L'epilessia è una malattia neurologica, antica come l’uomo. Sapevi che viene descritta addirittura in testi risalenti al 4500 a.C.? Ciononostante ancora oggi è, per certi versi un mistero, sia nel cane che nel gatto.
La definizione la da’ correttamente la Lega Internazionale Contro l’Epilessia (ILAE): l’epilessia è una malattia cronica dell’encefalo caratterizzata dal ricorrere di crisi convulsive nel tempo. La “crisi epilettica” definisce la transitoria manifestazione di segni clinici che riflettono una abnorme eccessiva e/o ipersincrona attività neuronale a livello cerebrale [1] Questo a prescindere dalla causa.
Per cui il termine epilessia, piuttosto che una specifica malattia, è un’espressione generica usata per indicare un complesso eterogeneo di patologie. In pratica, quando si manifesta (a prescindere dal come) si ha una stimolazione esagerata da parte di sostanze (neurotrasmettitori) che iper-eccitano un numero notevole di neuroni.
Epilessia nel Cane: Sintomi e Classificazione
I sintomi di epilessia nel cane sono molti, diversi e complicati da definire, tanto che si discute anche su come chiamare una crisi rispetto ad un’altra. La difficoltà nella diagnosi risiede non solo nel fatto che difficilmente il medico assiste all’episodio, ma anche nel fatto che, a differenza della medicina umana l’evidenza del tracciato elettroencefalografico (EEG) nei cani non ha modo di essere effettuato, in quanto troppo complicato da leggere.
Classificazione dei Sintomi
Partiamo dalla frequenza:
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- Singola crisi: è una crisi epilettica che dista dall’altra almeno 24 ore.
- Cluster di crisi (a grappolo): quando la loro frequenza è inferiore alle 24 ore.
- Stato di male epilettico: quando la crisi dura più di cinque minuti o quando tra un attacco e l’altro non si ha ripresa di coscienza del soggetto. E’ l’evenienza più grave e da affrontare come maggior vigore, perché mette a rischio la vita.
Classificazione in Base alla Manifestazione Clinica
- Crisi focali: sono quelle che coinvolgono solo una o più parti del corpo. Ad esempio la contrazione del labbro, di una palpebra, ma che possono anche rappresentare un cambiamento di carattere temporaneo (aggressività anche verso la ciotola del mangiare, o verso il padrone), anomalie motorie, girano in tondo ecc. Le crisi focali sono espressione della zona cerebrale colpita. Queste possono poi sfociare in crisi generalizzate.
- Crisi generalizzate: sono quelle forme in cui fin da subito si ha un coinvolgimento immediato e diffuso delle strutture cerebrali e si manifestano con una abnorme attività di tutto il corpo. Queste possono essere:
- Toniche: con contrazioni muscolari generalizzate.
- Tonico-cloniche (o grande Male): con contrazioni e brevi rilassamenti della muscolatura.
- Miocloniche: contrazioni di uno o di un gruppo di muscoli.
- Atoniche: con perdita di tono muscolare improvviso di uno o gruppi di muscoli.
- Assenze: in cui il cane sembra svenire per uno o più minuti, non risponde cade. Le assenze, sono le meno frequenti e vanno differenziate dalla narcolessia e dalle crisi sincopali.
Le più frequenti sono invece le tonico-cloniche. Queste si possono manifestare in 4 fasi:
- Fase iniziale o Aura: in cui l’animale può avere disturbi di tipo motorio. Dura pochi secondi e nell’uomo è ben documentata dal tracciato dell’EEG. La mancanza di questo esame, negli animali ne rende dibattuta la effettiva presenza. Questa sfocia poi nella fase successiva.
- Fase ictale (da ictus): in cui si ha la manifestazione convulsiva vera e propria. Può durare da pochi secondi fino a 4 minuti (che ti sembreranno ore…). L’animale si irrigidisce, poi cade su un fianco e contrae gli arti. Digrigna i denti, può avere abbondante salivazione, e prosegue con movimenti di pedalamento degli arti.
- Fase post-ictale: che può durare da pochi minuti, fino a 48 ore, con i sintomi più disparati. Dal cambio del carattere, al disorientamento, paura, aggressività, continua ricerca del padrone, deambulazione stentata, ma anche vomito, fame esagerata, pica (mangia cose che non dovrebbe) ecc. ecc.
Classificazione in Base alla Causa di Epilessia
In base alla causa quindi potremo distinguere: l’epilessia idiopatiche, la secondaria e la criptogenica.
- Epilessia idiopatica, anche detta primaria o genetica: Nell’epilessia idiopatica non c’è, quindi un danno cerebrale, metabolico, strutturale che provoca la sintomatologia, ma qualcosa che non consente ai neuroni di funzionare in modo adeguato.
