“La birra fa ingrassare”? Nell’immaginario comune bere birra fa ingrassare. Ma è davvero così? Cerchiamo di fare chiarezza confrontando l'apporto calorico della birra con quello di altre bevande, inclusa la Coca Cola.
Birra: Amica o Nemica della Dieta?
Per stabilire se la birra faccia ingrassare o no, dovremmo considerare come valore fondamentale la quantità di alcol che contiene, principale veicolo di calorie nella birra. Sembra chiaro, dunque, che non possono esistere alcolici che non fanno ingrassare. Stiamo pur sempre parlando della bevanda alcolica che associa il più basso contenuto di alcol al più elevato contenuto di acqua (circa il 93%).
Certamente diuretica, la birra andrebbe più spesso considerata per il potassio e i sali minerali che contiene, specialmente in virtù dell’acqua che è stata utilizzata per la sua produzione, che varia di molto in base alla fonte d’origine. Lungi da noi sostenere che la birra sia la migliore amica della dieta, ma non la ostacola di certo più di un qualsiasi fuoripasto (o contorno) piacevole. Il migliore consiglio, se la si vuole bere abitualmente, godendone senza rimorsi, è conoscerla.
Con la consapevolezza che esagerare nel consumarla non ci farà certo dimagrire (si tratta pur sempre di alcol) e che l’immagine dell’uomo nordico panciuto con la pinta in mano è soltanto un’icona desueta.
Basta verificare il suo apporto calorico e compararlo con quello delle altre bevande, alcoliche e non, per rendersi conto di quanto l’etichetta di bevanda “ingrassante”, ingiustamente appiccicata alla birra, non trovi alcun riscontro nella realtà. Le nuovissime tabelle di composizione degli alimenti messe a punto dal CREA parlano chiaro: in media 100 g di birra chiara danno 34 kcal.
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Da dire che l’apporto calorico della birra dipende strettamente dal suo contenuto di alcol (un grammo di alcol etilico fornisce 7 kcal), e questo determina una variabilità tra le diverse birre in commercio: per le più forti, che raggiungono anche i 7-8 gradi alcolici, le calorie possono anche raddoppiare. Un consumo moderato permette di inserire anche le birre con maggiore gradazione in una dieta sana e bilanciata e di evitare i possibili effetti negativi correlati a un’assunzione eccessiva di alcol.
Il mercato offre comunque un’alternativa validissima: le birre analcoliche. Ottenute con particolari tecniche produttive, mantengono il piacere del gusto eliminando o riducendo a livelli insignificanti la presenza di alcol. Ecco allora che le calorie scendono a una ventina circa per 100 g di birra, provenienti da una serie di utili principi nutritivi.
Oltre all’alcol, infatti, la birra contiene una quantità di sostanze disciolte, provenienti dal luppolo e dal malto, che svolgono diverse funzioni positive. Oltre a una quota di carboidrati, preziosi come fonte di energia, troviamo anche una certa presenza di proteine, e soprattutto una significativa quantità di fattori vitaminici e protettivi. In particolare, sono presenti diverse vitamine del gruppo B (provenienti dai lieviti), che sono implicate nell’ottimizzazione dei processi energetici e tra le quali spicca l’acido folico, di cui è diffusa la carenza.
Anche rispetto ai sali minerali la birra non scherza: fornisce buone quantità di potassio, necessario per la contrazione muscolare, ed è interessante anche l’apporto di magnesio, altro minerale implicato nell’efficiente funzionamento dei muscoli. Senza dimenticare che la birra fornisce silicio, particolarmente utile per la salute del tessuto connettivo, delle unghie e dei capelli, ed è povera di sodio, a vantaggio di una regolare pressione arteriosa.
Birra Analcolica: Un'opzione da Considerare
Rientrano nella categoria delle bevande analcoliche, secondo la normativa italiana, tutte quelle bevande con un contenuto in alcol etilico nel prodotto finito inferiore all’1,2%. Dobbiamo quindi distinguere tra birre analcoliche e birre zero alcol. Le prime, per legge, possono essere definite tali anche se presentano una piccola quota di alcol, in genere 0,3 o 0,5 grammi per 100 ml, che deve essere sempre riportata sulla confezione. Le birre zero alcol sono invece quelle in cui l’alcol non è presente ed il cui quantitativo corrisponde, quindi, a 0,0 grammi.
