L’alimentazione è un fattore essenziale quando si parla di cuore. L’alimentazione è il vero farmaco del futuro, soprattutto per il cuore.
L'Alimentazione Amica del Cuore
Pasta, peperoncino, cioccolato fondente e caffè: è l’alimentazione amica del cuore. Ma non solo. “Gli alimenti, se scelti con cura e cucinati nella maniera giusta, sono i veri farmaci del futuro, soprattutto per il cuore”, spiega Leonardo Calò, Direttore Uoc di Cardiologia del Policlinico Casilino e Presidente del Congresso Place.
No alla demonizzazione dei carboidrati, innanzitutto: “Pane e pasta fanno bene, preferibilmente integrali, di farro e di orzo”, sottolinea il professor Calò. Inoltre, anche cibi e bevande ‘rosse’ sono amici della salute: sì al vino rosso, al peperoncino, ai frutti rossi/violacei (come fragole e frutti di bosco) e al pomodoro, “ancora meglio se cotto perché libera una sostanza che ha azione positiva anche per contrastare cancro”, rivela Calò.
No, dunque, alla demonizzazione del caffè (fino a tre al giorno) e della cioccolata (anche 30-40 grammi al giorno purché fondente all’80-85%), che hanno ottimi effetti antiossidanti sull’apparato cardiovascolare. Hanno poi un effetto potentissimo sulla longevità l’uso di spezie e aromi come origano, capperi, cipolla rossa, pepe, curry, zenzero, basilico, prezzemolo. Amici del cuore anche cibi e bevande rosse: i cardiologi promuovono vino rosso, frutti rossi-violacei, pomodoro, ancora meglio se cotto perché libera una sostanza che ha azione positiva anche per contrastare il cancro.
“Ognuno si inventa la sua dieta - sottolinea Leonardo Calò - , quando anche su questo tema c’è bisogno di approfondimenti”. In questo senso, ad esempio, una nuova branca della cardiologia e delle scienze della nutrizione si occuperà dello studio dell’influenza dell’alimentazione sulla genetica. “Potremo misurare, con un metodo scientifico, come ciò che mangiamo condiziona la nostra vita”.
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Infine, Calò ha descritto degli alimenti, i cosiddetti superfood, particolarmente indicati per la protezione della salute cardiovascolare.
I Pericoli delle Abbuffate Festive
Secondo i dati Istat 2022, gli italiani durante il periodo natalizio ingrassano in media di tre chili a testa rispetto al loro peso in quello prefestivo. Colpa dei piatti elaborati, delle grandi quantità, delle lunghe ore passate a tavola o davanti alla TV. A farne le spese la salute e, in particolare, l’equilibrio dell’apparato cardiocircolatorio.
Il più grande pericolo per la salute durante le abbuffate festive è costituito dall’eccessivo introito calorico introdotto col cibo, che risulta maggiore rispetto alle esigenze dell’organismo. I grassi si depositano soprattutto a livello arterioso, favorendo il processo infiammatorio e la formazione delle placche, con conseguenti eventi di natura ischemica, infartuale.
L’iperattività del cuore “da abbuffate” può provocare danni maggiormente in persone che soffrono già di patologie e problematiche cardiovascolari, o in chi è predisposto allo scompenso cardiaco. La dieta dei pasti tra i giorni di festa e del periodo successivo all’Epifania dovrebbe essere adatta a eliminare le scorie accumulate e con un contenuto calorico controllato. Fondamentale l’attività fisica aerobica.
Colesterolo Alto: Cosa Fare?
Quando si ha il colesterolo alto, la dieta consigliata dal medico è il primo strumento per proteggere il cuore e prevenire complicanze. L’approccio nutrizionale in caso di ipercolesterolemia è orientato innanzitutto a ridurre i grassi saturi, aumentare il consumo di fibre e antiossidanti e seguire uno stile alimentare ispirato alla dieta mediterranea che, studi alla mano, si è dimostrata in grado di proteggere le arterie nel lungo periodo.
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L’alimentazione infatti può influire sui valori del colesterolo. Una review pubblicata su PubMed nel 2021 ha confermato che la presenza a tavola di alcuni alimenti come noci, avena, legumi, soia, tè verde e di tutti quelli ricchi in fibre solubili, aiuti concretamente a ridurre i livelli di colesterolo LDL, ovvero del colesterolo cattivo.