- Epilessia secondaria o sintomatica o strutturale: E’ quella derivante da una vera e propria alterazione della struttura cerebrale. Le cause potrebbero essere sia craniche che extracraniche, comprendendo quindi anche tutte le forme metaboliche o tossicosi, che potrebbero provocare epilessia per danni cerebrali rilevabili attraverso Risonanza Magnetica e/o TC.
- Epilessia criptogenica: Sono tutte quelle forme sintomatiche a causa sconosciuta o che non possono essere rilevate quando l’animale è ancora in vita.
Diagnosi di Epilessia: Come Ci Si Arriva?
Per esclusione di cause, dunque vediamole. Il tuo cane ha avuto una crisi. Il tuo veterinario dovrà quindi capire cosa l’ha scatenata. Nello schema sottostante sono elencate le malattie che più frequentemente possono essere coinvolte. Come vedi sono molte e di diversa natura.
Per ricordarcele tutte, è nato un acronimo, VITAMIN D che ci serve per memorizzare la natura delle cause di epilessia :
- Vascolare: per emorragie cerebrali, o ictus.
- Infettive/Infiammatorie: Cimurro, Rabbia, meningoencefaliti, ecc.
- Traumatiche: trauma cranici.
- Anomalo/congenito: anomalie come l’idrocefalo o la lissencefalia.
- Metabolico: sostanze che si formano nell’organismo a seguito di malattie, o intossicazioni o che vengono a mancare (Cushing, ipocalcemia, ipoglicemia) ecc
- Idiopatica: quindi le epilessie primarie.
- Neoplastica.
- Degenerative.
Dopo una accurata visita generale e raccolta dei dati, si dovrà necessariamente fare una visita neurologica. Il paziente inoltre dovrà essere sottoposto ad esami ematochimici, ecocardiografici ed ecografici. La Risonanza Magnetica e TC sono tra gli esami maggiormente probatori per l’esclusione o conferma di moltissime cause.
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Malattie Metaboliche
- Ipoglicemia: Tra le malattie metaboliche l’insulinoma (una neoplasia del pancreas) può portare a grave ipoglicemia con crisi convulsive, soprattutto nei soggetti di media età e/o anziani. Frequente è anche la crisi convulsiva che si instaura nel cane diabetico.
- Malattie epatiche: Le Encefalopatie Epatiche sono sindromi neurologiche, provocate da un malfunzionamento del fegato.
- Ipocalcemia (poco calcio nel sangue): Anche l’ipocalcemia è condizione frequente, dovuta a malattie metaboliche come le pancreatiti, ipoparatiroidismo o l’insufficienza renale. Anche l’ipocalcemia puerperale può provocare convulsioni che si manifestano soprattutto con rigidità muscolari, crampiformi, irrequietezza ed aggressività.
Epilessia Ereditaria
L’epilessia idiopatica, come abbiamo visto è di origine genetica. La sua trasmissione è stata verificata (attraverso lo studio dei pedegree) nel Lagotto [6] e nel Bassotto [5] in cui si è evidenziata una mutazione genica nel Dna, trasmissibile di generazione in generazione.
Neoplasie, Tumori Cerebrali
L’insorgenza è più frequente nel cane adulto e la evidenza di crisi epilettiche in caso di sua presenza varia dal 45 al 75% dei casi.
Terapia dell’Epilessia Idiopatica
Il veterinario e il proprietario dovrebbero anche prestare molta attenzione a come si comportano i cani immediatamente dopo un attacco. L'epilessia strutturale è la diagnosi per le convulsioni che si verificano a causa di danni osservabili o malformazioni del cervello.
Gli AED di seconda generazione utilizzati nei cani includono levetiracetam, zonisamide, felbamato, gabapentin, pregabalin e topiramato. Sebbene l'indicazione iniziale sia determinata dal peso, cani diversi metabolizzano questi farmaci in modi diversi.
Bromuro di Potassio: Dosaggio e Somministrazione
Vetbromide è un medicinale veterinario a base del principio attivo Potassio Bromuro, appartenente alla categoria degli Neurologici: antiepilettici e nello specifico Altri antiepilettici. Non usare in casi noti di ipersensibilità al principio attivo o ad uno degli eccipienti.
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Modalità di Somministrazione
- Uso orale.
- Somministrare due volte al giorno con il cibo per ridurre il rischio di irritazione gastrointestinale.
Dosaggio
Nei cani con crisi gravi e frequenti o quando un cane viene fatto passare rapidamente dal fenobarbital al bromuro di potassio, si può somministrare una dose di carico di 60 mg/kg di peso corporeo due volte al giorno, per 5 giorni (equivalente a una dose giornaliera totale di 120 mg/kg) per raggiungere rapidamente concentrazioni sieriche terapeutiche.
