Come aiutare un figlio a dimagrire: Consigli utili

Un bambino in sovrappeso non è un bambino sano: su questo concorda la comunità scientifica. In Italia, 1 bambino su 10 è obeso già a partire dalla prima infanzia. I dati presentati dalla Società Italiana di Pediatria non parlano di sovrappeso ma di obesità, ovvero una vera e propria malattia che ha conseguenze sulla salute dei bambini.

Malattie metaboliche come il diabete, pressione alta, steatosi epatica o fegato grasso, colesterolo e trigliceridi alti, sono solo alcune delle conseguenze che l’obesità infantile ha sui bambini, oltre al fatto che l’eccesso di grasso implica difficoltà psicologiche e di relazione sociale.

Di frequente si tratta di bambini che, dopo aver avuto uno svezzamento attento alle necessità nutrizionali del periodo, sono diventati obesi a causa di retaggi culturali e cattive abitudini alimentari che li inducono a mangiare eccessivamente e troppo spesso cibi grassi, junk food e merendine e altri cibi confezionati. Se da una parte è vero che i bambini, crescendo, hanno un fabbisogno nutrizionale in aumento, dall’altra i nutrienti sono spesso sbilanciati a favore di grassi di pessima qualità e di zuccheri, dunque troppi ricchi di calorie e spesso carenti in micronutrienti e in qualità del cibo. Questo a fronte anche di un’attività fisica spesso insufficiente a consumare gran parte dell’energia introdotta.

Coinvolgere la famiglia per un cambiamento efficace

Affinché un bimbo in sovrappeso o francamente obeso riesca a perdere peso e crescere in modo sano è necessario coinvolgere la famiglia, inclusi fratelli e sorelle: ciò consentirà di cambiare lo stile di vita e aiutare in modo significativo il bambino nel perdere il grasso in eccesso. I bimbi infatti, apprendono in famiglia a mangiare sano o non sano, acquisendo quelle abitudini che faranno parte del loro stile alimentare spesso per tutta la vita.

Pertanto, è bene iniziare a fare attenzione a cosa si mette in tavola, e nella cartella, dei figli. Da evitare piadine, focacce, pizze farcite con salumi, salse, poichè non sono merende sane, ma eccessivamente ricche di grassi e povere di quei nutrienti di cui l’accrescimento necessita. Stesso discorso per patatine fritte, succhi e bevande zuccherate.

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La colazione può essere dolce, con pane e marmellata, latte o tè, biscotti possibilmente non ripieni di creme, yogurt, un frutto, o anche salata, a seconda delle preferenze del bambino; infine, a pranzo e a cena non devono mancare le verdure fresche crude o cotte, evitando il più possibile quelle confezionate perché ricche di conservanti (tra cui etanolo usato come antimuffa, ma cancerogeno). Vale la pena ricordare che le patate non sono propriamente verdure, devono essere consumate in alternativa a pane, pasta, riso, e che è opportuno variare molto l’alimentazione del bambino.

Le basi di una sana alimentazione e l'importanza dell'attività fisica

Ridurre le quantità e aumentare la qualità dei cibi è la base sia per acquisire abitudini sane sia per perdere peso. Le basi di una sana alimentazione prevedono 5 pasti durante il giorno: colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena, senza dimenticare l’attività fisica che deve essere quotidiana. Ogni giorno, infatti, il bambino dovrebbe avere la possibilità di “spendere” una quota di calorie in esercizio fisico, sport, giochi all’aria aperta. Troppo tempo davanti a computer, smartphone e videogiochi è ormai ampiamente dimostrato nuocere alla salute fisica e psichica dei nostri bambini.

Il momento giusto per prevenire il sovrappeso e l’obesità e aiutare il bambino e la famiglia a trovare uno stile di vita sano, è nella prima infanzia, dopo lo svezzamento. Rivolgendosi al pediatra o a un nutrizionista, i genitori possono ricevere consigli per l’alimentazione quotidiana dei propri figli allo scopo di prevenire sovrappeso e obesità, spesso già a 4/5 anni. A questa età, e fino ai 10-11 anni, per il bambino è più semplice cambiare abitudini e comportamenti alimentari scorretti, prevenendo le conseguenze dell’obesità sulla salute anche del futuro adulto. Ricordiamo infatti che un bimbo in sovrappeso o obeso sarà molto probabilmente un adulto con problemi di peso e patologie metaboliche ad esso correlate anche di notevole gravità.

