La Dieta degli Occhiali Blu: Funziona Davvero?

Tra le diete più fantasiose, a volte si sente parlare della cosiddetta dieta “da occhiali blu”. La teoria su cui si basa questa dieta è che la tonalità blu agisca come soppressore dell’appetito, perché pochi alimenti sono naturalmente di quel colore. Basterebbe, quindi, indossare un paio di speciali occhiali blu, sviluppati in Giappone e messi in vendita a un prezzo di circa dieci dollari, per farsi passare l’appetito e, quindi, dimagrire.

Studi Scientifici sulla Dieta degli Occhiali Blu

E' stata fatta una ricerca dal Dipartimento di Scienze alimentari dell’Università dell’Arkansas, coordinata da Han-Seok Seo, poi pubblicata sulla rivista scientifica francese Appetite. Una volta suddivisi casualmente in tre gruppi, sono stati fatti accomodare il primo in una stanza a luce bianca, il secondo a luce gialla e il terzo a luce blu. I colori scelti non sono stati casuali: in precedenti ricerche, infatti, era emerso che il giallo e il blu fossero rispettivamente il colore più e meno stimolante per la consumazione di cibo, mentre il bianco è stato utilizzato come fattore neutro.

Il risultato è stato che l’illuminazione blu, rispetto a quella gialla e a quella bianca, ha causato una diminuzione dell’interesse per l’aspetto del cibo. La luce blu, però, non ha intaccato il desiderio di consumare il pasto né ha significativamente influenzato la percezione del sapore o la complessiva impressione sul cibo. Il secondo aspetto che è venuto fuori è che la luce blu ha provocato una diminuzione della quantità di cibo consumata negli uomini e non nelle donne.

Han-Seok Seo ha spiegato il risultato dichiarando che negli uomini il cervello tende ad associare a colori insoliti per degli alimenti, come il blu, una sensazione di pericolo, limitando l’appetito. Le donne, invece, più sensibili, reagiscono maggiormente a stimoli di natura olfattiva, ignorando quelli visivi.

Il Ruolo dei Sensi nell'Alimentazione

Sì, sono stati fatti degli studi per cui nel mangiare vengono stimolati tutti e cinque i sensi e non, come spesso si potrebbe pensare, solo il gusto. Charles Spence, psicologo sperimentale dell’Università di Oxford, ha studiato come anche i colori possono alterare il modo in cui percepiamo il cibo. Questo effetto, sostiene Spence, potrebbe avere una spiegazione evolutiva: il nostro gusto si sarebbe adattato nel corso dei secoli, quando i nostri antenati impararono a evitare i frutti verdi, acerbi e dal brutto sapore, e ad aspettare che diventassero rossi e dolci per poterli mangiare.

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“L’aspetto del cibo è molto importante nella scelta e nella costruzione del gusto. La valenza culturale dell’alimentazione nell’essere umano è fortissima. Il cibo, infatti, non è buono o cattivo in assoluto, ma qualcuno ci ha insegnato a riconoscerlo come tale” afferma Dalla Ragione. La psichiatra sottolinea anche che nell’esperienza umana i valori portanti del sistema alimentare non si definiscono in termini di naturalità, ma attraverso i processi culturali che prevedono l’addomesticamento, la trasformazione e la reinterpretazione della natura.

Alternative alla Dieta degli Occhiali Blu

Per seguire una dieta sana ed equilibrata, dunque, è necessario rivolgersi a un medico, piuttosto che seguire diete fai-da-te o trovate in rete. “La diffusione della diet industry, associata alla diffusione dell’obesità e all’ossessione per la magrezza, rendono ragione del diffondersi di mode culturali irragionevoli e pericolose.

Di tanto in tanto sentiamo l'esigenza di perdere qualche chilo e per la maggior parte delle persone la soluzione è semplice buon senso: ridurre le calorie in entrata e magari aumentare quelle in uscita. Insomma un po' meno cibo e un po' più di attività fisica: mangiare meno di quanto si brucia - in persone con un metabolismo normale - dovrebbe essere garanzia di successo. Eppure ci si fida di regimi che promettono grandi risultati in poco tempo.

Ecco alcune diete strane e bizzarre del passato:

  • Omogeneizzati: Si mangia un po' di tutto, ma omogeneizzato. Al massimo 16 vasetti al giorno di gusti a scelta.
  • La dieta "faxlore" o della zuppa di cavolo: promette una perdita di peso drastica in sette giorni, durante i quali si dovrà mangiare solo, ma in quantità potenzialemte illimitate, una zuppa - appunto - con cavoli (assortiti), preferibilmente piccante.
  • Paleo diet, cioè dieta paleolitica: Questo regime ci vorrebbe far tornare al tempo degli uomini delle caverne.
  • La dieta biblica o della Bibbia o del Creatore: si basa sull'idea che alcuni alimenti siano proibiti ("impuri") o accettabili secondo la parola di Dio.
  • La dieta Shangri-La: Fondamentalmente, si può mangiare quello più piace. Il principio dietro a questa dieta è che il corpo ha un punto di riferimento (il peso che vuole sostenere) e l'appetito è moderato dal corpo per assicurarsi di restare su quel punto di riferimento.
  • La dieta Fletcherizing: In questa dieta, una persona deve masticare ogni boccone 32 volte (una per ogni dente), mantenendo la testa inclinata in avanti.
  • La dieta dei sette colori: La dieta è nata come modo intelligente per far mangiare più spesso frutta e verdura sottolineando gli spicifici benefici si ciascun elemento (distinguibile cromaticamente).
  • Dieta del sonno: Come suggerisce il suo nome, questa dieta riguada il dormire. Molto. Il principio è: "se non sei sveglio, non stai mangiando".
  • La dieta di Beverly Hills: Secondo la quale la perdita di peso può essere raggiunta mangiando gli alimenti nelle giuste combinazioni e nell'ordine corretto. Promette di perdere fino a 11 chili in 35 giorni per i più fortunati/virtuosi e comunque una media di 7-9 chili.

