche i più piccoli: è il cibo. Ci fornisce l’energia di cui abbiamo bisogno, ma se introduciamo più energia di quella che consumiamo, oppure se ne consumiamo meno di quanta ne introduciamo, ciò che avanza si accumula sotto forma di grasso.

Evidentemente si tratta di una questione di quantità: se l’accumulo è progressivo, senza interruzione di sorta, si supera la soglia oltre la quale si mettono in moto meccanismi patologici che, sfortunatamente, non sono affatto oggettivabili, se non con esami di laboratorio. Messa così, la soluzione è apparsa ovvia: mangiare meno e muoversi di più. Ma, visti i risultati, è ovvio anche che questo consiglio non sia bastato, per cui deve esserci stato qualche altro meccanismo che ha impedito alle nostre sagge e circostanziate raccomandazioni di avere successo.

La risposta può essere riassunta nell’affermazione di uno scienziato australiano, Boyd A. Swinburn: «l’obesità è il risultato di una risposta normale, da parte di persone normali, a un ambiente anormale». A partire dal secolo scorso il cibo è diventando più abbondante e a buon mercato e, in virtù della crescente meccanizzazione, non si doveva più neanche spendere eccessiva energia per guadagnare il denaro necessario ad acquistarlo. Ciò che fece precipitare la situazione fu la rapida e progressiva diffusione di cibi ricchi di zuccheri e di grassi in combinazione con una rivoluzione nella preparazione di massa del cibo che ne rese la fruizione estremamente più semplice e rapida. Il patrimonio genetico di ciascuno sarà l’elemento che farà la differenza. In realtà, la quota di obesità inevitabile causata da alterazioni genetiche, o da malattie acquisite, è solo un’esigua minoranza.

Come diagnosticare l'obesità infantile

Abbreviato in IMC (o BMI dall’inglese Body Mass Index) è espressione dal rapporto tra il peso e l’altezza ed è lo strumento più comunemente utilizzato per classificare l’obesità. Si calcola dividendo il peso (kg) per l’altezza (m) elevata al quadrato. Un bambino di 30 mesi alto 90 centimetri (0,9 m) e di 14 chili di peso avrà un BMI = 14 : (0,9)² = 17,3 circa. Per gli adulti si parla di sovrappeso con un BMI superiore a 25 e di obesità con un BMI superiore a 30.

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Per i bambini non c’è un valore fisso in conseguenza della variabilità continua della qualità della crescita nel corso degli anni, per cui sono state calcolate delle curve specifiche in base all’età, preparate da diverse istituzioni internazionali, non sempre concordanti fra di loro. Come tutte le curve che usiamo per misurare i bambini, anche queste sono divise in percentili; di conseguenza, seguendo il BMI di un bambino nel tempo, è importante valutare la variazione del suo percentile. Il nostro ipotetico bambino di 30 mesi con un BMI di 17, 3 rientra nella norma.

Un altro criterio usato per definire la presenza di obesità è la circonferenza vita, indice molto sensibile per il sospetto di complicazioni dell’obesità in quanto è proprio il grasso che si accumula nell’addome che crea problemi all’equilibrio metabolico del nostro organismo. Oggi sappiamo che le lesioni delle arterie prodotte dall’obesità, e che sono alla base del rischio di malattie cardiovascolari dell’adulto, si sviluppano fin dai primi anni di vita. Ricordiamoci che tra i bambini obesi di 4-5 anni, almeno uno su quattro resta tale anche da adulto.

Come curare l’obesità infantile?

Curare i bambini che soffrono di obesità infantile è un compito che non si può più rimandare. La terapia dell’obesità impegna molto il pediatra. I percorsi educativi, gli unici oggi raccomandati e che hanno dato prova di funzionare, sono costosi per tempo e risorse. È possibile, quindi, che il vostro pediatra non se la senta di affrontare questa patologia: per aiutare qualcuno a cambiare bisogna trasmettergli la sicurezza che ce la possa fare.

