Negli ultimi anni, le diete vegetariane hanno guadagnato popolarità in tutto il mondo, con stime che indicano una crescita continua di persone che adottano questo stile alimentare. Ma quali sono gli effetti positivi che queste diete possono avere sulla nostra salute? Possono aiutarci in caso di obesità, sindrome metabolica, diabete di tipo 2 e altre patologie degenerative tipiche della società occidentale?
Benefici della Dieta Vegetariana per il Diabete
Passare a una dieta vegetariana potrebbe essere salutare per chi soffre di diabete di Tipo 2. Lo sostiene una revisione pubblicata sul Bmj Open Diabetes Research & Care che ha raccolto e analizzato i risultati di 11 trial clinici condotti tra il 1999 e il 2017 che avevano messo a confronto le diete a base di frutta e verdura con altri tipi di alimentazione.
La dieta vegetariana sembrerebbe associata a una serie di benefici:
- Un miglioramento dell’umore con minore rischio di depressione. Eliminare o ridurre notevolmente i cibi derivati da animali allontanerebbe anche il rischio di depressione.
- Un ridotto danno ai nervi.
- Un abbassamento dei valori dell’emoglobina glicata (HbA1c).
Inoltre, il gruppo che si nutriva prevalentemente di frutta, verdura, noci e legumi aveva ottenuto una riduzione dei livelli di colesterolo allontanando così il rischio di malattie cardiovascolari.
In persone di mezza età, in sovrappeso e con diabete di tipo 2 sotto controllo farmacologico, le diete vegane e vegetariane aiutano a ridurre i livelli di HbA1c e colesterolo e migliorano altri fattori di rischio cardiometabolico. E’ quanto emerge da una revisione della letteratura pubblicata sulla rivista Clinical Nutrition.
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Dall’analisi è emerso che le diete vegetariane, confrontate con quelle non vegetariane, hanno migliorato l'outcome primario della HbA1c dello 0,29%. Diversi parametri migliorati senza carne rossa.
Altri risultati includevano riduzioni del glucosio a digiuno di 0,56 mmol/L, colesterolo LDL (0,12 mmol/L), colesterolo non-HDL (0,13 mmol/L); peso corporeo (2,15 kg), indice di massa corporea (BMI) (0,74 kg/m2) e circonferenza della vita (2,86 cm) con la dieta vegetariana. Non sono state osservate invece differenze significative nella pressione sanguigna, nell'insulina a digiuno, nel colesterolo HDL o nei trigliceridi.
Si può cominciare a sostituire un quarto della carne con frutta e verdura, per ridurre la fame, come è possibile stabilire un giorno alla settimana in cui assumere solo vegetali. Molti cibi hanno delle varianti solo a base vegetale e l'aggiunta di fonti proteiche come il tofu e il tempeh può dare ai piatti una consistenza carnosa.
Dieta Vegana e Diabete di Tipo 1
Chi soffre di diabete di tipo 1, la forma autoimmune di diabete, potrebbe trarre benefici significativi da una dieta vegana a basso tenore di grassi. Un’alimentazione vegetale controllata sembra infatti tradursi in un miglioramento della sensibilità all’insulina, in una diminuzione del colesterolo e in una perdita di peso, con ripercussioni anche sugli indici di rischio delle principali malattie associate a questa condizione.
Nello studio, una trentina di adulti con il diabete di tipo 1 sono stati invitati a seguire per 12 settimane una dieta vegana a basso tenore di grassi ma senza altre limitazioni (per esempio sulle calorie o i carboidrati totali). La composizione del menu, lasciata libera, doveva prevedere il 75% di calorie dai carboidrati, il 15% dalle proteine e il 10% dai grassi, e includeva legumi, cereali, verdure a foglia, frutta, con l’invito a dare spazio agli alimenti a basso indice glicemico, e a escludere tutti i derivati animali, compresi quelli che possono nascondersi tra gli additivi.
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Alla fine dei tre mesi, chi aveva seguito la dieta vegana aveva avuto una diminuzione della necessità di insulina del 28%, e un aumento di sensibilità alla stessa del 127% rispetto a chi aveva seguito la dieta di controllo. Probabilmente, il miglioramento era dovuto al fatto che chi aveva seguito la dieta vegana aveva assunto più fibre e zuccheri, e meno grassi e proteine, due fattori che, come dimostrato anche in altri studi, migliorano appunto la sensibilità all’insulina.
