Tra le varie sostanze naturali considerate benefiche per la nostra salute, ritroviamo la curcuma, un tubero di origine asiatica, coltivata soprattutto in India e nell’isola di Giava. L'approfondimento qui proposto ha come obiettivo quello di analizzare i presunti benefici della curcumina, un potente principio attivo contenuto nella radice di curcuma, per valutare se le sue proprietà antinfiammatorie siano fondate.
Che cosa è la curcumina?
La curcumina è il maggiore componente responsabile del colore giallo intenso della curcuma, studiata anche per le sue proprietà benefiche. La curcuma contiene carboidrati (zuccheri), proteine, grassi e minerali. I composti principali, però, sono i curcuminoidi, una miscela di sostanze costituita prevalentemente da curcumina (77%), demetossicurcumina (17%) e bisdemetossicurcumina (3%). La curcuma contiene, inoltre, un olio essenziale (5,8%) ricco di sostanze chiamate monoterpeni e sesquiterpeni.
Quali sono i presunti benefici della curcumina?
I benefici che la salute sembrerebbe ricevere dall'assunzione di curcumina sono molteplici:
- Previene e riduce le infiammazioni
- Allevia i dolori articolari
- È utile al lavoro del cervello e del sistema nervoso
- È un antidolorifico naturale
- Aiuta la digestione
- Limita l’azione dei radicali liberi
- Rinforza il sistema immunitario
- Aiuta a prevenire il diabete di tipo 2
- Aiuta a prevenire le infezioni batteriche
- Facilita il processo di cicatrizzazione delle ferite
Curcumina: Effetti Positivi per Tutto l'Organismo
La curcumina attualmente è riconosciuta in Italia come integratore alimentare tanto da essere immessa in commercio. Per migliorare la sua biodisponibilità, ovvero la quantità con cui la sostanza raggiunge la circolazione sanguigna diventando così molto "disponibile" per l'organismo, sono state applicate alcune tecniche farmacologiche. E' infatti stato dimostrato che legando la curcumina con il fitosoma, cioè una molecola in grado di aumentare la capacità di superare la barriera intestinale, la curcumina è più facilmente assorbita e quindi in grado di svolgere le sue azioni biologiche.
Ad oggi sono stati condotti più di 30 studi nell'uomo che hanno coinvolto più di 2000 persone trattate con curcumina e fitosoma. L'effetto è stato dimostrato in diverse aree di interesse clinico:
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- Negli anziani, ad esempio, la combinazione tra uno stile di vita appropriato e un'integrazione nella dieta con curcumina potrebbe migliorare le loro prestazioni fisiche e la loro forza prevenendo così l'insorgenza di perdita di massa muscolare e massa ossea (sarcopenia e osteopenia, rispettivamente).
- In ambito oculistico, un'integrazione con curcumina potrebbe migliorare la vista e potrebbe ridurre gli eventuali problemi agli occhi causati dal diabete.
- In ambito cardiovascolare, l'aggiunta di curcumina alla terapia potrebbe aiutare a diminuire ulteriormente i livelli di colesterolo nel sangue e il rischio di complicanze vascolari.
- Infine, in ambito dermatologico, la curcumina migliorerebbe il decorso del trattamento per la psoriasi vulgaris.
Curcuma e Disturbi Digestivi
Anche in ambito gastrointestinale, l'integrazione con curcumina nella dieta darebbe i suoi frutti migliorando la funzionalità di stomaco e intestino e, quindi, favorendo la digestione. La curcumina sembra cioè modulare positivamente la segnalazione di un particolare recettore implicato nella trasmissione del dolore viscerale, contribuendo così a ridurre la sensibilità.
Curcuma: Antinfiammatorio nella Cura dell'Artrosi?
L’artrosi è una patologia cronica e progressiva che colpisce le articolazioni, coinvolgendo soprattutto la colonna lombare (33%), cervicale (30%), le ginocchia (27%) e le anche (25%). La popolazione più colpita è quella anziana e si stima che circa un terzo degli ultrasessantacinquenni ne sia affetto. L’insorgenza della malattia è correlata al persistere di un processo infiammatorio alle articolazioni da cui derivano anche tutti i sintomi, rappresentati soprattutto da dolore e riduzione/perdita della funzionalità motoria e dell’autonomia.
