Cavi di Alimentazione per Telefoni: Tipi e Caratteristiche

Ti sei mai chiesto quanti tipi di cavi di alimentazione esistono in commercio? La risposta è da ricercare nei singoli standard emessi dagli enti internazionali preposti. Ciascuno standard, infatti, norma insiemi di cavi di alimentazione più o meno ampi a seconda delle specifiche e dei tipi di connettori maschio e femmina adottati.

Standard e Tipi di Prese Elettriche

Prendendo come riferimento la norma italiana dei cavi di alimentazione CEI 23-50, abbiamo 6 tipi di prese elettriche e 11 tipi di spine che differiscono per forma, dimensione e spaziatura dei contatti. In Italia si utilizzano in particolare le forme:

  • Tipo C
  • Tipo E
  • Tipo F
  • Tipo L

Ad esempio, la spina CEI 23-50 S31 è la spina Schuko che segue lo standard europeo CEE 7/7, il quale è stato concepito per includere e superare le differenze delle spine di tipo F e di tipo E. La spina CEI 23-50 S32 è, invece, la CEE 7/17 utilizzata in apparecchi di classe II.

Non meno diffusi in Italia sono i tipi di cavi di alimentazione che seguono lo standard IEC 60320, i quali si differenziano per tipo di configurazione maschio/femmina (C1/C2, C5/C6, C7/C8, ecc.).

L'Importanza del Materiale: Rame vs. Altri Materiali

Avete comprato uno smartphone ultimo modello da 1000 Euro, e un caricabatteria ricarica ultrarapida da 25 Euro. Che cavo prendete adesso? Risultato: il vostro telefono si ricarica in molte ore. Perché? Verificare il materiale è importante. Esistono cavi economici non in rame con prestazioni molto inferiori rispetto ai più costosi cavi in rame. Le prestazioni da un cavo all’altro variano in maniera molto consistente.

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Cominciamo con un cavo base, in rame, comunque di buona qualità, con connettori USB A / USB-C Standard USB 2.0, da mt. 1.80. Raggiunge i 790 Mah. Ora ecco le prestazioni con un cavo sempre in rame USB A / USB-C Standard USB 3.1, sempre da mt 1.80. La corrente è quasi doppia. Diminuendo la lunghezza, mt. 0.30. Si raddoppia la velocità di connessione!

Come Scegliere il Cavo USB-C Giusto

Nonostante i cavi con interfaccia USB-C siano ormai molto diffusi e sia facilissimo trovarne uno, non è altrettanto facile capire quale scegliere. Le caratteristiche da prendere in esame sono numerose e bisogna analizzarle tutte attentamente prima di giungere ad una decisione.

La prima cosa da considerare è la lunghezza: per esempio, un mouse non avrà bisogno di un cavo tanto lungo quanto quello di un visore VR. Il secondo fattore riguarda i materiali e la resistenza alle torsioni, con quelli rivestiti in nylon generalmente più resistenti di quelli rivestiti in gomma. Inoltre, vanno tenute in seria considerazione la velocità di trasferimento dei dati ed il supporto alla ricarica rapida. Infine, è fondamentale stabilire quale uso dovrete farne: che interfacce hanno i dispositivi che dovete connettere, se verrà utilizzato solo per ricaricarli e trasferire dati o per trasmettere in uscita audio e video.

Tipologie di Cavi USB-C

Ecco tutte le varie tipologie di cavo USB-C, le specifiche che un buon prodotto dovrebbe avere e quale cavo usare per ogni specifica esigenza.

