La termoregolazione corporea è il meccanismo che ha lo scopo di mantenere stabile (in media 37° C) la temperatura del corpo a seconda dell’ambiente in cui si trova. Il centro regolatore della termoregolazione è l’ipotalamo, che fa parte del sistema nervoso centrale: in pratica, è un gruppo di neuroni specializzati che fanno da “termostato”, solitamente settato su 37°C circa. Se il corpo subisce una variazione di temperatura (es. ambiente molto freddo o molto caldo), l’ipotalamo si attiverà per cercare di ripristinare i 37°C.
Termoregolazione da Freddo
Quando sei in un ambiente freddo il corpo per non raffreddarsi e per mantenere la temperatura corporea nel range fisiologico deve iniziare a produrre calore: si parla di termoregolazione da freddo. Questa è regolata in primis da uno spostamento del flusso sanguigno: le estremità e la cute vengono meno irrorate a favore degli organi interni, che sono più importanti a livello di sopravvivenza da mantenere nella temperatura corretta. Nel caso in cui lo stress termico sia prolungato, entrano in gioco anche gli ormoni.
Il meccanismo molecolare alla base della produzione di calore e dell’aumento della temperatura corporea è la stimolazione da parte della termogenina delle proteine mitocondriali disaccoppianti UCP, responsabili di “cicli futili”: il disaccoppiamento dei processi ossidativi da quelli fosforilativi permette al flusso di protoni di generare calore invece che ATP.
Considera che l’organismo aumenta il proprio metabolismo del 13% per alzare di 1°C la propria temperatura corporea. Inoltre, il freddo stimola l’irisina a trasformare gli adipociti bianchi in bruni: da passivi accumulatori di grasso diventano delle vere e proprie fornaci metaboliche, ma solo nel momento in cui c’è l’esposizione al freddo.
Tutti questi passaggi non devono mai portare ad avere brividi costanti: l’organismo deve riuscire a reagire con strategie alternative. Se ti vengono i brividi, probabilmente c’è qualcosa che non va ed i passaggi sono stati poco graduali.
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La termoregolazione riguarda sia la capacità di disperdere il calore (termodispersione) che di produrre calore (termogenesi). La termodispersione è ridotta quando c’è molta umidità, assumi alcuni farmaci.
In ambito femminile e fisiologico, le donne in età fertile durante la fase luteale subiscono un temporaneo incremento della temperatura corporea di circa 0.5°C, con modificazioni più o meno marcate del controllo vascolare e della sudorazione sia a riposo che durante l’esercizio fisico. Tuttavia, questa variazione di temperatura non compromette la performance, i livelli di lattato o la capacità ventilatoria, se non in ambienti molto caldi e molto umidi.
Vampate di Calore
Le vampate di calore possono essere una manifestazione fisica particolarmente fastidiosa per chi le sperimenta. L’origine delle vampate di calore non è stata ancora del tutto chiarita ma sembra essere legata a un’alterazione dei livelli ormonali, in particolare degli estrogeni. Ma le fluttuazioni ormonali e le vampate di calore non sono soltanto una prerogativa femminile.
Nelle donne in menopausa sono in genere più intense a livello del volto, del collo e del petto, dove la pelle si può arrossare. Possono essere associate a un aumento della frequenza cardiaca e a una sudorazione intensa seguita da un freddo altrettanto intenso. La loro frequenza varia da caso a caso, in genere durano pochi minuti e compaiono soprattutto di notte.
Sia nelle donne che negli uomini il problema può però essere associato anche a vere e proprie patologie, come l’ipertiroidismo, ma anche un tumore alla prostata, all’ipotalamo o all’ipofisi.
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Diversi fattori possono aggravare le vampate:
- Sovrappeso e obesità, soprattutto d’estate: il grasso si comporta infatti come un vero materiale isolante. E’ come avere addosso un cappotto o una pelliccia, tanto più quanto più aumenta il peso corporeo.
- Temperatura esterna elevata: le caldane tendono a peggiorare durante i mesi estivi e, in generale, in tutte le situazioni in cui ci si trova in un ambiente caldo. D’estate le vampate peggiorano, con sudorazioni più abbondanti e una maggiore perdita di potassio. La perdita eccessiva di questo ione prezioso aumenta poi il senso di debolezza, astenia e affaticabilità.
- Alcol: sregola ancor più il nostro termostato interno. Attenzione quindi a non bere alcolici di nessun tipo, specialmente la sera. Oltre a peggiorare le vampate, l’alcol altera anche il centro che regola il battito cardiaco: ed ecco le tachicardie notturne, più frequenti e intense se si dorme sul lato sinistro (il lato del cuore) e se si hanno molte vampate.