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Le birre analcoliche possono essere prodotte in due modi: o tramite l’interruzione della fermentazione alcolica, o per rimozione dell’alcol. Nella produzione della birra classica vengono impiegati acqua, lieviti, malto (in genere d’orzo) e luppolo. I lieviti operano la fermentazione degli zuccheri derivanti dal malto, vengono cosi prodotti in questo processo chimico alcol e anidride carbonica. Quando si produce la birra analcolica si può interrompere la fermentazione quando si raggiunge la quantità di alcol desiderata. Si possono inoltre selezionare i lieviti, impiegando quelli che, per caratteristiche biologiche, sono inclini a produrre meno alcol.
L’altro metodo di produzione della birra analcolica prevede invece la de-alcolizzazione, ossia la sottrazione dell’alcol dopo la fermentazione. Si può ottenere attraverso dei metodi fisici come la filtrazione tramite una particolare membrana, l’osmosi inversa, oppure, per evaporazione sottovuoto dell’alcol.
Il consumo di bevande alcoliche è, in genere, legato a momenti di festa e convivialità, per cui persone che per svariati motivi non possono o non vogliono bere alcol, ma desiderano comunque partecipare a queste occasioni di socialità, diventano potenziali target per i venditori di bevande analcoliche. In questo gruppo rientrano numerose categorie di individui: astemi, persone che stanno assumendo farmaci che potrebbero interagire con l’alcol, donne che stanno cercando una gravidanza o che aspettano già, donne in allattamento, coloro che si astengono dall’alcol per motivi religiosi e chi vuole ridurre il proprio consumo di alcol per diminuire il rischio di insorgenza di tumori e altre malattie croniche.
Addirittura, un recente studio spagnolo (condotto dall’Università di Granada), comparando gli effetti di uguali quantità di acqua e birra analcolica assunte dopo intensa attività fisica, ha evidenziato come la birra analcolica eserciti un effetto reidratante superiore a quello dell’acqua stessa.
Coca Cola: Un Piacere Zuccherino da Moderare
La Coca Cola è una delle bevande più popolari e consumate al mondo, apprezzata per il suo gusto unico e rinfrescante. Tuttavia, con l’aumento della consapevolezza riguardo l’importanza di mantenere un’alimentazione equilibrata e monitorare l’apporto calorico giornaliero, molti si interrogano sul contenuto calorico di questa bevanda.
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La Coca Cola classica è composta principalmente da acqua carbonata, zucchero (saccarosio o sciroppo di fruttosio ad alta concentrazione), colorante (caramello E150d), acidificanti (acido fosforico) e caffeina. Una lattina da 330 ml di Coca Cola contiene circa 35 grammi di zucchero, il che equivale a circa 140 calorie. Non contiene grassi, proteine o fibre alimentari.
Per calcolare le calorie presenti in una lattina di Coca Cola, è essenziale considerare il contenuto di zucchero. Ogni grammo di zucchero fornisce circa 4 calorie. Pertanto, una lattina da 330 ml con 35 grammi di zucchero contiene 140 calorie derivanti esclusivamente dagli zuccheri.
Il consumo frequente di Coca Cola e di altre bevande zuccherate può avere diverse implicazioni per la salute, tra cui un aumento del rischio di sovrappeso, obesità, diabete di tipo 2, carie dentarie e altre malattie metaboliche. L’elevato apporto di zuccheri semplici e calorie vuote, prive di nutrienti essenziali, contribuisce a un bilancio energetico positivo, favorendo l’accumulo di peso.
Confronto Diretto: Calorie e Zuccheri a Confronto
Vediamo un confronto diretto tra la birra e la Coca Cola:
- Birra chiara (100g): 34 kcal
- Coca Cola (330ml): 140 kcal (circa 35g di zucchero)
Da questo confronto, è evidente che la Coca Cola ha un apporto calorico maggiore rispetto alla birra chiara, soprattutto a causa dell'elevato contenuto di zuccheri. Tuttavia, è importante considerare anche il tipo di birra, poiché le birre più forti possono avere un contenuto calorico più elevato.
Alternative e Consigli
Se si desidera ridurre l'apporto calorico, è possibile optare per:
- Birra analcolica
- Coca Cola Zero o Light (con dolcificanti)
- Bevande alternative come acqua aromatizzata, tè non zuccherato o tisane
Ricorda, la chiave è la moderazione e la consapevolezza delle calorie e degli zuccheri contenuti nelle bevande che consumiamo quotidianamente.
Tabella Comparativa delle Calorie in Diverse Bevande
| Bevanda (per porzione) | Kcal a porzione | Zuccheri (g) a porzione |
|---|---|---|
| Coca Cola (250 ml) | 105 | 27 |
| Aranciata (250 ml) | 120 | 29 |
| Succo di Arancia non zuccherato (200 ml) | 48 | 11 |
| Birra chiara (330 ml) | Circa 112 | Variabile (dipende dal tipo) |