Molti genitori e nonni trovano una certa difficoltà ad ammettere che il proprio bambino o nipotino sia in sovrappeso. Se il vostro bambino bambino è in sovrappeso la cosa va presa sul serio, ma senza fare drammi. I bambini imparano dall’esempio degli adulti; un modo per promuovere buone abitudini è quello di metterle in pratica come genitori. Si possono incoraggiare i bambini a mangiare in modo sano e praticare attività fisica in modo regolare solo se gli adulti lo fanno a loro volta .

E’ importante evitare di proporre porzioni abbondanti ai bambini. I bambini, come i genitori, dovrebbero consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno per garantire apporti adeguati di vitamine e sali minerali. La cosa non è così difficile come può sembrare se si consumano questi alimenti freschi ma anche surgelati o disidratati, sotto forma di frappé, spremute e frullati (senza zuccheri aggiunti!), in aggiunta allo yogurt e se si considera che anche i legumi fanno parte di questo gruppo.

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Comunicare con i figli: un approccio empatico

Parlare di peso con i figli è un problema per molti genitori: il timore di ferirli, trasmettere insicurezze o innescare sentimenti di vergogna spesso porta a evitare l’argomento. Eppure, il silenzio non aiuta. Per questo il Gruppo di Studio Adolescenza della Società Italiana di Pediatria ha realizzato una guida per supportare le famiglie nel dialogo con i bambini e i ragazzi in sovrappeso tra i 4 e i 14 anni.

Un linguaggio inadeguato o battute dette con leggerezza possono lasciare segni profondi, alimentando insicurezze e, nei casi peggiori, disturbi alimentari. La guida della SIP aiuta le famiglie a trovare le parole giuste per trasformare il dialogo in un’opportunità di crescita. “Il focus deve spostarsi dal peso alla salute, promuovendo abitudini sane e un rapporto sereno con il cibo e il movimento, senza generare stigma”, spiegano le curatrici della guida, Vita Cupertino e Rita Tanas. “Evitare il tema non è la soluzione: affrontarlo con rispetto aiuta i ragazzi a sentirsi compresi e supportati”.

Cosa propone la guida:

  • Consigli pratici per iniziare il dialogo.
  • Parole che costruiscono e parole che feriscono.
  • La collaborazione familiare.
  • Affrontare lo stigma.

Come fare a capire se il vostro bimbo mangia più di quanto dovrebbe? La diagnosi può essere eseguita osservando i percentili di crescita: se il peso del vostro bambino è superiore rispetto a quello previsto per la sua età, significa che non sta rispettando il suo bilancio energetico e quindi sta introducendo molte più calorie di quelle che effettivamente utilizza.

Tuttavia, mangiare è un comportamento che diventa ben presto automatico, il bambino impara e si abitua a sapori e quantità, un automatismo che è minimamente influenzato da fattori genetici, biologici (meccanismi di fame e sazietà), ma soprattutto da situazioni sociali e problemi psicologici. Questo significa che se vogliamo che i bambini imparino a conoscere quali sono gli elementi che condizionano il loro rapporto con il cibo, i genitori per primi, cioè coloro che fanno la spesa e mettono in tavola il cibo, devono conoscere gli elementi fondamentali della nutrizione.

Le giornate dei bambini sono piene di attività di ogni tipo: la scuola, lo sport, corsi di lingua, di canto, di musica ecc. Tuttavia possono capitare anche momenti di noia, di solitudine, di disagio dove il cibo può inserirsi per andare a mettere una toppa su quella noia, su quella mancanza o su quel problema che talvolta risultano difficili da gestire e da tollerare, compresa la mancanza d’attenzione nella primissima infanzia. Questa mancanza d’attenzione, di riconoscimento, può portare il bambino a chiedere al genitore solo il cibo che gli piace, per esempio quello dal sapore dolce.

