La colite ulcerosa è una malattia cronica infiammatoria che colpisce il colon. Assieme al morbo di Crohn, rientra tra le cosiddette malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI, o IBD, inflammatory bowel disease nella terminologia anglosassone). Sono disturbi caratterizzati da un processo infiammatorio cronico che nella colite ulcerosa è limitato alla mucosa del colon e al retto, mentre nella malattia di Crohn può interessare qualunque segmento del tratto gastrointestinale.
L’etiopatogenesi della malattia è sconosciuta e sembra verosimilmente indotta da un’alterata risposta immunitaria agli antigeni e ai batteri fecali in individui geneticamente predisposti. La malattia tende a cronicizzare, con una tipica alternanza di fasi di riacutizzazione e fasi di quiescenza clinica e con un forte impatto sulla vita dei pazienti.
I sintomi caratteristici sono rettorragia, diarrea e dolori addominali, la cui gravità dipende sia dall’estensione di malattia che dalla fase clinica. Nei casi più gravi si possono presentare anche febbre, anemia, disidratazione, disturbi elettrolitici.
Una delle più severe complicazioni della colite ulcerosa è il megacolon tossico. Si tratta di una condizione in cui il colon si paralizza, impedendo ogni passaggio di gas o di materiale; i sintomi includono febbre, sudore e debolezza. Ulteriori complicanze della colite ulcerosa: in conseguenza del grave stato infiammatorio e della diarrea persistente, possono insorgere rialzi febbrili, disidratazione, anemia sideropenica, carenze vitaminiche e minerali, perdita di forze e di appetito, ritardo nella crescita. Possibili anche disturbi extraintestinali come artriti, lesioni oculari e cutanee, patologie del fegato e delle vie biliari, spondiloartrite anchilosante. Nel lungo termine, i pazienti affetti hanno un rischio aumentato di sviluppare carcinoma colorettale; ciò nonostante più del 90% di essi non andrà incontro alla malattia nel corso della vita.
Cenni Nutrizionali
La rettocolite ulcerosa colpisce il colon, cioè una sede in cui l’assorbimento riguarda soprattutto acqua ed elettroliti; le sostanze nutritive sono infatti assorbite nella loro quasi totalità a livello dell’intestino tenue. Questo spiega perchè la malattia sia considerata meno invalidante del morbo di Crohn.
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Tuttavia, quadri di malnutrizione possono presentarsi anche in corso di Retto Colite Ulcerosa (RCU), e possono essere dovute a:
- Aumentato fabbisogno, per via dello stato catabolico, conseguente all’intensa flogosi
- Perdita di sostanze proteiche e nutrienti dalle estese ulcerazioni mucosali
- Riduzione dell’ingestione di cibo, indotta da anoressia, nausea, dolore addominale, diarrea o di tipo iatrogeno per restrizioni dietetiche, spesso autoindotte
- Interazione tra alcuni farmaci e nutrienti (ad esempio salazopirina o azatioprina e acido folico).
Alimentazione e Colite Ulcerosa: Cosa Mangiare e Cosa Evitare
Allo stato attuale non esistono evidenze certe sul legame tra consumo di determinati alimenti e insorgenza della colite ulcerosa. Attualmente si ritiene che una dieta ricca di calorie, grassi e zuccheri, ma allo stesso tempo povera di fibre, pur non rappresentando un agente eziologico certo, possa in qualche modo favorire l'insorgenza della malattia. Esistono inoltre determinati cibi in grado di aggravare i sintomi, in modo particolare durante gli episodi infiammatori acuti.
Modifiche della dieta e dello stile di vita possono aiutare infatti a controllare i sintomi e allungare il tempo tra una riacutizzazione e l’altra di questa malattia. Per contrastare il problema può essere utile tenere un diario alimentare e prendere nota di tutti i cibi consumati nell’arco della giornata e di come ci si sente. Inoltre, è consigliabile rivolgersi a un nutrizionista che, in accordo con il medico curante, può indicare la dieta corretta per il proprio disturbo e consigliare i cibi giusti da mangiare.
Alimenti Consigliati:
L’alimentazione, nelle fasi di quiescenza della malattia, deve essere varia ed equilibrata, senza particolari restrizioni. L’apporto energetico sarà uguale a quello di un soggetto sano (30-35 Kcal/Kg/die). Vi deve essere un apporto equilibrato di tutti i nutrienti, incluse frutta e verdura, per evitare carenze vitaminiche. È utile assumere un’adeguata quantità di liquidi, per mantenersi ben idratati. Vi sono alcune limitate evidenze che i cibi contenenti gli acidi grassi omega-3 possano avere un ruolo protettivo contro le riaccensioni di malattia.
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- Pane fatto con farina bianca o raffinata
- Cereali raffinati, sia cotti che secchi come il riso soffiato
- Riso bianco (porzione non superiore a 2 grammi di fibre)
- Latte, fiocchi di latte, formaggi senza aromi né frutti all’interno (testare la tolleranza)
- Burro e margarina (con moderazione)
- Maionese, olio e aceto (solitamente non creano fastidi)
- Carne non fritta né grassa
- Uova se il tuorlo è cotto e solido
- Dadi se non contengono semi
- Pollame e pesce
- Prodotti derivati dalla soia
- Verdure in scatola senza semi, asparagi, zucchine e fagiolini
- Melanzane, patate (sbucciate), zucca
- Mele, banane, meloni (senza buccia) e frutta in scatola (escluse ciliegie e bacche)
- Torte, biscotti, gelati e caramelle (preferire quelli con pochi zuccheri)
- Bevande decaffeinate, reidratanti e a basso contenuto di zucchero
Alimenti da Evitare o Limitare:
Non vi sono alimenti proibiti, ma è opportuno ridurre o eliminare le fibre nei periodi di attività di malattia con diarrea, perché l’aumentato volume fecale incrementa il numero di scariche di feci, aumentando i disturbi del Paziente. Non vi è nessun effetto negativo delle fibre sulla malattia, ma, in caso di attività della stessa, esse possono incrementarne i disturbi.
