Il ruolo del nutrizionista clinico è fondamentale per garantire un approccio integrato e personalizzato alla salute del paziente. In questo contesto, la figura di Barbara Paolini, medico nutrizionista presso l'Azienda Ospedaliera Senese e membro dell'Associazione Italiana Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI), emerge per la sua competenza e impegno nella promozione di una corretta alimentazione.
L'Importanza della Nutrizione Clinica
L’UOSA Dietetica e Nutrizione Clinica garantisce lo sviluppo di attività clinico-assistenziali integrate per pazienti con problemi nutrizionali, attività di didattica accademica e di programmi educazionali in ambito di prevenzione della salute. Partecipa ad attività di ricerca in collaborazione con unità operative dell’azienda o di altre strutture. Svolge inoltre attività didattica presso l’Università di Siena. Si occupa della ristorazione ospedaliera con funzioni di controllo.
Per la realizzazione dei suoi obiettivi, svolge le seguenti funzioni:
- Presa in carico dei pazienti con problematiche nutrizionali nell’ambito di percorsi che prevedono la visita finalizzata all’inquadramento diagnostico, valutazione clinico nutrizionale, valutazione della composizione corporea, terapia farmacologica, dietetica, nutrizione enterale o parenterale o supplementazione domiciliare ed il successivo follow-up.
- Attività nell’ambito di specifici percorsi multidisciplinari: pazienti con patologie renali (IRC, dialisi, trapianto renale, ecc.) inseriti nel percorso, con la UOC Nefrologia, Dialisi e Trapianti; pazienti con malattie neurodegenerative (SLA, SM, Parkinson, Alzheimer); pazienti oncologici inviati dal CORD o dalla UOC Oncologia Medica, dalla radioterapia oncologica o in lista per trattamento chirurgico (chirurgia addo-minale maggiore) per attuazione di protocollo ERAS; pazienti fragili con polipatologia inviati dalla UOSA Cronicità e fragilità negli anziani; componente del Centro multidisciplinare per la grave obesità, per pazienti che seguono il percorso di Chirurgia Bariatrica; componente del Centro per i disturbi del comportamento alimentare; componente del Team nutrizionale per la nutrizione artificiale.
- Percorso Benessere Donna con fascia dedicata a gravidanza, allattamento, menopausa, policistosi ovarica, tumori femminili; visite per pazienti con celiachia; visite per pazienti pediatrici; visite per problematiche nutrizionali (obesità, disturbi gastrointestinali, allergie e intolleranze alimentari, malnutrizione, fibromialgia, ecc.).
Il Reparto di Dietetica e Nutrizione Clinica a Siena
Il reparto di Dietetica e nutrizione clinica dell'Ospedale Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, situato in località Le Scotte in viale Bracci 16, ha come Responsabile la Dott.ssa Barbara Paolini.
Il reparto (Lotto 1, Piano 5) garantisce lo sviluppo di attività clinico-assistenziali inte-grate per pazienti con problemi nutrizionali, attività di didattica accademica e di programmi educa-zionali in ambito di prevenzione della salute. Partecipa ad attività di ricerca in collaborazione con unità operative dell’azienda o di altre strutture.
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I Rischi delle Diete Fai da Te
“La dieta é una terapia e quindi si parla di prescrizione dietetica. Per mettere a punto una terapia serve una diagnosi e la diagnosi la fa il medico”. Così il medico nutrizionista dell’Associazione Italiana Dietetica e Nutrizione Clinica (www.adiitalia.net) e dell’Azienda Ospedaliera Senese, Barbara Paolini, ha messo in guardia dal rischio delle diete fai da te, chiarendo come sia fondamentale rivolgersi a specialisti per non incorrere nei rischi di un’alimentazione non controllata.
“Da un lato - ha spiegato l’esperta in uno degli appuntamenti organizzati a Expo dal Ministero della Salute - abbiamo una crescita negli ultimi anni di obesità e sovrappeso, mentre dall’altro web e riviste promuovono modelli cosi’ detti vincenti magri e belli. Se questo aiuta a porre l’attenzione sulla necessita’ di un mangiare sano, allo stesso tempo sviluppa l’istinto a perdere peso e a farlo nel modo più breve possibile”.
