Ogni anno, con l'arrivo della bella stagione, si sente parlare di infusi che promettono miracoli. Le tisane "sgonfia pancia" e "dimagranti" vengono spacciate come elisir a base di erbe millenarie, tramandate da monaci tibetani o streghe gallesi. Ma è davvero così? Se per "sgonfiare" intendiamo eliminare il meteorismo da abbuffata, allora sì, alcune tisane possono aiutare. Se invece pensiamo che basti sorseggiare un infuso per perdere peso, abbiamo un problema di aspettative. Nessuna tisana, da sola, fa dimagrire. Per perdere peso serve un deficit calorico: mangiare meno di quanto si consuma.
Bere una tisana dopo cena invece di attaccarsi al barattolo di Nutella? Ottima idea. Le tisane possono essere delle alleate minori nel tuo arsenale contro i rotolini: sgonfiano un po', idratano, tranquillizzano l'intestino. Ma non esiste alcuna prova scientifica seria che le colleghi direttamente a un dimagrimento sostenibile. In sintesi: se ti piacciono, bevile.
In questa stagione si parla spesso di dieta liquida, come rimedio temporaneo per perdere qualche chilo in vista delle vacanze. Ma di cosa si tratta davvero? La dieta liquida è un regime alimentare che prevede il consumo esclusivo o prevalente di cibi in forma liquida. In pratica, chi segue una dieta liquida assume alimenti come brodi vegetali o di carne sgrassati, passati di verdura, frullati, succhi naturali senza zucchero, tisane e, se necessario, integratori liquidi. Non esiste un solo tipo di dieta liquida.
La dieta liquida non è una scelta da fare alla leggera o solo perché "di moda". Al di fuori del contesto clinico, alcune persone la scelgono per brevi periodi, con l'idea, sbagliata, di "disintossicare" il corpo o favorire una digestione più leggera. Una dieta liquida ben impostata dovrebbe fornire comunque tutti i nutrienti necessari, pur essendo composta solo da alimenti liquidi. Importante: salvo diversa indicazione medica, una dieta liquida non dovrebbe essere seguita per più di 1-3 giorni consecutivi.
Tra le varie soluzioni che si possono sperimentare per dimagrire velocemente c’è la dieta del digiuno serale, un regime alimentare che non permette l'assunzione di cibi solidi dopo le ore 17. Tra le diete lampo a disposizione c’è anche quella del digiuno serale che promette di far perdere in due settimane circa 3 kg.
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Ricordate il famoso detto “colazione da re, pranzo da principe e cena da povero”, ebbene questo regime alimentare lo prende un po’ troppo alla lettera. Consente infatti solo di mangiare nella prima parte della giornata quella in cui, grazie alle attività che compiamo e al nostro metabolismo, riusciamo a bruciare più calorie. Gli spuntini di metà mattina e primo pomeriggio possono essere fatti con yogurt e muesli, frullato di frutta (utilizzando anche mezzo litro di latte vaccino o vegetale se necessario) o frutta secca.
Ma sono concessi anche spuntini più sostanziosi come una fetta di pane integrale o direttamente un panino integrale con formaggio spalmabile o affettati magri. A partire dalle ore 17, però, si possono consumare rigorosamente solo tisane. Ovviamente una dieta come questa non è praticabile da tutti, soprattutto se vi sono delle patologie pregresse o si assumono farmaci. Anche se il digiuno ben fatto ( e seguito da un esperto) assicura alcuni benefici, non garantisce però un dimagrimento a lungo termine e stabile.
Tra i principali obiettivi della dieta drenante c’è quello di perdere i liquidi velocemente e ridurre la ritenzione idrica. La ritenzione idrica è un accumulo di acqua e di sostanze di rifiuto del metabolismo cellulare (generalmente dette “tossine”). Tra gli effetti della ritenzione idrica non ci sono solo gli inestetismi della cellulite, ma anche l’infiammazione dei tessuti in cui ristagnano i liquidi in eccesso.
La dieta drenante ha un piano alimentare che esclude un gran numero di alimenti dalla tua tavola. Cosa puoi mangiare per sgonfiarti? Sicuramente, devi introdurre nella tua dieta cibi drenanti e diuretici. Scopri un esempio di menù settimanale e se la dieta drenante fa davvero al caso tuo. Si porta dietro non poche controindicazioni e non tutti, infatti, dovrebbero seguirla. Ad oggi esistono numerose diete che offrono un piano dimagrante e al contempo depurativo.
