Oggi uno dei cocktail italiani alla frutta più famosi nel mondo: il Bellini nella sua ricetta originale codificata dall’Iba, l’International Bartenders Association, l’associazione internazionale che riunisce i bartenders di tutto il mondo.
Il Bellini fa parte della categoria degli sparkling, ovvero dei cocktail frizzanti, ed è a base di vino spumante (Prosecco Doc o Docg) e nettare di pesca bianca.
La Storia del Bellini
Il Bellini è uno dei 77 cocktail ufficiali IBA: nasce a Venezia nel 1950, ideato da Giuseppe Cipriani dell’Harry’s Bar, in occasione della mostra del pittore Giovanni Battista Bellini, da cui prende il nome.
La Ricetta Originale del Cocktail Bellini
Il Bellini è un cocktail alla frutta estremamente semplice da realizzare nella sua ricetta originale. Si devono semplicemente versare gli ingredienti in una flute ghiacciata e mescolare delicatamente, decorando con una fettina di pesca.
Tutti gli ingredienti devono essere freddi di frigorifero, compresi i bicchieri. Versare il nettare di pesca freddo nelle flutes, aggiungere il vino spumante freddo e mescolare delicatamente. Guarnire il bicchiere con una fettina di pesca e servire immediatamente.
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Ingredienti
- Vino spumante (Prosecco Doc o Docg)
- Nettare di pesca bianca
Preparazione
- Schiacciare o frullare la pesca bianca (potete usare anche Nettarine o Tabacchiere o pesche gialle se non trovate quelle bianche) e poi passare il succo al setaccio.
- Versare il nettare di pesca freddo nelle flutes.
- Aggiungere il vino spumante freddo e mescolare delicatamente.
- Guarnire il bicchiere con una fettina di pesca e servire immediatamente.
Quando Gustare il Bellini
È perfetto per la stagione estiva, quando le pesche (bianche, gialle, tabacchiere) sono nel loro massimo fulgore.
Alternative al Bellini
Le alternative, se amate i cocktail a base di frutta, sono la SANGRIA BIANCA o ROSSA oppure il COCKTAIL ALL’ANGURIA. Se amate i gusti più alcolici, provate quello con MARTINI, LIME, MENTA, CETRIOLO E GIN o il classico e intramontabile SPRITZ.
Un Aperitivo Veneziano: Lo Spritz
Lo Spritz Veneziano è diventato negli ultimi anni una delle bevande simbolo dell’aperitivo italiano. Questo cocktail a base di Aperol o Campari, prosecco e soda è facile da preparare, rinfrescante e perfetto per cominciare una serata in compagnia.
La Storia dello Spritz
Si fa risalire la nascita dello Spritz ai tempi dell’Impero Austro-Ungarico, quando i soldati imperiali di stanza nella città di Venezia cominciarono a miscelare il vino locale con l’acqua di seltz per rendere la bevanda meno alcolica.
La ricetta originale si diffuse rapidamente anche oltre Venezia, in tutto il Veneto, tanto da diventare parte integrante del rituale dell’aperitivo in regione. Ogni città sviluppò poi delle piccole varianti: ad esempio, a Padova e Treviso si usa preferibilmente il Campari al posto dell’Aperol.
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Oggi lo Spritz è senza dubbio l’aperitivo per eccellenza in Veneto, conosciuto ed apprezzato in ogni angolo d’Italia e all’estero come simbolo dell’arte di bere bene e con gusto tutta italiana. La ricetta originale si è arricchita con innovative rivisitazioni che sostituiscono il bitter con liquori come il Cynar, il Select o altri infusi alle erbe.
Gli Ingredienti dello Spritz
Il prosecco è un vino bianco frizzante prodotto nella regione del Veneto. Si caratterizza per il sapore asciutto, la buona acidità e le fine bollicine. È l’ingrediente base che conferisce allo spritz la sua anima più rinfrescante e leggera.
Sia esso Aperol, Campari o un altro bitter italiano, è l’ingrediente che dona il tipico colore arancione e il retrogusto amarognolo.
L’acqua di soda o frizzante è ciò che ”spritza” questo cocktail, da cui il nome. La sua funzione è quella di allungare la bevanda rendendola più leggera e aumentando la rinfrescabilità.
Mescolare molto delicatamente con un cucchiaio per amalgamare senza smorzare l’effervescenza.
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Nella mia esperienza dietro al bancone, ho imparato che la creazione di uno Spritz Veneziano perfetto è un’arte che va oltre la semplice miscelazione di ingredienti. La scelta del prosecco gioca un ruolo cruciale: prediligo sempre una versione extra dry, che aggiunge quel tocco di sofisticatezza grazie alla sua spuma persistente. Un altro mio segreto è la temperatura di servizio, che considero essenziale per esaltare ogni sfumatura del cocktail: mantenere lo Spritz tra gli 8 e i 10 gradi assicura una freschezza che ne valorizza ogni sorso.
Insomma, lo Spritz Veneziano ha conquistato l’Italia e il mondo intero rimanendo fedele alla sua ricetta tradizionale, che riesce ancora oggi a trasmettere tutta l’atmosfera gioiosa dell’aperitivo in osteria.