- Alcolici e superalcolici
- Bibite gassate
- Cacao e cioccolato
- Caffè, tè, Coca Cola e bevande contenenti caffeina (si possono consumare decaffeinati e deteinati)
- Carni grasse
- Curry, noce moscata, pepe, peperoncino
- Formaggi fermentati e grassi
- Fritture
- Insaccati
- Lardo, strutto
- Pasticceria elaborata
- Spezie
- Asparagi, barbabietola, cavolfiore, cavolo, cipolla, fagioli, pomodori, porro, rabarbaro, spinaci
- Frutta (uso moderato, preferendo agrumi e banane; sbucciare la frutta; eccezione: ananas, preferibilmente come succo)
- Latte e latticini (eliminarli o moderarne drasticamente il consumo)
- Pane fresco integrale
- Pesci grassi, crostacei e molluschi e uova
Alimenti Dubbi:
- Solo in caso di accertata intolleranza al lattosio (Breath Test al Lattosio positivo) è bene ridurre o eliminare latte e latticini freschi e utilizzare prodotti senza lattosio. Negli altri casi il latte non è controindicato.
Consigli Aggiuntivi
- Cottura: Favorire cotture al vapore o ai ferri, evitando le fritture e i cibi troppo elaborati, conservati e grassi, soprattutto quelli confezionati o in scatola.
- Verdure: In fase di benessere della CU, tra le verdure, da consumare preferibilmente cotte, è preferibile usare verdure povere di fibre quali: carote, finocchi, insalata, cuor di radicchio, pomodori privi di buccia e semi, melanzane, fagiolini privati dei semi e dei fili, zucchine.
- Fibre: Quando una persona non è in fase di riacutizzazione della malattia di Crohn, il passaggio a una dieta ricca di fibre può essere di aiuto, in quanto favorisce la regolarità digestiva.
- Stress: Dal momento che lo stress può essere responsabile del peggioramento dei sintomi della malattia, per combatterlo vengono consigliate soluzioni semplici come l’esercizio fisico, anche leggero.
Tabella Riassuntiva Alimenti
| Categoria | Alimenti Consentiti | Alimenti da Evitare/Limitare |
|---|---|---|
| Carboidrati | Pane bianco, riso bianco, cereali raffinati | Pane integrale, cereali integrali |
| Proteine | Carni magre (bollite o al vapore), pollame, pesce | Carni grasse, fritture |
| Latticini | Latte senza lattosio, yogurt (testare tolleranza) | Latte intero, formaggi grassi e fermentati |
| Verdure | Verdure cotte senza semi e pelli (carote, zucchine) | Verdure crude, cavoli, broccoli, spinaci |
| Frutta | Frutta sbucciata (banane, meloni) | Frutta con buccia, frutta secca |
| Bevande | Acqua, bevande decaffeinate e non zuccherate | Alcolici, bibite gassate, caffè, tè |
È molto importante capire cosa scatena queste forme di diarrea e a quale tipo di sofferenza va incontro la mucosa intestinale. Si tratta di processi infiammatori che comprendono, in certi casi, vere e proprie ulcerazioni, causa di sanguinamento e versamento del muco nel lume dell'intestino.
La peristalsi del colon è favorita dal giusto apporto di fibra alimentare, che dovrebbe essere introdotta nelle giuste dosi e con la maggior regolarità possibile. A tal proposito, gli enti di ricerca consigliano di assumere circa 30g/die (+/- 5g), quota che, in base alla soggettività, può essere aumentata o diminuita sulla base della risposta peristaltica individuale (frequenza delle evacuazioni e consistenza delle feci).
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Trattandosi di molecole utili anche alla crescita delle colonie fisiologiche (funzione prebiotica), gli alimenti contenenti fibra agiscono sinergicamente ai probiotici (yogurt, latti fermentati, integratori, farmaci ecc.) per il mantenimento delle difese della mucosa; nel caso in cui il malato non faccia uso di alimenti probiotici, consultando il medico è possibile integrare l'apporto di questi ceppi batterici mediante farmaci o integratori alimentari contenenti: L. acidophilus, B. bifidum, L.
D'altro canto, nel periodo di acuzie della colite ulcerosa le raccomandazioni alimentari cambiano drasticamente. Dovendo ottemperare all'aumentato fabbisogno idrico (disidratazione indotta dalla diarrea), il primo accorgimento è quello introdurre acqua in maniera frequente; inoltre, ricordiamo che la diarrea mucoematica favorisce il malassorbimento nutrizionale, pertanto, potrebbe rendersi necessaria l'integrazione vitaminica associata a sali minerali (soprattutto magnesio e potassio).
Infine, dal momento che lo stress può essere responsabile del peggioramento dei sintomi della malattia, per combatterlo vengono consigliate soluzioni semplici come l’esercizio fisico, anche leggero: si allevia in tal modo la depressione e si favoriscono le funzioni intestinali.
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