In Italia il 77% degli uomini e l’83% delle donne si vede sovrappeso e 1 su 3 ricorre a diete fai da te per perdere peso; in particolare, il 13% si affida a diete trovate su libri e riviste o su internet; fra gli adolescenti il 40% ha deciso da solo cosa e quanto mangiare.
“I rischi di una dieta fai da te - ha spiegato Paolini - attengono a più aree. Dal punto di vista biologico si producono danni organici e un adattamento del metabolismo sul nuovo regime calorico, per il quale al termine della dieta si assiste al recupero, spesso anche aggravato, dei chili persi. C’è poi una compromissione della composizione corporea perché si perde soprattutto acqua e massa muscolare, mentre iniziano ad aumentare gli stimoli biologici per accrescere appetito. C’è abbassamento degli zuccheri e di ormoni come per esempio la ferotonina con la conseguenza di irritabilità, stanchezza e depressione, che fa percepire ancora di più il bisogno di cibi dolci e quindi una perdita controllo”.
Il medico ha fatto, quindi, notare che le diete “oltre che restrittive sono monotone e causano quindi carenze nutrizionali di vitamine e sali minerali”.
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ADI e la Lotta contro l'Abusivismo
L’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione clinica invita gli autori e i conduttori televisivi a prendere le distanze da presunti esperti e “tuttologi” che mettono a serio rischio la salute dei pazienti.
Roma, 7 febbraio 2017 - L’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica - ADI si unisce alla campagna di denuncia portata avanti dall’Ordine dei medici di Roma contro i pericoli delle “diete alla moda” , sempre più promosse in trasmissioni televisive e da presunti esperti che non svolgono la professione medica.
“Le società scientifiche accreditate dal Ministero della Salute, come ADI - continua Caretto - esistono anche a garanzia dei messaggi e delle informazioni che vengono veicolate dai media, per proteggere i cittadini dalle errate comunicazioni e informazioni.
La Necessità di Strutture e Professionisti Qualificati
“Mentre istituzioni, società scientifiche, associazioni e accademici professano l’importanza della Nutrizione clinica e della corretta alimentazione, i pazienti continuano a non ricevere risposte in termini di strutture, professionisti e informazione e i casi di malnutrizione continuano ad aumentare.
“Dopo 80 anni dalla nascita dell’Adi, la prima società scientifica in dietetica e nutrizione clinica in Italia, il numero delle società e delle associazioni del settore è notevolmente cresciuto, ma le strutture pubbliche che si devono occupare della prevenzione e del trattamento sono rimaste per lo più invariate”, sottolinea Barbara Paolini, presidente Adi. “Un gap che espone i pazienti a rischi non trascurabili per il disordine di ruoli, informazioni e l’assenza di punti di riferimento chiari e definiti, soprattutto in ambito pubblico.
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Così Lucio Lucchin, past president Adi: “Da questo primo incontro preliminare ci aspettiamo che venga finalmente presa consapevolezza della necessità che il management sanitario di tutte le branche medico chirurgiche operi in sinergia con gli specialisti in nutrizione clinica. Non è una questione di ruoli, ma un servizio che dobbiamo ai cittadini che hanno il diritto di avere queste prestazioni. L’opinione pubblica percepisce in modo crescente il binomio alimentazione-salute, aumentando la domanda di prestazioni e favorendo, purtroppo, preoccupanti spazi di abusivismo e di business speculativo. Non possiamo più permetterlo.
Il preliminare dell’accordo è stato sottoposto alle 28 società e associazioni che hanno aderito alla tavola rotonda (Adi, Amd, Sid, Università Tor Vergata, Sicob, Siedp, Sinuc, Sinpe, Sio, Sisdca, Amici obesi, Anna, Lilt, Fiocchetto lilla, Apmarr, Aiom, Fism, Fismad, Siaaic, Sico, Simg, Sir, Siru, Sime, Ame, Fiocchetto verde, Vivere senza stomaco, Amici), è aperto a tutte le realtà che volessero sottoscriverlo, per presentarlo nelle prossime settimane al ministero della Salute e alle istituzioni competenti.
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