Spesso, il buddismo viene associato a concetti come la pace, la meditazione e la non violenza, e molti pensano che tuniche arancio-porpora o color zafferano e un sorriso serafico siano sufficienti per identificare un buddhista. Tuttavia, il buddismo è molto più complesso e profondo di queste semplici associazioni.
In realtà, il buddismo rivela una complessità, una ricchezza e una profondità che appaiono quasi insondabili. Intrinsecamente non religioso e non teistico, il buddismo richiede un'esposizione in cui è difficile non sembrare speculativi e religiosi. Diffusosi in molte parti del mondo, ha via via acquisito caratteristiche culturali che complicano ancor più il tentativo di interpretazione. Decorazioni squisitamente teistiche quali incenso, campanelle e copricapo multicolori attraggono l’attenzione della gente, e nel contempo costituiscono un inconveniente. Si finisce con il pensare che il buddhismo è tutto lì e si è distolti dalla sua essenza.
Il principe Siddharta, che rinunciò a tutti gli agi e i lussi della vita di corte, sicuramente cercava qualcosa di più della passività e della vita nei boschi quando si mise in viaggio per raggiungere l’illuminazione. Molto semplice nelle sue linee essenziali, il buddhismo non può essere spiegato tanto facilmente.
Uno degli aspetti più dibattuti è la pratica vegetariana. Molti credono che tutti i buddisti debbano essere vegetariani, ma la realtà è più sfumata. Per esempio, nei monasteri buddhisti di solito si mangia vegetariano, ma non in tutti i monasteri (specialmente Zen) si mangia solo vegetariano. In alcune occasioni si prepara anche il pesce, molto usato in Giappone.
Il buddhismo, così come il cristianesimo, varia da luogo a luogo a seconda delle culture locali. La situazione del buddhismo giapponese risente del fatto d'essere il Giappone odierno uno dei paesi al mondo dove è più difficile essere vegan/vegetariani. Consequentemente è assai difficile trovare monaci buddhisti consciamente vegan/vegetariani.
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È vero che in passato era un pò diverso, e aggiungo che il tofu e seitan è arrivato nelle nostre tavole proprio grazie ai monaci buddhisti. Proprio loro hanno inventato questi meravigliosi prodotti.
Il Buddha Sakyamuni viveva di elemosina e poteva ricevere solo cibo preparato dalla gente che trovava lungo la via, quindi non rifiutava mai il cibo che gli offrivano. E nelle occasioni in cui capitava di trovare un pezzetto di carne nella ciotola, Buddha mangiava tutto senza rifiutare. Il cibo offerto è un dono e non può essere rifiutato (questo fa parte della vita dei monaci). La stessa morte del Buddha riflette questo precetto. E lascia aperta la questione di quell'ultimo pasto: funghi o carne? La cosa potrebbe a mio avviso anche avere il valore di un ultimo importante insegnamento.
Invece, nei templi e monasteri di tradizione cinese si mangia esclusivamente vegetariano e in molti pure vegano.
Nel buddhismo è molto importante il concetto di Karma, e anche qui riporto la parola "Intenzione" che ha un effetto molto più forte. Ha molto più effetto dire "ho fame e anzichè svuotare il frigo di tanto buon cibo, preferisco mangiare una bella gallina della mia campagna" (così, giusto per voglia o capriccio). Ma è ben diverso se ad una persona riceve da un amico, per esempio, una fetta di pane con una fetta di cadavere.
Il Dalai Lama, figura spirituale di riferimento per milioni di persone, è stato spesso interrogato sul perché mangiasse carne. Le sue risposte, a volte interpretate come battute, riflettono una complessità di fattori che includono la salute personale e le circostanze.
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L'attuale Dalai Lama aveva intrapreso un'alimentazione vegana per motivi etici e dopo circa 6 anni ha dovuto mangiare carne per un deterioramento organico progressivo. Quindi gli estremismi/isterismi alimentari li vedo per quel che sono. Apprezzo chi riesce a fare una dieta vegana pur non condividendo.
Non bisogna dimenticare che non siamo tutti uguali di fronte all'assunzione del cibo. Mille intolleranze alimentari, allergie, malattie, disfunzioni post operatorie, impediscono l'assunzione del cibo uguale per tutti. Le fasce d'età prevedono alimentazioni differenti. Un neonato non mangia le stesse cose di un bambino. Un adolescente, un quarantenne ed un vecchio non mangiano le stesse cose. Una donna in età fertile può avere una forte perdita di ferro e proteine e necessitare di un certo tipo di alimentazione. Il metabolismo di uno può essere molto differente da quello di un altro. Da questione ETICA in pochi giorni la nostra scelta può diventare ORGANICA.
In definitiva, la questione del vegetarianismo nel buddismo è complessa e dipende da una varietà di fattori, tra cui l'interpretazione delle scritture, le tradizioni locali e le esigenze individuali. Non esiste una risposta univoca, ma piuttosto un percorso personale che ogni individuo deve intraprendere con consapevolezza e compassione.
I Quattro Sigilli del Buddismo
Per comprendere appieno il contesto delle scelte alimentari nel buddismo, è utile considerare i quattro sigilli, che rappresentano le quattro verità fondamentali del buddismo:
- Tutte le cose composite sono impermanenti.
- Tutte le emozioni sono dolore.
- Tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca.
- Il nirvana trascende ogni concetto.
Questi sigilli non sono editti né comandamenti, ma verità secolari basate sulla saggezza. La morale e l'etica passano in secondo piano. In senso lato, la saggezza deriva da una mente che possiede quel che il buddhista definisce una “giusta visione”, per quanto non ci sia affatto bisogno di considerarsi buddhisti per avere una visione giusta. In definitiva è questa visione che determina le nostre motivazioni e le nostre azioni. È il modo di vedere che ci guida lungo il sentiero del buddhismo.
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Condizioni per Non Essere Buddhisti
Non si è buddhisti se:
- Non si è in grado di accettare che tutte le cose composite o fabbricate sono transitorie, se credete che esiste una sostanza o un concetto fondamentale dotato di permanenza.
- Si è incapaci di accettare che tutte le emozioni sono dolore, se credete che esistano emozioni autenticamente piacevoli.
- Non si può ammettere che tutti i fenomeni sono illusori e insignificanti, se pensate che alcune cose esistano intrinsecamente.
- Si pensa che l’illuminazione esiste nell’ambito del tempo, dello spazio e del potere.
Essere Buddhista
Non è necessario che vi preoccupiate costantemente di queste quattro verità, basta che siano presenti nella vostra mente. Così come non andate in giro pensando continuamente al vostro nome, ma se qualcuno ve lo chiede lo ricordate all’istante. Non c’è alcun dubbio.
Anche a prescindere dagli insegnamenti di Buddha, anche senza aver mai sentito il nome Shakyamuni Buddha, chiunque accetti i quattro sigilli può considerarsi in cammino sul suo stesso sentiero.
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