  • Cavo da USB-C a USB-C: Fra i cavi da USB-C a USB-C resistenti figurano quelli rivestiti in nylon Anker. Il modello che consigliamo è Anker New Nylon, che può raggiungere una lunghezza di 3 metri, ha colorazioni nera e argentata, ed è caratterizzato da doppia interfaccia USB-C 2.0. Inoltre, supporta il trasferimento dati ad una velocità di 480 Mbps ed è in grado di ricaricare i propri dispositivi a 100 Watt.
  • Cavo da USB-C a USB-A: Uno dei cavi USB-C migliori appartiene alla linea Amazon Basic e si tratta di quello da USB-C a USB-A 3.1. Il prodotto è rivestito in nylon, ha connettori che garantiscono una velocità di trasferimento dati di 5 Gbps ed è certificato da USB-IF. Ciò implica la conformità alle norme meccaniche, elettriche e ambientali, che è stata stabilita in seguito a test specifici. Non manca la retrocompatibilità con gli standard USB 3.0 e USB 2.0, per la connessione di modelli più datati. Il prodotto può essere acquistato in varie configurazioni: la lunghezza varia da 30 centimetri a 3 metri e le colorazioni disponibili sono argento, grigio scuro, oro e rosso.
  • Cavo USB-C lunghi con amplificatore: È risaputo che una lunghezza eccessiva può compromettere prestazioni di ricarica e trasferimento dati, per cui è necessario ricorrere ad apposite soluzioni per limitare il problema. Ciò gli consente di effettuare il trasferimento a 5 Gbps e ricaricare rapidamente i dispositivi collegati, i quali verranno protetti da sovratensioni grazie ad una resistenza incorporata di 56 KΩ. Sebbene il prezzo sia molto più elevato rispetto ai precedenti, si tratta della soluzione migliore per chi lo volesse utilizzare per connettere i visori VR - come Oculus VR - alle console di gioco.
  • Cavo USB-C per dispositivi Apple: Fra i modelli della serie PowerLine III di Anker figura il cavo da USB-C a connettore Lightning, particolarmente utile per chi possiede i prodotti Apple. Si tratta di un prodotto molto morbido, flessibile e resistente, che fa uso di un rivestimento interno in grafene e di una finitura in gel di silice. La certificazione Made for iPhone, inoltre, lo rende conforme alle linee guida che devono rispettare gli accessori Apple. Per quanto riguarda le configurazioni, è disponibile in nero o in verde menta ed ha una lunghezza di 180 centimetri.
  • Cavo USB-C per l’output video: Per connettere un dispositivo munito di interfaccia USB-C ad un monitor esterno, è necessario utilizzare prodotti diversi rispetti a quelli visti sopra. In particolare, fra le soluzioni più popolari figura il cavo Uni da USB-C ad HDMI, con lunghezze che partono da 90 centimetri e raggiungono i 3 metri. Tramite esso è possibile riprodurre filmati in risoluzione 4K a 30 Hz (o 2K a 60 Hz) senza utilizzare software aggiuntivi. Uni ha realizzato il cavo in nylon, per garantire una maggiore durata, e lo ha dotato di un indicatore luminoso in corrispondenza del connettore USB-C che serve a tenerne sotto controllo il funzionamento. Bisogna tenere ben presente che sarà possibile utilizzarlo soltanto con dispositivi abilitati per l’uscita video.
  • Cavo USB-C per l’output audio: Se avete bisogno di connettere il vostro smartphone ad un ingresso jack da 3.5 millimetri, dovreste pensare ad un cavo da USB-C ad AUX. Fra le varie soluzioni disponibili figura il prodotto di Nimaso che ha una lunghezza di 1,2 metri, è rivestito in kevlar ed è presente in colorazioni rossa e grigia. Grazie al chip DAC integrato, non sarà necessario avere un telefono compatibile, ma sarà il cavo stesso ad effettuare la conversione del segnale audio da digitale ad analogico e a garantire una riproduzione stereo Hi-Fi. Si tratta dello strumento perfetto per connettere lo smartphone a delle cuffie, allo stereo dell’automobile o ad un altoparlante: basta effettuare il collegamento per avviare la riproduzione.
  • Cavo USB-C con connettori multipli: Oltre a tutte le soluzioni menzionate, esistono anche cavi USB-C versatili che possono offrire differenti tipi di connessione. È questo il caso dello Spigen DuraSync 3 in 1, un modello rivestito in nylon che su una delle estremità integra i connettori USB-C, Lightning e micro USB, per collegare smartphone più recenti, iPhone o dispositivi un po’ più datati. Si tratta di un’idea niente male per utilizzare lo stesso cavo in contesti differenti, anziché adoperare un cavo diverso per ogni contesto. Anche questo prodotto è certificato Made for iPhone ed è anche compatibile con la tecnologia Quick Charge 3.0 per una ricarica rapida dei propri dispositivi. Per quanto riguarda le colorazioni, avrete la possibilità di scegliere fra nero, bianco e rosa.