Cosa fare se il BMI percentile è aumentato? Cosa ci può consigliare il nostro pediatra?

Se per fortuna ce ne siamo accorti per tempo, cioè quando ancora il BMI percentile è compreso fra 85° e 95°, basta davvero poco per rientrare in un binario migliore, senza divieti né sacrifici. Ridurre le attività sedentarie (tv, pc e videogiochi non oltre le due ore complessive al giorno) perché il rischio di obesità nei bambini cresce con l’aumentare del numero di apparecchi televisivi presenti in casa e raddoppia se il ragazzo ha il televisore nella propria stanza. E se invece ci siamo accorti dell’eccesso di peso un po’ più tardi, quando il BMI ha già raggiunto il 95° o addirittura il 99° percentile? Non è mai troppo tardi: la giovane età rende sempre possibili il miglioramento e persino la guarigione.

La prima importante soluzione è muoversi di più. L’attività motoria è uno dei modi migliori per rimettere in forma i bambini e i ragazzi, tutte le organizzazioni internazionali consigliano almeno un’ora al giorno di gioco libero. Perché il cambiamento dello stile di vita e i suoi benefici durino nel tempo, è necessario che le attività siano piacevoli per il bambino e svolte in un ambiente gratificante. Il bambino ha bisogno di divertirsi, di essere aiutato a vedere il miglioramento delle sue abilità per accrescere la sua autostima: muoversi diventerà per lui una scelta piacevole e i risultati stupiranno tutti.

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Vanno inizialmente evitati, o affrontati con prudenza, i programmi di esercizio troppo intenso, come pure l’attività agonistica: l’allenatore, se mira al successo agonistico, è portato a demotivare e a isolare i meno dotati, piuttosto che a spronarli a superare le difficoltà. Muoversi è anche svolgere le semplici attività della vita quotidiana: vestirsi, lavarsi, fare le scale, andare a scuola, a comprare qualcosa, aiutare nei lavori domestici (per un bambino può essere un gioco anche questo). Si può migliorare il comportamento motorio dei figli, modificando il proprio, con grande beneficio per tutti.

Il secondo elemento per riuscire a trovare una soluzione all’obesità infantile è mangiare un po’ meglio. Tutti pensano che per dimagrire si debba fare una dieta e pesare tutto ciò che si mangia; molti lo hanno già fatto, senza risultati durevoli. Noi vi proponiamo semplicemente uno stile alimentare più sano (per avere qualche spunto potete leggere il nostro articolo Menù settimanale per bambini). Le famiglie sanno come si potrebbe mangiare più sano, ma non sempre riescono a farlo da sole e a volte hanno bisogno di un professionista: il pediatra può esservi di grande aiuto nel sostenervi. Autostima e fiducia sono la nostra ricetta per il successo.

La maggior parte dei bambini, se non disturbati, riescono a regolare adeguatamente il loro appetito, ma esistono anche dei bambini particolari che, per loro costituzione genetica, presentano un maggiore difficoltà a restare in equilibrio. Esistono alimenti in grado (appena, appena) di moderare l’appetito, e nello stesso tempo di ridurre l’assorbimento: sono le fibre; in altre parole i vegetali. I ragazzi di oggi non amano le verdure né la frutta.

Ma le verdure e la frutta (perfino i succhi di frutta non zuccherati e “interi”, cioè non trasparenti) contengono poche calorie e molte fibre; inoltre “ingombrano” lo stomaco perché contengono molta acqua. Ebbene, un buon piatto di verdure (o una zuppa, o la verdura passata), poco condito, in apertura del pasto, ha l’effetto di sedare l’appetito e poi di ridurre e graduare l’assorbimento dello zucchero e del grasso.

