Le scottature sono uno degli incidenti domestici più comuni, soprattutto tra i bambini. Una scottatura è un tipo di lesione in cui tessuti umani, solitamente la pelle, vengono in contatto con calore molto elevato. Si può trattare del calore diretto di una fiamma, o di un liquido bollente (acqua o olio), o ancora di un oggetto molto caldo (come il forno). Diversi tipi di scottature richiedono diversi trattamenti a seconda della loro profondità ed estensione.
Quando viene esposta a calore estremo, le proteine costitutive della pelle vengono “denaturate”. Questo significa che la normale struttura tridimensionale della molecola proteica si disfa. Le proteine così alterate non sono più in grado di svolgere la loro funzione fisiologica. Quando le proteine della pelle sono danneggiate dal calore, si innesca una risposta infiammatoria dovuta alla morte delle cellule della pelle.
Vengono allora rilasciati messaggeri chimici, detti mediatori dell'infiammazione, che causano la dilatazione dei vasi sanguigni e l'arrossamento della pelle. Possono anche verificarsi altri cambiamenti della pelle, come formazione di vesciche. Questa eventualità dipende dalla profondità o “grado” della scottatura, di cui parleremo tra poco.
Tipi di Scottature
Le ustioni sono lesioni della pelle e, in casi gravi, dei tessuti sottocutanei causate dal calore. La gravità di un’ustione dipende da due fattori: l’estensione della superficie corporea interessata e la profondità della lesione.
- Ustioni di I grado: leggere scottature che coinvolgono solo lo strato superficiale dell’epidermide. Possono manifestarsi rossore, gonfiore e bruciore.
- Ustioni di II grado: coinvolgono sia gli strati superficiali che quelli più profondi della pelle (derma) e causano la formazione di bolle dovute alla fuoriuscita di plasma dai capillari danneggiati. Il paziente può sperimentare dolore e bruciore intensi.
- Ustioni di III grado: le più gravi, coinvolgono l’epidermide, il derma e i tessuti sottostanti come il tessuto adiposo, muscolare e, in alcuni casi, le ossa. Si verifica la necrosi (morte) dei tessuti cutanei e la formazione di macchie nere e croste. La pelle colpita assume un colore marrone, nero o bianco marmoreo ed è dura al tatto. Non vi è quasi mai dolore, in quanto le cellule nervose sono state totalmente danneggiate.
Scottature Superficiali
Una bruciatura di primo grado è proprio come una scottatura dovuta al sole. Coinvolge solo lo strato più esterno della pelle e la zona interessata diviene rossa e dolorante. Le scottature superficiali spesso prudono a causa del rilascio di istamine. A parte il sole, un'altra causa comune delle scottature di primo grado è l'acqua bollente.
Leggi anche: Come funziona lo scambiatore di calore auto?
Una scottatura di secondo grado è leggermente più profonda. A differenza di quelle di primo grado che riguardano solo l'epidermide, le scottature di secondo grado coinvolgono anche il derma superficiale (lo strato di pelle più in profondità). In questi casi, la pelle si arrossa ma compaiono anche delle vesciche (si raccomanda di non forarle poiché in tal modo si espone la pelle a infezioni). Le bruciature di secondo grado guariscono in 2-3 settimane e solitamente non lasciano una cicatrice, a meno che non vi siano complicanze come infezioni (che possono essere evitate con le giuste fasciature e delle creme riparatrici disponibili in farmacia). Queste scottature possono però causare cambiamenti nella pigmentazione della pelle.
Sia le scottature di primo grado sia quelle di secondo grado sono considerate “scottature superficiali”. Di solito possono essere trattate a casa senza rivolgersi a un medico, ma se la bruciatura è estesa o coinvolge il viso o la zona corrispondente a una delle principali articolazioni, dovresti sottoporla a esame medico.
Ustioni a Tutto Spessore
Le bruciature di terzo grado sono dette “a tutto spessore” perché riguardano tutti gli strati della pelle fino allo strato sottocutaneo, chiamato ipoderma. Proprio perché sono così profonde, le ustioni di terzo grado distruggono le fibre nervose della pelle, e per questo sono spesso indolori. Se pensi di avere una bruciatura a tutto spessore, non farti prendere dal panico e ricorda che sono disponibili trattamenti medici e chirurgici.
