Le comunicazioni di Alto Calore Servizi S.p.A. (ACS) spesso riguardano la necessità di effettuare chiusure notturne dell'erogazione idrica a causa di una notevole diminuzione dell’apporto idrico dai gruppi sorgentizi.
Ad esempio, ACS comunica chiusure notturne nei comuni di:
- Sant’Andrea Di Conza dalle ore 22:00 del 25 luglio alle ore 06:00 del 26 luglio.
- Sturno dalle ore 22:00 del 25 luglio alle ore 06:00 del 26 luglio.
- Nusco dalle ore 22:00 del 25 luglio alle ore 06:00 del 26 luglio, nelle seguenti zone: Via Ponnilo, via Macchia, Via Campo, via Chianola (1 e 2), via Tavernarsa e zone limitrofe, via Mito, via Bivio, via Ofanto, via Vannara, via Tagliabosco.
Gli orari indicati sono quelli di effettiva chiusura e apertura degli organi di manovra delle condotte distributrici mentre, per le singole utenze, gli effetti della sospensione e della ripresa dell’erogazione idrica sono in funzione dei tempi necessari per il riempimento delle condotte a servizio delle stesse.
Alto Calore Servizio S.p.A. avvisa che, alla riapertura del flusso idrico potrebbero verificarsi episodi transitori, di breve durata, di torbidità dell’acqua che non pregiudicano la potabilità, tuttavia si consiglia di far scorrere per alcuni minuti l’acqua dai propri rubinetti fino alla scomparsa degli eventuali residui. Per casi di improrogabile ed effettiva necessità è possibile contattare il NUMERO VERDE 800954430.
Problematiche Gestionali e Soluzioni Proposte
Le difficoltà di Alto Calore sono ben note: debiti accumulati in decenni, evasione tariffaria mai affrontata seriamente, perdite idriche da condotte mai sostituite, riscossioni rinviate, infrastrutture vetuste e una crisi idrica ormai cronica, per non parlare di accordi risalenti al passato che ci obbligano a cedere acqua ad altri territori, penalizzando il nostro, tra i più ricchi di risorse idriche d’Italia.
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È necessario ricordare, inoltre, che chi aveva le competenze tecniche e normative per progettare e programmare non ha mai agito concretamente.
Le soluzioni non si improvvisano e non possono essere piegate a logiche di favoritismo, spesso denigrando professionisti interni che da anni operano con serietà e competenza, evitando accentramenti e piccoli feudi personali.
Senza la copertura economica garantita dalle tariffe, l’intero piano rischia di crollare, compromettendo la capacità stessa dell’azienda di operare e a pagarne le conseguenze sarebbero i cittadini, con costi più alti, servizi peggiori e scenari emergenziali.
Una verità, però, deve restare chiara: senza i dipendenti il servizio non si regge. Sono i tecnici - funzionari e operai - a garantire l’acqua, con disponibilità anche al di fuori dell’orario di lavoro, tra reti colabrodo, turnazioni estive, interventi notturni e festivi, guasti continui e carenza di risorse e strumenti.
La Questione delle Tariffe e le Reazioni Politiche
L’incremento tariffario è diventato il pretesto per uno scontro politico-mediatico senza precedenti, culminato nel corso della recente assemblea dei Soci, convocata per una informativa su andamento del concordato e adeguamento tariffario ma soprattutto sull’emergenza idrica - che è la questione più grave e che ha innescato le proteste - e trasformata in una resa dei conti sulla pelle dei cittadini, presi in giro da chi cavalca il malcontento invece di assumersi le proprie responsabilità.
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I sindaci che oggi alzano la voce contro gli aumenti sono gli stessi che ieri hanno approvato i bilanci e il piano concordatario, dove era riportato in modo chiaro anche l’adeguamento tariffario, che richiedeva un’attenta lettura e analisi dei documenti.
È inaccettabile che il peso delle scelte cada unicamente sulle bollette degli utenti, già da anni penalizzati da una gestione inefficiente.
Le Dimissioni di Lenzi e le Reazioni
L’avv. Lenzi ha affrontato con coraggio e determinazione una realtà complessa, portando l’azienda all’omologa del concordato e avviando una ristrutturazione essenziale per evitare il fallimento.
Le dimissioni di Lenzi segnano un punto a favore dei privati. Oggi la fine dell’acqua pubblica è più vicina.
Tuttavia, alcuni esponenti politici denunciano il ritardo della governance e parlano di ritardi nel piano di ristrutturazione finanziato dalla Regione.
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Proposte e Soluzioni
È necessario un piano straordinario di rifacimento delle reti idriche, finanziato con fondi nazionali ed europei, senza gravare ulteriormente sulle bollette.
Si propone una gestione pubblica, trasparente e partecipata dell'acqua, senza scorciatoie che aprano la strada ai privati.
Dobbiamo rivendicare le sorgenti di Cassano affinché alimentino la provincia di Avellino e Benevento. Fare un piano per cui l’Irpinia non debba andare in crisi dal 17 luglio.
La Regione Campania ha messo in campo in questi anni politiche di investimento tese a contrastare l’emergenza idrica del territorio irpino con un piano di interventi da oltre 150 milioni di euro destinati all’ammodernamento dell’impiantistica e delle reti a cui vanni aggiunti i 49 milioni dell’ERC. Per un totale di oltre 200 milioni di euro.
La Regione Campania stanzierà ulteriori risorse che serviranno per neutralizzare il peso legato all’introduzione delle nuove tariffe per l’anno in corso.
Amerigo D’Onofrio presidente del consiglio di Gesualdo e componente del direttivo provinciale di Fratelli D Italia ha rappresentato al sottosegretario un documento per cui: ” tutti i finanziamenti prevedano il rifacimento della rete idrica sottostante. I progetti devono prevedere il rifacimenti della rete idrica e il sottosuolo.
Tabella Riassuntiva delle Azioni e Investimenti
| Azione/Investimento | Importo/Dettaglio | Obiettivo |
|---|---|---|
| Piano della Regione Campania | Oltre 150 milioni di euro | Ammodernamento dell'impiantistica e delle reti idriche |
| Fondi ERC | 49 milioni di euro | Miglioramento del servizio idrico |
| Ulteriori risorse della Regione | N.D. | Neutralizzare l'aumento delle tariffe per i cittadini |
| Progetto della Provincia di Avellino | 400 milioni di euro (Fondi FSC) | Rifacimento delle reti idriche (adesione di 53 comuni) |