Cannabis per Dimagrire: Cosa Dicono gli Studi Scientifici

Apparentemente, c'è un nuovo beneficio derivante dal consumo di cannabis. Dopo gli studi scientifici che ne hanno dimostrato gli effetti benefici sul corpo di malati terminali e nel caso di malattie neurodegenerative, alcuni nuovi studi stanno mettendo nero su bianco il rapporto tra l’assunzione di THC, il più famoso tra i principi attivi della cannabis, e le basse probabilità di aumentare di peso.

Il Ruolo della Cannabis nel Controllo del Peso

Si è certi, insomma, che il consumo di marijuana riesca a giocare un ruolo fondamentale nel controllo del peso, ma le modalità con cui questo ruolo si articola non sono ancora completamente chiare. Anche perché le cause potrebbero essere più di una.

Tra gli studi spicca quello del dottor Yan Le Strat, professore di psichiatria all’Università di Parigi, che ha evidenziato l’impatto che la cannabis ha sulla perdita di peso. Lo studio, che prende in esame periodi di consumo molto lunghi, anche di molti anni, è in fase di conclusione e - dice chi ci lavora - sta mettendo in luce relazioni piuttosto evidenti.

Dati Statistici Chiave

Il primo dato dello studio, e forse il più importante, è che, tra i pazienti presi in esame, solamente il 16% dei consumatori di cannabis ha problemi di obesità. Di norma, se si prendono pazienti con le stesse caratteristiche, stessa età e stessa provenienza, ma con l’unica differenza che non consumano cannabis, la percentuale è del 26%, ben dieci punti percentuali in più.

Se questo è il dato statistico cardine da cui il professor Le Strat e i suoi colleghi sono partiti per analizzare la relazione tra consumo di cannabis e miglior controllo del peso corporeo, questi anni di studi sono stati passati a cercare di ottenere prove inconfutabili che la relazione riguardi effetti diretti sul corpo. Ma non è così semplice isolare le motivazioni e ottenere prove certe di come questa relazione funzioni, dice lo stesso ricercatore a capo del progetto.

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Studio Americano sull'Obesità e Legalizzazione della Marijuana

Negli Stati Uniti, un esperimento molto simile, ha visto coinvolto un team di medici che ha studiato come i livelli di obesità sono cambiati negli stati in cui l’uso della marijiuana è stato legalizzato. I livelli di obesità, anche se con percentuali diverse, tendono sempre a diminuire.

Una delle spiegazioni che si sono date è che, inserita la marijuana nelle sostanze da utilizzare per uso ricreativo, questa venga sostituita all’alcool e così facendo si eviti ritenzione idrica e zuccheri insalubri presenti nell’alcool.

Negli Stati Uniti sempre più stati hanno esteso libertà di consumo e di commercio della cannabis, è successo sia per l’uso medico che per quello ricreativo e l’osservazione dello studio medico si è protratta per molti anni e per popolazioni di zone molto diverse, dal 1996 fino al 2014. I risultati però, per quanto diversificati per zona, classe sociale e numero di cittadini coinvolti, hanno sempre risposto con una diminuzione del rischio di obesità sulla popolazione generale. Una diminuzione che nei casi meno dinamici si è attestata sul 2%, ma in altri, in cui il cambiamento è stato più rilevante, ha sfiorato il 7%. Si tratta di numeri molto importanti, soprattutto se si pensa che negli Stati Uniti l’obesità non è certo un disturbo da poco (è una delle prime cause di morte del paese) e tanto meno marginale in termini di diffusione: è obeso circa il 40% della popolazione che abita gli USA. Se si considera, oltre all’obesità, anche il sovrappeso la percentuale supera abbondantemente il 60%.

Il CBD e il THC: Effetti Diversi sull'Appetito

Perché le persone che consumano regolarmente marijuana, “i fattoni”, sono sempre rappresentati come magri e smilzi, anche se si sa che fumare marijuana provoca un aumento dell’appetito, generalmente conosciuto come “fame chimica”? In media, le persone che consumano regolarmente marijuana possiedono un minore BMI (indice di massa corporea) ed un girovita più piccolo di coloro che non lo fanno e ciò potrebbe essere solo una coincidenza; ma i sei stati più sani in America hanno tutti una sorta di riforma della marijuana medicinale.