USB-C: Non Tutti i Cavi Sono Uguali

Lo standard USB-C è stato approvato quindi ormai possiamo stare tranquilli tanto i cavi sono tutti uguali, no? No! Il fatto che entrino tutti nella porta del nostro smartphone, computer, hard disk o accessorio che sia non significa che sia il cavo giusto per lui. Un cavo non adatto ad esempio potrebbe rallentare (e di tantissimo) il trasferimento dati così come potrebbe rallentare invece la ricarica facendo passare meno corrente oppure l’opposto, potremmo spendere tanto per un cavo super veloce sia in termini di dati che di ricarica quando poi il nostro dispositivo è comunque lento di suo.

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La cosa più importante per scegliere un cavo è proprio questa, conoscere le caratteristiche del proprio dispositivo per il quale si sta comprando il cavo in modo da evitare di prenderne uno che lo rallenti o di spendere troppo senza reale motivo.

Velocità di Ricarica e Trasferimento Dati

In quanto a corrente trasportata, quindi alimentazione e velocità di ricarica, possiamo dire che in teoria tutte le USB-C fino alla USB 3 dovrebbero arrivare ad un massimo di 20 volt x 5 ampere, cioè 100W. La teoria è questa ma sappiamo che la regolamentazione è in continua evoluzione, così come lo è la tecnologia quindi capita di trovare eccezioni come USB 3 che superano i 100W e allora il consiglio è uno solo.

A noi serve la velocità di ricarica o il trasferimento dati? Nel primo caso ad esempio gli smartphone si ricaricano a velocità che vanno dai 15W agli oltre 100W così come i PC portatili, che di solito partono da 45W con i modelli più grandi e potenti che riescono ad assorbire anche 100 o 120W se non di più. Basta vedere quanto indicato sul proprio alimentatore o comunque nelle specifiche del dispositivo. In altri casi, come quando andiamo a collegare al PC un hard disk esterno, ci interessano poco i watt ma molto di più la velocità di trasferimento dati. Ci sono infine determinate occasioni, come l’utilizzo di un grande monitor 8K esterno, che richiedono entrambi questi due fattori.

Cavi USB-C: Parametri Fondamentali

Parlando di cavi USB-C, non si può non partire dai device ai quali questi cavi vanno connessi. Il cavo di per sé non può "accelerare" un collegamento ma deve essere scelto per non essere mai collo di bottiglia. I parametri sono fondamentalmente due e sono sostanzialmente indipendenti tra loro: la velocità di trasferimento dati e la velocità di ricarica.

Le prestazioni in termini di trasferimento dati sono normalmente indicate dal livello di USB: il più sofisticato è USB 4 che nelle implementazioni più evolute può arrivare anche a 40 Gbps, ma molto più spesso gli apparecchi, anche quelli "veloci", hanno USB 3.2 che può arrivare al massimo a 20 Gbps ma che spesso si ferma solo a 10 o a 5, a seconda delle sotto-versioni. Se invece si resta nel mondo della USB 2.0 (connessione che funziona anch'essa su USB-C) si è limitati a 480 Mbps. Ecco che sullo stesso cavo potremmo vedere i dati correre a 40 Gbps o cento volte più lenti, a 480 Mbps.