Il terzo importante punto per contrastare l’obesità infantile è instaurare in casa un clima più disteso. Quasi tutte le famiglie si devono confrontare con tanti problemi: lavoro, denaro, tempo, malattie, controlli sanitari, gestione degli anziani o di familiari non autosufficienti. Se la misura è esagerata, peggiora il clima familiare. A volte, anche quando il problema è stato superato, non si è più capaci da soli di tornare sereni. Provate a pensare al clima della vostra famiglia e al tempo che dedicate ad ascoltare i vostri bambini.

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E i risultati? Per alcuni saranno immediati, per altri si faranno attendere: per valutarli fatevi aiutare dal vostro pediatra; lui (o lei) sa bene che prima devono cambiare i comportamenti e che a volte occorre tempo per trovare le giuste strade per cambiarli. Solo dopo potrà cambiare il BMI percentile del nostro bambino. Il pediatra conosce la storia della vostra famiglia e sa bene che il metabolismo dei bambini, l’età, il sesso, la fase puberale non sono uguali per tutti e ognuno deve fronteggiare le proprie difficoltà.

La diagnosi può essere eseguita osservando i percentili di crescita: se il peso del vostro bambino è superiore rispetto a quello previsto per la sua età, significa che non sta rispettando il suo bilancio energetico e quindi sta introducendo molte più calorie di quelle che effettivamente utilizza. Il peso, infatti, altro non è che il risultato di un equilibrio tra “entrate” ed “uscite” in termini di energia: se quella introdotta è superiore a quella consumata, l’organismo trasforma l’energia superflua in grasso di deposito e il bambino, inevitabilmente, ingrasserà.

Ricordiamo che il sovrappeso e l’obesità rappresentano un problema crescente nella società moderna, basti pensare che l’obesità infantile si è triplicata nel corso degli ultimi 30 anni e interessa bambini sempre più piccoli. Secondo l’indagine condotta dal Ministero della Salute “Okkio alla Salute 2016” i bambini con problemi di peso sono il 30,6% della popolazione italiana, di cui 9,3% obesi e 21,3% sovrappeso.

Il più grande progetto per contrastare il sovrappeso nei bambini, quello più ampio realizzato fino ad oggi sul pianeta e che ha coinvolto tutte le strutture (scuola, centri sportivi, enti, associazioni, ecc.) della città di Cambridge Massachusetts USA, sede di alcune università più famose al mondo, è stato chiamato “5 - 2 - 1”. 5 significa cinque porzioni di frutta e verdura ogni giorno, 2 massimo due ore di TV o videogiochi al giorno e 1 l’ora di attività fisica da fare per ogni giornata.

Consigli per la corretta alimentazione del tuo bambino

Il bambino dovrebbe essere educato a non eccedere con le porzioni abbondanti, i bis, i fuori-pasto (merendine, snack, caramelle, dolciumi, patatine fritte), le bevande dolcificate. Suddividete l’apporto calorico giornaliero del vostro piccolo in non più di 5 pasti quotidiani (colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, merenda del pomeriggio e cena), assicurandovi che non spilucchi altri alimenti al di fuori di quelli offerti in questi pasti della giornata.

Innanzitutto è essenziale che il bambino consumi, senza fretta, un’adeguata prima colazione a base di cereali integrali (pane, fiocchi di cereali, fette biscottate), yogurt intero naturale o latte intero fresco, frutta fresca o marmellata. Proponete spuntini sani e genuini, anche salati, come qualche scaglia di parmigiano , una fetta di pane tostato preferibilmente integrale e un frutto, oppure una spremuta o frullato di frutta.

Per il pranzo e per la cena è importante invece proporre pietanze diverse sia per i primi piatti (asciutti, in brodo, minestre di verdura, piatti unici con legumi), sia per i secondi (non mangiare la sera lo stesso alimento del pranzo), integrandoli sempre con una buona porzione di verdura fresca o cotta. Ma quali cibi preferire e quali invece andrebbero evitati? In generale sono da preferire le carni magre (pollo, tacchino, coniglio) e il pesce, mentre va limitato il consumo di carni grasse, di insaccati e di uova. Da limitare anche l’assunzione dei formaggi, preferendo comunque quelli meno grassi (crescenza, ricotta, caprino, mozzarella).

