Calore dalle Mani: Cause e Rimedi

Perché si fanno le mani rosse? Perché mi sento le mani bollenti? L’eritromelalgia è un disturbo che determina il surriscaldamento, il dolore o bruciore ai piedi o alle mani.

Che cos’è l’Eritromelalgia?

L’eritromelalgia è una rara condizione medica caratterizzata da episodi di dolore intenso, arrossamento e calore nelle estremità, solitamente mani e piedi. Meno frequentemente questi sintomi possono riguardare orecchie, volto e ginocchia. Questa patologia può manifestarsi in modo intermittente o continuo e può variare in gravità da lieve a debilitante. Sebbene l’eritromelalgia possa colpire persone di tutte le età, è più comune negli adulti e può influenzare significativamente la qualità della vita.

Che cos’è l’eritromelalgia? L’eritromelalgia è una sindrome vascolare che coinvolge un’alterazione del flusso sanguigno nelle estremità. Il termine deriva dal greco “erythros” (rosso), “melos” (arto) e “algos” (dolore), descrivendo efficacemente i sintomi principali della condizione.

La malattia fu descritta per la prima volta dal medico americano Silas Weir Mitchell nel 1878 che ne identificò i sintomi e la classificò come una forma di nevralgia vascolare.

La patologia può essere primaria, quando non è associata ad altre malattie, o secondaria, quando è legata a condizioni sottostanti come malattie autoimmuni o disturbi del sistema nervoso.

Leggi anche: Come funziona lo scambiatore di calore auto?

L'eritromelalgia è un disturbo raro descritto per la prima volta nel 1878. Studi epidemiologici indicano un'incidenza di 1,3 casi per 100.000 persone all'anno negli Stati Uniti, con stime inferiori in Norvegia, dove si registra un'incidenza di 0,25 casi per 100.000 e una prevalenza di 2 casi per 100.000. Il disturbo colpisce prevalentemente le donne e si manifesta più frequentemente in età media, anche se i sintomi possono svilupparsi a qualsiasi età. Sono stati documentati casi familiari in cui i sintomi hanno avuto inizio tra i 2 e gli 8 anni di età, suggerendo una possibile componente genetica nella sua insorgenza.

Tipologie o Varianti

Esistono due principali varianti di eritromelalgia:

  • Eritromelalgia primaria: spesso di origine genetica, si manifesta senza una causa apparente.
  • Eritromelalgia secondaria: associata ad altre condizioni mediche come la policitemia vera, lupus eritematoso sistemico o neuropatie periferiche.

Eritromelalgia e Mani

L'eritromelalgia delle mani si manifesta a seguito di una dilatazione anomala dei vasi sanguigni superficiali che provoca un aumento della temperatura cutanea e una sensazione di bruciore. Gli attacchi possono essere innescati da fattori esterni, come l'esposizione al calore, l'attività fisica o lo stress emotivo, ma possono verificarsi anche senza una causa apparente. I pazienti affetti da eritromelalgia delle mani descrivono il dolore lancinante, associato a un arrossamento marcato e gonfiore della pelle. Tuttavia, è opportuno sottolineare che quando si avvertono le mani calde, le cause possono anche essere differenti dalla eritromelalgia.

Cause dell’Eritromelalgia

L'eritromelalgia è una malattia vascolare complessa le cui cause non sono ancora state completamente chiarite; tuttavia, le cause possono essere distinte a seconda delle due tipologie di malattia, primaria e secondaria.

Cause dell'Eritromelalgia Primaria

L'eritromelalgia primaria si presenta nella maggior parte dei casi in maniera casuale, oppure può essere di origine genetica (appena in 5% dei casi) e associata a mutazioni nei geni che regolano i canali ionici, in particolare il gene SCN9A che codifica per una subunità dei canali del sodio nei nervi sensoriali. Queste mutazioni causano una sovrastimolazione delle fibre nervose coinvolte nella percezione del dolore e nel controllo della vasodilatazione, portando a sintomi di arrossamento, calore e dolore. La forma primaria si manifesta solitamente nell'infanzia o nell'adolescenza e non è legata ad altre malattie sistemiche.