Consigli del Cardiologo Marco Toselli
Ma quindi, cosa mettere in tavola e cosa invece evitare in caso di colesterolo alto? Lo abbiamo chiesto al dottor Marco Toselli, medico chirurgo specializzato in cardiologia del Maria Cecilia Hospital di Cotignola (RA) e della Clinica Villalba di Bologna. L’esperto è anche cardiologo interventista: si occupa non solo della diagnosi e della gestione clinica delle malattie cardiovascolari, ma anche dell’esecuzione di procedure invasive e mini invasive.
Cos’è il colesterolo alto e perché è pericoloso?
«Quando parliamo di colesterolo alto ci riferiamo, in particolare, a un eccesso di colesterolo “cattivo”, chiamato LDL» dice il cardiologo Marco Toselli. «Questo tipo di colesterolo può depositarsi sulle pareti delle arterie, contribuendo alla formazione di placche che riducono il flusso sanguigno e aumentano il rischio di infarto e ictus, che attualmente sono tra le principali cause di morte precoce a livello globale».
Quali sono i sintomi e i rischi del colesterolo LDL elevato?
«Valori elevati di colesterolo LDL sono asintomatici, ma rappresentano un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. È, dunque, essenziale monitorare il profilo lipidico (colesterolo totale, LDL, HDL, trigliceridi) e glucidico (glicemia a digiuno ed emoglobina glicata) con esami del sangue, anche in assenza di segnali clinici evidenti. Gli altri principali fattori di rischio sono ipertensione arteriosa, obesità, fumo, diabete e una familiarità per malattie cardiovascolari».
Quando il colesterolo è considerato alto? Ecco i valori da conoscere
«I parametri di riferimento per definire un aumento del colesterolo variano da paziente a paziente in base al rischio cardiovascolare specifico. Per esempio, in un paziente globalmente sano senza evidenza di placche aterosclerotiche il colesterolo LDL va mantenuto inferiore a 116 mg/dl, mentre nei soggetti a rischio molto alto, ad esempio persone con una malattia cardiovascolare accertata, deve essere mantenuto inferiore a 55 mg/dl. È fondamentale il supporto del proprio medico curante per stimare il rischio cardiovascolare e quindi stabilire gli specifici valori di LDL da raggiungere. Se i valori non rientrano nella norma con un adeguato stile di vita (dieta ed esercizio fisico aerobico regolare) può rendersi necessario un supporto farmacologico» dice il cardiologo.
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Colesterolo buono e colesterolo cattivo: qual è la differenza?
«Il colesterolo rappresenta un componente essenziale per la costituzione delle membrane cellulari e la base per la sintesi di alcuni ormoni» spiega l’esperto. «Il colesterolo LDL (“cattivo”) trasporta i grassi verso le arterie, dove può accumularsi, mentre quello HDL (“buono”) li rimuove, riportandoli al fegato. Avere un buon equilibrio tra i due è fondamentale per proteggere la salute del cuore e dei vasi sanguigni».
Cosa mangiare con il colesterolo alto: i consigli del cardiologo
«La dieta mediterranea è tra le più efficaci per ridurre l’incidenza di malattie cardiovascolari. Prevede abbondanza di frutta e verdura (2-3 porzioni al giorno), cereali integrali, legumi e pesce. L’olio extravergine d’oliva come principale fonte di grassi e un giusto quantitativo di frutta secca al giorno» suggerisce l’esperto.
Quali sono gli alimenti da evitare con il colesterolo alto
«Quando il colesterolo è elevato è essenziale nella dieta ridurre l’apporto di grassi saturi di origine animale che causano un aumento del colesterolo e dei trigliceridi. Si consiglia un limitato consumo di carne rossa (1-2 porzioni a settimana), una riduzione al minimo di quella processata (insaccati e salumi) e dei latticini (burro, formaggi stagionati). Inoltre, occorre fare attenzione alle bevande zuccherate (bibite analcoliche, succhi di frutta) e all’alcol (non più di 1 bicchiere di vino al giorno, ma non tutti i giorni). Le uova un tempo demonizzate, contengono una certa quota di colesterolo alimentare (prevalentemente nel tuorlo), ma sono anche fonte di proteine, grassi prevalentemente insaturi, vitamine del gruppo B, vitamina D, antiossidanti per cui possono essere inserite in un piano alimentare bilanciato anche nei soggetti con colesterolo alto».
