Calorie a Confronto: Birra vs Vino

Vino, birra e digestivi sono bevande che fanno parte anche delle nostre abitudini alimentari. Ma è bene sapere che comportano anche dei rischi.

Ormai è noto il rischio cancerogeno correlato al consumo di alcolici, tant'è che l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, l'Iarc, classifica le bevande alcoliche come cancerogeni del gruppo uno, ovvero sostanze che aumentano il rischio di sviluppare varie forme di tumore (del seno, del cavo orale, esofago, colon-retto).

Ciò a cui pensiamo forse meno è che le bevande alcoliche apportano un quantitativo non trascurabile di energia, che come tale va a influire sull'apporto energetico medio giornaliero a cui contribuiscono innanzitutto gli alimenti.

Le bevande alcoliche non contengono soltanto alcol, ma anche zuccheri e grassi. Per questo il loro consumo va tenuto sotto controllo in particolare da chi ha problemi di peso o di controllo della glicemia.

In pochi sanno quante calorie si nascondono negli alcolici. Ad esempio se abbiamo appena bevuto un bicchiere di vino da 125 ml (12 gradi), dobbiamo considerare che abbiamo “buttato giù” circa 90 calorie, come aver mangiato 4 zollette di zucchero. Con una birra media (400 ml- 5 gradi) le calorie sono 180, quanto quelle contenute in 8 zollette di zucchero.

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Gli alcolici vanno evitati sia durante la gestazione sia durante l’allattamento: l’alcol viene ceduto attraverso il sangue o il latte al bambino, con effetti deleteri. Le donne che allattano dovrebbero limitare anche l’assunzione di caffè, tè e altre bevande stimolanti.

Anche a piccole dosi il consumo di alcolici comporta danni per la salute: aumentano i rischi di malattie croniche e di tumori, di malattie infettive e pure di incidenti.

La Birra Fa Ingrassare?

“La birra fa ingrassare”? La risposta a questa domanda, considerando l’opinione comune, appare ovvia. Infatti, nell’immaginario comune bere birra fa ingrassare.

Per stabilire una volta per tutte se la bevanda di Cerere faccia ingrassare o no, e soprattutto quanto, dovremmo considerare come valore fondamentale la quantità di alcol che contiene, principale veicolo di calorie nella birra. Sembra chiaro, dunque, che non possono esistere alcolici che non fanno ingrassare.

Non è necessario azzardare un confronto con liquori e whisky che, per la cronaca, contengono 238 calorie ogni 100 grammi.

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Idealmente, pensate che una pinta di pils equivalga a un pacchetto di cracker, immaginatevi una birra trappista, con i suoi bei malti caramellati, come un piatto di pastasciutta, e considerate un Barley Wine come se fosse un cioccolatino.

Stiamo pur sempre parlando della bevanda alcolica che associa il più basso contenuto di alcol al più elevato contenuto di acqua (circa il 93%). Certamente diuretica, la birra andrebbe più spesso considerata per il potassio e i sali minerali che contiene, specialmente in virtù dell’acqua che è stata utilizzata per la sua produzione, che varia di molto in base alla fonte d’origine.

Lungi da noi sostenere che la birra sia la migliore amica della dieta, ma non la ostacola di certo più di un qualsiasi fuoripasto (o contorno) piacevole. Il migliore consiglio, se la si vuole bere abitualmente, godendone senza rimorsi, è conoscerla.

A questo punto dovremmo aver risolto tutti i dubbi a riguardo: con la consapevolezza che esagerare nel consumarla non ci farà certo dimagrire (si tratta pur sempre di alcol) e che l’immagine dell’uomo nordico panciuto con la pinta in mano è soltanto un’icona desueta.

Vino o Birra: Quale Contiene Meno Calorie?

Un bicchiere di vino da 12 gradi da 125 ml (per capirci, due dita) contiene circa 90 calorie. Circa la metà di una birra media da 400 ml e 5 gradi, che ne contiene 180. Il vino, dunque, contiene meno calorie della birra.

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Per capire ancora meglio quante calorie si assumono scegliendo uno o l’altro alcolico, è opportuno ricorrere alla comparazione con le zollette di zucchero. Il bicchiere di vino apporterà nel nostro organismo l’equivalente di 4 zollette, mentre la birra 8.

In un bicchierino da 40 ml per 30 d’alcol in volume si concentrano generalmente 120 calorie. In sostanza, l’amaro dopo il pasto equivale a 6 zollette di zucchero nel caffè.

I medici dell’ospedale Niguarda di Milano raccomandano quindi la «moderazione»: «Ridurre il consumo di vino, birra, superalcolici è la strategia giusta per abbassare la probabilità di incorrere in problemi di salute gravi. Ma lasciare giù il bicchiere è una buona raccomandazione anche per la nostra linea».