L’obiettivo principale della dieta drenante e sgonfiante è quello di ridurre il gonfiore diffuso causato dalla ritenzione idrica. Punta cioè a eliminare i liquidi in eccesso e il ristagno dei fluidi extracellulari. Molte persone si avvicinano alla dieta drenante con la speranza di perdere peso e tornare in forma, toniche e asciutte. Chi vuole eliminare l’accumulo di liquidi spesso trova in questa dieta la risposta alle sue esigenze.
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Come funziona la dieta sgonfiante? Non prevede un programma dietetico organizzato in fasi, né la conta delle calorie giornaliere. Il punto cardine di questa dieta è infatti l’idratazione. Bere molto aumenta il carico di lavoro dei nostri “sistemi di filtraggio”: reni, fegato, sistema circolatorio e sistema linfatico. Questi lavorano in team per ripulire i tessuti dalle scorie metaboliche e mantenere l’equilibrio dei fluidi corporei. Mentre i reni sono invece due veri e propri sistemi di filtraggio. Tali organi eliminano le sostanze di rifiuto, indirizzandole verso il dotto urinario perché siano eliminate attraverso le urine.
L’idea generale della dieta drenante è che aumentando i liquidi introdotti si abbia un maggior filtraggio: più acqua entra, più ne deve uscire. La dieta drenante non presenta un piano dietetico troppo restrittivo. Tuttavia, si impone di evitare alcuni cibi ritenuti dannosi per il sistema linfatico. Il cibo contiene di per sé il cloruro di sodio (NaCl). Questo sarà più che sufficiente a soddisfare il tuo bisogno giornaliero di sodio, senza aggiungere sale addizionale (il famoso “pizzico di sale”). Oltre al sale, anche lo zucchero è da evitare in questa dieta. Gli zuccheri semplici, infatti, facilitano il richiamo di acqua all’interno delle cellule.
La regola generale è pochi grassi, pochi zuccheri e poco sale. Spezie ed erbe aromatiche dovranno sostituire il sale da cucina in tutti i tuoi piatti principali. Tuttavia, alcuni mix di spezie, ad esempio il curry, contengono sale, seppur in piccole quantità. Per stimolare il sistema linfatico bisogna bere in abbondanza durante l’arco della giornata. L’acqua è un alimento importante per questa dieta, ma le bottiglie non sono tutte uguali. Quali sono le caratteristiche che dovrai cercare? Evita di bere quella del rubinetto. Durante l’arco della giornata consuma molte bevande depurative e diuretiche, come tè e tisane.
Non importa che siano calde, puoi consumarle a temperatura ambiente o aggiungere cubetti di ghiaccio a piacere. Ci sono alcune erbe e piante officinali con proprietà depurative che possono essere un valido aiuto in questa dieta. In caso di dubbio, consulta gli ingredienti riportati sull’etichetta del prodotto. La dieta drenante si presenta come un piano alimentare organizzato in 5 pasti giornalieri: colazione, pranzo, cena e due spuntini intermedi. A piacere, è possibile aggiungere una tisana drenante prima di andare a dormire.
Gli spuntini sono costituiti principalmente da frutta di stagione, spremute senza zuccheri aggiunti, o frutta secca. La colazione predilige cibi liquidi, come frullati e centrifugati di frutta e verdure fresche. Come aiutare il tuo organismo a rimuovere i liquidi in eccesso? Tenere sotto controllo i fluidi corporei è molto importante. La ritenzione idrica, infatti, non è solo una problematica di natura estetica. Può portarsi dietro complicazioni a livello metabolico di varia natura.
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Se i sistemi di regolazione dei fluidi corporei funzionano, non ci sono particolari problemi a seguire una dieta prevalentemente liquida. Questo è vero se avviene per periodi brevi. L’inestetismo è una condizione risolvibile con una dieta sana e equilibrata dal punto di vista nutrizionale. Chi soffre di ritenzione idrica patologica non ha un buon sistema di regolazione dei fluidi corporei. Aumentare l’assunzione di liquidi può peggiorare la situazione in caso di disfunzioni metaboliche.
Un consumo eccessivo di acqua può superare la capacità dei reni di eliminarla, causando iperidratazione e squilibri idro-salini. La perdita di peso ottenuta con una dieta drenante è spesso temporanea e dovuta alla perdita di liquidi, non di grasso. Una dieta drenante può essere sbilanciata e causare danni metabolici. L’idea generale della dieta drenante è che aumentando i liquidi introdotti si abbia un maggior filtraggio: più acqua entra, più ne deve uscire. I suoi benefici si estendono alla riduzione del gonfiore, al miglioramento della digestione e all’incremento dei livelli di energia.