Sia il Cannabidiolo (CBD) che il ∆(9)-tetraidrocannabinolo (THC), i due più noti cannabinoidi della pianta di marijuana, possiedono differenti effetti sull’appetito. Sia il CBD che il THC interagiscono con il sistema endocannabinoide, che si trova in tutto il nostro corpo, un sistema che regola il metabolismo ed il deposito, il trasporto dei nutrienti e l’assunzione di energia dal cibo. Il THC si lega sulle cellule recettoriali nel cervello, che sono correlate all’attivazione del Gherelin (l’ormone dell’appetito), aumentando in tal modo la fame e l’appetito.

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Uno studio, condotto nel 2015, su ratti obesi indotti a dieta, mostrò che il THC incrementava l’appetito dei ratti, ma impediva l’ulteriore aumento di peso, anche con una dieta ricca di grassi. Allo stesso tempo è stato scoperto che il CBD è un soppressore dell’appetito. Non ti impedisce completamente di mangiare, ma ti fa sentire presto sazio. Uno studio inglese su questo tema, utilizzando ratti, mostrò che, in comparazione con i ratti a cui venne somministrata la molecola della cannabis Cannabinolo, i ratti a cui venne somministrato il CBD consumavano significativamente meno cibo durante il periodo dello studio.

Il CBD e il Metabolismo

Il CBD influenza il metabolismo poiché interagisce con il sistema endocannabinoide, un sistema biologico composto da endocannabinoidi. Ciò che forse non sai è che gli endocannabinoidi, che si trovano nel sistema nervoso centrale e periferico, hanno la stessa composizione chimica dei cannabinoidi. Talvolta, il corpo non produce abbastanza endocannabinoidi e si ammala. I cannabinoidi interagiscono con i recettori CB1 presenti nel cervello e nel sistema nervoso centrale e con i recettori CB2.

Ad esempio, uno studio condotto su animali del 2017 indica che il CBD influisce sul peso corporeo interagendo con i recettori CB1 e CB2 nel tessuto linfatico e nel cervello. In questo studio di 2 settimane, ai ratti è stato iniettato quotidianamente il CBD a dosi di 2,5 e 5 milligrammi (mg) per chilogrammo di peso corporeo.

In una revisione del 2022, i ricercatori hanno scoperto che la maggior parte degli studi indicava che il CBD aiuta a ridurre il peso.

Come Agisce il CBD?

Le ultime ricerche indicano che il CBD potrebbe avere un ruolo significativo nel modulare il metabolismo, specialmente attraverso la sua interazione con il grasso bruno, noto anche come tessuto adiposo bruno. Questo tipo di grasso è fondamentale per la regolazione di condizioni come il diabete e le malattie cardiache, grazie alla sua capacità di bruciare calorie e contribuire alla perdita di peso, a differenza del grasso bianco, che è associato a effetti negativi sulla salute.

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Il CBD aiuta a promuovere la conversione del grasso bianco in grasso bruno, un processo che può migliorare la capacità del corpo di bruciare energia. Questo effetto è supportato dall’incremento dell’attività e del numero dei mitocondri, che sono essenziali per la produzione di energia. Inoltre, il CBD sembra ridurre la presenza di proteine che promuovono la formazione di nuove cellule di grasso bianco, favorendo una maggiore prevalenza di grasso bruno. Questi meccanismi indicano che il CBD potrebbe essere un utile alleato nel controllo del peso e nel miglioramento del metabolismo.

Meccanismi d'Azione del CBD sul Metabolismo

Ci sono quattro principali modi in cui il CBD potrebbe influenzare il nostro metabolismo:

  • Funzione mitocondriale: i mitocondri sono le “centrali elettriche” delle cellule, responsabili di convertire zuccheri, grassi e proteine in energia per il corpo. Correggere eventuali squilibri mitocondriali può migliorare la salute metabolica, e sembra che il CBD possa svolgere questo ruolo;
  • Grasso bruno: il grasso corporeo è di due tipi, buono (bruno) e cattivo (bianco). Il grasso bruno brucia calorie e genera calore, e alcuni studi hanno esaminato il potenziale del CBD nel convertire il grasso bianco in grasso bruno. Tuttavia, ulteriori ricerche sull’uomo sono necessarie per confermare questo effetto;
  • Regolazione dell’insulina: il CBD può influenzare il metabolismo dell’insulina, che è coinvolta nella regolazione dei livelli di zucchero nel sangue e nel processo di bruciare i grassi;
  • Soppressione dell’appetito: a differenza del THC, che stimola l’appetito, il CBD è considerato un soppressore dell’appetito.

