Il Bubble Tea, un miscuglio di tè, tapioca e latte, con numerose varianti, è originario del Taiwan, dove venne introdotto negli anni ’80. Non si beve come qualunque altra bevanda ma nel mentre, la si mastica. Stiamo parlando del Bubble Tea, bevanda ancora poco conosciuta alle nostre latitudini ma amatissima in Asia e ormai anche negli Stati Uniti.
Cos'è il Bubble Tea?
Non è soltanto un drink ma nemmeno uno snack, piuttosto una via di mezzo tra i due. Tra gli ingredienti troviamo la tapioca, il latte e il tè nero, ma non mancano le varianti con aggiunte di succhi, con tè al gelsomino e il matcha. O addirittura con yogurt, gelato, tè alla pesca.
La bevanda, che è nata a Taiwan negli anni ’80, si è progressivamente diffusa in tutto il mondo. Si narra che sia nata in una sala da tè di Taichung, a Taiwan, quando il direttore decise di versare delle palline di tapioca nella bevanda tradizionale per provare un’alternativa. I clienti apprezzarono particolarmente la novità e così divenne sempre più popolare. Ma a definirla “chewy”, ovvero bibita da masticare, a quanto pare è stata Hillary Clinton.
Bubble Tea significa “tè con bolle” ma a quanto pare il termine “bubble” deriva dal termine taiwanese “boba”, che viene utilizzato per indicare le perle di tapioca. Secondo altre versioni, “bubble” indica la forma del coperchio del bicchiere di plastica in cui generalmente viene servita la bevanda, che avrebbe una forma a bolla.
Gli ingredienti tipici del Bubble Tea sono il tè (verde, nero, oolong), le perle di tapioca che vengono ricavate dalla tapioca e che conferiscono alla bevanda la sua tipica consistenza gommosa. Poi c’è il latte, che può essere intero o parzialmente scremato, o meglio ancora sostituito con il latte vegetale, purché abbastanza cremoso. Per dolcificare la bevanda si utilizzano zuccheri ma noi preferiamo lo zucchero integrale oppure il miele. Da evitare le versioni della bevanda in commercio che generalmente sono troppo zuccherate. Talvolta le perle di tapioca vengono rimpiazzata con sfere di frutta oppure piccole strisce di gelatina agli aromi vari.
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Una volta preparato il bubble tea, potete scegliere tra alcune varianti. Le palline o meglio perle di tapioca si possono trovare in vari negozi online facendo una semplice ricerca. Ma cos’è la tapioca? È un alimento che viene ricavato dalla radice di manioca, da noi poco utilizzata ma molto diffusa nei paesi tropicali. In questo articolo vedremo cos’è la tapioca, nota anche come farina di tapioca o amido di tapioca, una farina che si ottiene dalla lavorazione della radice amidacea della pianta tropicale di manioca. Si tratta di un alimento senza glutine che può essere utilizzato in cucina per svariate preparazioni. Scopriremo poi proprietà, benefici, valori nutrizionali e controindicazioni della tapioca.
Cos'è la Tapioca?
La tapioca è un derivato della manioca, conosciuta anche come cassava. Non è la radice in sé, ma l’amido che viene estratto e lavorato fino a ottenere una polvere bianca, neutra nel gusto e molto versatile. Il termine “tapioca” ha origini nelle lingue indigene del Brasile, in particolare nel tupi-guaraní, e richiama l’idea di coagulazione o precipitazione dell’amido. Nelle perle di tapioca si concentra la forma più conosciuta: piccole sfere traslucide che, una volta cotte, diventano morbide e gelatinose.
La tapioca è una farina che si ricava dalla lavorazione della radice della manioca. Il risultato finale è appunto una farina incolore ed insapore. Si tratta di un alimento con elevato contenuto di amido (con un alto indice glicemico, motivo per il quale non bisogna abusarne) e ricco di benefici. Privo di glutine, è perfetto per chi soffre di celiachia o di sensibilità al glutine non celiaca ma anche per lo svezzamento dei bambini. In commercio, la possiamo trovare, oltre che come farina, sottoforma di perle o sfere, fiocchi o amido.