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Affinché la comunicazione avvenga alla velocità prevista sono necessarie due condizioni: innanzitutto le porte connesse tra loro devono supportare entrambe il livello USB richiesto; e poi il cavo deve supportare quel livello di comunicazione. Se anche solo una delle porte non ha il livello USB sperato, la velocità degrada ai livelli inferiori; lo stesso se le porte sono adeguate ma il cavo no.

Power Delivery e Ricarica Rapida

Per quanto riguarda la ricarica, la situazione non è molto diversa: le porte USB "base" (quelle nei vecchi formati, per intenderci) spesso non sono in grado di erogare che 2,5 watt, o 4,5 watt nella migliore delle ipotesi. Le porte USB-C, invece, si attestano come minimo tra i 7,5 e 15 W (precisamente 1,5A o 3A su 5V). A supporto di una ricarica più veloce arriva lo standard Power Delivery, che è in grado di spingere la ricarica a livelli molto più alti.

In pratica gli apparecchi, alimentatore e device si mettono d'accordo tra loro e contrattano i livelli di tensione e corrente migliori, tenendo anche conto dei vincoli dettati dal cavo. Infatti, anche in questo caso, non tutti i cavi sono adatti a tutte le velocità di ricarica: alcuni arrivano a 60W, altri a 100W, altri sono in grado di supportare il massimo livello di ricarica previsto oggi da Power Delivery, ovverosia i 240 Watt.

La connessione per poter sfruttare Power Delivery è generalmente USB-C da entrambi i lati, sia sull'alimentatore che sul device, salvo rari casi, come i MacBook Pro che hanno reintrodotto il connettore MagSafe lato PC. Gli smartphone generalmente sono in grado di ricaricare, se tutta la catena alimentatore e cavo è corretta, tra i 20 e i 30 Watt; alcuni modelli salgono fino a 45 o 65W; per quello che riguarda tablet e soprattutto PC, si viaggia tra i 60 e i 100.

Fattori Aggiuntivi da Considerare

Quando si sceglie un cavo USB per caricare lo smartphone, il powerbank o lo speaker Bluetooth è fondamentale considerare diversi fattori come la lunghezza del cavo, la qualità e la sezione dei fili interni, della guaina esterna e dei connettori USB-A, USB-C, Micro-USB e Lighting.

Esistono anche cavi USB con un tipo di connettore ad un capo (es.: USB-A) e due o più connettori differenti sull’altro (es.: Micro-USB, USB-C e Lightning). Anche se la maggior parte dei connettori USB è di tipo “assiale”, cioè in linea con il cavo, in alcuni casi troviamo i connettori angolari, detti anche “a pipa”.

La guaina esterna può essere in gomma, PVC oppure in silicone, con un’ulteriore rivestimento in treccia di nylon per aumentare la resistenza alla trazione, allo sfregamento, al piegamento e allo schiacciamento. Il guidacavo è realizzato in plastica rigida o gomma flessibile e serve a bloccare la guaina impedendo rotture e sfilacciamenti quando si ha la cattiva abitudine di scollegare il cavo USB tirandolo dalla guaina e non dal connettore.

Il Power Delivery utilizza la porta USB-C (USB-A e Micro-USB solo nelle primissime versioni) per erogare fino a 100 watt di potenza, scegliendo di volta in volta la miglior combinazione tra amperaggio e tensione in base alle caratteristiche del caricabatteria e del dispositivo.

I cavi USB sono disponibili in varie lunghezze (20 cm, 50 cm, 1 metro, 1,2 metri, 1,5 metri, 2 metri, 3 metri, ecc. Ad esempio, per ricaricare lo smartphone in auto basta un cavo USB da 50-100 cm, dopo aver misurato la distanza massima tra i sedili e la presa USB più vicina. In casa possono bastare cavi da 50, 100, 150 o 200 cm, compatibilmente con il loro utilizzo principale (ricarica notturna, ricarica con smartphone in mano, trasferimento dati, ecc.).