Leggi anche: Cosa succede se una gatta sterilizzata va in calore?

Cause dell'Eritromelalgia Secondaria

L'eritromelalgia secondaria è associata a condizioni sottostanti che alterano il flusso sanguigno e la regolazione vascolare. Le malattie mieloproliferative, come la policitemia vera o la trombocitemia essenziale, sono tra le cause più comuni, in quanto l'aumento della viscosità del sangue e l'elevato numero di piastrine contribuiscono alla dilatazione anomala dei vasi sanguigni. Altre condizioni associate includono malattie autoimmuni come il lupus eritematoso sistemico, la sclerosi multipla e neuropatie periferiche.

Anche alcuni farmaci, come i calcio-antagonisti e i farmaci antidepressivi, sono stati correlati all'insorgenza della malattia in forma secondaria, probabilmente a causa del loro effetto sul sistema vascolare e sulla regolazione della pressione sanguigna.

Fattori di Rischio

I fattori di rischio per l'eritromelalgia includono numerose condizioni vascolari e neurologiche. Un aspetto rilevante è l'ipertensione, che può influenzare la manifestazione e l'aggravamento della malattia. L'ipertensione causa un aumento della pressione nei vasi sanguigni, che può portare a una disfunzione nella regolazione del flusso ematico periferico. Questo meccanismo è particolarmente problematico nei pazienti con eritromelalgia, in quanto contribuisce alla dilatazione anomala dei vasi, amplificando i sintomi di calore, arrossamento e dolore. Inoltre, l'ipertensione, essendo una condizione cronica, può esacerbare lo stress sulle arterie periferiche, aumentando il rischio di episodi dolorosi e peggiorando il decorso della malattia.

Altri fattori di rischio da considerare includono condizioni sottostanti come le malattie mieloproliferative e le neuropatie, nonché l'uso di farmaci che alterano la vasodilatazione.

Sintomi e Manifestazioni

Quando si parla di eritromelalgia, i sintomi sono il segno caratteristico di questa malattia. In particolare la persona che ne soffre può sperimentare l'arrossamento della pelle, accompagnato da una sensazione di calore intenso che può variare in gravità da un lieve disagio a un dolore invalidante. I pazienti descrivono spesso il dolore come bruciante o pulsante, e questo è strettamente associato all'aumento della temperatura della pelle nell'area colpita. Le aree comunemente coinvolte includono i piedi e le mani, ma possono essere interessati anche il viso, le orecchie e le ginocchia. Di conseguenza la persona può sperimentare:

Leggi anche: Applicazioni del Marmo

  • Calore al piede oppure calore improvviso ai piedi
  • Sensazione di calore alle mani
  • Sensazione di calore al viso e orecchie

La durata degli attacchi può variare considerevolmente: si può passare da pochi minuti a diverse ore. L'intensità dei sintomi può peggiorare durante le stagioni calde o in ambienti con temperature elevate, il che porta molti pazienti a cercare sollievo immergendo le parti colpite in acqua fredda o esponendole ad aria condizionata. Tuttavia, questa pratica può causare complicanze, come il rischio di lesioni da freddo o infezioni cutanee dovute alla prolungata esposizione all'umidità.

I sintomi principali dell’eritromelalgia includono:

  • Dolore bruciante nelle estremità, spesso descritto come insopportabile.
  • Arrossamento e calore nella zona colpita.
  • Gonfiore occasionale.
  • Esacerbazione dei sintomi con l’esposizione al calore o durante l’attività fisica.

La presenza di dolore, calore, rossore e gonfiore indica un processo infiammatorio in atto. Le cause di questa infiammazione vanno ricercate in traumi, processi infettivi o patologie di natura infiammatoria, locali o sistemiche. Ad esempio, quando questo insieme di sintomi si manifesta a livello delle dita, possono esserne responsabili disturbi della mano, del piede o delle unghie, tra cui paronichia, paterecci (incluso il patereccio erpetico), unghie incarnite, ferite da morsi o tenosinoviti infette dei flessori. Le infezioni locali spesso esordiscono con un dolore costante, intenso e pulsante, mentre i traumi alle dita spesso provocano anche alterazioni ungueali.

