È opinione comune che gli alimenti abbiano un ruolo rilevante nell’insorgenza o nel peggioramento dell’acne. Ma è davvero così? I risultati scientifici, spesso contrastanti, supportano un ruolo della dieta nell’acne, ma non esiste una relazione univoca alimento-brufoli. Stabilire una relazione causa-effetto tra dieta e acne, infatti, è difficile a causa della complessità degli alimenti, raramente monocomponenti, del loro grado di processamento e dei fattori multipli implicati nell’acne.
Gli studi recenti, tuttavia, hanno confermato alcune delle “vecchie” ipotesi sulla correlazione tra cibo e acne: d’altronde, in un’epoca come quella attuale, in cui i benefici di una corretta alimentazione nei confronti del mantenimento della salute e della prevenzione di numerose patologie croniche sono stati ampiamente dimostrati dalla ricerca scientifica, riesce difficile sostenere che l’alimentazione non possa rivestire alcun ruolo nella patogenesi dell’acne.
L'importanza della dieta mediterranea
Ma quindi qual è la dieta migliore per prevenire e non peggiorare l’acne? Seguire una dieta mediterranea, intesa come un modello nutrizionale piuttosto che come un regime predefinito di alimenti, è la scelta migliore per prevenire e controllare l’acne lieve. Nelle forme moderate e severe, invece, va considerato il trattamento farmacologico più indicato che, associato ad uno stile alimentare sano, può fornire risultati migliori. Ecco alcuni consigli per seguire facilmente la dieta mediterranea.
Alla base della dieta mediterranea si trovano verdura, frutta e cereali integrali che contribuiscono a una costituzione sana del microbiota intestinale. Un elemento chiave, scarsamente considerato nel controllo dell’infiammazione cutanea, è lo stato di integrità del microbiota intestinale, alla cui costituzione partecipano le fibre introdotte con la dieta, soprattutto se mediterranea, che resta dunque la scelta migliore.
Diversi studi suggeriscono come la dieta mediterranea classica, ricca di frutta, verdura e legumi e povera di carni, formaggi e insaccati, costituirebbe l’arma alimentare migliore per prevenire l’insorgenza dell’acne e delle sue complicanze.
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Il latte non va eliminato, ma assunto in quantità opportune (120-150 mL al giorno). L’olio di oliva, invece, va considerato come la fonte di grassi principe della dieta mediterranea. Gli acidi grassi compongono alimenti con elevato indice calorico, ma vanno opportunamente distinti. Gli acidi grassi omega-3 sopprimono la produzione di citochine infiammatorie, azione importante per il controllo dell’acne. In particolare, l’acido docosapentaenoico e l’acido alfa-linolenico, che si trovano nel pesce e in alcuni oli vegetali, migliorano notevolmente le lesioni acneiche. Ricordiamo poi che, insieme agli acidi grassi omega-3, il pesce azzurro contiene importanti oligoelementi, incluso il selenio, con attività antinfiammatoria.
La dieta mediterranea è particolarmente indicata per il controllo dell’acne perché limita la produzione di sebo che, se secreto in quantità elevate e in presenza di altri co-fattori, favorisce l’acne a causa della sua azione infiammatoria. Con la pubertà la ghiandola sebacea incrementa notevolmente la propria attività per effetto di stimoli ormonali diversi con conseguente aumento della quantità di sebo sulla superficie cutanea.
Il ruolo dell'IGF-1 e dell'indice glicemico
A determinare l’aumento della produzione di sebo, oltre agli androgeni, è l’ormone insulin-growth factor 1 (IGF1), che svolge diverse funzioni sovrapposte a quelle dell’insulina. Il livello circolante di IGF1 aumenta notevolmente con la pubertà, per via del suo ruolo fisiologico nell’accrescimento. La prima evidenza in tal senso fu descritta nel 1999 da due ricercatori, Deplewski e Rosenfield: essi osservarono come le persone affette dalla sindrome di Laron - una malattia autosomica recessiva caratterizzata da carenza del fattore IGF-1 - non sviluppavano mai l’acne (e peraltro nemmeno il diabete e altre patologie caratteristiche della civiltà occidentale, che oggi si sa essere legate all’aumento dei livelli di insulina e IGF-1).