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Evitate di focalizzare troppo l’attenzione sul peso e sulla dieta del vostro bambino, in particolare dai 3-4 anni in poi, è inutile dire parole del tipo: “mangia meno perché mi diventi grasso” o “sei già troppo grasso”, non fatelo sentire diverso dagli altri bambini, incoraggiatelo anzi a condurre uno stile di vita bilanciato e salutare come una cosa naturale e divertente. Non chiamatelo “grande mangiatore” e non utilizzate appellativi come “mangione” o simili perché, così facendo, il bambino non avrà altro modo per definirsi e farà ciò che crede di dover fare: mangiare tanto secondo quel meccanismo psicologico conosciuto come “profezia che si auto-avvera”, che porta le persone (bambini, adolescenti e adulti) a comportarsi nel modo in cui vengono descritti dagli altri o nel modo in cui gli altri si aspettano.

Cercate di imparare a capire che cosa il bambino nasconde dietro alla sua richiesta eccessiva di cibo, magari il cibo può essere sostituito da un abbraccio caldo e rassicurante, da qualche attenzione particolare da parte dei genitori. Infatti, spesso queste piccole cose sono quelle che più di tutte possono “saziare” quella fame tanto temuta. Con le giuste accortezze il bambino imparerà ad acquisire maggiore sicurezza in se stesso senza ricorrere alla ricerca di conferme esterne e di appagamento nel cibo, ma piuttosto in una maggiore consapevolezza delle proprie capacità.

Ricordiamo anche che il bambino ha bisogno di un genitore e di una guida che faccia delle scelte per lui, non di un amico che condivida ogni suo desiderio.

Il progetto "5 - 2 - 1"

Il più grande progetto per contrastare il sovrappeso nei bambini, quello più ampio realizzato fino ad oggi sul pianeta e che ha coinvolto tutte le strutture (scuola, centri sportivi, enti, associazioni, ecc.) della città di Cambridge Massachusetts USA, sede di alcune università più famose al mondo, è stato chiamato “5 - 2 - 1”.

  • 5 significa cinque porzioni di frutta e verdura ogni giorno.
  • 2 massimo due ore di TV o videogiochi al giorno.
  • 1 l’ora di attività fisica da fare per ogni giornata.

La sedentarietà è una delle principali cause del sovrappeso infantile che bisognerebbe assolutamente eliminare. Ricordando che se un genitore sta davanti alla TV per ore e ore, ovviamente questo atteggiamento diventerà la norma anche per i bambini.

Consigli pratici per genitori

Se desiderate modificare l’atteggiamento del bambino nei confronti del cibo, l’esempio offerto dai genitori è di fondamentale importanza, così come quello di tutta la famiglia, infatti, se un fratello o sorella maggiore ha abitudini sbagliate, il più piccino tenderà ad imitarle e il lavoro dei genitori diventerà ancora più difficile.

Ci sono anche le influenze esterne. Innanzitutto il cattivo esempio degli amici, come quantità e qualità di alimenti, un amico considerato autorevole può trasmettere comportamenti sbagliati appresi come giusti, o “fichi”: in questi casi occorre proporre qualcosa di “fico” ma anche corretto. Se tutti i membri della famiglia ridurranno le porzioni, in poco tempo lo farà anche il bimbo; se tutti consumeranno alimenti salutari e genuini, il bambino non avrà più la possibilità di consumare cibi ipercalorici poiché non saranno più reperibili in casa.

  • Cibo di scambio: Evitate di utilizzare il cibo come merce di scambio.
  • A scuola: Mettete nello zainetto del vostro bambino un contenitore con della frutta.
  • Comprate e portate in tavola solo quello che voi e i vostri bambini dovreste mangiare.
  • Il momento a tavola non deve prevedere altre distrazioni, spegnete radio, TV e lasciate da un’altra parte i telefonini.
  • Suddividete l’apporto calorico giornaliero del vostro piccolo in non più di 5 pasti quotidiani.
  • Proponete spuntini sani e genuini, anche salati, come qualche scaglia di Grana Padano DOP, una fetta di pane tostato preferibilmente integrale e un frutto, oppure una spremuta o frullato di frutta.
  • Preferite alimenti a elevato contenuto in fibre e basso tenore in zuccheri semplici, così come cibo con maggior tenore in grassi monoinsaturi e polinsaturi.
  • Cucinate senza grassi aggiunti: prediligete metodi di cottura come quella al vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, piuttosto che frittura, cottura in padella.