Dinner Cancelling: Eliminare la Cena
Non si tratta prettamente di una dieta, perché non specifica cosa mangiare e in quali quantità, ma di un regime alimentare su una base oraria, che consiglia di non mangiare dopo le 18 circa. Questo metodo avrebbe, secondo l’inventore, effetti positivi sull’organismo, non solo dimagranti ma anche per la salute generale. Il termine dinner cancelling significa, tradotto dall’inglese, “eliminazione della cena“.
Ideato dal personal trainer tedesco Dieter Grabbe, il metodo consiste nel togliere la cena dalla propria routine quotidiana. Non è un regime particolarmente regolarizzato, lascia infatti abbastanza libertà di azione, perché si concentra maggiormente sull’esclusione di cibi pesanti e grassi nelle ultime ore del giorno. Fa parte dei regimi alimentari intermittenti, che prevedono periodi di assunzione di cibo alternati a periodi di digiuno. Se lo guardiamo in questa ottica infatti risulta un digiuno intermittente con rapporto 16 a 8.
Il dinner cancelling non è da intendere solamente come una dieta, anche se, quando effettuata in maniera corretta, permette anche di perdere peso. È importante comprendere che, affinché il sistema di dinner cancelling funzioni, è necessario mangiare bene e in maniera equilibrata nelle ore consentite, evitando di abbuffarsi prima e dopo le ore di digiuno, e seguendo un regime corretto.
Benefici e Rischi del Dinner Cancelling
Il dinner cancelling come regime alimentare comporta diversi benefici per la salute dell’organismo. I nutrizionisti e gli esperti sostengono da sempre che cenare presto e in maniera equilibrata e leggera faccia bene. Sostituendo la cena con bevande calde, senza carboidrati e grassi ad appesantire l’organismo, vengono anche stimolate proteine fondamentali per il riposo notturno, come la somatropina e la melatonina.
Tra i benefici c’è anche una maggiore concentrazione ed energia nelle ore primarie del giorno, dove sono raggruppate le sostanze nutritive fondamentali per sentirsi in forma e dare il meglio. Anche la glicemia e il colesterolo pare che ne risentano positivamente. Come già detto in precedenza, questo regime non è una dieta, di conseguenza non deve essere usata per calare drasticamente, cosa generalmente sconsigliata perché poco salutare.
Il principale rischio di questo sistema è non seguirlo correttamente e con precisione. Si rischia infatti di non assumere il giusto fabbisogno giornaliero, se non si segue alla lettera un esempio di menù. Bisogna quindi evitare assolutamente il fai-da-te e le diete approssimative. Per lo stesso motivo, si rischiano anche abbuffate alternate a digiuni, altrettanto deleterie quanto le carenze nutrizionali. Anche alle donne incinte e ai bambini è fortemente sconsigliato un regime che preveda il digiuno.
Bisogna fare attenzione poi agli effetti nel tempo, perché, come tutte le diete con digiuno, non può essere protratta per sempre. Si rischia quindi di mandare in crisi il metabolismo, con gli effetti contrari a quelli desiderati.
Digiuno Intermittente: Controindicazioni
Il digiuno intermittente presenta alcune controindicazioni che è importante considerare prima di intraprenderlo. Per le persone che hanno sofferto di disturbi alimentari come anoressia, bulimia o binge eating, questo tipo di alimentazione potrebbe riattivare schemi di pensiero disfunzionali o comportamenti dannosi, rendendolo un approccio poco adatto. Inoltre, chi soffre di diabete, sia di tipo 1 che di tipo 2, o di ipoglicemia potrebbe trovarsi di fronte a fluttuazioni pericolose dei livelli di zucchero nel sangue, motivo per cui è fondamentale valutare la sicurezza del digiuno con il supporto di un medico.
Anche le donne in gravidanza o in allattamento sono sconsigliate dal seguire il digiuno intermittente, poiché in queste fasi il fabbisogno di nutrienti e di calorie è aumentato, essenziale per sostenere sia la salute della madre che del bambino. Lo stesso vale per le persone con problemi alla tiroide: il digiuno può influire sugli ormoni e aggravare eventuali disfunzioni tiroidee, rallentando il metabolismo e alterando l’equilibrio ormonale. Le persone anziane, inoltre, potrebbero non trovare beneficio nel digiuno intermittente, poiché l’assunzione limitata di nutrienti rischia di non soddisfare il fabbisogno proteico necessario per preservare la massa muscolare e la salute delle ossa, aumentando la vulnerabilità alla fragilità e alla perdita di massa muscolare (sarcopenia).