Il trattamento farmacologico tradizionale dell’artrosi è basato sui farmaci antinfiammatori e analgesici. A causa del loro uso prolungato però, queste sostanze possono avere gravi effetti collaterali, limitandone o controindicandone l’uso. Il paracetamolo, con un profilo meno tossico ma la cui efficacia analgesica è più limitata, può essere usato in alternativa.
Un indirizzo terapeutico alternativo può essere l’uso di sostanze che prevengono e limitano il processo infiammatorio che causa la malattia e i suoi sintomi. Tali proprietà sono spesso presenti in prodotti di origine naturale, come integratori nutrizionali. Tra le varie sostanze la curcuma e i suoi derivati, in particolare la curcumina, sembrerebbero efficaci nel controllare sia il dolore sia la ridotta funzionalità.
La curcumina, infatti, possiede potenzialmente elevate proprietà antinfiammatorie e una spiccata azione antiossidante. Una meta-analisi ha riportato una diminuzione del dolore in persone che assumono curcuma, permettendo a volte di ridurre la quantità di antinfiammatori assunti.
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L’ indirizzo terapeutico, quindi, si potrebbe spostare dal trattamento continuo dell’infiammazione in atto, che causa la malattia e i suoi sintomi, alla prevenzione del processo infiammatorio. Cioè, dal trattamento dell’effetto a quello della causa.
Effetti Collaterali della Curcumina
Nonostante i potenziali effetti benefici, la curcumina può presentare effetti collaterali, soprattutto se assunta in forma concentrata o a dosaggi elevati. Gli studi clinici su esseri umani riportano in genere effetti collaterali lievi e rari, come disturbi gastrointestinali (nausea, diarrea), mal di testa o lieve eruzione cutanea, soprattutto con dosi comprese tra 500 mg e 12 g al giorno.
Tuttavia, sono stati documentati diversi casi rari di epatotossicità, spesso associati a formulazioni ad alta biodisponibilità (inclusione con piperina o nanoparticelle), con aumento significativo delle transaminasi epatiche e sintomi quali ittero e urine scure. Tali effetti, pur rari, possono essere gravi e risolversi solo dopo l’interruzione del supplemento.
Ci sono prove preliminari che dimostrano come il consumo eccessivo di curcumina possa interferire con il metabolismo del ferro, provocando potenzialmente anemia, influenzare il sistema biliare, inducendo contrazioni della colecisti (nocive in presenza di calcoli), e causare reazioni allergiche cutanee.
Il «Giallo-Curcuma» e i Casi di Epatite
Casi di epatite segnalati: 22. Integratori ritirati dal commercio: 19 (l’elenco completo è riportato sul sito del Ministero della Salute). La vicenda è scoppiata a seguito del riscontro di un inusuale aumento delle diagnosi di epatite colestatica registrati in persone che avevano assunto integratori a base della spezia di origine orientale, la cui popolarità è cresciuta con la scoperta delle sue proprietà antiossidanti.
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Si tratta di un’infiammazione del fegato che finisce per determinare l’accumulo di grasso (steatosi epatica) e la morte cellulare. Come effetto si ha una riduzione della funzionalità di un organo chiave per il metabolismo dei nutrienti e la disintossicazione da farmaci e altre sostanze.
Come affermato da Marco Silano, direttore del dipartimento alimentazione, nutrizione e salute dell’Istituto Superiore di Sanità, «tutte le persone che ne hanno sospeso l’assunzione, hanno visto l’epatite progressivamente risolversi». E chi, dopo una pausa, ha ripreso ad assumerli, «si è ammalato nuovamente».
