I Pavesini, un'invenzione provvidenziale per uno spuntino leggero o come base per dolci più complessi, spesso trovano un posto di rilievo nelle diete, sostituendo biscotti ed altre possibili tentazioni, oppure come ingrediente diverso nella realizzazione di grandi classici come il tiramisù.
Pavesini: Quali Valori Nutrizionali?
Qualcuno potrebbe chiedersi che tipo di valori siano capaci di rendere dei biscottini così famosi ed apprezzati. Il segreto sta nella semplicità degli ingredienti utilizzati e nella loro incredibile storia.
Parlando di numeri: per 100g di prodotto si hanno 395 calorie, un numero difficile da trovare quando si parla di dolci. I grassi presenti sono appena 3,5g, mentre l’unico dato significativo è dato dai carboidrati, 82.6g, con il resto dei nutrienti decisamente basso, fatta eccezione per le proteine. In 25g di prodotto, vi sono 7g di proteine, permettendo ai Pavesini di essere un’ottima fonte di energia momentanea, quando si aspetta la pausa pranzo o la cena.
Il successo di questi piccoli biscotti, oltre alla loro bassa quantità calorica, è sicuramente l’essere composti soltanto da farina di frumento, zucchero semolato e caramellato, uovo ed agenti lievitanti. Un impasto del tutto simile a quello dei savoiardi, ma reso leggero grazie all’intuizione di Pavesi, l’ideatore originale.
Origine dei Pavesini
Chiamati inizialmente biscottini di Novara, furono immessi sul mercato da Pavesi, durante la fine degli anni Trenta. Con l’arrivo della guerra, l’azienda dovette preoccuparsi di rifornire le scorte dell’esercito, dovendo rimandare la massiccia produzione di una decina di anni.
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Durante la fine della guerra, Pavesi ebbe la possibilità di mettersi in contatto con la realtà americana, tornando in Italia con le modifiche necessarie a rendere i biscottini di Novara i famosi Pavesini, a partire dal 1952. La leggerezza di ogni pezzo, appena 9 calorie, è stato sempre un vanto del marchio, così come il gusto. Col tempo, questi aspetti favorevoli sono diventati sempre più richiesti, e sono stati realizzati Pavesini al cacao, oppure al caffè.
In Italia, ad oggi, questi piccoli biscotti sono la colazione di molti bambini, così come lo spuntino di metà mattinata di tanti adulti.
È importante notare che un elevato consumo di zucchero può causare aumento di peso e carie.
Tabella Nutrizionale (per 100g)
| Nutriente | Valore |
|---|---|
| Calorie | 395 kcal |
| Grassi | 3,5 g |
| Carboidrati | 82,6 g |
| Proteine | 28 g (in 100g di prodotto) |
Carbonato d'ammonio
Il carbonato d'ammonio è un sale di ammonio dell'acido carbonico con formula (NH4)2CO3. A temperatura ambiente si presenta come un solido incolore dall'odore di ammoniaca. Cristallizza preferenzialmente nella forma biidrata (NH4)2CO3·2H2O. In medicina viene usato come emetico. In pasticceria viene usato come agente lievitante sotto il nome di "Ammoniaca alimentare" o "Ammoniaca per dolci". A differenza di altri lieviti, questo lievito chimico preserva la forma e permette di ottenere un prodotto finale friabile.
Il carbonato d'ammonio è comunemente noto per il suo utilizzo in passato nei sali impiegati sia nell'ambito medico e in quello domestico per curare le persone afflitte da sintomi di svenimento; Il carbonato di ammonio rilascia Ammoniaca gassosa, che tramite l'irritazione delle mucose del naso e dei polmoni, stimola un riflesso di inalazione, che a sua volta stimola i muscoli controllanti il respiro a contrarsi più rapidamente. Lo svenimento può essere causato da un eccessiva attività parasimpatica e vagale, che rallenta il battito cardiaco e la perfusione del cervello. L'effetto irritante è sfruttato per contrastare questi effetti vagali/parasimpatici e quindi lo svenimento; particolare cautela deve essere adottata nell'uso di questi sali, incluso il carbonato di ammonio, perché gli effetti irritanti dell' ammoniaca possono ripercuotersi sulla salute.
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Il carbonato di ammonio è stato adattato, assieme ai suddetti sali, al ruolo di stimolanti nelle competizioni atletiche -come sollevamento pesi, e hockey su ghiaccio- per "svegliare" i competitori, in modo che potessero esprimere al meglio le loro capacità. Nel 2005, Michael Strahan stimò che tra il 70 e l'80% dei giocatori della National Football League utilizzassero i sali a base di carbonato di ammonio come stimolanti.
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