Cavi di Alimentazione per PC Portatili: Tipologie e Caratteristiche

Inizialmente pensato per lo scambio di informazioni, lo standard USB si è evoluto nel tempo fino a diventare l’interfaccia predominante per computer, smartphone, tablet e altri dispositivi. Esistono diverse tipologie di standard USB, che si distinguono per la velocità di trasferimento e la capacità di gestione dell'energia.

Evoluzione degli Standard USB

Lo standard USB 3.0, lanciato nel 2008, ha segnato un notevole passo avanti rispetto al suo predecessore. USB 3.0 introduce 9 cavi, abilitando la lettura e scrittura simultanea dei dati per un flusso di lavoro più efficiente. Con l'arrivo di USB 3.1 nel luglio del 2013, la velocità di trasferimento dati ha raggiunto i 10 Gbps, aprendo nuove possibilità per hard disk esterni, SSD ad alte prestazioni e periferiche che richiedono una maggiore larghezza di banda.

Rilasciato ufficialmente nel 2019, lo standard USB 4.0 rappresenta l'ultima evoluzione dello standard, offrendo una velocità sorprendente fino a 40 Gbps.

Standard USB: Velocità di Trasferimento Dati

Tipologia USB Velocità trasferimento dati
USB 1.1 (Full Speed) 12 Mbps
USB 2.0 (Hi-Speed) 480 Mbps
USB 3.0 (SuperSpeed) 5 Gbps
USB 3.1 (SuperSpeed) 10 Gbps

Standard USB vs. Tipologia di Connettore

Quando si parla di USB, è facile fare confusione tra lo standard e la tipologia di connettore. Lo standard USB definisce le regole della comunicazione, come la velocità di trasferimento dati e la potenza erogata. Per comprendere al meglio la differenza, immagina di avere un cavo USB-C che usi per caricare il tuo smartphone. Il connettore è la parte fisica che inserisci nel telefono, quella di forma ovale e simmetrica.

Se il tuo smartphone e il caricabatterie supportano lo standard USB 2.0, la ricarica sarà più lenta. Quindi, anche se il connettore è lo stesso (USB-C), lo standard USB utilizzato può fare una grande differenza in termini di prestazioni.

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Tipologie di Connettori USB

  • Type-A: È il modello più comunemente utilizzato ed impiegato nei collegamenti di periferiche, come tastiere e mouse. Presenta una forma rettangolare ed è stato, per anni, il modello standard per il collegamento tra dispositivi.
  • Type-B: Meno comune rispetto al tipo A, è comunque ampiamente utilizzato per collegare dispositivi di grandi dimensioni, come scanner, stampanti e alcune tipologie di hard disk esterni.
  • Type-C: È l'evoluzione dei precedenti modelli, caratterizzata da un design reversibile e compatto. Supporta velocità di trasferimento assai elevate, ricarica rapida e la connessione di vari dispositivi, come smartphone, tablet e laptop.

Lo standard USB-C è stato approvato quindi ormai possiamo stare tranquilli tanto i cavi sono tutti uguali, no? No! Il fatto che entrino tutti nella porta del nostro smartphone, computer, hard disk o accessorio che sia non significa che sia il cavo giusto per lui.

Un cavo non adatto ad esempio potrebbe rallentare (e di tantissimo) il trasferimento dati così come potrebbe rallentare invece la ricarica facendo passare meno corrente oppure l’opposto, potremmo spendere tanto per un cavo super veloce sia in termini di dati che di ricarica quando poi il nostro dispositivo è comunque lento di suo.

La cosa più importante per scegliere un cavo è proprio questa, conoscere le caratteristiche del proprio dispositivo per il quale si sta comprando il cavo in modo da evitare di prenderne uno che lo rallenti o di spendere troppo senza reale motivo.

Alimentazione e Velocità di Ricarica

In quanto a corrente trasportata, quindi alimentazione e velocità di ricarica, possiamo dire che in teoria tutte le USB-C fino alla USB 3 dovrebbero arrivare ad un massimo di 20 volt x 5 ampere, cioè 100W. La teoria è questa ma sappiamo che la regolamentazione è in continua evoluzione, così come lo è la tecnologia quindi capita di trovare eccezioni come USB 3 che superano i 100W e allora il consiglio è uno solo.