Cosa Fare Immediatamente Dopo una Scottatura
Il primo trattamento per le ustioni è raffreddare la parte colpita con acqua corrente fredda per almeno cinque minuti. Se necessario, si può utilizzare un panno pulito imbevuto di acqua fredda. Questo aiuta a fermare il danno causato dal calore. Se l’ustione è grave (secondo o terzo grado), dopo aver raffreddato la zona colpita con acqua, è importante recarsi immediatamente al pronto soccorso più vicino.
Non si devono mai applicare pomate, oli o ghiaccio, poiché potrebbero peggiorare la situazione. L’acqua fredda è l’unico rimedio valido. Se i vestiti aderiscono alla pelle ustionata, non tentare di staccarli.
Leggi anche: Cosa succede se una gatta sterilizzata va in calore?
Se l’ustione è di grado più lieve (primo grado), il raffreddamento con acqua corrente non gelata è sufficiente per stabilizzare la situazione.
Creme Riparatrici e Medicazioni
Se la bruciatura è superficiale (primo o secondo grado), la prima cosa da fare è mettere la zona sotto l'acqua fredda per diversi minuti. Questo può limitare l'estensione e la profondità della scottatura e aiuta a calmare il dolore. Dovresti poi recarti in farmacia e chiedere una buona crema per scottature o crema riparatrice. Idealmente, la formula dovrebbe contenere ingredienti attivi che accelerino e ottimizzino la guarigione dell'epidermide, che leniscano e proteggano la pelle e che riducano il rischio di infezione. Applica uno spesso strato di crema (potresti tenerla in frigo per apportare maggiore sollievo), e poi copri la pelle con una garza sterile. Ricorda, questi consigli valgono solo per le scottature superficiali.
Secondo l’esperienza dei dermatologi di DermaClub la medicazione ideale da eseguire dopo una bruciatura, scottatura è quella con l’utilizzo di PEG Unguento Questo unguento del tutto sintetico che non contiene acqua, tensioattivi o emulsionanti o grassi ha proprietà ideali per la medicazione di una bruciatura ( o di una ustione in generale ) . Infatti ha capacità anti aderente alla pelle , utile per medicare con garza senza farla aderire alla pelle; ha capacità di assorbire gli essudati in modo da prevenire la macerazione e quindi l’infezione secondaria; ha la proprietà di stimolare con l’Allantoina la cicatrizzazione minimizzando i segni cicatriziali o pigmentati che seguono di solito queste bruciature.
- Quando la scottatura è di Primo Grado, cioè senza bolle, si applica PEG Unguento con allantoina direttamente sull’area di scottatura e si riapplica per tre volte al giorno fino a che si è formata la pelle nuova in sostituzione di quella scottata. Applicando l’ Unguento subito dopo la scottatura si ha anche un’azione di spegnimento del dolore e bruciore. In questo periodo di ricambio della pelle, che di solito dura 10 giorni circa, si chiede di bagnare il meno possibile la parte scottata.
- Quando la scottatura è di Secondo Grado, cioè con bolle, se le bolle sono piccole e intatte si applica PEG Unguento con allantoina direttamente sulla pelle scottata come per quelle di Primo Grado. Se invece le bolle sono aperte e quindi c’è un erosione è meglio applicare PEG Unguento con allantoina in abbondanza su di una garza di cotone ( non di TNT) e con questa ricoprire l’area di bruciatura.
Cicatrici da Bruciature
Se adeguatamente trattate, le scottature superficiali (primo e secondo grado) non lasciano generalmente una cicatrice. Quelle di primo grado non provocano quasi mai una cicatrice. Quelle di secondo grado possono lasciare una cicatrice se si infettano. Per una guarigione ottimale, chiedi indicazioni al tuo farmacista sulle creme specifiche per scottature. Ricorda, dopo una scottatura, la pelle è sensibile e fragile, e ha bisogno della protezione offerta da prodotti dermocosmetici specifici.
Purtroppo, le bruciature di terzo grado lasciano spesso una cicatrice sulla pelle. La ragione è che il danno è così profondo che la pelle reagisce producendo un denso collagene per sostituire la pelle distrutta. Questo collagene è noto come un tessuto delle cicatrici.