Crampi alle Mani

Alla base dell'insorgenza dei crampi alle mani possono esservi cause di natura differente. Il crampo viene normalmente definito come una contrazione improvvisa e involontaria, generalmente dolorosa, della muscolatura striata (anche nota come muscolatura volontaria).

La comparsa di crampi alle mani durante lo svolgimento di una particolare attività potrebbe essere indice di scarso allenamento dei muscoli coinvolti. Il grafospasmo - anche noto come crampo dello scrivano - si caratterizza per una contrazione spastica dolorosa dei muscoli della mano e del braccio. Tale compressione è generata dalle strutture che compongono il tunnel carpale e dà origine a diversi sintomi, fra cui dolori di tipo crampiforme che generalmente coinvolgono il polso, il pollice e l'indice (ma talvolta anche il medio e parte dell'anulare) e che vengono spesso identificati come crampi alle mani.

I crampi alle mani così come i crampi muscolari in generale rappresentano alcuni dei sintomi che possono manifestarsi nei pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Il diabete è una patologia caratterizzata da livelli di glicemia eccessivamente elevati (iperglicemia) che può dare origine a svariate complicazioni a carico di diversi organi e tessuti, inclusi il sistema nervoso e l'apparato muscolare.

Infine, ricordiamo che talvolta, i crampi alle mani potrebbero rappresentare la somatizzazione di condizioni di forte stress o ansia. Ad ogni modo, la presenza di crampi alle mani può portare a difficoltà nell'afferrare e maneggiare gli oggetti. Una condizione in cui i crampi alle mani sono associati ad un dolore particolarmente intenso, sono ricorrenti nell'arco della giornata e/o sono associati ad altri sintomi che ostacolano la mobilità, può divenire addirittura invalidante, portando l'individuo ad uno stato di frustrazione.

In simili situazioni l'umore può risentirne, peggiorando gradualmente ed evolvendo, nei casi più gravi, verso veri e propri quadri patologici (sintomi depressivi e depressione).

Se i crampi alle mani sono dovuti a sollecitazioni eccessive e non sono particolarmente intensi o frequenti, talvolta, anche un semplice periodo di riposo dall'attività "incriminata" potrebbe rivelarsi sufficiente per risolvere il problema. Quando, invece, i crampi alle mani sono dovuti a patologie più gravi, il trattamento può essere più complesso, può richiedere la somministrazione di farmaci e/o l'intervento chirurgico. Per alcune delle patologie che possono dare origine a crampi alle mani, purtroppo, non esiste una terapia risolutiva.

Se, invece, i crampi alle mani non tendono ad autorisolversi, sono particolarmente dolorosi, si manifestano di frequente, tendono a peggiorare e/o si associano ad altri sintomi (intorpidimento, formicolio, rigidità, ecc.), allora l'intervento del medico è assolutamente necessario.

Artrite alle Mani

Quali sono i sintomi dell'artrite alle mani?

Durante la malattia si alternano periodi di maggiore attività (riacutizzazioni) a periodi di relativa remissione. Il processo infiammatorio che colpisce le articolazioni provoca i seguenti sintomi:

  • Dolore di tipo continuo che si aggrava con i carichi
  • Rigidità mattutina che permane per diverse ore
  • Gonfiore articolare (versamenti, cisti artrogene)
  • Calore e arrossamento cutanei
  • Deformità e instabilità dell’articolazione
  • Limitazione funzionale a livello dell'articolazione e dei tendini
  • Talvolta possono associarsi astenia, malessere, febbre, depressione, ansia.

Come evolve l’artrite alle mani

Il processo patologico infiammatorio colpisce progressivamente le strutture articolari. La membrana sinoviale è la prima ad essere compromessa; successivamente anche la cartilagine articolare, la capsula, i legamenti ed i tendini vengono coinvolti dall'infiammazione, provocando danni e deformità irreversibili.

