La birra analcolica sta guadagnando sempre più popolarità, offrendo un'alternativa gustosa a chi desidera ridurre l'assunzione di alcol senza rinunciare al piacere di una birra. Con un'ampia varietà di stili e sapori disponibili, la birra analcolica è diventata una scelta versatile e apprezzata per chi cerca un'opzione più salutare o semplicemente desidera una bevanda rinfrescante senza gli effetti dell'alcol.
La birra analcolica oggi disponibile in Italia è buona e genuina, oltre ad avere circa la metà delle calorie rispetto a quella tradizionale. E a poter venire consumata senza controindicazioni per la salute, la guida e le attività lavorative che richiedano sobrietà assoluta.
Perché Scegliere la Birra Analcolica?
Scegliere una birra analcolica può essere una decisione dettata da vari motivi, che vanno oltre la semplice assenza di alcol. Prima di tutto, la birra analcolica è una scelta ideale per chi vuole godersi il gusto della birra senza gli effetti collaterali dell'alcol, come la sonnolenza o la disidratazione.
Un altro vantaggio è che la birra analcolica può essere una scelta più salutare rispetto alle birre tradizionali. Le birre analcoliche hanno in media la metà delle calorie rispetto a quelle ordinarie (es. Heineken 0,0, 21 Kcal/100 ml, in confronto alla Heineken classica, 42 Kcal/100 ml). Altra conseguenza sfavorevole del consumo abituale di alcol è il rischio di sovrappeso e obesità. Il solo alcol (al netto di altri ingredienti) fornisce 7,1 kcal/g.
Per chi è impegnato in attività sportive, la birra analcolica può anche fungere da ottimo integratore post-allenamento. Alcune di esse contengono elettroliti, che aiutano a reidratare il corpo dopo l'attività fisica, e carboidrati, che contribuiscono al recupero muscolare.
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Infine, la birra analcolica è perfetta per coloro che devono guidare o per le donne in gravidanza, permettendo di partecipare ai brindisi senza compromettere la propria salute o sicurezza.
Cosa dice la Legge Italiana?
Occorre innanzitutto fare una precisazione: per la legge italiana si definisce “analcolica” una birra con un tenore alcolico inferiore a 1,2% (negli Usa il limite è 0,4%, in Uk di soli 0,05%). Il regolamento che definisce la gradazione massima per le birre analcoliche in Italia è un po’ datato: l’ultima normativa di riferimento è infatti l’articolo 2 del decreto n. 272 del 30 giugno 1998.
In questo decreto vengono individuate cinque denominazioni per classificare le birre in commercio in base al grado “saccarometrico”. Detto anche grado Plato, si tratta di una misura che identifica la quantità di zucchero nel mosto. Con l’aumentare del grado Plato (e quindi degli zuccheri) aumenta anche la gradazione alcolica delle bevande.
In altri Paesi europei e negli Stati Uniti, dove il mercato della birra è più avanzato, vengono invece definite birre analcoliche le birre con una gradazione inferiore allo 0,5%.
Come Viene Prodotta la Birra Analcolica?
Esistono vari metodi che consentono di ottenere birra senz’alcool, che possono essere considerati più o meno coerenti con il processo di realizzazione originale della birra. In generale, possiamo racchiudere le modalità di produzione in due grandi gruppi: le tecniche sottrattive, ovvero quelle che eliminano l’alcool presente nella birra, e le tecniche per diluzione, che invece agiscono sulla fermentazione, limitandola, interrompendola o evitandola completamente, per evitare appunto la formazione dell’alcool.
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- Tecniche Sottrattive:
- Distillazione sottovuoto
- Evaporazione
- Osmosi inversa
- Tecniche per Diluzione:
- Fermentazione limitata
- Assenza di fermentazione
Il metodo di evaporazione è il più semplice e antico: come molti sapranno, riscaldando un liquido che contiene alcool, l’alcool evapora (è il caso ad esempio del vino, quando viene utilizzato in cucina per sfumare). Con questo metodo quindi la birra viene prodotta normalmente in base ai dettami dello stile e viene poi riscaldata a 80 °C per un tempo variabile (massimo un’ora) per fare in modo che l’alcool venga eliminato.
Con il nome di osmosi inversa viene identificato un processo che prevede la “filtrazione” della birra; dopo una fermentazione completa, la birra viene fatta passare attraverso una sorta di filtro a membrana organica che è in grado di trattenere solo le molecole di alcool, lasciando fluire tutte le restanti molecole organolettiche che regalano alla birra sapore e corposità distinte.
Come è noto, la fermentazione è la fase in cui gli zuccheri contenuti nei cereali interagiscono con i lieviti e si trasformano in alcool; per evitare questo tipo di trasformazione è possibile tenere sotto controllo il processo di fermentazione, limitando appunto la trasformazione degli zuccheri.