Leggi anche: Applicazioni del Marmo
Complicazioni delle Cicatrici
Se la bruciatura non è trattata adeguatamente, o più semplicemente se hai sfortuna, puoi sviluppare vari tipi di sgradevoli cicatrici:
- Le contratture: si hanno quando la cicatrice comincia a irrigidirsi e a "contrarsi". Questo può essere pericoloso se la cicatrice è “circonferenziale”, ad esempio se avvolge una parte del corpo come le dita.
- Le cheloidi: si hanno quando la cicatrice diventa spessa e voluminosa, andando oltre i confini della scottatura originale.
Eritema Ab Igne
L'eritema ab igne è una reazione cutanea derivante dall'esposizione cronica a bassi livelli di calore o radiazione infrarossa. Noto anche come eritema da scaldino, questa condizione è caratterizzata dalla comparsa dopo poco l'irradiazione termica di un reticolo iperpigmentato sulla pelle. La diagnosi dell'eritema da calore si basa sull'esame obiettivo; raramente, è necessaria la biopsia. Il trattamento prevede il ricorso, qualora fosse necessario, di farmaci per favorire la risoluzione o alleviare i segni cutanei.
L'aspetto clinico è caratteristico: l'eritema ab igne si manifesta inizialmente con la comparsa di aree arrossate che, nei giorni successivi all'evento scatenante, disegnano un reticolo sulla pelle. Nei giorni successivi all'evento scatenante, le aree arrossate possono assumere un colorito brunastro che tende a sfumare gradualmente.
Cause dell'Eritema Ab Igne
Non si conoscono le esatte temperature necessarie per innescare la reazione (range ipotizzato < 50°C), così come non è noto il motivo per cui in alcune persone esposte all'irradiazione termica compaia, mentre in altre no. Potenzialmente, in chi è predisposto, ogni fonte di calore può provocare l'eritema ab igne, ad eccezione dei bagni caldi, forse perché le lesioni dipendono da un calore secco o maggiore di quello abitualmente utilizzate a tale scopo. Esposizione ripetuta o prolungata a sedili riscaldati in auto, termosifoni, stufe o caminetti. Attività professionali che implichino un'esposizione cronica a bassi livelli di calore o radiazione infrarossa a sorgenti termiche (es.
La reazione eritematosa da calore può risultare anche dall'abitudine di appoggiare un computer portatile sulle gambe. Le temperature che un pc raggiunge sono comprese, di solito, nell'intervallo tra 43-47°C e il posizionamento sulle cosce può consentire l'esposizione diretta agli elementi riscaldanti del laptop, che includono l'unità di elaborazione centrale (CPU) e l'unità di elaborazione grafica (GPU). L'eritema ab igne si può riscontrare con una certa frequenza in associazione alla pancreatite cronica.
Sintomi e Diagnosi
La sintomatologia dell'eritema ab igne è variabile e correlata all'entità del quadro clinico. Nei giorni successivi all'evento scatenante l'eritema ab igne, questa chiazza arrossata disegna un reticolo violaceo sulla pelle. Di solito, più stadi delle lesioni sono presenti contemporaneamente. La valutazione dell'eritema ab igne è clinica e si basa principalmente sull'esame obiettivo e sull'indagine anamnestica. Non esistono, infatti, test diagnostici specifici per la patologia e, solo in qualche caso, si ricorre alla biopsia.
In ogni caso, il consulto del dermatologo è fondamentale per stabilire una diagnosi accura.
Trattamento dell'Eritema Ab Igne
Il fondamento della gestione dell'eritema ab igne è la rimozione della causa scatenante, rappresentata dalla sorgente termica (sauna, vapore, termosifone, borsa dell'acqua calda ecc.). I casi lievi di eritema da calore si risolveranno nel corso dei mesi, mentre quelli più avanzati possono persistere per anni o rimanere permanentemente.
Scottature Solari
L'esposizione al sole (ma anche alla luce di lampade solari, come quelle utilizzate nei centri estetici) senza un'adeguata protezione, infatti, causa facilmente un eritema superficiale doloroso e, nei casi più seri, l'insorgenza di vesciche. Spesso il tutto è accompagnato da una congiuntivite (provocata dal riverbero dei raggi ultravioletti al mare o sulla neve) e da un aumento della temperatura corporea (febbre).