Diagnosi: quali esami sono necessari?

Riconoscere l'artrite negli stadi iniziali non è sempre semplice, in quanto i sintomi, in questa fase, sono spesso sfumati e non esiste un test diagnostico specifico. Tuttavia una diagnosi precoce consente di arrivare più velocemente ad una terapia efficace; per questo motivo è fondamentale rivolgersi al chirurgo della mano e al reumatologo quanto prima. Oltre all’esame clinico lo specialista potrebbe richiedere:

  • Esami del sangue con markers infiammatori e autoimmuni specifici
  • Radiografia delle mani
  • Ecografia dei tessuti molli periarticolari (tendini, capsula, legamenti, muscoli…) per valutare eventuali versamenti e segni infiammatori
  • Risonanza magnetica in casi selezionati

Quali sono i rimedi per l'artrite alle mani?

Il trattamento delle artriti varia a seconda della tipologia, delle sedi colpite e della sintomatologia.

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica viene impostata dal reumatologo e si basa sull’utilizzo di farmaci biologici, corticosteroidi e antinfiammatori. L’utilizzo negli ultimi due decenni dei farmaci biologici ha migliorato notevolmente il decorso delle artriti reumatiche, riducendo la necessità di interventi chirurgici ricostruttivi della mano e degli arti superiori. Alla terapia possono associarsi cicli periodici di fisioterapia e tutori su misura confezionati dal fisioterapista specializzato.

Terapia chirurgica

La terapia chirurgica è sempre meno necessaria, grazie all'efficacia dei farmaci di ultima generazione, che controllano e limitano l’evoluzione della patologia. Tuttavia in caso di deformità avanzate e di grave limitazione funzionale dolorosa alla terapia farmacologica si può associare la chirurgia ricostruttiva. L’obiettivo in questi casi è quello di ridurre il dolore e ripristinare una certa funzionalità della mano, correggendo e riducendo le deformità più importanti. La terapia chirurgia può andare dall’asportazione della membrana sinoviale patologica (sinoviectomia e tenosinoviectomia) alla chirurgia ricostruttiva tendinea fino alla fusione o sostituzione protesica dell'articolazione. Il trattamento è riservato ai casi più avanzati e varia a seconda dello stadio della malattia e delle strutture articolari più coinvolte.

Diagnosi dell'Eritromelalgia

La diagnosi di eritromelalgia si basa su una valutazione approfondita dei sintomi caratteristici e dei segni clinici della malattia. Un elemento fondamentale per la diagnosi è la documentazione visiva delle aree colpite durante gli episodi sintomatici, come la presenza di arrossamenti intensi a livello di mani o piedi. L'arrossamento, associato alla storia clinica del paziente, è un indicatore distintivo dell'eritromelalgia.

La raccolta di un'anamnesi familiare dettagliata e l'uso di test specializzati sono cruciali per escludere altre patologie con sintomi simili. In particolare, è necessario differenziare tra forme primarie e secondarie di eritromelalgia, poiché questa condizione può essere associata a malattie sottostanti differenti: per questo motivo, si raccomanda di eseguire periodicamente esami ematici, come il conteggio annuale delle cellule del sangue, per monitorare eventuali segni precoci di malattie correlate.

Dato che i sintomi dell'eritromelalgia possono manifestarsi in modo intermittente, la diagnosi può risultare difficile o arrivare in ritardo rispetti ai primi sintomi: in questi casi, gli esperti consigliano di fotografare le aree interessate durante gli episodi di flare-up o di programmare esami clinici nelle ore serali, quando i sintomi tendono ad essere più evidenti.

Eritromelalgia: A chi rivolgersi

L’eritromelalgia è una condizione complessa ed è quindi fondamentale rivolgersi a centri specializzati nella gestione delle malattie rare e dei disturbi vascolari. Le persone che ne soffrono devono affrontare una lunga ricerca per ottenere una diagnosi corretta, poiché i sintomi possono essere facilmente confusi con altre patologie vascolari o neurologiche.