Esempi di Cavi USB-C Disponibili

Su Amazon, eBay e in altri negozi online e “fisici” si possono trovare centinaia di migliaia di cavi USB di varie tipologie, lunghezze e prezzi. È disponibile in tre diversi tagli (20 cm, 1 e 3 metri) e in due colori (rosso o grigio) con rivestimento esterno in nylon antistrappo. Supporta le tecnologie di ricarica rapida Quick Charge (tutte le versioni) e Power Delivery fino a 100 watt di potenza (20Vcc/5A). È la soluzione ideale per le emergenze in casa, auto e in viaggio ma ne sconsigliamo l’utilizzo quotidiano e, soprattutto, simultaneo (solo un dispositivo in ricarica per volta).

Tabella Comparativa dei Cavi USB-C

Tipologia Cavo Utilizzo Ideale Velocità Trasferimento Dati Potenza Massima Ricarica
USB-C a USB-C Ricarica e trasferimento dati veloci Fino a 40 Gbps (USB 4) Fino a 240W (Power Delivery 3.1)
USB-C a USB-A Connessione a dispositivi con porta USB-A Fino a 5 Gbps (USB 3.1) Varia a seconda del cavo
USB-C a Lightning Dispositivi Apple (iPhone, iPad) Varia a seconda del cavo Varia a seconda del cavo
USB-C a HDMI Output video su monitor esterni Supporta 4K a 30Hz N/A
USB-C a AUX Output audio su dispositivi con jack 3.5mm N/A N/A

Come dicevamo, il cavo giusto deve supportare le velocità di trasferimento dati e di ricarica dei propri device. E così si scopre come i cavi più veloci, che sono tutt'altro che dei semplici "fili" di rame ma contengono anche dei microchip, cosa che fa salire un po' i prezzi. Questi cavi, inoltre, non sono lunghissimi, almeno in genere.

Via via che passa il tempo e si adottano apparecchi navitamente USB-C, il connettore "vecchio", quello denominato USB-A, serve sempre meno. Ma a volte capita, per esempio, di dover collegare lo smartphone USB-C a un PC con solo porte USB-A disponibili. Nessun problema a trovare cavi adatti, a patto di accettare i limiti della USB-A.

Oramai si sarà capito: avere un connettore USB-C da entrambi i lati significa poco per quello che riguarda le prestazioni di un cavo. Purtroppo non esistono modi facili per riconoscere "da fuori" le prestazioni di un cavo USB-C, se non leggendone le specifiche in fase di acquisto (e ricordandosele nel tempo). Può capitare di partire per un viaggio con un cavo USB-C apparentemente valido e scoprire che solo trasferire le foto e le riprese dalla fotocamera al PC è una procedura lunga, mentre a casa, con un altro cavo, ci si metteva un attimo. Per questo è bene sapere cosa si sta comprando.

Un cavo USB-C può costare anche una manciata di euro, certamente sotto i 10, anche sotto i 5. Ma difficilmente, quando si scelgono i primi prezzi, siamo di fronte a cavi veloci. Se invece si cerca un cavo finalizzato solo alla ricarica, non serve spendere di più per la velocità di trasferimento dati. Un modello come questo (che tra l'altro ha anche il connettore a L, molto più comodo per alimentare un laptop o anche uno smartphone) è perfetto: ricarica fino a 60W, ideale anche per notebook, Macbook Pro®, iPad® Pro, smartphone, GPS, tablet, controller PS5.

Rimanendo nel campo della ricarica, ci sono anche i cavi specifici per alcuni notebook e tablet dal collegamento proprietario. Ovviamente si può avere sia la velocità dati che quella di ricarica. Ma magari, se è compatibile con l'uso che se ne vuole fare, si può fare il migliore affare scegliendo un cavo corto.

Chi poi non vuole compromessi, può sempre andare su un cavo che si colloca al top della gamma USB-C: si tratta di un USB 4 Gen 3, capace quindi di arrivare a 40 Gbps, e Power Delivery 3.1, quindi fino al massimo di 240 W.

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