La dieta chetogenica è un regime alimentare che privilegia un basso apporto di carboidrati, un moderato consumo di proteine e un'elevata assunzione di grassi. Questo piano nutrizionale fortemente sbilanciato verso i grassi ha obiettivi ben precisi. Inducendo il fegato a produrre corpi chetonici, il loro quantitativo nel sangue arriva, dopo i primi giorni, a circa 7-8 mmol/l che nei sani rappresenta il livello massimo perché , se la dieta è impostata correttamente, il cervello consuma questo quantitativo mantenendo un bilancio in pari.
Storia e Retroscena della Dieta Chetogenica
Il digiuno è stato utilizzato come strategia nel trattamento di alcuni disturbi fin dall’antichità, ed è stato probabilmente alla base delle intuizioni che hanno portato alla definizione della dieta chetogenica. La dieta chetogenica nasce negli Anni ‘20 come piano alimentare per il trattamento dell’epilessia grazie alle intuizioni di Hugh Conklin, osteopata americano, convinto che l’epilessia fosse causata da una sorta di “intossicazione” da parte di alcuni metaboliti prodotti dall’intestino.
Sulla base di questa teoria, elaborò una strategia che prevedeva la completa astensione dal cibo per lasciare “a riposo” l’intestino dando ai pazienti soltanto acqua per periodi anche di 20-25 giorni. Questo piano ebbe un discreto successo e porto ad un aumento della sua applicazione. Nel 1921 venne elaborata una modifica a questo regime alimentare che prevedeva un quantitativo di proteine tale da sostenere la crescita, pochissimi carboidrati e la restante parte delle calorie proveniente dai grassi. Si trattava di un piano alimentare ipocalorico (ovvero si introducevano meno kcal rispetto al proprio fabbisogno) in modo da mimare il digiuno.
Negli anni seguenti, i progressi della medicina fecero sì che questa dieta venisse accantonata fin quando, negli anni ’90, accadde un evento particolare. Nel 1993 a suo figlio Charlie venne diagnosticata una forma di epilessia che lo portava ad avere attacchi sempre più frequenti. Non trovando una cura definitiva a questa patologia, Abrahams iniziò a documentarsi e si imbattè nel libro “The Epilepsy Diet Treatment: An Introduction to The Ketogenic Diet” scritto, tra gli altri, dal dottor John Freeman.
Abrahams decise di portare suo figlio al Johns Hopkins Hospital di Baltimora in cui il dottor Freeman utilizzava ancora questo protocollo dietetico per la cura dell’epilessia. Nel giro di poco il bimbo guarì dagli attacchi e venne fondata la “Charlie Fundation for Ketogenic Therapy” ridando lustro alla dieta tanto che dal 1994 ad oggi gli studi sulla Dieta Chetogenica sono aumentati esponenzialmente.
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Gli autori che negli ultimi anni hanno rivisitato e “perfezionato” la dieta chetogenica sono, tra gli altri, Mauro Di Pasquale (medico canadese) e Lyle McDonald che hanno approfondito e applicato le leggi di biochimica a questo piano nutrizionale.
Macronutrienti nella Dieta Chetogenica
Se una “classica” Dieta Mediterranea prevede un apporto calorico suddiviso in 55%-60% per i carboidrati, 15%-20% per le proteine e 20%-25% per i grassi, nella dieta chetogenica le percentuali sono molto diverse infatti si prevedono, mediamente, 5%-10% dai carboidrati, 25%-35% dalle proteine e 65%-70% dai grassi. E' concettualmente sbagliato definire la chetogenica una dieta iperlipidica, in quanto si tratta di un regime alimentare che ha l’obiettivo di far produrre all’organismo i corpi chetonici con degli obiettivi ben precisi, quindi definendola “iperlipidica”, si ignora l’obiettivo focalizzandosi sui macronutrienti.
Vantaggi e Svantaggi della Dieta Chetogenica
I vantaggi della dieta chetogenica sono diversi, motivo per cui è diventato uno dei piani alimentari più in voga negli ultimi anni. Cerchiamo di concentrarci sulla biochimica e sulla fisiologia elencando sia gli aspetti positivi che i negativi in modo da avere un quadro più chiaro.
Vantaggi
- Riduzione del peso: la chetogenica è una dieta ipocalorica perché (mediamente) composta da circa 30g di carboidrati, 1.5g/kg di peso corporeo per le proteine e 1.8 g/kg di peso per i grassi. La riduzione del peso è data principalmente dal fatto che si assumono meno kcal rispetto a quelle consumate.
- Vantaggio metabolico: La dieta chetogenica migliora la sensibilità insulinica stimolando i recettori GLUT anche per le scarse riserve glucidiche.
- “Effetto antiossidante”: l’acido β idrossibutirrato favorisce l’espressione dei sistemi antiossidanti delle cellule, dando “potere antiossidante” alla chetogenica.