Luce Blu e Salute degli Occhi

Secondo la scienza gli occhiali anti luce blu, pur non portando reali benefici, non sono dannosi. Sempre secondo i ricercatori, la quantità di luce blu emessa dalle moderne fonti di illuminazione, come gli schermi dei computer rientrerebbe ampiamente nei livelli di sicurezza consentiti e non rappresenterebbe un rischio significativo per la salute degli occhi. Sul sonno gli effetti della luce blu esistono e non sono positivi. Anche in questo caso però le lenti con filtro luce blu non risulterebbero utili a migliorare la situazione.

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Ma i danni della luce blu non sono finiti qui. Questi dispositivi non riuscirebbero neanche a ridurre la sensibilità al contrasto, ovvero la capacità di una persona di rilevare differenze nelle sfumature e nei motivi, né a limitare l'abbagliamento fastidios, ovvero il livello di fastidio agli occhi causato dalla luce intensa. Usare occhiali con lenti anti luce blu non genererebbe alcun vantaggio rispetto a scegliere lenti standard che non filtrano la luce blu. Le lenti degli occhiali anti luce blu in commercio sono solitamente gialle o trasparenti. Non sarebbe dunque la luce blu ad affaticare lo sguardo, ma è innegabile che dopo tanto tempo trascorso davanti a uno schermo la sensazione di disagio agli occhi molto spesso esista.

Consigli per Ridurre l'Affaticamento Oculare

Per contrastare questo fenomeno la prima regola è concedersi spesso delle pause dallo schermo.

La Dieta della Luce Blu: un Approccio Alternativo

Negli ultimi anni, con l'aumento dell'uso di dispositivi digitali, si è parlato sempre più della cosiddetta "luce blu". Emessa in grandi quantità dagli schermi di computer, smartphone, tablet e TV, la luce blu è una parte dello spettro luminoso visibile che ha una lunghezza d'onda relativamente corta, il che significa che produce una quantità elevata di energia.

Uno degli effetti più studiati della luce blu è la sua capacità di inibire la produzione di melatonina, l'ormone che regola il sonno. Quando guardiamo schermi digitali prima di andare a dormire, il nostro cervello può confondere la luce blu con la luce del giorno, impedendo il rilascio di melatonina e causando difficoltà a dormire.

In risposta a questi effetti, è emersa una nuova tendenza che combina la consapevolezza tecnologica con l'alimentazione: la dieta della luce blu. Questa dieta non riguarda solo ciò che mangiamo, ma anche come e quando ci esponiamo alla luce blu, e come possiamo utilizzare determinati alimenti per mitigare i suoi effetti negativi.

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Alimenti Chiave nella Dieta della Luce Blu

  • Ciliegie: Le ciliegie, soprattutto quelle della varietà Montmorency, sono tra i pochi frutti che contengono melatonina in quantità significative.
  • Noci: Anche le noci sono una buona fonte naturale di melatonina.
  • Frutti di bosco: Mirtilli, fragole e lamponi sono eccellenti fonti di antiossidanti, in particolare di vitamina C ed E, che aiutano a neutralizzare i radicali liberi.
  • Tè verde: Il tè verde è ricco di polifenoli, antiossidanti potenti che non solo combattono lo stress ossidativo, ma migliorano anche la funzione cerebrale.
  • Spinaci e verdure a foglia verde: Le verdure a foglia verde, come gli spinaci e il cavolo riccio, contengono luteina e zeaxantina, due antiossidanti che proteggono gli occhi dai danni causati dalla luce blu.
  • Salmone e pesce azzurro: Questi pesci sono ricchi di DHA, un tipo di omega-3 che è particolarmente benefico per il cervello.
  • Semi di lino e chia: Per chi segue una dieta vegetariana o vegana, i semi di lino e di chia sono ottime fonti di omega-3 di origine vegetale.

Consigli Pratici per la Dieta della Luce Blu

  • Pianifica i pasti serali: Mangiare un pasto leggero e ricco di cibi che favoriscono la produzione di melatonina un paio d'ore prima di andare a letto può migliorare la qualità del sonno.
  • Riduci l'esposizione alla luce blu la sera: Cerca di spegnere i dispositivi digitali almeno un'ora prima di andare a letto e considera l'uso di occhiali con lenti che bloccano la luce blu durante la sera.

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