A noi serve la velocità di ricarica o il trasferimento dati? Nel primo caso ad esempio gli smartphone si ricaricano a velocità che vanno dai 15W agli oltre 100W così come i PC portatili, che di solito partono da 45W con i modelli più grandi e potenti che riescono ad assorbire anche 100 o 120W se non di più. Basta vedere quanto indicato sul proprio alimentatore o comunque nelle specifiche del dispositivo.

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In altri casi, come quando andiamo a collegare al PC un hard disk esterno, ci interessano poco i watt ma molto di più la velocità di trasferimento dati. Ci sono infine determinate occasioni, come l’utilizzo di un grande monitor 8K esterno, che richiedono entrambi questi due fattori.

Sostituzione dell'Alimentatore

Spesso ci si può ritrovare nella situazione di dover sostituire un vecchio alimentatore. Nell’etichetta degli alimentatori dei vari dispositivi a basso voltaggio sono riportati diversi dati relativi alle loro caratteristiche. Di solito sono segnate le caratteristiche della corrente in entrata e della corrente in uscita, Volt e Ampere, o Watt.

Spesso alcune delle grandezza in uscita non sono riportate. Indica 5 Volt e 3 Ampere. Gli ampere a volte sono segnati come milliAmpere (mAh). Sono sempre ampere, per esempio 500 mAh corrispondono a 0,5 Ampere.

Come Scegliere l'Alimentatore Corretto

Il dispositivo da collegare dovrà essere a 5 Volt e qui non si scappa. Di solito c’è un po’ di tolleranza, per esempio 5 Volt o 4,5 Volt spesso sono equivalenti. Per quanto riguarda il voltaggio in uscita ci deve essere la corrispondenza esatta, il nuovo alimentatore deve avere un Amperaggio uguale o superiore a quello del vecchio alimentatore.

Guida alla Scelta dell'Alimentatore per Notebook

Molte persone ci chiedono per posta elettronica, come scegliere un alimentatore adatto al computer portatile. Questo compito non è difficile, tuttavia ci sono alcune questioni a cui è necessario prestare attenzione. Dopo aver letto questo articolo voi stessi diventare degli esperti in questo ambito!

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L’alimentatore solitamente viene trattato con molta meno cura rispetto lo stesso portatile, per questo motivo spesso è esposto a danneggiamenti. La rottura del cavo, la spina malfunzionante o semplicemente la perdita di questo dispositivo, possono costringerci all’acquisto di un nuovo alimentatore. Ma quale scegliere? Lo scoprirete leggendo questo tutorial.

Dettagli sulla Scelta dell’Alimentatore Appropriato

Per scegliere correttamente l’alimentatore dobbiamo prestare attenzione ai parametri e al tipo di spina che questo deve avere. I parametri di alimentazione DC (direct current - corrente continua) che ci interessano, sono:

  • La tensione dell’alimentatore - espressa in volt (V) deve corrispondere al valore specificato sul portatile (in teoria la tolleranza è di ca. 1V, ma non è sempre così).
  • L’intensità della corrente - espressa in ampere (A), specifica la corrente massima con cui è possibile caricare l’alimentatore. Questo parametro non deve essere inferiore a quello previsto per il computer portatile, mentre può essere superiore (secondo il principio che è impossibile raggiungere una corrente troppo elevata). Collegando un alimentatore con un valore di intensità di corrente troppo basso, potremmo persino danneggiare il computer, poiché i componenti potrebbero non ricevere una quantità sufficiente di corrente.
  • La potenza dell’alimentatore è espressa in watt (W) ed è il prodotto della tensione e della corrente. Come per l’intensità di corrente, la potenza può essere maggiore di quella nominale, poiché è il portatile a decidere la quantità di corrente necessaria per la ricarica.
  • La spina è l’ultima cosa cui si dovrebbe prestare attenzione durante la scelta dell’alimentatore. A questo punto sul mercato possiamo trovare alcune decine di diversi tipi di spine, a seconda del produttore e del modello di computer portatile in nostro possesso. Se non siamo in grado di reperire i dati sulle dimensioni della spina, la soluzione più facile è misurare quest’ultima mediante un calibro a corsoio e confrontare le dimensioni con quelle della spina del nuovo alimentatore. Non dimentichiamo che queste dimensioni vengono riportate in millimetri (mm).