I segni più comuni sono l'arrossamento della pelle, che compare dopo alcune ore dall'esposizione. La persona colpita va incontro a disidratazione e deve bere abbondantemente. In caso si manifesti la congiuntivite è bene fare sciacqui con acqua gelata e indossare occhiali da sole o, in alternativa, restare al buio. Sarà bene poi consultare il proprio medico.
Prevenzione delle Scottature Solari
Per prevenire le scottature solari sarà bene non esporsi mai al sole senza creme solari (con un adeguato fattore di protezione) e sempre gradualmente. Ripetute ustioni solari, infatti, possono provocare un precoce invecchiamento della pelle (perdita di elasticità, formazione di rughe) nonché alterazioni della struttura della pelle.
Indicativamente, le persone con pelle molto chiara devono usare prodotti con fattore di protezione elevato per tutto il tempo in cui si espongono al sole, mentre le persone di carnagione scura possono usare prodotti con fattori di protezione più bassi.
Trattamento delle Scottature Solari
Il prurito e l'arrossamento possono essere alleviati con impacchi freschi sulla pelle e l'applicazione di prodotti specifici ad azione emolliente e lenitiva. Nei casi più severi, le aree con vescicole possono richiedere un trattamento del tutto simile a quello per le ustioni termiche, con medicazioni sterili e antimicrobici topici per evitare le sovrainfezioni batteriche. Quando si riprende nuovamente ad abbronzarsi, l'approccio deve essere graduale, in quanto la pelle rimane a lungo sensibilizzata.
Colpo di Sole e Colpo di Calore
Il colpo di sole o insolazione è una conseguenza di una esposizione del corpo diretta ed eccessivamente prolungata ai raggi del sole. In genere tra i sintomi dell'insolazione rientrano mal di testa e senso di vertigine. Inoltre il soggetto può incorrere in transitorie perdite di coscienza. Evitare di rimanere al sole e ripararsi in un luogo rinfrescato. Non conviene rifugiarsi sotto l'ombrellone, se si è al mare, perché i raggi filtrano e la temperatura è comunque elevata: si rischia così anche il colpo di calore. In questi casi è importante ripristinare i liquidi persi bevendo.
È dovuto ad un aumento della temperatura corporea a causa del clima caldo e saturo di umidità. L'organismo assorbe più calore di quanto riesce a cederne all'esterno con la sudorazione e questo porta ad un innalzamento della temperatura interna, ipertermia. Pertanto tra i sintomi del colpo di calore, rientrano debolezza, febbre, abbassamento della pressione arteriosa, nausea e vomito. Tra i possibili sintomi anche crampi, vertigini, sete intensa, perdita di lucidità e disorientamento.
Prevenzione del Colpo di Sole e Calore
Appena ci si accorge del rischio, si deve portare subito la persona in un ambiente fresco e ben arieggiato, non sotto una tenda, anche se all'ombra. È utile bere dell'acqua a temperatura ambiente e raffreddare il corpo tamponando con teli umidi i polsi, i lati del collo, l'inguine, le ascelle e le tempie. Se la persona è svenuta, è bene farla sdraiare con le gambe leggermente sollevate. È importante che la testa sia sullo stesso piano del dorso e delle spalle, per questo non sistemare dei cuscini o altro dietro il capo.
Tra i consigli, evitare di stare al sole o in ambienti esterni nelle ore più calde della giornata, ripararsi con un copricapo, bere molto e non compiere sforzi fisici estremi quando le temperature sono al massimo. A livello preventivo è bene bere 1,5 litri d'acqua al giorno indipendentemente dalla sete e adeguare le terapie, se si soffre di ipertensione.
Fonti di Rischio in Ambito Domestico
In ambito casalingo, le fonti di rischio più comuni si concentrano soprattutto in cucina e in bagno: pentole con manici rivolti verso l’esterno, liquidi bollenti lasciati incustoditi o l’acqua del rubinetto eccessivamente calda sono tra i principali pericoli; una corretta regolazione della temperatura dello scaldabagno, l’uso di presidi di sicurezza per bambini e la manutenzione degli elettrodomestici riducono significativamente le probabilità di incidenti.