L’alcol etilico (etanolo) è la sostanza presente nelle bevande alcoliche che è responsabile della maggior parte dei danni che ne derivano dal consumo.

«Secondo le linee guida per una sana alimentazione pubblicate dal Crea-Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione - ricordano i medici - le quantità di alcol da non superare per non incorrere in problemi di salute sono le seguenti: sotto i 18 anni qualunque consumo deve essere evitato; per donne adulte e anziani, ultra 65enni, il consumo giornaliero non deve superare 1 UA mentre per gli uomini adulti il consumo giornaliero non deve superare le 2 UA al giorno, indipendentemente dal tipo di bevanda consumata».

Il Gruppo Multimedica, altra rinomata eccellenza italiana nel settore della Sanità, va oltre e vuole sfatare i falsi miti sull’alcol che, al di là delle calorie di un bicchiere di vino o di birra, portano alcuni consumatori (disinformati) e bere più del dovuto.

«Spesso si sente affermare che il vino contiene sostanze anti-invecchiamento e fa buon sangue, che l’amaro dopo i pasti fa digerire, che la birra disseta, che il whisky riscalda. In realtà - spiegano i medici - non è vero che il vino “fa buon sangue”: un abuso di alcol può essere responsabile di varie forme di anemia e di un aumento dei grassi presenti nel sangue. Le bevande alcoliche, poi, non dissetano ma, al contrario, disidratano».

«L’alcol - continua Multimedica - richiede una maggiore quantità di acqua per il suo metabolismo, e in più aumenta le perdite di acqua attraverso le urine, in quanto provoca un blocco dell’ormone antidiuretico. Infine, l’alcol non riscalda e non dà forza. La vasodilatazione di cui è responsabile produce una momentanea e ingannevole sensazione di calore che comporta un ulteriore raffreddamento del corpo; essendo un sedativo produce solo una diminuzione del senso di affaticamento e di dolore.

Secondo il centro medico, un bicchiere di vino da 12 gradi e 125 ml apporta, per la precisione, 84 kcal. Un bicchiere di birra da 4,5 gradi da 330 ml apporta 100 kcal. Un superalcolico da 20 gradi apporta 115 kcal.

«L’etanolo - spiega il Gruppo Multimedica - è foriero di una cospicua quantità di calorie, che si sommano a quelle assunte con gli alimenti e possono quindi contribuire a far ingrassare. Inoltre, le calorie assunte sotto forma di alcol sono definite "vuote" poiché ogni caloria assunta non è associata a nessun nutriente utile per l’organismo».

L’etanolo, quindi, non è una sostanza essenziale per l’organismo, poiché non nutriente e ad alto contenuto energetico.

Ricorda comunque Multimedica che «numerose ricerche affermano che un uso regolare e moderato di bevande a bassa gradazione alcolica come vino e birra tendono a far vivere più a lungo e a presentare una minore incidenza di alcune malattie croniche rispetto a chi non beve e a chi ne fa un uso spropositato».

Quando si parla di alcol la parola d’ordine è “moderazione”. Non solo la linea: l'abuso di alcol è la seconda causa di malattia collegata allo stile di vita (dopo il fumo) e la dipendenza dall'alcol è un fattore di rischio per molte patologie. Tra queste la malattia alcolica del fegato, le pancreatiti croniche legate all'alcol e diverse altre malattie dell'apparato digerente.

L’alcol non è utile all’organismo e alle sue funzioni, rappresenta una fonte delle cosiddette "calorie vuote": ogni grammo di alcol apporta circa 7 kcal, ma nessun nutriente. Si può quindi sfatare il mito “l’alcol dà forza”: infatti, agisce come sedativo rallentando i meccanismi di reazione e disperdendo il nostro calore corporeo.

Vino o Birra: Le Preferenze degli Italiani

I consumi degli italiani negli ultimi anni stanno cambiando, con un viraggio dal vino verso la birra. Secondo i dati ISTAT del 2021, il 49,3% dei giovani tra i 20 e i 24 anni consuma vino, mentre il 59,2% birra. Nella fascia 25-34 anni la distanza si riduce, con un 58,3% per il vino, e un 62,7% per la birra. Lo stesso si rileva nella fascia 35-44 anni, mentre la distanza si annulla tra i 45-54 anni.

Valori Nutrizionali a Confronto

Se si confrontano birra e vino da un punto di vista prettamente calorico, a parità di quantità il vino ha più calorie. È bene precisare che, di solito, si tende a consumare una quantità di vino inferiore rispetto a quella di birra, andando quindi ad appianare le differenze in termini di contenuto calorico assunto. Ovviamente, in base alla tipologia di prodotto che si sceglie di consumare cambia il contenuto di alcol, di nutrienti e di calorie in esso contenuto.