- Controllo dell’appetito: questo avviene per vari motivi, tra cui l'effetto saziante delle proteine e la diminuzione della produzione di leptina.
Svantaggi
- Stanchezza: alcuni soggetti, soprattutto nei primissimi periodi della dieta, lamentano sonnolenza e mente “annebbiata” probabilmente dovuto al cambio di substrato energetico utilizzato dal cervello e a un alterato rapporto tra neurotrasmettitori.
- Aderenza alla dieta: La soppressione dell’appetito è un’arma a doppio taglio. Il “vantaggio” del non sentire la fame può, da un lato, far patire meno lo stare a dieta, ma dall’altro può stimolare i soggetti a non aderire completamente al piano nutrizionale assumendo alimenti non contemplati nella dieta col rischio di uscire dal piano nutrizionale.
- Carenza di micronutrienti: Essendo un regime alimentare che include quasi solamente proteine e grassi, il rischio è di assumere pochissime porzioni di frutta e verdura e causare delle carenza.
- Problematiche intestinali: come la stipsi. Il scarso apporto di fibre e l’aumentata eliminazione di acqua porta a richiamare acqua sottraendola alle feci e innescando problemi di stitichezza in alcuni soggetti.
- Aspetti psicologico/conviviali: Essendo un regime alimentare che limita molto il quantitativo e la tipologia di cibi da assumere, la chetogenica porta a limitare le cene fuori casa perché sarebbe molto difficile attenersi scrupolosamente a questo piano.
- Squilibri ormonali: la scarsissima introduzione di carboidrati porta ad una minor conversione meno conversione T4 in T3 (ormoni tiroidei) che causano un calo del metabolismo e della termogenesi.
Integratori e Supporto Metabolico: Keto 14
Progettato specificamente per supportare chi segue una dieta chetogenica, l’integratore Keto 14 combina una selezione di nutrienti mirati per favorire il metabolismo dei grassi, ottimizzare l’energia e mantenere il benessere generale durante il percorso di dimagrimento. La formula di Keto 14 è arricchita da una combinazione bilanciata di ingredienti che agiscono in modo complementare per massimizzare i benefici della dieta chetogenica. La presenza di antiossidanti e nutrienti che migliorano la sensibilità insulinica garantisce un supporto non solo per la perdita di peso, ma anche per il benessere generale.
Ogni componente è stato selezionato per il suo ruolo specifico nel supportare i meccanismi fisiologici della chetosi. Inoltre, l’aggiunta di Piperina garantisce che gli ingredienti attivi siano assorbiti in modo più efficace, massimizzandone l’impatto sul metabolismo e sul benessere.
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Ingredienti Chiave di Keto 14
- Acetil-L-Carnitina: Un derivato della carnitina che svolge un ruolo chiave nel trasporto degli acidi grassi nei mitocondri, dove vengono convertiti in energia.
- Tè Verde (estratto standardizzato al 50% in polifenoli): Ricco di antiossidanti, in particolare catechine come l’EGCG (epigallocatechina gallato), il Tè Verde contribuisce a incrementare il metabolismo basale e a promuovere l’ossidazione dei grassi.
- Caffeina Anidra: Un potente stimolante che aumenta i livelli di energia e migliora la concentrazione.
- L-Tirosina: Un aminoacido precursore di neurotrasmettitori come la dopamina e la noradrenalina, che supportano la funzione cognitiva e il controllo dello stress.
- Acido Alfa Lipoico: Un potente antiossidante che agisce sia in ambienti acquosi che lipidici, proteggendo le cellule dai radicali liberi.
- Cromo (Cromo Picolinato): Un minerale traccia che regola il metabolismo degli zuccheri e migliora l’azione dell’insulina.
- Piperina (da Pepe Nero): Un alcaloide che aumenta la biodisponibilità degli altri nutrienti, migliorando l’assorbimento e l’efficacia degli ingredienti attivi.
- Vitamina B6: Essenziale per il metabolismo degli aminoacidi e dei grassi, la Vitamina B6 supporta la produzione di energia e contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso.
Falsi Miti sulla Dieta Chetogenica
È importante sfatare alcuni falsi miti sulla Dieta Chetogenica:
- Danno renale: è un mito da sfatare in quanto la relazione tra consumo di proteine e danno renale non ha fondamenti scientifici.
- La chetogenica induce chetoacidosi: nei soggetti sani non si instaura perché cervello consuma chetoni che, nei soggetti sani, non superano le 7/8 mmol/dl e quindi non intaccano troppo il pH.
- Osteopenia: l’osteopenia indotta dalla dieta non ha fondamenti scientifici; l’aumentata escrezione urinaria di calcio avviene perché aumenta assorbimento intestinale e non perché aumenta riassorbimento dalle ossa.
