Il Calore nelle Capre: Sintomi, Durata e Gestione

Nel mondo animale, le tecniche di corteggiamento e conquista sono variegate, spesso seguendo rituali specifici. Allo stesso modo, gli accoppiamenti differiscono, specialmente per quanto riguarda il periodo dell'anno in cui avvengono. Gli animali si dividono generalmente in monoestrali e poliestrali.

Alla prima categoria appartengono le specie che vanno in calore una sola volta all'anno. Al gruppo dei poliestrali appartengono invece gli animali che hanno più cicli di calore all'anno e che sono legati alla stagionalità. In questa categoria rientrano le capre, le pecore, i cavalli, i cinghiali e le gatte.

Gli ormoni svolgono un ruolo centrale nell'accoppiamento e nella riproduzione, ma il loro funzionamento dipende da diversi fattori. Fenomeni come temperatura, umidità e fotoperiodo influenzano il ciclo ormonale e l'accoppiamento delle varie specie. La melatonina, un ormone prodotto durante le ore di buio, ha un ruolo centrale nel fotoperiodo.

Esistono due tipologie di fotoperiodi: positivo e negativo. Nel primo caso, la maggiore presenza di luce, tipica della primavera e dell'estate, influenza positivamente gli animali, indicando il momento di aumentare l'attività produttiva. Non sono solo fattori biologici a determinare il periodo di riproduzione degli animali, ma anche motivazioni evolutive e fisiologiche.

L'accoppiamento è strettamente legato alla sopravvivenza dei cuccioli, quindi per alcune specie è fondamentale che i piccoli nascano in primavera o estate, periodi in cui il cibo è abbondante e le temperature miti. Inoltre, la stagionalità della riproduzione evita accoppiamenti tra consanguinei.

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Il Calore nelle Capre: Poliestrali Stagionali

La capra è un animale poliestrale stagionale, che entra in calore con fotoperiodo negativo. Ciò significa che inizia ad avere ovulazione ed entrare in calore quando diminuiscono le ore di luce durante il giorno; alla nostra latitudine questo avviene a partire da agosto.

Esistono altri fattori che condizionano l'entrata in calore della capra:

  • Il suo stato fisico: se la capra è in forma, manifesta più facilmente il calore e resta più facilmente gravida, mentre se durante l’estate ha allevato un capretto o è stata munta senza ricevere integrazioni alimentari, ritarderà l’entrata in calore.
  • Il periodo del calore degli anni precedenti: se è andata in calore presto l’anno prima, lo farà ancora e viceversa.
  • L’effetto maschio: la presenza improvvisa del becco tra le capre stimola l’ovulazione e il calore; questo effetto è tanto maggiore quanto più forte e duraturo è stato il distacco capre-becco nel periodo precedente.

La gestione dei calori è fondamentale allo scopo di concentrare i parti nello stesso periodo e avere una migliore organizzazione del lavoro e una maggiore uniformità del prodotto da vendere.

Poiché la vendita dei capretti effettuata prima di Pasqua permette di ottenere un reddito maggiore, è importante CALCOLARE LA DATA DEI PARTI e di conseguenza dell’entrata in calore delle capre, per evitare di trovarsi nel periodo pasquale con i capretti troppo leggeri e non pronti alla macellazione.

A questo scopo è necessario cercare di ANTICIPARE I PARTI, allo scopo di avere un margine di tempo superiore per ottenere capretti del giusto peso a Pasqua. Con una buona gestione, il beneficio dell’anticipo dei calori si ripercuote per più anni.

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Tecniche per Sincronizzare il Calore nelle Capre

Come si è detto, per una migliore gestione dell’allevamento è bene concentrare i parti nello stesso periodo e per far questo è necessario attuare delle tecniche per SINCRONIZZARE IL CALORE nelle capre. Queste tecniche sono:

  • Somministrare a becchi e capre PARTICOLARI ALIMENTI, quali avena o anche orzo, che contengono fitormoni, che contribuiscono a stimolare la ripresa dell’attività sessuale e ovulatoria. La somministrazione di questi alimenti va cominciata 15-20 giorni prima di quando si desidera comincino i calori, continuando per 15-20 giorni dopo l’inizio dei calori. Tale integrazione deve essere dai 150 ai 250 g/capo/giorno.
  • Applicare l’EFFETTO MASCHIO e il reciproco EFFETTO FEMMINA.
  • TRATTAMENTI ORMONALI a base di prostaglandine e gonadotropine; il trattamento ormonale completo prevede: inserimento in vagina di spugnette vaginali, dopo 9 giorni una doppia iniezione intramuscolare, all’11° giorno l’estrazione della spugnetta e nel giro di 24-48 l’inizio del calore. In alternativa è possibile semplificare il trattamento effettuando le iniezioni intramuscolari al momento dell’estrazione della spugnetta vaginale, dopo 12-13 giorni dall’inserimento; il calore si manifesta nel giro di pochi giorni.