Esempio Pratico di Scelta dell'Alimentatore

Disponiamo di un computer portatile Samsung NP-RC510, purtroppo il caricabatteria originale ha cessato di funzionare. Leggiamo sull’alimentatore la denominazione del modello AD-8019, purtroppo ciò non ci dice molto. Quindi passiamo a controllare i parametri. Grazie ai dati di OUTPUT (sull’alimentatore originale) o di INPUT (sulla targhetta identificativa presente sul fondo del computer), possiamo scoprire che avremo bisogno di un alimentatore con 19V di tensione e 4,74A di intensità di corrente (bisogna ricordare che l’intensità può essere maggiore).

Una volta determinati i parametri, è tempo di procedere alla scelta della spina dell’alimentatore. Nel caso dei portatili Samsung la scelta è abbastanza facile; questi dispongono di una spina con un diametro di 5,5 mm - 3,0 mm (esclusi gli ultrabook, che possono presentare un diametro inferiore). Tuttavia, se non siamo certi, la soluzione migliore sarà misurare il diametro interno ed esterno della spina utilizzando un calibro a corsoio.

Così disporremo di tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno e potremo procedere alla ricerca. Nel motore di ricerca sul sito web batteryempire.it è sufficiente digitare il marchio dell’alimentatore ed i parametri, ad es.

Consigli Utili sui Cavi USB

Nel corso di questa guida abbiamo analizzato molti aspetti dello standard USB scoprendo come si tratti di una tecnologia in costante evoluzione e che ha visto passi da gigante in prestazioni e velocità. Oggi difficilmente si potrebbe pensare a svolgere anche le più banali mansioni della vita quotidiana senza la tecnologia USB. Ecco quindi alcuni consigli utili che rispondono alle problematiche più comuni.

Prolungare un Cavo USB

Il modo più semplice per estendere un cavo USB è usare una prolunga. Chiaramente prima di comprare una prolunga USB è bene saper riconoscere il tipo di USB che si necessita di prolungare. In base alle tipologie sopra descritte bisogna riconoscere se l’attacco necessario è di tipo A - B - C e tenere conto che il limite massimo della lunghezza consigliata per una prolunga è di 5 metri, soprattutto per le connessioni a bassa velocità.

Per USB 3.0 si possono superare tranquillamente i 3 metri, ma in caso vi fosse la necessità di collegare dispositivi più distanti allora sarà necessario ricorrere a un HUB o ripetitori di segnale USB da posizionare a ogni 3 - 5 metri di collegamento, in ogni caso allungare un cavo USB oltre i 25 metri non consigliabile.

Smaltimento Corretto dei Cavi USB (RAEE)

Allo stesso modo altra domanda frequente è dove buttare un cavo USB? Lo smaltimento dei rifiuti è sempre questione delicata. In particolare, il cavo USB può essere considerato un cavo elettrico come gli altri e quindi si tratta di un rifiuto di natura elettronica.

In Italia i rifiuti elettronici rientrano in una categoria specifica, la RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). La normativa che in Italia regola lo smaltimento di questo tipo di rifiuti e in particolare anche dei cavi elettrici come gli USB, è stata recepita dalla comunità europea ed è la direttiva 2011/65/CE (RoHS 2).

Detta normativa riguarda le restrizioni all’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche al fine di contribuire alla salute umana e a uno smaltimento ecologicamente corretto. La direttiva intende per cavi: “cavi con una tensione nominale inferiore ai 250 volt che servono da collegamento o da prolunga per collegare AEE alla presa elettrica o per collegare tra di loro una o più AEE”.

In Italia ci sono 2 modi per disfarsi correttamente di questa tipologia di rifiuti:

  1. Recarsi nell’isola ecologica comunale (ne sono presenti 3600 in tutta Italia)
  2. Consegnare cavi o altri rifiuti elettrici e/o dispositivi usati presso i negozianti i quali sono obbligati a ritirarli in base al decreto ministeriale 65/2010.

Dunque, è necessario rispettare questa forma di raccolta differenziata, ma come noto non c’è una regola generale fissa che vada bene per tutti i luoghi (molte variazioni dipendono anche dalla legge regionale specifica).

Quindi, il consiglio è quello di andare a informarsi presso la propria sede comunale o sul sito della regione per sapere se vi sono norme specifiche per lo smaltimento di cavi elettrici, qualora questo non sia già stato specificato nella brochure fornita dalle autorità con le indicazioni sulla raccolta differenziata.

Ecco i comportamenti da evitare:

  • Disfarsi dei RAEE nei sacchi neri dell’indifferenziata
  • Ammassare RAEE in qualche luogo della casa e abbandonarli
  • Mischiare i cavi con altri rifiuti

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