Non è raro, però, trovare prodotti similari a questa farina: è possibile, infatti, imbattersi nella fecola di patate o in prodotti ottenuti da farina di riso o frumento, dalla consistenza, sapore e colore molto simili alla tapioca.
Come si Produce la Tapioca
Come si ottiene la farina di tapioca? Tutto inizia dalla radice di un tubero, da lì inizia una procedura lunga e complessa.
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- La radice viene grattugiata per eliminare le sostanze tossiche;
- Poi viene lavata, essiccata e ridotta in polvere;
- Una volta in polvere la lavorazione non è terminata, per ottenere la tapioca questa deve essere cotta e poi essiccata ad una temperatura di 100°, in modo che i granuli di amido si rompano definitivamente. A questo punto è pronta.
La storia della tapioca parte dal Brasile, dove la manioca cresce spontanea e da millenni è alla base dell’alimentazione delle popolazioni indigene. Con l’arrivo dei colonizzatori portoghesi e spagnoli, la manioca e la tapioca si diffusero rapidamente in altre parti del mondo. Nelle culture locali la tapioca è molto più di un alimento. In Brasile ancora oggi viene preparata come una sorta di crêpe, farcita in mille modi, e in India diventa un ingrediente centrale per piatti rituali.
Nelle perle di tapioca si concentra la forma più conosciuta: piccole sfere traslucide che, una volta cotte, diventano morbide e gelatinose. Cuocere le perle di tapioca richiede pazienza. Vanno immerse in abbondante acqua bollente e mescolate di tanto in tanto per evitare che si attacchino. Il tempo varia dalle piccole perle (15 minuti) alle grandi perle da bubble tea (fino a 30-40 minuti). Un trucco per ottenere una consistenza uniforme è sciacquarle sotto acqua fredda subito dopo la cottura, così da eliminare l’amido in eccesso.
Durante la Seconda guerra mondiale la tapioca fu usata in Asia come alimento di emergenza, poiché facile da conservare e nutriente. Un aspetto curioso è il suo uso in ambito industriale: l’amido di tapioca è impiegato anche nella produzione di bioplastiche, colle e tessuti.
Valori Nutrizionali della Tapioca
La tapioca è un alimento decisamente ricco di zuccheri: ha quindi un impatto calorico significativo, ragione per la quale se ne consiglia un consumo moderato. Le calorie per 100 g di prodotto sono 332. Ricchissima in amido e a scarso contenuto di proteine e grassi, è consigliato un uso moderato anche a chi soffre di diabete.
Una porzione di 100 grammi fornisce circa 350 calorie, provenienti quasi esclusivamente dall’amido. Sul fronte micronutrienti, la tapioca fornisce piccole quantità di ferro, calcio e magnesio, ma non può essere considerata una fonte importante di vitamine o sali minerali. Dal punto di vista metabolico, la tapioca ha un indice glicemico medio-alto: questo significa che aumenta la glicemia più rapidamente rispetto ad altri cereali integrali.
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Vediamo nel dettaglio i valori nutrizionali della tapioca per 100 gr di prodotto:
| Nutriente | Valore |
|---|---|
| Calorie | 332 Kcal |
| Acqua | 12,6 g |
| Proteine | 0,6 g |
| Lipidi | 0,2 g |
| Colesterolo | 0 mg |
| Carboidrati | 87,2 g |
| Amido | 79,3 g |
| Fibra totale | 0,4 g |
| Sodio | 4 mg |
| Potassio | 20 mg |
| Calcio | 12 mg |
| Fosforo | 12 mg |
| Ferro | 1 mg |
| Vitamina B2 | 0,1 g |
Proprietà e Benefici della Tapioca
Quando si parla di tapioca, la prima cosa da sottolineare è che si tratta di un alimento senza glutine, tollerato anche da chi è celiaco o ha una sensibilità al glutine non celiaca. I carboidrati sono il macronutriente principale, uniti a un basso quantitativo di proteine e grassi. Si tratta di un alimento facilmente digeribile, motivo per il quale viene consigliata anche per l’alimentazione dei neonati durante la fase dello svezzamento in alternativa alla farina di riso.
Contiene pochi sali minerali e vitamine, tra i benefici della tapioca da citare anche il supporto per le difese immunitarie dell’organismo per la presenza della vitamina B2 e del ferro, seppur in quantità modesta. La presenza del potassio la rende utile alla salute cardiovascolare. Calcio e fosforo invece sono importanti per il benessere delle ossa.