Inoltre, il digiuno intermittente può accentuare i sintomi di disturbi gastrointestinali come gastrite, reflusso gastroesofageo o ulcere, a causa dell’aumento dell’acidità gastrica durante le ore di digiuno prolungato. Anche le persone naturalmente magre o sottopeso potrebbero non trarre beneficio da questo approccio: il digiuno potrebbe limitare ulteriormente l’assunzione di calorie, peggiorando il sottopeso o portando a carenze nutrizionali.
Periodi di forte stress o di attività fisica intensa non sono il momento ideale per iniziare il digiuno intermittente. In queste situazioni, il corpo necessita di un apporto calorico regolare per mantenere l’equilibrio ormonale, e il digiuno potrebbe aumentare la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, rendendo più difficile la gestione dello stress e dell’energia. Anche per chi presenta già carenze nutrizionali, come mancanza di ferro, calcio, vitamina B12 o vitamina D, il digiuno potrebbe non essere indicato. La restrizione temporale nella finestra di alimentazione rende più difficile assumere tutti i nutrienti necessari in una sola volta, aggravando il rischio di carenze.
Infine, chi ha patologie che richiedono un apporto calorico regolare, come alcune malattie cardiovascolari, renali o epatiche, potrebbe trovare il digiuno intermittente poco compatibile con le proprie necessità di salute.
Chi Dovrebbe Evitare il Digiuno Intermittente
- Persone con disturbi alimentari: Le persone con una storia di anoressia, bulimia o binge eating potrebbero riattivare schemi di alimentazione disordinata con il digiuno intermittente.
- Diabetici e chi soffre di ipoglicemia: Il digiuno intermittente può portare a variazioni pericolose dei livelli di zucchero nel sangue.
- Donne in gravidanza o allattamento: Durante la gravidanza e l’allattamento, il corpo richiede una maggiore quantità di nutrienti e calorie.
- Persone con disfunzioni tiroidee: Chi ha problemi alla tiroide, in particolare ipotiroidismo, potrebbe sperimentare un peggioramento dei sintomi o un rallentamento del metabolismo.
- Anziani: Per le persone anziane, mantenere una buona massa muscolare e ossa forti è essenziale.
- Chi ha problemi gastrointestinali: Persone con gastrite, ulcere o reflusso gastroesofageo possono peggiorare i loro sintomi con il digiuno intermittente.
- Persone molto magre o sottopeso: Il digiuno intermittente potrebbe ridurre ulteriormente l’assunzione calorica, aggravando il sottopeso e portando a carenze nutrizionali.
- Chi vive periodi di forte stress o svolge attività fisica intensa: In questi casi, il corpo ha bisogno di un apporto calorico costante.
Tra le varie soluzioni che si possono sperimentare per dimagrire velocemente c’è la dieta del digiuno serale, un regime alimentare che non permette l'assunzione di cibi solidi dopo le ore 17. Tra le varie soluzioni che si possono sperimentare per dimagrire velocemente c’è la dieta del digiuno serale, un regime alimentare che non permette l’assunzione di cibi solidi dopo le ore 17.
Ciò che affascina è proprio la semplicità del modello, ma funziona? Gli spuntini, invece, dovranno essere sani ma non troppo leggeri: la miglior soluzione è optare per un panino integrale farcito con 100 grammi di formaggio spalmabile e qualche noce, con 150 grammi di ricotta di mucca e qualche nocciola, con un etto di petto di pollo arrosto e un po’ di lattuga.
Si tratta, quindi, di un regime ipocalorico che evita di ingerire troppe calorie nel momento della giornata in cui si brucia di meno, e si dovrebbe quindi mangiare di meno. Dal punto di vista nutrizionale, la cena è infatti il pasto meno importante, ma è anche quello più a rischio “sgarro“: in genere si arriva a tavola affamati, soprattutto se non si fa merenda, e si continua a mangiare anche davanti alla tv.
Questo accade, quando durante la giornata non si ingeriscono le giuste quantità di alimenti (spesso i più demonizzati sono i carboidrati) e quindi si viene a creare una situazione di deficit, che genera il senso di fame nelle ore tarde della giornata. Capita di alzarsi da tavola e avere ancora un certo languorino, ci si mette poi davanti alla Tv ed ecco che la fame aumenta e si corre nel frigorifero a mangiare la prima cosa calorica che capita sotto tiro.
