La dieta alcalina si basa sul principio secondo cui l’organismo funziona meglio in un ambiente alcalino, mentre l’alimentazione comune, con prodotti di origine animale e carboidrati spesso trasformati, crea un effetto acidificante. Secondo questo approccio alimentare, sarebbero gli alimenti acidi a causare le malattie, pertanto controllare l’alcalinità dell’organismo aiuterebbe a contrastare disturbi e patologie anche gravi.
Ma cos'è la dieta alcalina e come funziona? Approfondiamo insieme questo regime alimentare.
Cos’è la Dieta Alcalina?
La dieta alcalina è un modello alimentare ideato dallo statunitense Robert Young, che mira a mantenere i giusti livelli del PH corporeo che stabilisce se i liquidi organici e soprattutto il sangue, sono acidi o basici. Il nostro organismo tende a mantenere stabile il PH dei fluidi corporei, che è leggermente alcalino, ovvero si attesta intorno a valori pari a 7,35-7,45.
Sulla base di quanto appena detto, negli anni si è pensato di controllare questo valore con l’alimentazione attraverso l’introduzione della “dieta acido-base” nota ai più come “dieta alcalina” o “dieta alcalinizzante”. È una dieta che si basa sull’assunzione di alimenti che dovrebbero portare il pH verso l’alcalinità, aumentandone i valori.
Per definire l’acidità di un alimento possiamo utilizzare il PRAL: Potential Renal Acid Load. Gli alimenti con PRAL negativo sono, tendenzialmente, tutti i prodotti di origine vegetale, mentre quelli che favoriscono un aumento dell’acidità sono quelli di origine animale. Attenzione, perché nei prodotti vegetali rientrano anche gli agrumi che invece tendono ad aumentare l’acidità.
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Come Funziona la Dieta Alcalina?
Secondo la dieta alcalina, mangiando specialmente frutta (non tutta), alcuni legumi, ma soprattutto evitando cibi “acidi” come la carne ad esempio, il nostro corpo risulterebbe “alcalinizzato” con un notevole impatto sulla salute. Nello specifico la dieta alcalina consiglia di assumere un 70-80% di alimenti alcalini e un 20-30% di alimenti acidi (secondo alcuni una ripartizione percentuale molto simile a quella della paleo-dieta).
Una dieta alcalina efficace, infatti, prevede un 80% di alimenti “alcalinizzanti” e un restante 20% di cibi “acidificanti”. In pratica, sono da preferire verdure, frutta, legumi e pesce.
Secondo la dieta alcalina va consumato ogni giorno:
- il 70-80% di alimenti alcalini
- solo il 20-30% di alimenti acidi
Alimenti Alcalini Ammessi
I cibi alcalini da favorire sono:
- frutta fresca
- verdura
- frutta secca come le mandorle
- miglio
- legumi sia freschi che surgelati, particolarmente i fagioli
- patate
- miele
In particolare sono da preferire tra le verdure:
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- carote
- sedano
- bietole
- spinaci
- broccoli
- cavolfiore
- zucca
Alimenti Acidi da Limitare
Sono da ridurre:
- pesce
- carne
- soia e derivati
- noci
È meglio scegliere fonti proteiche di origine vegetale anziché animale, riducendo comunque la frequenza d’uso di questi cibi al 30% massimo della quota di cibi acidificanti concessi nella dieta alcalina.
Altri alimenti da evitare o limitare sono:
- pane e prodotti da forno
- zucchero e dolci
- bevande zuccherate
- latticini
- cereali raffinati (questi ultimi vanno sostituiti con cereali integrali ma in piccole quantità)
Esempio di Ripartizione degli Alimenti
La seguente tabella illustra una possibile ripartizione degli alimenti nella dieta alcalina:
| Tipo di Alimento | Percentuale nella Dieta | Esempi |
|---|---|---|
| Alcalini | 70-80% | Frutta fresca, verdura, legumi, mandorle, patate |
| Acidi | 20-30% | Pesce, carne, soia, noci, cereali integrali (in piccole quantità) |
Considerazioni Importanti
È opportuno ricordare che si tratta di una dieta senza un concreto fondamento scientifico. La scienza non avalla i principi di questo regime alimentare. La ricerca evidenzia, infatti, che il cibo che ingeriamo non è in grado di alterare i livelli di pH del sangue. Possono verificarsi cambiamenti nel pH della saliva o dell’urina (che sono considerati prodotti di scarto), ma la maggior parte delle persone difficilmente mangerà così tanti cibi alcalini da avere un impatto sul sangue.
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Pertanto non garantisce il corretto apporto nutrizionale. Inoltre, chi soffre di insufficienza renale, di problemi cardiaci o altre malattie o assume farmaci deve sempre consultarsi con il proprio medico.
Gli esperti invitano alla prevenzione attraverso l’alimentazione. La protezione dell’apparato urinario la si attua già sedendosi a tavola, avendo cura di idratare e acidificare correttamente la dieta. Un regime alimentare con elevato residuo acido aiuta a diminuire il pH delle urine (ed è un fattore molto positivo, poiché alcuni batteri non crescono a pH bassi) e favorisce la minore adesione dei batteri alle pareti delle vie escretrici.