Fare Spesso la Cacca: Cause e Conseguenze Dettagliate

L'evacuazione è una parte essenziale del processo digestivo e metabolico. Il bisogno di defecare è soggettivo e viene considerata “normale” una frequenza variabile tra tre volte al giorno e tre volte alla settimana.

Cause e fattori che influenzano la frequenza della defecazione

Diversi fattori possono influenzare la frequenza delle evacuazioni, e una variazione nella frequenza può essere motivo di preoccupazione.

Dieta e idratazione

Tra i fattori più rilevanti c'è senza dubbio l'alimentazione. Una dieta povera di fibre è una delle cause principali delle feci dure e secche, che rendono difficile il transito intestinale. Anche una scarsa idratazione può peggiorare il problema: bere meno del necessario rallenta il movimento delle feci nel colon, rendendole più compatte.

  • Fibre: Il consumo costante di fibre (frutta, verdura, cereali integrali, legumi) ammorbidisce le feci, rendendole più facili da espellere. L'ideale è puntare a 25‑30 g/die.
  • Idratazione: Bere acqua regolarmente durante la giornata aiuta le fibre a svolgere il loro ruolo di "ammorbidenti naturali" delle feci.

Farmaci

Anche alcuni farmaci, come gli oppioidi, i diuretici, gli antidepressivi e alcuni antiipertensivi, possono rallentare il transito intestinale.

Condizioni mediche

Oltre alle cause alimentari o farmacologiche, lo sforzo può derivare anche da una questione di meccanica corporea. In alcune persone, soprattutto in presenza di disfunzioni del pavimento pelvico, può esserci una difficoltà nel rilassare il muscolo esterno al momento giusto. Questo porta a una contrazione involontaria proprio quando sarebbe necessario lasciare che le feci escano in modo fluido.

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Tuttavia, se insieme all'abitudine di andare spesso in bagno a defecare, magari con feci di consistenza molle, compare un dimagrimento eventualmente associato a febbre e dolori addominali, potrebbe essere il segnale che qualcosa non va. Alla base della improvvisa perdita di peso potrebbe esserci, per esempio, una malattia infiammatoria intestinale come la malattia di Crohn, la colite ulcerosa o la celiachia.

Sindrome dell'intestino irritabile (IBS)

L’IBS può essere definita come un disturbo cronico e ricorrente delle funzioni dell’apparato gastrointestinale. Essa interessa il colon e l’intestino tenue con alterazioni delle funzioni motorie, della sensibilità dolorosa e della secrezione di liquidi.

Persone che soffrono di IBS possono avere prevalentemente diarrea, oppure prevalentemente stitichezza, o invece alternare periodi di diarrea alternati a stitichezza.

Un sintomo molto comune nell’IBS è il gonfiore della pancia, ovvero una sgradevole sensazione di ripienezza di gas al giro vita.

“Irritabile” significa che le terminazione nervose situate all’interno della parete intestinale, che controllano la contrazione della muscolatura e trasmettono al cervello le sensazioni dell’intestino, sono più sensibili del normale.

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Pertanto i nervi ed i muscoli dell’intestino diventano più attivi causando diarrea, gonfiore, dolore e sconforto addominale. Se le contrazioni muscolari sono scoordinate o diminuite, esse determinano un rallentamento della progressione delle feci nel colon con conseguente insorgenza di stitichezza.

Cause psicologiche

Le feci sono influenzate da vari fattori fisici, come l’alimentazione, l’idratazione e l’attività fisica. Tuttavia, anche le condizioni emotive e psicologiche possono avere un ruolo significativo. Lo stress cronico, ad esempio, può portare ad uno squilibrio della flora intestinale, causando problemi come diarrea o stitichezza.

Anche le emozioni represse possono influenzare negativamente l’intestino.

Stress emotivi possono associarsi ad un peggioramento dei sintomi di IBS. Non è infrequente che persone con IBS sviluppino sintomi mentre mangiano al ristorante o ai ricevimenti.

Diarrea

Si parla di diarrea quando si hanno diversi episodi con emissione di feci acquose, cioè cremose o addirittura liquide nel corso della giornata, in maniera più frequente rispetto al normale. La diarrea è un sintomo comune che può variare da lieve a grave e che, se non trattata, può portare a disidratazione e altre complicazioni.