Gestazione, Parto e Prime Cure

Gestazione

La gestazione della capra ha una durata media di 5 mesi e qualche giorno (in media 153 giorni); nell’ultimo mese, la capra inizia a mostrare segni di preparazione al parto, i cui principali sono:

  • Aumento del volume della mammella apprezzabile al tatto.
  • Aumento di volume dell’addome, soprattutto sul fianco destro (quello sinistro è occupato dal rumine); nelle ultime due settimane si nota un abbassamento dell’addome con accentuazione delle fosse sui fianchi per effetto del rilassamento dei legamenti della zona pelvico-coccigea.
  • Presenza di muco bianco, appiccicoso, inodore, che fuoriesce dalla rima vulvare e che imbratta la coda, da una settimana prima del parto; se questo si presenta sporco di sangue, con aspetto e odore sgradevole, è possibile che ci siano anomalie nella gestazione e problemi al parto.

Il Parto Imminente

A qualche giorno dal parto si possono notare alcuni fenomeni:

  • Edema ed arrossamento vulvare.
  • Rilascio completo dei legamenti della zona pelvico-coccigea.
  • Irrequietezza e ansia dell’animale.

In questa fase è molto importante la conoscenza dei propri animali per avvertirne i segnali, la familiarità con gli stessi in modo tale da non renderli nervosi e la assidua presenza in stalla per intervenire tempestivamente all’insorgenza di qualche problema.

È inoltre buona norma, per ridurre lo stress dell’animale, lasciare a disposizione per tutto il giorno fieno di buona qualità, acqua fresca e lettiera pulita.

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Lasciare gli animali legati in spazi troppo stretti (a una distanza inferiore a 35 cm tra loro), durante le ultime fasi prima del parto, non consente loro di assumere posizioni naturali e di compiere liberamente i movimenti di cui hanno bisogno in preparazione al parto. Ciò può avere come conseguenza una maggior difficoltà al parto sia perché l’animale è stressato e quindi non pronto ad affrontare l’evento, sia perchè il feto non si impegna correttamente nell’utero. Se è possibile e le condizioni meteorologiche lo permettono, è molto utile liberare gli animali per un giro di pascolo diurno.

Le Fasi del Parto

Il parto si divide in 3 fasi:

  1. Travaglio
  2. Fase Dilatante
  3. Fase Espulsiva

1) Travaglio

Durante questa fase c’è una diminuzione del tono della muscolatura uterina, che consente all’organo di distendersi e al feto di assumere la posizione corretta di parto. Iniziano le prime contrazioni deboli ed irregolari.

2) Fase Dilatante

Il feto rimane avvolto nel sacco amniotico e progredisce verso l’esterno seguendo il ritmo delle contrazioni uterine. Queste diventano più frequenti e regolari e subentrano anche spinte volontarie della capra (contrazione dei muscoli addominali).

In questa fase si verifica la rottura del sacco amniotico (rottura delle acque).

3) Fase Espulsiva

In genere l’animale si corica per esercitare spinte più energiche; in casi normali compaiono i piedi anteriori del capretto e la fuoriuscita del liquido favorisce la lubrificazione del canale di parto.

Le contrazioni aumentano in numero e forza e se la posizione del capretto è corretta non occorre intervenire in alcun modo, lasciando che il parto abbia decorso naturale. La fuoriuscita della testa è il passaggio più difficile e doloroso, non deve essere forzato per evitare di causare lacerazioni e/o infezioni.

La Visita della Capra Partoriente

Solo nel caso in cui si verifichino anomalie rispetto al normale decorso del parto, si rende necessaria una visita dell’animale:

  • Da effettuare con la massima cautela, entrando molto delicatamente in vagina.
  • Possibilmente con guanti in lattice ben lubrificati.
  • Disinfettando le mani, con unghie corte, evitare anelli…
  • Mantenendo le dita della mano a cuneo, seguendo il ritmo delle contrazioni.

Tutto questo al fine di evitare rottura delle membrane fetali e lesioni anche microscopiche delle mucose uterine, che possono essere sede di gravi infezioni.

Prime Cure al Capretto Neonato

  • PARTO NORMALE: il neonato è subito vitale, effettua respiri profondi ed espelle muco dalle vie respiratorie. L’intervento dell’allevatore si deve limitare a porre l’animale in un posto caldo e riparato dalle correnti d’aria, su paglia asciutta e pulita e strofinandolo con la stessa per asciugarlo e stimolarne la circolazione.
  • È importante effettuare prima possibile la disinfezione del cordone ombelicale con disinfettanti di uso comune (tintura di iodio, clorexidina).
  • PARTO DIFFICILE: se il capretto non è subito vitale deve essere rianimato stimolandone la respirazione; se il neonato non riesce a respirare perché ha inalato liquidi fetali durante il parto, afferrare il capretto per i garretti e farlo oscillare energicamente o addirittura roteare: in questo modo si liberano le vie respiratorie.