Raccomandazioni dietetiche generali

Le esigenze nutrizionali del bambino variano a seconda dell’età. Per questo, è sempre bene rivolgersi ad un Pediatra o ad uno Specialista in nutrizione pediatrica per avere informazioni della dieta ideale per il proprio bambino.

  • Suddivisione dell’apporto calorico giornaliero in almeno 5 pasti nella giornata (3 pasti principali + 2 spuntini).
  • Consumo regolare di una colazione adeguata al mattino.
  • L’impiego di diete in generale, soprattutto se sbilanciate (iperproteiche o ipoglicidiche o fortemente ipocaloriche) è vivamente sconsigliato.
  • La quota proteica totale deve rispettare le raccomandazioni LARN per sesso, età e peso ideale per la statura in gr/kg al giorno.
  • È opportuno che i carboidrati assunti coprano una quota non inferiore al 50% delle calorie totali, preferendo alimenti a basso indice glicemico.
  • I grassi complessivi della dieta dovrebbero coprire una quota non superiore al 30% delle calorie totali.
  • Si consiglia l’assunzione di 5 porzioni al giorno di frutta e verdura di stagione non passata o frullata, e una buona frequenza di legumi.

Imparare che i cibi ipercalorici (come torte farcite con creme, cioccolata, patatine fritte) non sono proibiti, ma devono semplicemente essere consumati con moderazione (ad esempio, in occasioni sociali come pasti fuori casa, feste o altre ricorrenze). Variare gli alimenti e non seguire una dieta monotona. Abituare i bambini a consumare tutti gli alimenti.

Alimenti consentiti con moderazione:

  • Bevande zuccherine come cola, acqua tonica, tè freddo, ma anche succhi di frutta, perché contengono naturalmente zuccheri semplici anche se riportano la dicitura “senza zuccheri aggiunti”.
  • Dolci quali torte, pasticcini, biscotti, frollini, gelatine, gelati, budini, caramelle.
  • Cibi da fast-food ricchi di grassi idrogenati.
  • Frattaglie e carni grasse.
  • Snack salati come patatine, pop-corn, salatini, noccioline comprese pizzette e focacce, spesso forniti anche da distributori automatici presenti nelle scuole.

Alimenti consentiti e consigliati:

  • Verdura cruda e cotta da assumere in porzioni abbondanti.
  • Frutta, due-tre frutti, preferibilmente con la buccia (ben lavata).
  • Pane, pasta, riso, avena, orzo, farro e altri carboidrati complessi privilegiando quelli integrali a basso indice glicemico.
  • Pesce di tutti i tipi almeno tre volte alla settimana.
  • Legumi, vanno mangiati almeno due volte alla settimana.
  • Latte e yogurt scremati o parzialmente scremati, almeno una porzione al giorno.
  • Carne sia rossa che bianca (proveniente da tagli magri e che sia privata del grasso visibile), tre volte alla settimana.
  • Affettati, preferendo prosciutto cotto, crudo, speck, bresaola, affettato di tacchino/pollo purché sgrassati e non più di due volte alla settimana.
  • Acqua, almeno 2 litri al giorno, tè o tisane senza zucchero.

Regole comportamentali

  • Motivare i genitori a uno stile di vita più attivo. Organizzare gite a piedi o in bicicletta per tutta la famiglia.
  • Programmare la riduzione del tempo dedicato ad attività sedentarie, in particolare il tempo di video-esposizione (TV, computer, videogames).
  • Promuovere il gioco attivo, possibilmente all’aria aperta e in gruppo.
  • Promuovere la pratica di un’attività motoria regolare organizzata (sport) gradita al bambino, divertente e in cui l’obiettivo principale non è la competizione, ma l’attività fisica.
  • I pasti dovrebbero essere momenti di incontro per la famiglia, che si riunisce davanti al tavolo per condividere il cibo e confrontarsi sulle esperienze vissute nella giornata.
  • Durante i pasti, evitare di accendere il televisore o utilizzare videogiochi.
  • Evitare di usare il cibo come premio e ricompensa.