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Spesso si usano diarrea e dissenteria come sinonimi, ma in realtà indicano due situazioni diverse. La differenza fra diarrea e dissenteria è che la dissenteria è la forma più grave della diarrea perché oltre all’emissione di feci liquide vede anche emissione di sangue, muco o pus.

Tipi di diarrea

  • Diarrea acuta, se persiste ogni giorno ma per meno di 2 settimane.
  • Diarrea ricorrente se ci sono molti episodi vicini, ma con andamento ciclico.
  • Diarrea cronica, se è persistente ogni giorno per anche un mese o più.
  • Diarrea del Viaggiatore. La causa principale è l’ingestione di acqua o cibo contaminati (prevalentemente da batteri) durante viaggi in Paesi a rischio.

Cause di diarrea

Talvolta alcune patologie possono provocare un aumento della cosiddetta peristalsi, le normali contrazioni del tubo intestinale che servono a spingere il cibo verso la parte di intestino chiamata cieco.

In questo caso si crea diarrea perché rimangono nell’intestino delle sostanze (soluti) che assorbono acqua. Sostanze “osmoticamente attive” significa che assorbono acqua.

Le infezioni come la gastroenterite dovuta a virus (norovirus e rotavirus), batteri come il campylobacter e l’escherichia coli, o parassiti, sono la causa più comune di diarrea secretoria.

L’infiammazione del tratto intestinale, per esempio delle mucose, che riduce il tempo di contatto fra materiale fecale e pareti intestinali funzionali.

Conseguenze dello sforzo eccessivo durante la defecazione

Sforzarsi per evacuare non è soltanto fastidioso o frustrante: può provocare una serie di disturbi fisici che complicano ulteriormente la regolarità intestinale e la salute dell'ano e del retto.

Emorroidi

Durante la defecazione, esercitare troppa pressione - il cosiddetto "straining" - aumenta notevolmente il carico sulle vene emorroidarie situate nell'ano e nel retto. Uno degli effetti più comuni dello sforzo cronico durante l'evacuazione è lo sviluppo delle emorroidi. Si tratta di strutture vascolari nella zona anale che, sotto pressione costante, possono gonfiarsi fino a diventare dolenti e fastidiose. Le emorroidi possono essere interne (all'interno del retto) o esterne (sotto la pelle attorno all'ano).

Le emorroidi non sempre danno sintomi evidenti. Tuttavia, in molti casi possono causare prurito, bruciore, sensazione di peso o dolore, soprattutto al momento della defecazione. La gravidanza, il sovrappeso, la stitichezza e lo stare seduti a lungo sono fattori che aumentano il rischio.

Ragadi anali

Le ragadi anali sono piccoli tagli o ulcerazioni della mucosa del canale anale, spesso causate dal passaggio di feci dure o voluminose. Oltre alla stitichezza, anche la diarrea cronica o patologie infiammatorie intestinali (come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa) possono aumentare il rischio.

Nella maggior parte dei casi, le ragadi guariscono spontaneamente con l'aiuto di una corretta igiene, creme lenitive o anestetiche, e una dieta che favorisca feci morbide.

Prolasso rettale

In condizioni più avanzate, lo sforzo eccessivo può provocare un prolasso rettale, ossia la discesa del retto verso l'esterno attraverso l'ano. Il prolasso può inizialmente rientrare spontaneamente dopo l'evacuazione, ma con il tempo tende a peggiorare.

Sincope vasovagale

Un altro possibile effetto dello sforzo intenso è la sincope vasovagale, una forma di svenimento che può verificarsi proprio durante l'evacuazione. Questo può provocare capogiri, sudorazione fredda, sensazione di svenimento o perdita di conoscenza. Anche se si tratta di un evento raro e più frequente nelle persone anziane o in presenza di altre condizioni, è un segnale da non sottovalutare.

Consigli e rimedi

Quando la stitichezza diventa una condizione frequente o persistente e non è legata a una malattia già diagnosticata o all'uso di farmaci specifici, il primo passo utile è rivalutare l'apporto di fibre nella dieta quotidiana. L'ideale è puntare a 25‑30 g/die.