Diverse evidenze dimostrano che diete ad elevato indice glicemico, cioè ricche di alimenti che fanno innalzare i livelli di glucosio nel sangue, cui consegue secrezione di insulina, sono un fattore scatenante nell’acne. Pazienti acneici che osservino una dieta a basso indice glicemico presentano un numero minore di lesioni, ovvero i brufoli.
E’ il valore che esprime quanto un alimento o un pasto sia in grado di innalzare il livello di zuccheri nel sangue. E l’iperinsulinemia è una condizione poco favorevole per l’intero organismo, acne compresa, poiché sembra stimola la biodisponibilità di ormoni androgeni e livelli di IGF-1 (ormone della crescita), i quali combinati insieme e presenti in alte concentrazioni a livello delle ghiandole sebacee della pelle, attivano la iperproduzione di sebo.
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Per contro, una dieta che sopprima o comunque limiti l’attività dell’enzima mTORC, come quella mediterranea o comunque tutte quelle ad elevato contenuto vegetale e basso contenuto animale, ha effetto positivo sulla prevenzione dell’acne e delle patologie sopra citate.
Alimenti da limitare e da preferire
Alcuni studi dimostrano che chi è affetto da acne tenda a consumare meno frutta, verdura, legumi e carni bianche. Ad ogni modo, per dimostrare il vantaggio della dieta mediterranea nella prevenzione o nella gestione dell’acne, occorrono studi più solidi. Anche la responsabilità di cioccolata e salumi nell’insorgenza dei brufoli va approfondita.
Spesso sono presenti anche derivati del latte e il loro sapore particolarmente dolce e invitante porta spesso a consumarle in eccesso. Diverso è il discorso per le tavolette di cioccolato extra-fondente ad alte percentuali di cacao (70% ed oltre), nelle quali il contenuto di zuccheri semplici è inferiore e dove normalmente non si trovano oli tropicali. Il gusto amaro, inoltre, tende a limitarne le porzioni di consumo.
Soprattutto per la cioccolata, infatti, le evidenze scientifiche portano a conclusioni discordanti che riportano al tema della complessità degli alimenti presi in esame. La cioccolata contribuisce all’aumento della risposta infiammatoria, responsabile dell’arrossamento e dell’indolenzimento delle lesioni, anche attraverso il rilascio di citochine infiammatorie, ma le percentuali di cacao, zuccheri o burro di cacao variano notevolmente nei diversi prodotti del mercato. È possibile dunque che "il colpevole" vada ricercato oltre che nella cioccolata in sé, anche nel livello di zuccheri e grassi in essa contenuti.
Analogamente, la responsabilità dei salumi nello scatenamento dei brufoli potrebbe essere nel contenuto elevato di sale (cloruro di sodio) utilizzato come conservante. L’osservazione che il consumo di cibi salati sia maggiore tra i pazienti con acne fa ritenere che il sale possa essere un co-fattore importante nell’insorgenza di acne.
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Anche il latte è stato sorprendentemente incriminato per il suo effetto scatenante nell’acne, che potrebbe risiedere nella promozione del rilascio dell’ormone IGF-1, con attività sebogenica diretta o indiretta per effetto della promozione della sintesi di androgeni. Il ruolo di latte e dei latticini nella patogenesi dell’acne è stato oggetto di numerosi studi: quelli più recenti di fatto confermano i risultati degli studi precedenti, evidenziando un ruolo effettivo nel consumo di derivati del latte sullo sviluppo dell’acne. Anche in questo caso il principale imputato pare sia l’IGF: il latte, pur essendo un alimento a basso indice glicemico, è in grado di aumentare i livelli di glicemia e insulina - e conseguentemente quelli dell’IGF. Secondo alcuni studi epidemiologici, il consumo di latte aumenterebbe del 20-30% i livelli plasmatici di IGF-1 rispetto al non consumo.