Il controllo della fermentazione può avvenire in due modi: facendo in modo che il mosto subisca una fermentazione lenta che produca pochi zuccheri, grazie anche all’ausilio di particolari ceppi di lievito chiamati “pigri“, o interrompendo la fermentazione prima che gli zuccheri si trasformino.
Le Migliori Marche di Birra Analcolica in Italia
Ecco alcune delle migliori marche di birra analcolica disponibili in Italia, con le loro caratteristiche principali:
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- Heineken 0.0: Lager analcolica dal gusto rinfrescante e leggero, con sole 69 calorie a bottiglia.
- Peroni Nastro Azzurro 0.0: Mantiene il gusto secco e rinfrescante della versione classica, con note di fiori e spezie.
- Corona Cero: Birra messicana rinfrescante con leggere note di malto e aromi fruttati, perfetta con una fetta di lime.
- Bavaria 0.0: Disponibile in diverse varianti, inclusa IPA, offre un gusto intenso con sole 24 Kcal per 100 ml.
- Tourtel: Birra premium lager prodotta senza dealcolizzazione, mantenendo tutte le fasi tradizionali di produzione.
Recensioni Dettagliate
Corona Cero: La buonissima birra analcolica Corona Cero non perde niente rispetto all’amatissimo gusto della classica versione Pale lager messicana che ha conquistato il mondo a partire dal 1925! È una birra rinfrescante con leggere note di malto e aromi fruttati.
Peroni Nastro Azzurro 0.0: È una birra a bassa fermentazione con 0.0% di alcol, da servire fredda a 4-6° C. Vanta un profumo di fiori e spezie bilanciato da note di amaro dei luppoli finemente aromatici. Conserva lo stesso gusto secco e rinfrescante della Peroni Nastro Azzurro classica ed è perfetta da abbinare ad aperitivi, salumi, formaggi freschi, pizza e non solo.
Bavaria 0.0 % Alc. IPA: La birra analcolica Bavaria 0.0 Alc. IPA è un’ottima bevanda che fa concorrenza alle birre analcoliche più blasonate. La confezione comprende 6 bottiglie da 33 cl, per una birra chiara, rinfrescante e con un gusto unico e intenso. Nasce da un processo di produzione che preserva il gusto genuino della birra, pur in assenza di alcool, il tutto con sole 24 Kcal x 100 ml!
Heineken 0.0: Un classico amatissimo è poi la birra analcolica Heineken 0.0, la cui ricetta combina solo pochi ingredienti: puro malto d’orzo con luppolo, acqua e lo speciale lievito-a.
Tourtel: E per chi cerca ottime bevande con una lunga storia alle spalle, ecco la birra analcolica Tourtel, apprezzata da più di 180 anni. Parliamo di una birra premium lager dal colore giallo paglierino da servire fredda, realizzata rispettando tutte le fasi della produzione della birra, senza dealcolizzazione.
Tabella Comparativa delle Birre Analcoliche
| Marca | Gradazione Alcolica | Kcal per 100ml | Note di Degustazione |
|---|---|---|---|
| Heineken 0.0 | 0.0% | 21 | Rinfrescante e leggera |
| Peroni Nastro Azzurro 0.0 | 0.0% | N/A | Note di fiori e spezie |
| Corona Cero | 0.0% | N/A | Leggeri aromi fruttati |
| Bavaria 0.0 IPA | 0.0% | 24 | Gusto intenso e unico |
| Tourtel | N/A | N/A | Premium lager |
Come Scegliere la Birra Analcolica Giusta
Nella scelta della birra analcolica, è importante considerare alcuni fattori:
- Gradazione alcolica: Verificare che sia inferiore all'1,2% per la legge italiana, o 0,0% se si vuole evitare completamente l'alcol.
- Calorie: Controllare l'apporto calorico, che può variare tra le diverse marche.
- Ingredienti: Preferire birre con ingredienti naturali e senza additivi artificiali.
- Gusto: Considerare le proprie preferenze personali in termini di stile (lager, pilsner, IPA, ecc.) e aromi.
Analizzando gli ingredienti ho premiato le birre con la composizione più naturale e fedele alla ricetta semplice e tradizionale, costituite soltanto da acqua, malto (d’orzo o di altri cereali) e luppolo. Alcuni prodotti contengono in più sciroppo di glucosio, acidificanti e aromi, non sempre specificamente naturali, il che ha pesato negativamente sul giudizio globale.
È inevitabile che la mancanza dell’alcol si faccia sentire, col rischio di percepire la birra come acquosa e slavata. In molti casi la vivacità dell’effervescenza riesce a mitigare la sensazione di scarsa corposità, ma contano molto anche le note gustative.
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