Sarà bene aumentare il consumo dei legumi alternandoli tra loro (c’è molta scelta… dai fagioli ai piselli, alle lenticchie), utilizzandoli preferibilmente come piatto unico insieme a pasta o riso. La frutta e la verdura (sia cruda che cotta), poi, devono sempre accompagnare il pasto. Anche per i condimenti è necessario prestare la giusta attenzione. Meglio contenere l’uso dei grassi da condimento, preferendo quelli di origine vegetale (in particolare l’olio d’oliva) a quelli di origine animale (burro, panna, lardo, strutto).

I cibi ipercalorici come torte farcite con creme, merendine, cioccolate, patatine fritte ecc., non devono essere totalmente proibite, la proibizione fa percepire questi alimenti come ancora più desiderabili, ma devono essere proposti al bambino per occasioni speciali o sociali come i pasti consumati fuori casa, feste di compleanno o altre particolari ricorrenze, in questo modo questi cibi verranno percepiti come da consumare raramente. Cucinate senza grassi aggiunti: prediligete metodi di cottura come quella al vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, piuttosto che frittura, cottura in padella.

Variate gli alimenti da consumare durante la settimana, evitando il più possibile la monotonia alimentare e abituando il bambino a consumare e ad apprezzare ogni tipo di cibo. Un ultimo consiglio riguarda l’ambiente scolastico, che spesso offre servizi di distribuzione automatica con alimenti poco sani, ricchi di grassi, sale e zuccheri aggiunti. Mettete nello zainetto del vostro bambino un contenitore con della frutta, se lo desidera anche lavata e tagliata a pezzettini: in questo modo avrà un’alternativa salutare ai cibi spazzatura proposti dalle macchinette automatiche.

Per i bambini che mangiano a scuola è importante che il genitore consulti il menu e s’informi su cosa e quanto ha mangiato il bambino in modo da potersi regolare per la cena.

Attività fisica

Le abitudini alimentari scorrette sono un fattore di rischio del sovrappeso e dell’obesità soprattutto se ad esse si associano abitudini di vita troppo sedentarie. Quindi bisognerebbe abituare il bambino non solo ad alimentarsi in modo corretto, ma anche a praticare costantemente un buon livello di esercizio fisico. Si può iniziare variando alcune piccole abitudini, per esempio: usare le scale invece dell’ascensore, andare a piedi il più possibile, ridurre il tempo trascorso davanti alla televisione o al computer, praticare il più possibile giochi all’aria aperta.

Da preferire gli esercizi di natura aerobica che interessano larghi gruppi muscolari e che possono essere praticati a lungo (per esempio il nuoto è l’attività ideale già in età prescolare). Un’educazione che incentivi l’attività motoria quotidiana è comunque utile a prescindere dall’età del bambino.

Risulta importante che i genitori non sottovalutino mai gli aspetti psicologici legati al sovrappeso e all’obesità, soprattutto in considerazione della stigmatizzazione che bambini e adolescenti in sovrappeso e obesi subiscono dal gruppo dei pari. Purtroppo questi soggetti possono andare incontro a “semplici” prese in giro fino ad atti di bullismo veri e propri, che possono influenzare grandemente il benessere psicologico fino ad avere episodi di rifiuto della scuola e isolamento sociale. Le ricerche mostrano come le ragazze obese risultino addirittura quattro volte più a rischio di diventare vittime di aggressioni da parte dei pari rispetto ai ragazzi obesi.

Tabella: Esempio di piano alimentare giornaliero

Pasto Esempio Quantità
Colazione Latte con cereali 150-200 gr latte, 30-40 gr cereali
Spuntino Yogurt e frutta 125 gr yogurt, 200 gr frutta
Pranzo Pasta con verdure 200 gr pasta, 150-250 gr verdure
Cena Carne bianca e verdure 90-120 gr carne, 150-200 gr verdure

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