In Italia, i centri di riferimento per le malattie rare sono ospedali e strutture specializzate che offrono competenze specifiche per la diagnosi e il trattamento dell'eritromelalgia. Tra questi, spiccano le strutture accreditate dal Registro Nazionale Malattie Rare, che garantiscono un approccio integrato tra specialisti in neurologia, reumatologia, dermatologia e angiologia. Tra i centri di eccellenza si segnalano l'Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli e l'Ospedale San Raffaele di Milano, entrambi noti per la gestione di patologie vascolari rare e l'approccio interdisciplinare alla diagnosi di eritromelalgia.

Oltre ai centri per le malattie rare, è consigliabile rivolgersi a specialisti in angiologia, per valutare la salute del sistema vascolare, e in neurologia, per escludere o confermare eventuali neuropatie sottostanti. Anche i reumatologi, soprattutto per la gestione delle forme secondarie legate a malattie autoimmuni o mieloproliferative, giocano un ruolo cruciale. A causa della complessità della malattia, la gestione dell'eritromelalgia richiede la collaborazione tra diversi specialisti, con un approccio personalizzato che tenga conto delle caratteristiche individuali del paziente e delle eventuali condizioni associate.

Rimedi e Trattamenti

Come si cura l’eritromelalgia? In primo luogo occorre alleviare i sintomi dell’eritromelalgia, cercando di abbassare la temperatura degli arti. Per farlo, è utile sollevarli, immergerli in acqua fredda o applicare dei panni imbevuti in acqua fredda.

Il trattamento dell’eritromelalgia si concentra sul controllo dei sintomi e può includere:

  • Farmaci antidolorifici e antinfiammatori.
  • Applicazione di impacchi freddi per alleviare il calore e il dolore.
  • Farmaci che migliorano la circolazione sanguigna.
  • In alcuni casi, terapie più avanzate come la neuromodulazione.

È importante consultare un medico per un piano di trattamento personalizzato.

Opzioni terapeutiche

Il trattamento dell'eritromelalgia è complesso e richiede un approccio personalizzato per ogni paziente, poiché non esiste una cura definitiva e i trattamenti disponibili sono spesso orientati ad alleviare i sintomi. Ad oggi, tuttavia, nessun farmaco, tuttavia, si è dimostrato efficace per tutti i pazienti, rendendo spesso necessaria una fase di "trial and error" per individuare la terapia più adeguata. A volte, una combinazione di farmaci si rivela più efficace rispetto all'uso di un singolo farmaco.

Un'altra opzione terapeutica comprende l'uso di farmaci topici, come la lidocaina in cerotto o altre preparazioni capaci di dare sollievo dalla sensazione di bruciore acuto. Per alcuni pazienti, specialmente quelli con eritromelalgia grave, si consiglia l'immersione delle aree colpite in acqua ghiacciata per alleviare temporaneamente i sintomi. Tuttavia, gli esperti avvertono che un'esposizione prolungata al freddo può causare gravi complicazioni, come lesioni cutanee, infezioni e necrosi dei tessuti.

Infine, altre misure non farmacologiche includono l'uso di ventilatori o condizionatori per raffreddare l'area interessata e il sollevamento degli arti per ridurre il dolore causato dalla posizione "dipendente".

Quando Rivolgersi al Medico

È consigliabile consultare un medico se si sperimentano sintomi di eritromelalgia, specialmente se il dolore è grave o persistente. Segnali di allarme includono un peggioramento improvviso dei sintomi, la comparsa di ulcere o infezioni nelle aree colpite, o sintomi sistemici come febbre.

Prognosi e Possibili Complicanze

La prognosi dell’eritromelalgia varia a seconda della gravità e della risposta al trattamento. Sebbene la condizione possa essere cronica, molti pazienti riescono a gestire i sintomi con un trattamento adeguato.

tags: #calore #dalle #mani #cause #e #rimedi

Scroll to Top