CBD Effetti Dimagranti: Studi e Considerazioni Pratiche

Recentemente, un gruppo di ricercatori dell’Università di Parigi ha condotto uno studio per esaminare la relazione tra l’uso della cannabis e la perdita di peso. Questo studio ha considerato periodi di consumo di cannabis prolungati e ha concluso che solamente il 16% dei consumatori di cannabis presi in esame aveva problemi di obesità. In confronto, la percentuale di obesi tra i pazienti con le stesse caratteristiche, come età e provenienza geografica, ma che non consumavano cannabis, era del 26%. Ciò suggerisce una notevole differenza tra i soggetti obesi che utilizzano cannabis con CBD e quelli che non la consumano.

Un altro studio condotto negli Stati Uniti ha indagato come la legalizzazione dell’uso della cannabis in alcuni Stati potesse influenzare il peso corporeo dei cittadini. Questo studio ha rivelato che l’incidenza dell’obesità negli USA aveva subito variazioni nei Paesi in cui l’uso della cannabis era stato legalizzato rispetto a quelli in cui rimaneva illegale. Negli Stati in cui la marijuana era legalmente consumabile, il numero di persone obese era inferiore rispetto a quelli in cui la cannabis era ancora vietata.

Gli studiosi hanno avanzato l’ipotesi che, poiché la cannabis viene utilizzata a scopo ricreativo in questi Stati, potrebbe aver contribuito a sostituire l’uso di alcol. Questo cambiamento potrebbe avere contribuito a ridurre la ritenzione idrica e l’assunzione di zuccheri insalubri associati alle bevande alcoliche.

Considerazioni Pratiche per l’Uso del CBD

Quando si considera l’uso del CBD per la gestione del peso o altre finalità sanitarie, è vitale prendere in considerazione alcuni aspetti chiave per garantire sicurezza ed efficacia:

  1. Consultazione professionale: Prima di iniziare qualsiasi supplemento di CBD, specialmente se si sta cercando di gestire condizioni specifiche come il peso, è fondamentale consultare un medico per una guida personalizzata basata sulle condizioni di salute individuali, sui farmaci attualmente in uso e su eventuali fattori di rischio.
  2. Scelta del prodotto: La selezione di prodotti di CBD di alta qualità è cruciale. La purezza e la concentrazione possono variare notevolmente tra diversi marchi. È essenziale scegliere prodotti che forniscono rapporti completi di analisi (COA) da laboratori terzi, che confermano la percentuale di CBD e la non presenza di contaminanti come pesticidi, metalli pesanti e muffe.
  3. Dosaggio corretto: Il dosaggio di CBD può variare a seconda del peso corporeo, del metabolismo e della gravità delle condizioni da trattare. Iniziare con una dose bassa e aumentarla gradualmente fino a raggiungere l’effetto desiderato.
  4. Legalità e regolamentazioni: È importante considerare la legalità del CBD nella propria zona. Le leggi che regolano la vendita e il consumo di CBD possono variare notevolmente da un luogo all’altro e possono essere soggette a cambiamenti rapidi.
  5. Aspettative realistiche: Mentre il CBD è promettente come aiuto per la gestione del peso e per altre condizioni di salute, non è una cura miracolosa. I suoi effetti possono essere sottili e richiedono tempo per manifestarsi. L’uso di CBD dovrebbe essere visto come parte di un approccio olistico al benessere che include una dieta equilibrata, esercizio fisico regolare e gestione dello stress.

Tabella Comparativa: CBD vs THC

Caratteristica CBD (Cannabidiolo) THC (Tetraidrocannabinolo)
Effetto sull'appetito Soppressore dell'appetito Stimolante dell'appetito
Effetti psicoattivi Non psicoattivo Psicoattivo
Interazione con recettori CB1 e CB2 CB1
Impatto sul metabolismo Promuove la conversione del grasso bianco in bruno Nessun impatto diretto sulla conversione del grasso

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