Calore e polvere: Un riassunto

Calore e polvere, vincitore del Man Booker Prize nel 1975, racconta storie parallele di due donne inglesi in India, separate da cinquant'anni.

India, anni '20: Olivia e il fascino proibito

India, 1923. Piena di speranze e sogni, Olivia lascia l'Inghilterra e giunge in India, a Satipur, come giovane sposa del funzionario britannico Douglas Rivers. Douglas trascorre larga parte del suo tempo al Distretto a servire con zelo la madre patria in quel continente lontano.

Tuttavia, Olivia non tarda a scoprire che gli inglesi, che pure dovrebbero condurre una vita avventurosa in India, sono irrimediabilmente noiosi. Olivia si aggira così da sola nella sua grande e anonima casa indiana, con tutte le porte e le finestre serrate per difendersi dal calore e dalla polvere, implacabili a Satipur.

Inevitabile dunque che gli inviti a cena da parte del governatore indiano, un uomo forte e virile, si trasformino in un pensiero destinato a riempire le giornate e il cuore di Olivia. Sedotta dai costumi esotici, dai riti e dalle antiche tradizioni dell'India, così in contrasto con la facciata e il perbenismo dei residenti inglesi, Olivia, incurante dello scandalo, si innamora perdutamente del Nawab e fugge nel suo palazzo. Sedotta dai costumi esotici, dai riti e dalle antiche tradizioni dell’India, Olivia, incurante dello scandalo, si innamora perdutamente del Nawab, un principe dotato di carisma e abituato a concedere molto all’esercizio del potere e poco ai sentimenti. Lo vedrà non più di due, tre volte all’anno. Da questi incontri, tuttavia, rimarrà incinta.

La giovane, bella e irrequieta Olivia getta lo scompiglio nella colonia britannica di Satipur. Fugge con il Nawab del luogo, abbandonando il marito, un irreprensibile e zelante funzionario dell’Impero animato dai più gretti pregiudizi nei confronti della popolazione locale.

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Rimasta incinta di un bambino, che essa non sapeva se attribuire a questi o al marito, la donna aveva poi volontariamente abortito. Separatasi dal marito, Olivia aveva quindi vissuto con l'amante per morire, a suo tempo, tutta sola, deposto in seguito e morto il Nababbo, nella nuova Patria di adozione.

Anni '80: Anne sulle orme di Olivia

Cinquant'anni più tardi, quando i movimenti giovanili occidentali riscoprono l'India come terra della magia e di una condotta di vita alternativa al razionalismo e all'utilitarismo occidentali, anche Anne, giornalista inglese, parte per il grande paese orientale. Anna, una giornalista della BBC, decide di andare in India, attratta dalle lettere che la sua prozia Olivia scriveva a sua nonna negli anni Venti.

Con sé porta le lettere che Olivia, la prima moglie di suo nonno, scrisse alla sorella Marcia in quegli anni lontani, e la stessa passione e curiosità per quel luogo così misterioso e ammaliante. Tutte le lettere che la sua prozia Olivia scriveva alla sorella, alla sua nonna, negli anni Venti le sembrano estremamente interessanti.

Per un crudele scherzo del destino, Anne ripercorre le orme di Olivia più fedelmente di quel che avrebbe mai creduto... Si troverà così non solo a subire il fascino dei riti e delle magie dell'India, ma anche a ripercorrere l'itinerario sentimentale della zia, sessant'anni dopo.

Anche Anne rimane attratta dall'India e, come la prozia, rimane incinta di un indiano. Ma Anna, sulle prime incline all'idea di liberarsene, quel figlio, a differenza di Olivia, lo vorrà andando anzi a partorirlo nella località montana, che è stata l'ultima tranquilla residenza della sorella di sua nonna.

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Si innamora dell’uomo che la ospita, ne rimane incinta e si rifugia in attesa del parto in un ashram vicino alla casa dove Olivia aveva trascorso i suoi ultimi giorni. Là, a distanza di mezzo secolo, un identico interrogativo la tormenterà: può un’anima straniera afferrare lo spirito autentico, la verità di un paese così affascinante e, insieme, così diverso e remoto?

Temi e adattamenti

Tratto dall'omonimo romanzo di Ruth Prawer Jhabvala (sceneggiatrice del film), quest'opera (dello stesso regista di Camera con vista e di Maurice) ripropone il confronto fra due culture diverse (europea e orientale) che si risolve in una attrazione (o repulsione?) tra inglesi e indiani.

Considerato uno dei grandi libri della narrativa del Ventesimo secolo, Calore e polvere vinse il Booker Prize nel 1983 e fu portato sullo schermo da James Ivory, con un film che rappresentò l'Inghilterra al Festival di Cannes del 1983.

Greta Scacchi la conosciamo con questo film. Qui Ivory le ha regalato un ruolo formidabile e che magari meritava una distribuzione più efficace, cast eccellente con in testa Julie Christie, parallelismo di vite ben congegnato sia in fase di sceneggiatura che di regia.

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