Postura corretta

Sollevare i piedi di 15‑20 cm (per es. con uno sgabellino) durante l'evacuazione può facilitare il rilassamento dei muscoli pelvici e favorire l'espulsione delle feci.

Attività fisica

L'attività fisica aumenta il transito intestinale, riducendo il rischio di stitichezza.

Rimedi per la diarrea del viaggiatore

La maggior parte degli episodi di diarrea sono autolimitanti con guarigione in pochi giorni, mantenendosi ben idratati. Sempre su consiglio del proprio medico può essere utile assumere probiotici per ripristinare la flora intestinale.

Pertanto si consiglia di non bere mai acqua o bevande fredde non in bottiglia ma di prediligere the e tisane che sono fatte con acqua bollita.

Alimentazione per la diarrea

In tutti i casi di diarrea, compreso il caso della sindrome dell'intestino irritabile, è molto importante l’alimentazione. Non ci sono controindicazioni alimentari: anche con la diarrea si può continuare ad assumere cibi solidi ma soprattutto è bene bere molto.

È bene prediligere alimenti leggeri e facilmente digeribili e ricchi di acqua come brodi, patate bollite, yogurt con fermenti lattici vivi.

Farmaci per la diarrea

Per ridurre le scariche esistono dei farmaci antidiarroici basati sulla molecola loperamide, che rallenta i movimenti dell’intestino, migliorando l’assorbimento dell’acqua e bloccando la diarrea. È bene tuttavia non assumerli se non strettamente necessario, e soprattutto se si assumono altri farmaci.

Quando preoccuparsi

Defecare non dovrebbe mai far male, né richiedere uno sforzo eccessivo. Tuttavia, se ci si accorge di sforzarsi spesso per defecare, questo potrebbe essere il segnale di un problema sottostante che merita attenzione. Se, nonostante i cambiamenti nello stile di vita, il problema persiste, è importante rivolgersi a un medico per valutare altre possibili cause.

Bambini e problemi con la defecazione

Nei bambini le alterazioni nell’evacuazione e nelle feci sono spesso influenzate da fattori legati alla crescita e allo sviluppo. Oltre alle cause fisiche o alimentari, le dinamiche psicologiche e le tappe evolutive giocano un ruolo chiave.

Durante le fasi di crescita i bambini attraversano periodi di stress e adattamento, come l’inizio della scuola o la nascita di un fratellino, eventi che possono avere un impatto diretto sull’apparato digerente.

Il controllo sfinterico, che viene generalmente acquisito tra i 2 e i 4 anni, è un processo complesso che richiede non solo maturazione fisica, ma anche stabilità emotiva.

Quando il bambino trattiene le feci per lunghi periodi, può sviluppare un disturbo di stitichezza cronica. Quando finalmente evacua, può farlo involontariamente, anche in situazioni inappropriate, come a scuola o durante il gioco. È importante non punire il bambino, poiché ciò potrebbe accentuare il problema e aumentare il livello di stress.

Quindi, quando un bambino si fa la cacca addosso ripetutamente è sintomo di un disagio.

Incontinenza fecale

L’incontinenza fecale è un disturbo che si manifesta con l’incapacità di trattenere le feci.

Poiché le patologie che risultano associate all’incontinenza fecale sono molte e diverse tra loro, per poter approntare un trattamento è importante capire quale sia la causa dell’incontinenza e agire su questa.

Se, infatti, in alcuni casi e per alcuni pazienti è indispensabile far ricorso a un intervento chirurgico per risolvere il problema, in molti altri casi (colite, stitichezza) sarà sufficiente modificare l’alimentazione.

Tabella riassuntiva dei rimedi

Problema Rimedi
Stitichezza Aumento dell'apporto di fibre, idratazione adeguata, attività fisica, postura corretta durante l'evacuazione
Diarrea Idratazione, probiotici, alimenti leggeri e facilmente digeribili, farmaci antidiarroici (se necessario e sotto controllo medico)
Incontinenza fecale Identificazione e trattamento della causa sottostante (colite, stitichezza, ecc.), modifiche all'alimentazione (se necessario)
Problemi psicologici legati alla defecazione Gestione dello stress, terapie psicologiche, tecniche di rilassamento

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