È un intervento più facile e sicuro rispetto al soffiare o aspirare liquido dalle narici. In caso di emorragia dal cordone ombelicale occorre chiudere i vasi sanguinanti pinzandoli per qualche minuto con le dita disinfettate; usando i disinfettanti si favorisce anche la chiusura dei vasi sanguinanti.

La somministrazione del colostro deve avvenire prima possibile e comunque entro 6 ore dal parto, quando il capretto è ancora in grado di assorbirne gli anticorpi presenti. Allattamento artificiale: la somministrazione di colostro e/o di latte col biberon va effettuata in modo che il capretto tenga la testa estesa sul collo e rivolta verso l’alto per favorire una corretta deglutizione e digestione.

È anche importante evitare di forzare la caduta del latte in bocca all’animale, ma aspettare che lo stesso venga deglutito; in caso contrario il latte che fuoriesce dalle labbra può essere inalato ed entrare nei polmoni dove può causare polmoniti.

Cure alla Capra Dopo il Parto

Dopo un parto normale la capra potrà presentare segni di stanchezza; è buona norma lasciarla in un posto tranquillo con alimento (fieno e cereali) ed acqua pulita a disposizione, su lettiera asciutta e pulita, allontanando la placenta e i residui del parto che possono causare infezioni.

Dopo un parto difficile con intervento esterno, perdite di sangue, travaglio prolungato, oltre a quanto già detto sopra, può servire un trattamento antibiotico per evitare infezioni.

La placenta deve essere espulsa interamente e in modo naturale dall’animale stesso; non va né tirata né tagliata, poiché la ritenzione anche solo di una sua parte in utero causa infezioni anche gravi.

Se l’espulsione non avviene in modo corretto o se si osservano perdite vaginali insolite per quantità, colore, odore e consistenza, è necessario richiedere l’intervento del veterinario.

Strumenti Utili e Farmacia

La situazione ideale sarebbe quella di spostare le capre prossime al parto in una SALA PARTO, pulita e comoda, al fine di evitare problemi durante le diverse fasi del parto. È bene comunque dotarsi degli strumenti e dei medicinali giusti per poter affrontare qualsiasi evenienza.

  • strame pulito: paglia, foglia senza ricci, felce (evitare materiale polveroso).
  • secchi lavabili e disinfettabili.
  • acqua pulita, anche calda, in abbondanza.
  • stracci puliti.
  • cordini in materiale resistente, non scivoloso e disinfettabile.
  • disinfettante a base di cloro da diluire in acqua, per lavare e disinfettare mani e strumenti.
  • disinfettante per il cordone ombelicale: tintura di iodio, clorexidina.
  • guanti monouso in lattice.
  • sostanze lubrificanti: olio, gel, grasso, sapone (meglio se preparati con polvere antibiotica).
  • colostro artificiale o di capra munto dalle prime capre pluripare sane che partoriscono e congelato in dosi di 200-300ml.

Stress da Caldo nelle Capre

Lo stress da caldo o eventi stressanti come il parto, le vaccinazioni o la cura dei piedi possono compromettere il benessere delle capre e la loro produzione di latte. Fortunatamente, esistono soluzioni pratiche per supportare le capre e mantenere alte le performance dell’allevamento.

Perché lo stress riduce la produzione di latte?

Durante i periodi di stress, le capre tendono a mangiare meno, il che si traduce in minor energia disponibile e calo della produzione lattea. Questo accade spesso in caso di:

  • Stress da caldo (temperature elevate)
  • Parto o post-parto
  • Vaccinazioni
  • Taglio degli unghioni

Quali sono i sintomi dello stress da caldo nelle capre?

Riconoscere per tempo i segnali è fondamentale per intervenire. Ecco i principali comportamenti da monitorare:

  • Tentativi di raffreddamento: le capre mettono le zampe anteriori nell’abbeveratoio o immergono la giogaia nell'acqua
  • Aumento del consumo d’acqua
  • Diminuzione dell’assunzione di mangime
  • Maggiore ansimazione
  • Immobilità o letargia
  • Calo nella produzione di latte

Come supportare al meglio le tue capre?

A differenza del mangime, l’acqua continua ad essere consumata anche in condizioni di stress. Questo rende possibile una supplementazione mirata con vitamina C, veicolata direttamente nell’abbeverata.

Quali sono i benefici della vitamina C nelle capre?

La vitamina C è idrosolubile e offre numerosi vantaggi, soprattutto in situazioni stressanti:

  • Favorisce il metabolismo energetico
  • Rafforza il sistema immunitario
  • Aiuta a ridurre i livelli di cortisolo, migliorando la risposta allo stress

Quando integrare la vitamina C nelle capre?

Le capre sono in grado di produrre vitamina C autonomamente, ma in alcuni casi è consigliabile una supplementazione esterna:

  • Stress da caldo
  • Parto
  • Taglio degli unghioni
  • Cambiamenti ambientali improvvisi

Come dosare la vitamina C in allevamento caprino?

La somministrazione tramite l’acqua di abbeverata è il metodo più semplice e sicuro:

  • Utilizza un sistema di dosaggio automatico (come Dosatron o Digi Doser).

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