Anche il profilo dei lipidi del sangue era migliorato sensibilmente, tra i “vegani”: il colesterolo totale era sceso di 32,3 milligrammi per decilitro di sangue, mentre nel gruppo di controllo la diminuzione media era stata di 10,0 mg/dl.
Ancora, la dieta vegana ha avuto conseguenze su cuore e vasi: la diminuzione della necessità di insulina è risultata associata a un decremento del rischio cardiovascolare del 9%, il calo dei valori di emoglobina glicata (uno dei parametri principali del diabete) a un decremento del 12% di attacchi cardiaci e dell’8-12% di patologie cardiovascolari.
Rischi e Considerazioni
Il problema è capire di quale dieta vegetariana stiamo parlando e di quali alimenti consumiamo. Mi spiego meglio: la programmazione della dieta deve essere corretta per poter garantire una giusta nutrizione dell’organismo la quale si realizza con l’introduzione di cibi di qualità e di alto valore nutrizionale. Altrimenti c’è il rischio di non fornire al corpo i nutrienti adeguati e di esporlo ad rischio di malattia aumentato. I maggiori rischi di inadeguatezza nutrizionale sono a carico delle proteine, della vitamina B12, del calcio e della vitamina D, del ferro, dello zinco e dei grassi omega-3.
Sono invece potenzialmente sbagliati tutti quei regimi estremi, dimagranti e non, basati sui vegetali come la dieta crudista, la fruttariana, la dieta del minestrone, etc. A queste vanno aggiunte anche le diete latteo-ovo-vegetariane e vegane se non correttamente bilanciate. Un esempio: molte persone che abbracciano la dieta vegetariana sostituiscono la carne con tanto formaggio, introducendo nel loro corpo più grassi saturi e più sale potenzialmente negativi per la salute.
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Gli alimenti sono molto cambiati rispetto a qualche decennio fa. L’allevamento intensivo, l’estrema raffinazione di alcuni cibi, la necessità di una lunga conservazione degli alimenti e altri aspetti tipici dell’alimentazione moderna hanno reso gli alimenti meno ricchi di nutrienti “nobili”, fibra alimentare, vitamine, minerali e altre sostanze come gli antiossidanti. Spesso gli alimenti moderni hanno tanti carboidrati o zuccheri, grassi, sale, additivi e conservanti. L’effetto - sommato giorno per giorno - non è positivo per la nostra salute.
Chi segue un’alimentazione vegetariana, ma in generale tutti, dovrebbero porre più attenzione quando scelgono gli alimenti da acquistare. Il consumatore ha il potere di cambiare l’offerta del cibo che troviamo in commercio.
Sempre meglio confrontarsi con un professionista del settore soprattutto in caso di patologie in corso e per meglio capire le quantità e le frequenze settimanali degli alimenti più adatti ai propri fabbisogni e alla personale condizione clinica.
In generale è bene ricordare di:
- Scegliere una diversa varietà di cereali integrali, verdura/ortaggi, frutta, legumi, frutta secca a guscio, semi, e, a seconda della tipologia di dieta, con moderazione consumare latticini, uova, pesce, soprattutto se ricco di omega-3.
- Scegliere spesso cibi integrali e ridurre il consumo di cibi raffinati, dal sapore dolce e/o ricchi di grassi.
- Seguire le indicazioni della piramide dell’alimentazione vegetariana.
- Assicurarsi un adeguato e regolare apporto di vitamina B12, la quale si trova solo nei prodotti animali. In caso di alimentazione vegana sarebbe meglio usare alimenti fortificati con vitamina B12 oppure integratori specifici. Sempre meglio confrontarsi con il proprio medico.
Conclusioni
Una dieta vegetariana ben pianificata può offrire diversi benefici per la salute, inclusa la gestione del diabete di tipo 2. Tuttavia, è essenziale considerare i potenziali rischi nutrizionali e consultare un professionista per garantire un'alimentazione adeguata e bilanciata.
Tabella Riepilogativa dei Benefici
| Beneficio | Diabete di Tipo 1 | Diabete di Tipo 2 |
|---|---|---|
| Miglioramento della sensibilità all'insulina | Sì | Sì |
| Riduzione del colesterolo | Sì | Sì |
| Perdita di peso | Sì | Sì |
| Riduzione dei livelli di HbA1c | Sì | Sì |
| Miglioramento dell'umore | N/A | Sì |
| Riduzione del rischio cardiovascolare | Sì | Sì |
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