Controindicazioni della Tapioca
L’elevato contenuto di carboidrati rende la tapioca un alimento ad alto indice glicemico. Pollice in giù quindi per chi soffre di diabete o problemi legati alla glicemia. L’elevato apporto calorico la rende, allo stesso modo dell’avena, un cibo da consumare con moderazione per tutti coloro che seguono un regime alimentare ipocalorico. Si tratta di un alimento con molti benefici e poche controindicazioni, ma naturalmente è importante non eccedere nelle quantità per non incorrere in possibili effetti negativi per l’organismo.
Inoltre, la manioca da cui deriva contiene naturalmente glicosidi cianogenici, che devono essere eliminati con un’adeguata lavorazione. Il processo inizia con la raccolta delle radici di manioca, che vengono lavate, sbucciate e macinate. Dalla polpa si estrae il succo amidaceo, che viene fatto decantare per separare la parte solida. Per produrre le perle, l’amido viene miscelato con acqua fino a formare piccoli granuli, che poi vengono essiccati.
Come Utilizzare la Tapioca in Cucina
Una volta approfonditi i benefici, le controindicazioni e la lavorazione della tapioca, come si usa la tapioca in cucina? Il fatto che sia un alimento assolutamente versatile la rende ideale per realizzare le preparazioni o le ricette più disparate.
- La farina può essere utilizzata in sostituzione a quella classica per preparare prodotti da forno o dolci senza glutine;
- Si può utilizzare come addensante naturale, per preparare un budino, come sostituto delle uova nelle ricette o per compattare in un tutt’uno gli ingredienti di una barretta energetica;
- In commercio è disponibile anche in formato perle, ideali per preparare decotti e tisane;
- Essendo facilmente digeribile, può essere utilizzata per i bambini in fase di svezzamento. La farina può ad esempio essere cotta con il latte, il che lo rende molto più leggero da digerire. Può anche essere semplicemente sciolta nell’acqua in modo da ricavare una bevanda semiliquida somministrabile anche agli anziani con problemi di masticazione o deglutizione;
- La farina di tapioca può anche essere aggiunta a minestre e zuppe per aumentare il valore energetico complessivo del piatto;
In cucina la tapioca è apprezzata per la sua capacità di addensare. Bastano pochi cucchiai per rendere vellutata una zuppa o una salsa. Rispetto ad altri amidi come quello di mais o di patata, la tapioca dona una consistenza più trasparente e liscia, senza alterare il sapore. In Brasile la tapioca diventa una sorta di crêpe bianca cotta su piastra e farcita con formaggi, carne, frutta o cioccolato. In India arricchisce piatti festivi, dalle frittelle dolci al khichdi speziato.
Il Bubble Tea e le Calorie
Il bubble tea, tra i grandi vantaggi che presenta, non ha colesterolo, e appena 0,10 grammi polinsaturi ogni 100 grammi di prodotto. Dipende dal Bubble Tea, le versioni già pronte essendo molto zuccherate sono molto caloriche. In media un bicchiere da 200 ml contiene 200-500 calorie a seconda della ricetta.
Il bubble tea è composto principalmente da tè (nero o verde), latte o una base di latte vegetale, sciroppo dolcificante e perle di tapioca. Questi ingredienti contribuiscono al profilo calorico della bevanda. Le perle di tapioca, essendo ricche di carboidrati, rappresentano una fonte significativa di calorie. Per determinare il contenuto calorico del bubble tea, è necessario considerare la quantità di ogni ingrediente utilizzato. Una porzione standard di bubble tea (circa 500 ml) può variare significativamente nel contenuto calorico, da circa 200 a oltre 400 calorie, a seconda delle scelte specifiche di ingredienti e proporzioni.
Esistono numerosi tipi di bubble tea, che possono essere classificati in base agli ingredienti utilizzati, come il tè verde, il tè nero, il tè al latte e le versioni a base di frutta. Ogni variante ha un profilo calorico diverso. Ad esempio, un bubble tea a base di frutta con meno sciroppo e senza latte può avere meno calorie rispetto a un tè al latte con sciroppo dolcificante e abbondanti perle di tapioca. Confrontando il bubble tea con altre bevande popolari, si nota che può avere un contenuto calorico simile o superiore a quello di un caffè latte grande o di una bibita gassata. Tuttavia, bevande come frullati di frutta o smoothie possono superare il contenuto calorico del bubble tea, specialmente se arricchiti con zuccheri aggiunti, gelato o panna.
