Diabete Insipido: Alimentazione e Consigli Utili

Il diabete insipido è una rara malattia metabolica provocata da una mancata o insufficiente secrezione o da una ridotta sensibilità dei reni all'azione dell'ormone antidiuretico (vasopressina). A differenza del diabete mellito, il diabete insipido coinvolge il sistema neuroendocrino, deputato alla regolazione delle attività renali.

Questa condizione si manifesta con poliuria (eccessiva produzione di urine a bassa concentrazione) e polidipsia (elevata introduzione di acqua per compensare la perdita di liquidi).

Tipi di Diabete Insipido

Il diabete insipido si distingue principalmente in due forme:

  • Diabete Insipido Centrale (ADH-sensibile o neurogenico): causato da un'insufficiente o mancata produzione di ADH da parte di ipotalamo e ipofisi posteriore. Le forme idiopatiche possono derivare dalla scarsità di cellule nervose deputate alla produzione dell’ormone antidiuretico.
  • Diabete Insipido Nefrogenico (ADH-insensibile): causato dall'assenza di risposta renale all'ADH, non correggibile con la somministrazione di vasopressina esogena.

All'origine di entrambe le forme possono esserci cause congenite o acquisite. Nel caso del diabete insipido centrale si possono avere forme dovute a rare malattie genetiche o a malformazioni congenite a livello ipotalamico, e forme acquisite dovute, perlopiù, a traumi o a interventi chirurgici riguardanti la regione ipotalamo-ipofisaria. Nel diabete insipido nefrogenico la forma congenita è causata da mutazioni di uno specifico gene.

Esistono anche altre forme più rare come:

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  • Diabete insipido gestazionale
  • Diabete insipido dipsogenico: noto come polidipsia primaria, può portare all’espulsione di grandi quantitativi di urina, diluita. L’eccessiva assunzione di acqua può danneggiare i reni e sopprimere l’ormone ADH, favorando la concentrazione di urina. L’eccesso di sete può essere legato al meccanismo che la regola, sito nell’ipotalamo.

Diagnosi

La diagnosi del diabete insipido può essere complessa a causa della somiglianza dei sintomi con altre patologie. Per essere sicuri che si tratti di diabete insipido, il medico deve prima di tutto accertarsi che la diuresi sia realmente eccessiva.

Gli esami diagnostici includono:

  • Test delle urine: per evidenziare bassi livelli di glucosio, utile nella diagnosi differenziale con il diabete mellito. Nel diabete insipido le urine hanno un peso specifico talmente basso da essere molto simile a quello dell'acqua distillata.
  • Esami ematici: per valutare i livelli di glucosio nel sangue, che risultano normali nel diabete insipido. Il valore dell’osmolalità plasmatica non dovrebbe superare le 280 mmOsm/L.
  • Osmolarità plasmatica: un'analisi del sangue che misura la concentrazione di elettroliti (sali minerali).
  • Osmolarità urinaria: la concentrazione di sostanze disciolte nelle urine che si esegue come un normale esame delle urine. L’osmolalità urinaria dipende dalla concentrazione di sostanze disciolte nelle urine e si misura con un normale esame delle urine.
  • Test della disidratazione: prevede la sospensione dell'assunzione di liquidi sotto stretta osservazione medica.
  • Test di soluzione ipertonica: per controllare la quantità di vasopressina presente nell'organismo.
  • Prova della diuresi elevata: in pratica, deve raccogliere a casa le urine delle ultime 24 ore e portarle al medico in un contenitore. In condizioni normali, l'urina prodotta non dovrebbe superare il litro e mezzo al giorno; in caso contrario, potrebbero esserci problemi.