Sicuramente l’unica cosa che potrà entrare nello schema serale, sono le tisane in abbondanza: al finocchio, al tiglio, ai frutti rossi e al carcadé. Queste tisane o gli infusi a base di erbe, possono ridurre il senso di fame, aiutare lo stomaco a contrastare l’acidità e possono anche aiutare e prendere sonno.
Si parte dal presupposto che il digiuno serale (o intermittente) funziona per chi riesce a rinunciare al pasto serale seduti intorno al tavola, ma per due-tre volte alla settimana. Esattamente! Il digiuno intermittente serale, concentrato in 2-3 giorni, può aiutare a controllare il peso corporeo e a recuperare se si è ecceduto nei giorni precedenti, ma può avere anche altri risvolti positivi per la propria salute.
Molti nutrizionisti sono, invece, contrari al digiuno prolungarlo, poiché può interferire con il sistema ormonale e in più non è realmente efficace per perdere i chili di troppo. Si può rischiare di andare a intaccare la massa magra metabolicamente attiva (come i muscoli), e intaccare così la percentuale di tessuto dell’organismo che permette di bruciare calorie anche a riposo.
Questo accade, perché l’organismo vedendosi in una sorta di deficit calorico prolungato, da prevalenza ad organi e sistemi fondamentali (come cuore e cervello) e rinuncia a quei tessuti secondari che, invece, aumentano il dispendio energetico complessivo del corpo umano. È vero che durante il digiuno si riducono i livelli di insulina e questo permette di perdere peso nel breve periodo, ma con il passare del tempo l’organismo reagisce alla mancanza di cibo producendo anche alti livelli di cortisolo.
Insomma, il digiuno prolungato può diventare una vera e propria trappola, che promette risultati incredibili ma che conduce a situazioni si stallo, che non facilitano la perdita di grasso viscerale e quindi il calo di peso ponderale. Sicuramente è necessario preferire schemi di giorni con digiuno serale a giorni con alimentazione normale, ma è anche ottimale che questi schemi dietetici siano realizzati con un certo razionale. Un’alimentazione che contenga le giuste percentuali di macronutrienti (carboidrati, lipidi e proteine) da distribuire omogeneamente all’interno dei pasti (anche delle giornate con digiuno serale).
Il digiuno viene spesso collegato al processo di autofagia e all’apoptosi. Per autofagia si intende che le cellule scompongono e sfruttano le proprie componenti, con un processo che mima l’azione di “mangiare”. E’ come se in carenza di nutrienti le cellule di auto-digerissero e si rinnovassero allo stesso tempo. Questo accade soprattutto a livello delle cellule dei tessuti dello stomaco.
Per apoptosi si considera, invece, una morte cellulare programmata, che viene eseguita attivamente e che quindi fa parte del metabolismo cellulare. In sintesi, il digiuno protratto può condurre ad un rinnovamento di alcuni tessuti dell’organismo, garantendo benessere e funzionalità delle cellule interessate dal processo.
Il digiuno serale permette di aiutare il corpo a combattere anche il reflusso gastroesofageo, l’acidità e la pesantezza di stomaco, che possono manifestarsi dopo cena. Al contrario, in caso di gastrite si possono avere dei problemi in caso di digiuno prolungato, in quanto il cibo va a tamponare l’acidità dei succhi gastrici evitando dolore e bruciore localizzati a livello dello stomaco.
Un’alimentazione che si fermi alle 17:00 non graverà sulla risalita del contenuto gastrico a livello esofageo o del tratto faringeo. Si eviteranno tutti i sintomi correlati anche a mal di gola, faringite, asma e raucedine che vengono indotti dalle patologie da reflusso. In questi soggetti, però, si consiglia comunque di limitare l’assunzione di sostanze troppo liquide a ridosso del sonno.
Il digiuno serale a giorni alterni non è indicato se si soffre di diabete, ipertensione, patologie del fegato o gastriche acute, se si pratica sport o si è sottopeso, in gravidanza, durante l’allattamento. Niente impedisce di digiunare per un paio di giorni durante la sera, come punto di partenza per dimagrire.
A tutt’oggi gli studi scientifici riguardanti le persone che possano determinare se il digiuno sia sano o meno sono ancora in corso e occorrono quindi ulteriori studi. Il digiuno prolungato, invece, è chiaramente un processo malsano.
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