Esempi e Consigli per Impostare una Dieta Chetogenica
Per impostare una dieta chetogenica è opportuno trovare il proprio peso ideale e calcolare l'apporto di macronutrienti. Saranno necessarie almeno 2/3 settimane di dieta chetogenica per permettere l’organismo di arrivare “a regime”. Per valutare se siamo in chetogenica si può utilizzare il Rapporto Chetogenico. Se il valore è >1.5 siamo verosimilmente in chetogenica.
Alcuni consigli per impostare correttamente una Dieta Chetogenica:
- Consumare lipidi di buona qualità, meglio se insaturi perché più digeribili e più disponibili per la beta ossidazione.
- Consumare un minimo di fibra, vitamine e minerali (quindi frutta e verdura) in modo da prevenire carenze e limitare problematiche intestinali.
- Prestare attenzione ai glucidi “occulti” negli alimenti.
- Uscire dalla dieta chetogenica reintroducendo i carboidrati poco per volta in un tempo pari al mantenimento della chetogenica per tornare alla “normalità”.
Transizione dalla Dieta Chetogenica
Il regime di transizione previsto dopo un protocollo chetogenico consiste in una reintroduzione graduale dei carboidrati. Durante la fase chetogenica non è indispensabile svolgere attività fisica per ottenere comunque un dimagrimento è caldamente consigliato iniziare una attività fisica regolare durante la fase di transizione. L’attività fisica compensa il progressivo aumento delle calorie nella dieta.
Un esempio di re-introduzione dei carboidrati potrebbe consistere nella prima tappa un inserimento della frutta in addizione al protocollo di base, nella seconda tappa, in aggiunta alla frutta, dello yogurt greco o latticini, nella terza tappa un po’ di pane integrale o di segale, nella quarta tappa dei cereali integrali in chicco o dei legumi. Durante la fase di transizione si potrebbe perdere ancora un po’ di peso, in quanto l’apporto calorico rimane comunque al di sotto del metabolismo basale finchè non si arriva ad una dieta bilanciata normocalorica.
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Dieta Chetogenica e Terapia Farmacologica: Uno Studio Innovativo
Un recente studio pubblicato sulla rivista Nutrients ha esplorato una combinazione innovativa che potrebbe rivoluzionare l'approccio terapeutico all'obesità. La ricerca ha coinvolto 60 pazienti obesi divisi in due gruppi: uno trattato con la tirzepatide e LEKT, l'altro con la tirzepatide e dieta ipocalorica standard (LCD). I partecipanti hanno seguito il protocollo per 12 settimane, iniziando con 2,5 mg di tirzepatide per quattro settimane, aumentando poi a 5 mg per le successive otto settimane.
I risultati hanno evidenziato differenze significative tra i due approcci. Entrambi i gruppi hanno raggiunto una riduzione del peso corporeo comparabile: il gruppo LEKT ha ottenuto una perdita del 10,2%, mentre il gruppo LCD del 9,8%. Tuttavia, le differenze più rilevanti sono emerse nell'analisi della composizione corporea. Il gruppo trattato con la tirzepatide più LEKT ha mostrato risultati superiori nella preservazione della massa muscolare.
Preservazione della massa magra: il gruppo trattato con la tirzepatide più LEKT ha mostrato risultati superiori nella preservazione della massa muscolare. Mentre il gruppo LCD ha registrato una perdita significativa di massa magra (-4,29%), forza muscolare (-4,1%) e metabolismo basale (-5,3%), il gruppo LEKT ha mantenuto sostanzialmente invariati questi parametri fondamentali.
Oltre alla superiore preservazione della massa muscolare, il gruppo LEKT ha mostrato miglioramenti metabolici più marcati. Si sono registrati progressi significativi nell'indice HOMA, nell'emoglobina glicata, nel colesterolo totale e nei trigliceridi rispetto al gruppo LCD. Questi risultati supportano l'ipotesi che la chetosi induca adattamenti metabolici favorevoli che vanno oltre la semplice perdita di peso.
Tabella Comparativa dei Risultati dello Studio
| Parametro | Gruppo LEKT (Tirzepatide + Chetogenica) | Gruppo LCD (Tirzepatide + Ipocalorica Standard) |
|---|---|---|
| Perdita di Peso Corporeo | 10.2% | 9.8% |
| Perdita di Massa Magra | -0.5% | -4.29% |
| Perdita di Forza Muscolare | -0.3% | -4.1% |
| Diminuzione del Metabolismo Basale | -1.2% | -5.3% |
| Perdita di Massa Grassa | -13.4% | -10.2% |
I risultati di questo studio aprono nuove prospettive nell'approccio terapeutico all'obesità. Tuttavia, è importante sottolineare che questo studio rappresenta una ricerca preliminare con un campione relativamente piccolo e un periodo di osservazione limitato.
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