I genitori svolgono un ruolo cruciale nell'aiutare i bambini a sentirsi amati e a controllare il proprio peso. Ogni opportunità è buona per migliorare l'autostima del bambino. Evita di parlare di peso. Scoraggia le diete restrittive e l'attitudine a saltare i pasti.

Risulta importante che i genitori non sottovalutino mai gli aspetti psicologici legati al sovrappeso e all’obesità, soprattutto in considerazione della stigmatizzazione che bambini e adolescenti in sovrappeso e obesi subiscono dal gruppo dei pari. Purtroppo questi soggetti possono andare incontro a “semplici” prese in giro fino ad atti di bullismo veri e propri, che possono influenzare grandemente il benessere psicologico fino ad avere episodi di rifiuto della scuola e isolamento sociale.

L'importanza del monitoraggio e della diagnosi

I genitori tendono a preoccuparsi molto per i bambini che non mangiano a sufficienza, mentre i problemi di iperalimentazione spesso vengono sottovalutati o diagnosticati tardivamente, quando il bambino ha già raggiunto uno stato di sovrappeso o di obesità. Il principale rischio per la salute di un bambino sovrappeso o obeso non riguarda il presente bensì il futuro, in quanto è elevatissima la probabilità di rimanere obeso in età adulta.

La diagnosi di sovrappeso ed obesità nel bambino viene effettuata attraverso i seguenti strumenti:

  • la curva di crescita
  • il BMI secondo Cole
  • il rapporto circonferenza vita/altezza

È bene che il centile venga compilato e interpretato dal Pediatra, perché spesso i dati devono essere integrati con commenti e spiegazioni. È necessario utilizzare centili ritenuti validi dalla comunità scientifica.

Il rapporto circonferenza vita/altezza, nel bambino come nell’adulto, indica la presenza di grasso a livello addominale e rappresenta un ulteriore strumento di valutazione di rischio cardiometabolico; per questo motivo, è importante monitorarne la circonferenza addominale. Pertanto, i bambini con rapporto vita/altezza superiore a 0,5 presentano un aumentato rischio cardiovascolare.

Trattamento dell'obesità pediatrica

Il trattamento dell’obesità pediatrica prevede che vengano fissati alcuni obiettivi specifici, definiti anche nelle linee guida per il trattamento dell’obesità (Standard Italiani per la Cura dell’Obesità):

  • Scopo primario del trattamento dell’obesità è il miglioramento a lungo termine della salute fisica attraverso stili di vita corretti.
  • La salute psicologica (autostima, attitudini corrette verso il cibo e il proprio corpo) e il miglioramento della qualità di vita sono parimenti cruciali negli obiettivi del trattamento.
  • Nel caso siano presenti complicanze, la loro risoluzione o quantomeno il loro trattamento è obiettivo primario.

In tutti i bambini o adolescenti con eccesso ponderale, senza complicanze, è indicata una riduzione del sovrappeso che, grazie alla crescita staturale, non implica necessariamente un calo ponderale, fino ad ottenere il rientro del BMI nell’intervallo di normalità.

Il percorso terapeutico deve prevedere la presa in carico del soggetto da parte di un centro specialistico e prevedere un percorso multidisciplinare di cambiamento di abitudini alimentari e stili di vita su obiettivi semplici e modificabili ad ogni controllo. I punti principali su cui bisogna intervenire, nel trattamento di sovrappeso ed obesità nel bambino, sono l’alimentazione e l’attività fisica.

Genitori ed educatori devono impegnarsi per contribuire a sviluppare nel bambino una coscienza alimentare autonoma e consapevole, che permetta loro di fare scelte nutrizionali corrette, promuovendo anche una sana e regolare attività fisica.

Seguire queste raccomandazioni e adottare un approccio empatico e collaborativo può fare la differenza nell'aiutare un figlio a raggiungere un peso sano e a mantenere uno stile di vita equilibrato nel lungo termine.

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