I componenti del latte responsabili di questa azione sarebbero steroidi, alfa-lattoalbumine, ormoni stimolanti l’IGF; non sembra invece che la componente lipidica sortisca effetto alcuno in questa direzione (come dimostra il fatto che l’effetto sull’aumento dell’IGF si verifichi anche col latte scremato). Il latte vaccino contiene quantità di Leucina maggiori rispetto a tutti gli altri alimenti di origine animale - e il triplo rispetto al latte umano. Questo non deve stupire: il latte vaccino è “progettato” per la crescita del vitello, che cresce 40 volte più velocemente rispetto al neonato umano. L’eccessivo consumo in età adolescenziale e adulta, invece, può rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo di numerose patologie.
Cibi amici dell'acne
- Frutta secca e semi: Fonte di vitamina E, un potente antiossidante che aiuta a proteggere la pelle dai danni causati dai radicali liberi. Tra le scelte migliori troviamo noci, mandorle, semi di lino e semi di chia
- Olio extravergine d'oliva: Ricco di acidi grassi monoinsaturi e di vitamina E, aiuta a mantenere la pelle idratata e a contrastare l'infiammazione
- Legumi: Ricchi di fibre e proteine, aiutano a regolare i livelli di zucchero nel sangue e contrastare la resistenza all'insulina, un fattore che può peggiorare l'acne
- Frutta e verdura: Ricche di vitamine, minerali e fibre, svolgono un ruolo importante nel mantenere la pelle sana. In particolare, sono consigliati cibi ricchi di vitamina C (agrumi, peperoni e broccoli) e di betacarotene (carote, zucca e patate dolci)
- Pesce: Fonte di acidi grassi omega-3, che hanno proprietà antinfiammatorie e possono ridurre la produzione di sebo.
Cibi nemici dell'acne
- Cibi grassi e fritti: Ricchi di grassi saturi e trans, possono peggiorare o causare ostruzione dei pori e peggiorare l'infiammazione
- Carne: Un eccesso di carne provoca un aumento di leucina. Inoltre, alcuni alimenti a base di carne sono ricchi in grassi saturi che peggiorano il profilo insulinemico e sono pro-infiammatori
- Latticini: Il consumo di latticini aumenta i livelli di insulina, di IGF-1, di cortisolo e anche di leucina, un amminoacido che aumenta la produzione di sebo e l’ipercheratinizzazione dell’unità pilo-sebacea
- Cibi a elevato carico glicemico: Un’alimentazione a elevato carico glicemico aumenta i livelli di insulina e IGF-1, ormoni coinvolti nella patogenesi dell’acne in quanto causano aumento degli androgeni con aumento della produzione di sebo. Inoltre, un eccesso di zuccheri ed insulina aumenta i livelli di cortisolo, fattore favorente l’acne.
Consigli aggiuntivi
Oltre alla dieta, è fondamentale:
- Bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno per favorire l'eliminazione delle tossine.
- Utilizzare spezie con proprietà antinfiammatorie come curcuma, zenzero e cannella.
- Prestare attenzione all'igiene della pelle e utilizzare prodotti specifici per pelli acneiche.
- Gestire lo stress, che può influire negativamente sull'acne.
Ricorda che l'alimentazione è solo uno dei fattori che possono influenzare l'acne. È importante consultare un dermatologo per una diagnosi accurata e un trattamento personalizzato.
In conclusione, non esiste una dieta miracolosa contro l'acne, ma seguire una dieta equilibrata e ricca di nutrienti può aiutare a migliorare le condizioni della pelle e a prevenire la comparsa di nuovi brufoli.