Trattamento

La terapia varia a seconda del tipo di diabete insipido:

  • Diabete Insipido Centrale: trattamento sostitutivo con vasopressina (analogo sintetico dell'ormone antidiuretico) somministrata per via parenterale, intranasale o orale. La terapia consiste anzitutto nell'uso di desmopressina (DDVAP) per bocca che viene a sostituire l'ormone antidiuretico mancante. Dal momento che la sua causa è legata ad una carenza dell’ormone ADH, viene curato attraverso un ormone sintetico detto desmopressina, disponibile sotto forma di spray, iniezione o compresse. Questo trattamento in genere è efficace.
  • Diabete Insipido Nefrogenico: la somministrazione di vasopressina esogena non ha effetto. Una dieta a basso livello di sodio, associata a bere molta acqua, può essere utile.
  • Diabete insipido gestazionale
  • Polidipsia primaria: Non c’è una cura specifica, oltre al diminuire la quantità di assunzione di liquidi.

In alcuni casi, la cura può essere etiologica e basarsi sulla rimozione della causa sottostante (ad esempio, un tumore).

Consigli sull'Alimentazione

L'alimentazione gioca un ruolo importante nella gestione del diabete insipido, soprattutto nel diabete insipido nefrogenico. Ecco alcuni consigli:

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  • Limitare il sodio: Una dieta a basso contenuto di sodio può aiutare a ridurre la produzione di urina nei pazienti con diabete insipido nefrogenico.
  • Bere molta acqua: È fondamentale mantenere un'adeguata idratazione per compensare la perdita di liquidi attraverso l'urina.

La dieta per il diabete è uno dei cardini fondamentali nella terapia del mellito tipo 2. Per i diabetici di tipo 1 andrà posta maggiore attenzione all'apporto di alimenti, in particolar modo di carboidrati. La dieta dovrà limitare al massimo i carboidrati semplici e fornire regolari e frazionati apporti di carboidrati complessi.

Come anticipato, la quantità totale di carboidrati da consumare nel corso della giornata deve aggirarsi intorno alla metà delle calorie quotidiane. Aggirarsi intorno al margine inferiore, soprattutto se non si pratica sport, può essere utile. Potenso scegliere, sarebbe meglio prediligere quelli a basso indice glicemico. Il saccarosio, cioè il normale zucchero da cucina, non deve assolutamente superare il 5% delle calorie totali (max 15-20 grammi al giorno). Per ciò che riguarda i cereali, legumi, gli pseudocereali e i derivati (farine e ricette), preferire quelli integrali.

Nel caso dei primi piatti (con pasta, riso o altri cereali o pseudocereali), scegliere ricette semplici, abbinando verdure (pomodoro, zucchine, broccoli ecc), oppure carni o prodotti della pesca magri (tonno in salamoia, molluschi cefalopodi, petto di pollo, lombo di coniglio, filetto di vitello ecc); saltuariamente uova, crostacei, frattaglie e molluschi bivalvi. Consumare solo frutta e verdura citate nella lista degli alimenti sconsigliati, nell'ordine di 400 g di verdura al dì e non più di 200 g di frutta.

È importante contenere soprattutto il consumo di grassi saturi e del colesterolo, riducendo le carni rosse a favore di pesce e carni bianche, non mangiando più di due uova a settimana, utilizzando formaggi con pochi grassi, olio di oliva ed evitando i fritti. L’assunzione di acqua (almeno un litro e mezzo al giorno) è fondamentale, come pure l’uso di fibre, frutta e verdura.

Si è osservato che, in certi casi, la riduzione del grasso in eccesso può migliorare i parametri metabolici anche più della correzione compositiva della dieta. Se necessario, è necessario dimagrire.

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Tabella: Riepilogo delle Raccomandazioni Alimentari

Categoria Raccomandazioni
Sodio Limitare l'assunzione
Idratazione Bere almeno 1.5 litri di acqua al giorno
Carboidrati Preferire carboidrati complessi a basso indice glicemico
Zuccheri Limitare il saccarosio a meno del 5% delle calorie totali
Grassi Limitare i grassi saturi e il colesterolo
Fibre Aumentare l'assunzione di fibre attraverso frutta e verdura

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