- Stress acuto e cronico: ogni situazione di stress fisico o emotivo aumenta il cortisolo e sregola ancora di più il termostato. Un esempio? Anche l’insonnia, causata e peggiorata dalle vampate, mina l’equilibrio fisico ed emotivo.
Le vampate causano un forte stress fisico, tanto più quanto maggiori sono l’escursione termica (anche di 3-5 gradi in pochi secondi) e la frequenza. Le vampate provocano un aumento del cortisolo, l’ormone dello stress, fino a quattro volte, con effetti che persistono nel sangue per le successive tre ore. Se una donna ha otto vampate, nemmeno tante, nell’arco delle 24 ore, di fatto ha livelli di cortisolo stabilmente triplicati nel sangue e nei tessuti.
Vampate ripetute, insonnia e cortisolo elevato si ripercuotono sull’equilibrio emotivo e sui livelli di energia, per cui ci si sveglia al mattino sentendosi uno straccio, di cattivo umore, con più ansia e a depressione. La donna può diventare nervosa, irritabile, intollerante, persino aggressiva, con ripercussioni negative anche sull’atmosfera familiare, sul rapporto di coppia, o sul lavoro. Anche questo disagio emotivo contribuisce ad aumentare la ricerca di cibo: si mangia di più, o si bevono aperitivi, per consolarsi, cercando dolci e alcol come alimento antistress (“comfort food”).
Le strategie per ridurre le vampate sono molteplici. Gli stili di vita sani aiutano molto: bene una camminata mattutina alla luce naturale, per 30-45 minuti, perché abbassa l’infiammazione, riduce il cortisolo e scarica lo stress, anche da vampate, in modo del tutto fisiologico. L’essenziale è comprendere che le vampate di calore sono scatenate dalla carenza di estrogeni dopo la menopausa, che altera il termostato regolatore della temperatura corporea: sono quindi una sirena d’allarme molto seria che si accende sull’intera salute fisica ed emotiva della donna. Vampate e insonnia si potenziano reciprocamente nel causare uno stato di stress biologico che, persistendo, può causare seri problemi di salute, oltre ad aumentare l’appetito per cibi dolci e grassi.
Per questo è importante riportare in equilibrio il centro termoregolatore. Per chi ha vampate severe, e non ha controindicazioni specifiche, può essere molto appropriato iniziare una terapia ormonale personalizzata a basso dosaggio, che intanto dà sollievo e limita la progressione a lungo termine di patologie severe. In genere il rimedio più efficace alle vampate di calore è l’assunzione di ormoni femminili. Anche gli uomini in cui il problema è scatenato da un trattamento antitumorale possono trarre beneficio dalla loro assunzione.
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Tuttavia, diversi studi evidenziano potenziali effetti collaterali della terapia ormonale. Per questo bisognerebbe discutere con il medico del rapporto fra rischi e benefici nel proprio caso specifico. Quando le vampate di calore sono associate alla menopausa rivolgersi a un medico aiuta a gestirle nel modo migliore possibile, in modo che non incidano significativamente sulla qualità della vita.
Un’ottima notizia per tutte le donne colpite da vampate severe e che non possono, o non vogliono, ricorrere alle terapie ormonali: ha completato le fasi di ricerca clinica un farmaco molto efficace, il fezolinetant, che ripara il termostato sregolato ed elimina le vampate in oltre il 60% dei casi. Il fezolinetant non è un ormone e non diventa un ormone, ma agisce direttamente sulle cellule nervose sregolate, riportandole in equilibrio. La rigorosa Food and Drug Administration statunitense (FDA) lo ha approvato il 12 maggio scorso. Ora è all’esame della European Medicines Agency (EMA).
Intolleranza al Caldo
L'intolleranza al caldo è l'incapacità di sopportare temperature elevate o di mantenere una temperatura corporea soddisfacente; si associa alla sensazione di essere surriscaldati, spesso con sudorazione profusa. L'intolleranza al caldo si rileva nell'ipertiroidismo a causa dell'aumento del metabolismo basale provocato dagli ormoni tiroidei in eccesso. Tale sintomo si riscontra anche nella menopausa (è conseguenza dell'instabilità vasomotoria dovuta al calo degli estrogeni), nella sclerosi multipla e nelle malattie dell'ipotalamo che provocano l'alterazione dei centri della termoregolazione.