Come Preparare un Bubble Tea più Leggero
Se sostituite alcuni ingredienti con altri più leggeri, potete ottenere delle versioni light più sane del Bubble Tea. Per esempio potreste utilizzare lo sciroppo d’agave come dolcificante, sostituire il latte con latte di soia oppure con acqua di cocco. Volendo, le perle di tapioca possono essere sostituite anche con pezzi di frutta o con i semi di chia. Evitate di aggiungere altri zuccheri per dolcificare la bevanda e non utilizzate le popping boba ripiene di sciroppo.
Il video di Mind Over Munch propone ulteriori varianti più sane, a partire dal Bubble Tea a base di matcha, che è una polvere di tè verde, avocado, latte di mandorla e miele per dolcificare il tutto. Infine si aggiungono le perle di tapioca.
Il consumo di bubble tea, sebbene possa rappresentare un piacevole indulgenza, richiede un’attenzione consapevole al suo contenuto calorico, specialmente per chi è attento alla propria alimentazione o segue un regime calorico controllato. La chiave sta nella moderazione e nella scelta di varianti meno caloriche, privilegiando l’uso di latte vegetale, riducendo gli sciroppi dolcificanti e limitando la quantità di perle di tapioca.
Come si Beve il Bubble Tea?
Dato che la bevanda contiene le palline di tapioca che hanno un certo volume, si dovrebbe bere con apposite cannucce abbastanza grandi da consentire il passaggio delle palline. Ma nulla vi vieta di sorseggiarlo normalmente e di raccogliere le palline con un cucchiaio.
Ricetta Base del Bubble Tea
Per preparare il bubble tea, proponiamo l’utilizzo delle perle di tapioca bianche, le stesse che si usano per realizzare bubini e pudding (es. budino alla vaniglia con perle di tapioca). Esistono anche le perle di tapioca nere (note come “boba”), più grosse, e le perle colorate e fruttate. Considerata la difficoltà nel reperire le perle di tapioca nere, abbiamo proposto la versione con le più note perle di tapioca bianche.
- Ammollare le perle di tapioca bianche nell’acqua per almeno mezz’ora. Nel frattempo, preparare lo sciroppo: portare a bollore 150 ml di acqua e sciogliervi lo zucchero di canna integrale. Spegnere il fuoco e lasciar intiepidire.
- Preparare il tè nero: portare a bollore un pentolino con 400 ml di acqua. Spegnere il fuoco e lasciare in infusione il tè nero per 5 minuti. In alternativa al tè nero, è possibile utilizzare il tè verde oppure altri tipi di tè fruttati. Come variante, è possibile sostituire l’acqua con il latte: in questo caso, lasciare in infusione il tè in foglia nel latte (vaccino oppure vegetale) per 5 minuti.
- Sciacquare le perle di tapioca dall’acqua di ammollo. Portare ad ebollizione 500 ml di acqua, dunque tuffare le perle di tapioca e cuocere per circa 5 minuti, affinché diventino soffici e trasparenti. Scolare le perle di tapioca trasparenti attraverso un colino a maglie strette e sciacquarle in acqua fredda. Mescolare con un cucchiaio per velocizzare la scolatura.
- In uno shaker, versare una parte di tè nero, una parte di perle di tapioca, del latte di riso e dolcificare a piacere con lo sciroppo di zucchero preparato in precedenza. Shakerare per alcuni istanti e servire con le apposite cannucce.
Non esiste un’unica ricetta per il bubble tea: le dosi d’infuso di tè, latte di riso, sciroppo di zucchero e perle di tapioca si possono personalizzare in base ai propri gusti. tè verde o tè fruttati a latte vegetale di ogni tipo, frutta o perfino caffè.
La manioca è una pianta resistente, che cresce in terreni poveri e con poca acqua. Tuttavia, le coltivazioni intensive possono avere impatti negativi se non gestite in modo sostenibile.