Qual è la dieta migliore per il colesterolo: mediterranea o DASH?
«Sia la dieta mediterranea sia la dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), nata per contrastare l’ipertensione, sono delle valide opzioni come evidenziano anche le ricerche più recenti. Entrambi i regimi, infatti, si basano su una dieta vegetale ricca di fibre, con pochi grassi saturi e con proteine prevalentemente derivate da pesce e legumi. È raccomandato un ridotto introito di sale, inferiore a 5 grammi al giorno; di zuccheri aggiunti e di dolci industriali. L’importante è prediligere cibi freschi, integrali e naturali, riducendo al minimo quelli processati».
I migliori cibi anticolesterolo da mangiare secondo il cardiologo
- Cereali integrali: «Sono ricchi di fibre che riducono l’assorbimento del colesterolo».
- Legumi: «Apportano proteine vegetali e fibra solubile».
- Pesce: «Va consumato almeno una/due volte a settimana. In particolare, quello grasso (sgombro, salmone, sardine) fonte di omega-3 con benefici per il cuore e i vasi sanguigni».
- Frutta secca (non salata): «Consumarne 30 g al giorno aiuta a migliorare il profilo lipidico».
- Verdura e frutta fresca: «Contengono fitosteroli e antiossidanti naturali».
- Olio extravergine d’oliva: «Apporta grassi monoinsaturi che migliorano il colesterolo “buono” HDL».
Un menù tipo anticolesterolo
- Colazione: Porridge a base di bevanda di soia o avena senza zuccheri aggiunti con una manciata di frutti di bosco o una banana e un cucchiaino di semi di lino macinati.
- Pranzo: Insalata con lenticchie o ceci, carote, sedano, pomodorini e un cucchiaio di olio extravergine d'oliva, una fetta di pane integrale o gallette di farro integrale e un frutto di stagione.
La Dieta del Cardiologo Dwight Lundell
Questa dieta è stata ideata dal dottor Dwight Lundell, un ex cardiologo americano dell’Arizona e assicura non solo una perdita di peso considerevole ma anche una maggior cura del proprio cuore attraverso l’alimentazione. La dieta del cardiologo ha riscosso molto successo oltreoceano, fino ad approdare anche nella vecchia Europa.
Come funziona questa dieta?
Gli studi e la pratica clinica del dottor Lundell hanno dimostrato che il vero nemico da combattere nella maggior parte delle malattie cardiocircolatorie è il grasso viscerale. Per eliminarlo, dunque, serve una vera e propria dieta studiata ad hoc con un’attenzione speciale all’apparato cardiocircolatorio. Ma non solo, il grasso viscerale è anche responsabile di molte malattie infiammatorie che debilitano l’organismo.
La presenza massiva di uova nel menù, come indicato dallo stesso doc statunitense indicativamente dodici in una settimana, rende questa dieta particolarmente monotona e non particolarmente colorata. L’uovo di per sé presenta un elevato apporto proteico che sicuramente favorisce, almeno in minima parte, la sazietà, risultando di conseguenza utile al mantenimento del peso forma o nel dimagrimento.
Forse proprio questa monotonia, unita al solenne divieto di ingurgitare carboidrati in qualunque loro forma possibile, rende la dieta particolarmente dura da seguire e passibile di facili… defezioni. Un altro ruolo fondamentale all’interno di questa dieta privativa è giocato dalle verdure, anch’esse limitate a dosi precise e imprescindibili. Tra le più presenti vi sono gli spinaci e le carote, entrambe ipocaloriche e quindi funzionali all’obiettivo, realisticamente… irrealistico?, di perdere ben 10 kg in una sola settimana. Il tutto condito da un solo cucchiaino di olio, 5 meri grammi, quasi impercettibile.