L'intolleranza al caldo, inoltre, può essere indotta da alcuni farmaci, quali anfetamine, anticolinergici e ormone tiroideo in corso di terapia sostitutiva.
Colpo di Calore
Il colpo di calore è la conseguenza più grave che può derivare dall'incremento anomalo della temperatura dell'organismo oltre i 40°C. Il colpo di calore può colpire l’individuo di qualsiasi età, ma a correre più rischi sono gli anziani che hanno superato i 65 anni e i bambini piccoli. Intervenire per tempo è fondamentale per evitare gravi complicazioni a livello di organi come il cervello, il cuore, i reni e i muscoli. Nei casi più gravi può portare al decesso.
Il colpo di calore può essere causato da temperature elevate e climi umidi o da un’attività fisica molto intensa esercitata in ambiente caldo-umido. Nel primo caso, più frequente fra gli anziani e in chi soffre di patologie croniche, sono le condizioni ambientali a scatenare l’aumento della temperatura corporea. La caratteristica principale del colpo di calore è l‘innalzamento della temperatura corporea a valori pari o superiore a 40 °C.
I sintomi del colpo di calore sono in genere sufficienti per poter formulare una diagnosi immediata. In caso di sospetto colpo di calore è fondamentale cercare immediatamente l’aiuto di un medico.
L'esposizione al sole, alle temperature elevate e all'umidità eccessiva è molto pericolosa. Infatti, può scatenare diversi disturbi, che possono arrivare fino al colpo di calore vero e proprio. Per questo, in estate occorre prestare molta cautela, a maggior ragione se si pratica attività fisica durante la giornata o si sta fuori a lungo nelle ore più calde.
I disturbi da calore dipendono da una difficoltà nel regolare la temperatura corporea interna. L'organismo è dotato di un efficiente sistema di termoregolazione, un meccanismo che ha la funzione di mantenere la temperatura interna costante, intorno ai 37° gradi, bilanciando o la produzione e la dispersione del calore a seconda delle condizioni esterne. In presenza di afa, ossia di caldo eccessivo e di alti tassi di umidità, questo meccanismo può entrare in tilt. Ciò succede più facilmente se si soggiorna in ambienti molto caldi e non ventilati, come una macchina o una stanza piccola, e se si fa sport nelle ore centrali della giornata.
I crampi da calore rappresentano il più comune e meno grave dei disturbi da calore. Di solito, compaiono quando si è stati fisicamente attivi in luoghi caldi. Tuttavia, possono verificarsi anche a riposo o comunque durante sforzi poco importanti. I crampi da calore sono particolarmente frequenti negli anziani, nei bambini piccoli, nelle persone in sovrappeso e nelle persone che hanno bevuto alcolici.
Fra i disturbi da calore rientra anche l'esaurimento da calore, una sindrome clinica caratterizzata dall'innalzamento della temperatura corporea.
Per colpo di calore si intende un aumento anomalo della temperatura corporea, che inizialmente causa confusione mentale, crampi, arrossamento cutaneo, nausea e vomito. Se la sudorazione copiosa non riesce a eliminare il calore in eccesso, si instaura il colpo di calore vero e proprio: la temperatura corporea può salire fino a 39°-40° e il quadro neurologico diventa progressivamente più severo. Possono comparire: comportamento irrazionale o allucinazioni, agitazione, aggressività, cefalea insopportabile, respiro rapido e superficiale, pelle secca, convulsioni, perdita di conoscenza, diminuzione della pressione arteriosa, freddo, brividi, pallore cutaneo.
Il colpo di calore è un'emergenza pericolosa per la vita. Chiamare un'ambulanza o andare immediatamente al pronto soccorso.
Il modo migliore per evitare i disturbi da calore è stare all'ombra o in una zona ventilata e climatizzata durante le ore più calde della giornata. Inoltre, fra le 11 e le 18 evitare di affaticarsi, praticare sport, camminare all'aperto e fare eccessivo movimento. Infatti, quando si fa uno sforzo, il corpo produce calore, rendendo ancora più difficile la termoregolazione. Indossare abiti larghi e di colore chiaro. Seguire una dieta leggera, che non impegni troppo l'apparato digerente. Chi ha un condizionatore dovrebbe regolare la temperatura a valori compresi tra 24 e 26°C.
Dare tempo all’organismo di adattarsi a climi caldi cui non è abituato. La capacità di sudorazione, indispensabile per mantenere una corretta termoregolazione, è una funzione corporea “allenabile”.
Bere acquafresca o bevande sportive ogni 15 minuti. Si tratta di una delle conseguenze più temibili dell'esposizione a caldo e umidità.
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