Le ipotesi più accreditate tra gli esperti di sicurezza alimentare sono due: l’eccessiva assunzione di curcumina attraverso gli integratori o una contaminazione del prodotto all’origine (non ancora accertata). «Gli integratori a base di curcumina, soprattutto a seguito di un uso protratto per oltre un mese, possono causare un danno al fegato - dichiara Patrizia Burra, responsabile dell’unità trapianto multiviscerale dell’azienda ospedaliero-universitaria di Padova e vicepresidente della Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (Sige) -. I dati internazionali parlano di una prevalenza del cinque per cento».
I primi sintomi dell'epatite colestatica sono abbastanza generici: stanchezza, prurito cutaneo, itterizia (pelle di colore giallo) e dolore al lato destro dell'addome. Lo scenario può risultare più chiaro a seguito dell'osservazione di difficoltà digestive, mancanza di appetito, febbre, feci chiare e urine scure.
Questa vicenda dimostra come, se nessun caso di epatite è emerso in seguito al consumo della curcuma in cucina, lo scenario può risultare diverso se si fa un utilizzo scorretto di capsule e pillole.
«Quanto sta accadendo in Italia rimarca l'importanza di evitare il fai-da-te, soprattutto se si soffre di malattie importanti - conclude Burra -.
Tabella: Effetti e Dosaggi della Curcumina
| Effetto | Dosaggio Suggerito | Note |
|---|---|---|
| Antiossidante e antinfiammatorio | 3-10 g al giorno | Può essere ripetuto più volte al giorno |
| Riduzione del colesterolo e dei trigliceridi | 500 mg di curcumina (10 g di curcuma) | Al giorno |
| Dose giornaliera massima accettabile (come colorante alimentare) | 3 mg/kg di peso corporeo | Circa 200-250 mg per una persona di 70-80 kg |
Curcuma e Alimentazione: Consigli Pratici
Per un uso salutistico è sufficiente inserirla come ingrediente della dieta quotidiana. Una dose ideale può essere un paio di cucchiaini da caffè al giorno. Per effetti più marcati si consiglia l’estratto secco titolato in curcumina min.
Per aumentare la biodisponibilità della curcumina si consiglia di consumarla in associazione ad altri alimenti che ne potrebbero aumentare il suo stesso assorbimento, come pepe nero macinato o vettori come olio o semi oleosi (ad esempio miscelata all’olio extra vergine d’oliva o consumata in aggiunta allo yogurt bianco).
Tantissimi piatti indiani la utilizzano in abbondanza, ma anche altre cucine asiatiche non ne ignorano i benefici e soprattutto le qualità gustative, che ne fanno uno tra gli aromi e i condimenti più versatili e utilizzati.
La curcuma viene utilizzata anche per insaporire piatti di carne e di pesce. Va stemperata in una tazza di brodo vegetale insieme a un pizzico di pepe nero e aggiunta man mano durante la cottura. Può completare anche i dolci: il sapore corposo rende superfluo l’uso di zuccheri.
Secondo la medicina ayurvedica, un antinfiammatorio naturale e potente antiossidante è il latte d’oro. È necessario innanzitutto preparare un impasto miscelando acqua bollente, curcuma in polvere e poco pepe nero. Il risultato finale deve essere un composto omogeneo con una consistenza simile a quella delle salse molto dense. Va conservato in frigorifero.
Altrettanto efficace è la tisana. È necessario far bollire per 3-4 minuti 5 grammi di radice di curcuma in una tazza di acqua. Lasciare riposare per 10 minuti, filtrare, dolcificare con del miele e bere un paio di volte al giorno. La tisana alla curcuma è un rimedio che sembra aiutare nel caso di dolori articolari.
Conclusioni
In sintesi, la curcumina ha potenzialità terapeutiche molto interessanti, ma richiede un uso consapevole. Ragion per cui in questo caso, così come in tutti gli utilizzi della curcumina a fini "terapeutici" è fondamentale evitare il fai da te e affidarsi al parere di uno specialista. È importante ricordare che la funzione degli integratori alimentari è quella di supportare le nostre funzioni fisiologiche e non di svolgere un’azione terapeutica! Pertanto, andrebbero utilizzati con le giuste aspettative. Infine, bisogna tenere a mente che non sempre “naturale” è sinonimo di “sicuro”.
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