Insomma, la dieta del cardiologo è l’ideale per rimettersi in forma in fretta e furia e riuscire nell’intento divenuto clichè del devo entrare in quel vestito, ma è tutto questo effettivamente sano?
La Kyminasi Diet
La Kyminasi Diet è un piano rivoluzionario di dimagrimento elaborato per perdere peso in fretta e garantito, con esiti che partono da 3 fino a oltre 50 kg. Questo metodo coniuga un modello nutrizionale bilanciato con l'uso di un meccanismo sanitario speciale, pensato per incoraggiare il metabolismo e favorire il dispendio dei grassi corporei.
Contrariamente alle diete ipocaloriche o iperproteiche, la Kyminasi Diet si basa su una stabilità alimentare che comprende carne, pesce, verdura, frutta e carboidrati non estratti dai cereali, somministrando così tutti i nutrienti fondamentali senza causare squilibri al fisico. Oltre al regime dietetico, la Dieta Kyminasi include l'utilizzo di un piccolo meccanismo clinico, un dischetto metallico posizionato sotto l'ombelico, che opera tramite precise frequenze biofisiche.
Questo dispositivo, categorizzato come Apparato Medico di Classe I, senza reazioni avverse e compie una doppia applicazione: da un lato, facilita la rimozione dei disturbi alimentari, dall'altro, stimola i processi metabolici indispensabili per lo smaltimento dei grassi. Installato in un punto focale dell'organismo (su un meridiano di agopuntura), il supporto funziona come una sorta di catalizzatore, bilanciando le frequenze fisiche e sostenendo l'organismo a perdere peso salvaguardando energia o salute.
La Kyminasi Diet fornisce molteplici opzioni su misura in relazione agli intenti di sgonfiamento. I percorsi disponibili contengono modelli come la Slim, adatto a chi deve dimagrire fino a 6 kg, la Mini, per una perdita tra i 6 e i 12 kg, e la Medium, ideale per perdite di peso tra i 12 e i 25 kg. Per chi è in cerca di riduzioni di peso più importanti, fino a oltre 50 kg, sono disponibili versioni Maxi e XXL, che richiedono un impegno più lungo ma offrono una normalizzazione del peso permanente e sicura. Ogni percorso comprende una fase di regolazione per solidificare i risultati ottenuti ed evitare la ripresa della massa.
L'Importanza della Dieta Personalizzata
In un mondo dove ormai la nascita di nuove diete che promettono di far perdere magicamente i chili di troppo è all'ordine del giorno, dove trend si susseguono mettendo a volte a rischio anche la nostra salute, la dieta personalizzata è forse l’unico tipo di dieta che risponde alle reali esigenze di ogni singola persona.
Indipendentemente dalla persona, prima di seguire un regime ipocalorico è importante verificare che i parametri della salute siano a posto e che si assumano sufficienti calorie per poter attuare un taglio calorico. Prefissare degli obiettivi e monitorare il loro andamento è fondamentale, in questo modo, se notiamo che qualcosa non funziona, sarà sufficiente rivedere qualche parametro e correggerlo.
Oggi il mondo della tecnologia è sempre più all'avanguardia, esistono diverse app con cui monitorare l’introito calorico e che possono aiutarci a creare una dieta su misura.
Le diete personalizzate sono davvero efficaci?
Pochi mesi fa, esattamente agli inizi di quest'estate, gli esperti in ambito di nutrizione e alimentazione si sono riuniti nella conferenza internazionale Nutrition 2020, che quest’anno, a causa della pandemia, si è svolta online. I professionisti hanno discusso delle principali novità nel settore dell’alimentazione che sono poi state riassunte da EurekAlert. Tra i vari argomenti si è parlato dell’approccio personalizzato e di quanto questo possa essere realmente efficace.
Secondo questi ultimi, non sembra che personalizzare la dieta faccia aumentare la fiducia di chi la segue nella propria capacità di mangiare meglio e meno. A questo proposito, infatti, i ricercatori della New York University hanno analizzato i dati di 75 persone che seguivano chi una dieta personalizzata da meno di tre mesi e chi no, e non hanno riscontrato differenze nei due gruppi: c'è da considerare però il periodo, che forse potrebbe essere stato troppo breve: la dieta infatti continua, e così lo studio delle reazioni dei partecipanti.
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