Le più recenti linee guida raccomandano di consumare alcolici il meno possibile: un consumo pari a zero sarebbe l’ideale. È sconsigliato in qualsiasi quantità prima dei diciotto anni ed è raccomandato per le donne e per gli over 65 un consumo pari a massimo una birra da 330 ml o un calice di vino da 125 ml al giorno. Agli uomini, non più di due birre piccole o due calici di vino al giorno.

Differenze tra Birra e Vino

Dalla letteratura scientifica, emerge che il consumo di birra è associato maggiormente a un aumento di grasso viscerale, quello dannoso per la salute che avvolge gli organi addominali, rispetto al vino. Secondo gli autori di uno studio, il vino non sembrerebbe influenzare i livelli di grasso viscerale e apporterebbe all’organismo alcuni benefici grazie al contenuto in polifenoli. I vini rossi sono molto più ricchi rispetto ai bianchi di questi composti, sia perché l’uva nera ne è maggiormente dotata, sia per la più lunga permanenza delle bucce nel mosto.

Il Paradosso Francese

A proposito degli effetti protettivi del vino, non può non essere citato il cosiddetto paradosso francese, ovvero quell’osservazione nata all’inizio degli0 anni ‘80 che vede una bassa incidenza di malattie cardiovascolari in Francia nonostante il consumo di alimenti ricchi di grassi saturi. Fin da subito, la spiegazione fu attribuita al consumo moderato di vino rosso che si faceva in quelle zone, grazie al ruolo benefico del resveratrolo, molecola prodotta da alcune piante, compresa la vite, a scopo protettivo. Tuttavia, questo mito è stato sfatato da più recenti studi, che hanno evidenziato come rispetto alla quantità di resveratrolo consigliata (un grammo al giorno), un litro di vino ne contenga appena 12,5 milligrammi.

Il Segreto è Nella Misura

Vino e birra, senza eccessi e alla giusta età, possono persino fare bene! La birra, ad esempio, è un ottimo alleato per contrastare l’insonnia: contiene infatti acido nicotinico e lattoflavina che aiutano a conciliare il sonno. Sono inoltre presenti flavonoidi che contribuiscono all’aumento della calcitonina, essenziale per prevenire i danni alle ossa dopo la menopausa.

La premessa fondamentale è che sia il vino che la birra vanno bevuti con moderazione ma, tra le due bevande alcoliche, quale ingrassa di più? Al di là di questo, prima di darvi una risposta citando alcune ricerche scientifiche, ci teniamo a sottolineare che l’aspetto più importante da considerare riguardo a queste bevande è la presenza di alcool.

Partiamo dall’apporto calorico di queste bevande. Il vino e la birra contengono calorie, ma in quantità diverse. Questo però non è certo l’unico aspetto da considerare.

Uno studio pubblicato sulla rivista “Nutrition Reviews” ha esaminato l’impatto dell’alcol sulla regolazione dell’appetito e dell’assunzione calorica. Secondo la ricerca, il consumo moderato di alcol, indipendentemente dalla fonte, può aumentare l’appetito, portando ad un aumento dell’assunzione calorica.

C’è poi una ricerca condotta dal Dipartimento di Nutrizione dell’Università di Copenhagen che ha analizzato l’impatto del vino e della birra sui processi metabolici. Dai risultati emerge che il vino rosso, in particolare, contiene polifenoli come il resveratrolo che possono influenzare positivamente il metabolismo lipidico. Anche un’indagine pubblicata sull'”European Journal of Clinical Nutrition” ha studiato l’associazione tra il consumo di bevande alcoliche e la distribuzione del grasso corporeo.

Un ulteriore studio, pubblicato sulla rivista Obesity Science & Practice, è arrivato più o meno allo stesso risultato: consumare birra e distillati è associato ad una maggiore adiposità viscerale collegata a dislipidemia (alterazione della qualità dei grassi) e insulino-resistenza.

Conclusioni

Per concludere, sia la birra che il vino possono essere consumati senza particolari rischi, ma la chiave è sempre la moderazione. L’alcol, in qualsiasi forma, ha effetti sull’organismo che vanno al di là dell’apporto calorico, influenzando anche il metabolismo e la gestione dell’appetito. È fondamentale quindi non solo fare attenzione al tipo di bevanda scelta, ma anche alla quantità, per evitare che l’eccesso di calorie si traduca in un aumento di peso.

Tabella Comparativa Approssimativa Calorie

Bevanda Quantità Calorie (circa) Equivalente in zollette di zucchero
Vino (12 gradi) 125 ml 84-90 kcal 4
Birra (4.5 gradi) 330 ml 100 kcal 5
Birra (5 gradi) 400 ml 180 kcal 8
Superalcolico (20 gradi) 40 ml 115-120 kcal 6

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