La dose di mantenimento deve essere titolata nel singolo cane dal momento che il dosaggio necessario e la concentrazione sierica terapeutica del bromuro possono variare tra gli animali e dipendono dalla natura e dalla gravità della malattia sottostante.
- Monoterapia: la dose iniziale raccomandata è di 30 mg/kg di peso corporeo due volte al giorno (equivalente a una dose giornaliera totale di 60 mg/kg).
- Trattamento aggiuntivo, associato a fenobarbital: la dose iniziale raccomandata è di 15 mg/kg di peso corporeo due volte al giorno (equivalente a una dose giornaliera totale di 30 mg/kg).
L'uso in cani con peso corporeo inferiore a 10 kg deve essere subordinato a una valutazione dei rischi e dei benefici.
Monitoraggio
All'inizio del trattamento si devono controllare regolarmente le concentrazioni sieriche di bromuro, per esempio 1 settimana e 1 mese dopo il periodo di carico e tre mesi dopo l'inizio del trattamento alla dose di mantenimento. Si consiglia un monitoraggio accurato degli effetti indesiderati, soprattutto quando le concentrazioni sieriche del bromuro abbiano raggiunto il limite superiore dell'intervallo terapeutico per la monoterapia.
Precauzioni
- Non interrompere bruscamente la terapia per evitare di scatenare delle crisi.
- Questo prodotto deve essere utilizzato con cautela nei cani con insufficienza renale lieve o moderata, dal momento che l'escrezione del bromuro è ridotta.
- Una riduzione dell'assunzione di cloruro (dieta a basso tenore di sodio) può aumentare la probabilità di reazioni avverse o di intossicazione da bromuro.
- La somministrazione a stomaco vuoto può indurre il vomito.
Il bromuro di potassio agisce a livello cellulare per diminuire l'attività convulsiva deprimendo l'attività neuronale e l'eccitabilità. Il bromuro di potassio è un farmaco antiepilettico (AED) usato nei cani per controllare le convulsioni che non sono controllate adeguatamente dai soli fenobarbiturici.
La gestione degli animali con disturbi convulsivi richiede la misurazione delle concentrazioni minime di AED a intervalli regolari, al fine di adottare una dose terapeutica per il singolo paziente e ridurre al minimo l'insorgenza di tossicità.
Effetti Collaterali
La tossicità da bromuro può verificarsi negli animali che a cui vengono aggiunte quantità limitate di sodio, ad esempio una dieta a basso contenuto di sale. La sicurezza riproduttiva riguardo l'uso del bromuro nei cani non è stata stabilita.
Tabella Riassuntiva del Dosaggio del Bromuro di Potassio
| Fase | Dosaggio | Note |
|---|---|---|
| Dose di carico | 60 mg/kg due volte al giorno per 5 giorni (120 mg/kg totale giornaliero) | Per raggiungere rapidamente concentrazioni sieriche terapeutiche. |
| Mantenimento (Monoterapia) | 30 mg/kg due volte al giorno (60 mg/kg totale giornaliero) | Dose iniziale raccomandata. |
| Mantenimento (Aggiuntivo con fenobarbital) | 15 mg/kg due volte al giorno (30 mg/kg totale giornaliero) | Dose iniziale raccomandata. |
Nota: Le dosi elencate sono per il bromuro di potassio. Consultare sempre un veterinario per determinare il dosaggio appropriato per il vostro cane.
Sialanar è un medicinale per il trattamento della scialorrea (secrezione di saliva eccessiva) severa nei bambini e negli adolescenti (di età pari o superiore a 3 anni) con patologie neurologiche, quali paralisi cerebrale, epilessia e malattie neurodegenerative.
Il principio attivo di Sialanar, glicopirronio bromuro, blocca recettori che si trovano nelle ghiandole salivari denominati recettori muscarinici. Questi recettori innescano la produzione di saliva quando sono attivati dai nervi del cervello.
Rischi Associati a Sialanar
Gli effetti indesiderati più comuni di Sialanar (che possono riguardare più di 1 paziente su 10) sono irritabilità, vampate di calore, naso chiuso, secrezioni ridotte nelle vie aeree, secchezza delle fauci, costipazione, diarrea, vomito e incapacità di svuotare completamente la vescica (ritenzione urinaria).
Sialanar non deve essere usato in pazienti con glaucoma (una patologia oculare), ritenzione urinaria, disfunzione renale grave o con un'anamnesi di talune patologie intestinali o miastenia grave (una condizione che colpisce i muscoli). Inoltre, non deve essere usato in pazienti in stato di gravidanza o che stanno assumendo compresse o capsule di cloruro di potassio oppure medicinali che hanno un effetto anticolinergico.