Linee guida per la dieta dopo un infarto miocardico

Come possiamo migliorare la dieta per aiutare la salute del nostro cuore? Spesso, dicono gli esperti, il cuore che fa le bizze è anche responsabilità personale: l’ipertensione arteriosa e il diabete mellito trascurati, i trigliceridi alti, il rapporto fra colesterolo ‘cattivo’ (LDL) e colesterolo 'buono' (HDL), e il fumo - che sono i peggiori nemici del cuore - dipendono anche da uno stile di vita scorretto e sregolato.

In Italia, le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte, con circa 230mila decessi all’anno, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità. Tra queste, l’infarto del miocardio è uno degli eventi più gravi e destabilizzanti per chi ne è colpito. Tuttavia, superata la fase acuta, inizia un percorso fondamentale di riabilitazione, in cui lo stile di vita gioca un ruolo centrale.

Le malattie cardiovascolari sono patologie a carico del cuore e dei vasi sanguigni. Le cardiomiopatie, patologie che colpiscono il muscolo del cuore, modificandone la struttura e quindi la conformazione cardiaca. Le malattie cerebrovacolari rappresentano una delle principali cause di morte nel nostro paese. Inoltre, sono malattie spesso invalidanti che comportano alcune modifiche della qualità di vita.

Non è solo questione di predisposizione. Età, sesso maschile e familiarità sono solo una parte di fattori (quella non modificabile) che possono influenzare l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, prime fra tutte l’infarto del miocardio, l’angina pectoris o l’ictus.

Nella maggior parte dei casi (più del 90%), l’infarto miocardico rappresenta la manifestazione più grave della cardiopatia ischemica ed è causato dall’occlusione totale di un’arteria coronaria, con l’interruzione del flusso sanguigno e mancanza d’ossigeno alla cellula, con conseguente necrosi miocardica.

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Il dolore può essere localizzato al centro del petto (dietro lo sterno) o essere più diffuso anteriormente su tutto il torace. Può inoltre irradiarsi alle spalle, tra le scapole e/o alle braccia (più spesso a sinistra), o al collo, alla mandibola, alla schiena, o all’epigastrio (la parte alta dell’addome).

Linee Guida Alimentari Post-Infarto

Non esiste una dieta specifica per chi è reduce da un evento cardiaco come l’infarto miocardico o soffre o ha sofferto di angina pectoris. Tuttavia, è importante cercare di mangiare in modo equilibrato seguendo un regime alimentare che assicuri un corretto apporto di grassi, di proteine, di carboidrati e che preveda l’astensione dalle bevande alcoliche.

Dopo un infarto, la terapia farmacologica può ridurre fino al 20% circa le recidive, ma le modificazioni dello stile di vita e idonee abitudini alimentari rappresentano uno dei capisaldi per la prevenzione secondaria dell’infarto del miocardio, ossia la riduzione del rischio di complicanze dopo l’infarto, ma anche del rischio di un secondo infarto. Le recidive purtroppo sono frequenti e chi ha già avuto un infarto ha un forte rischio di svilupparne un secondo.

È perciò importantissimo che i pazienti si attengano alla terapia farmacologica prescritta dal medico curante per controllare i fattori di rischio quali colesterolo, pressione arteriosa, frequenza cardiaca, compenso glicometabolico. Spesso i valori ottimali in questi pazienti sono più bassi rispetto a quelli definiti per la popolazione generale, in particolare il colesterolo LDL. Infatti, la ESC (Società Europea di Cardiologia) nel 2019 ha rivisto le linee guida per il post evento, consigliando di portare i livelli di colesterolo LDL sotto la soglia di 55 mg/dl.

Principi Fondamentali della Dieta

  • Cucinare senza grassi aggiunti.
  • Mangiare con moderazione rispettando i cinque pasti giornalieri: colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena.
  • Rendere lo stile di vita più attivo praticando attività fisica aerobica con regolarità.

Alimenti Consigliati

  • Verdure: Crude e cotte, da assumere in porzioni abbondanti. Possono essere lessate, cotte al vapore oppure al forno.
  • Frutta: Circa due-tre frutti di medie dimensioni al giorno per l’elevato contenuto di sali minerali, vitamine ed antiossidanti. La frutta andrebbe consumata con la buccia (se commestibile e ben lavata).
  • Pesce: Sia fresco che surgelato, da consumare tre-quattro volte a settimana.
  • Legumi: (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, fave, ecc.), poiché sono un’importante fonte di proteine vegetali da preferire a tutti gli altri alimenti ricchi in proteine. Si consiglia di consumarli in associazione ai cereali componendo così dei piatti unici.
  • Formaggi freschi: Come primo sale, fiocchi di latte, ricotta, stracchino, mozzarella, ecc., da consumare non più di due volte a settimana come secondo piatto. È possibile consumare giornalmente Grana Padano DOP grattugiato per insaporire pasta, riso e vellutate di verdure al posto del sale.

Alimenti da Limitare o Evitare

  • Cibi tipici da fast food o junk food: Poiché in questi alimenti vi possono essere elevate concentrazioni di grassi trans formatisi durante la cottura che, se assunti in eccesso, aumentano il rischio di sviluppare infarti e altre malattie cardiovascolari.
  • Sale: I livelli di assunzione non dovrebbero superare i 5 g al giorno (un cucchiaino). Ridurre quello aggiunto alle pietanze durante e dopo la loro cottura ed evitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità. Al posto del sale si possono usare liberamente spezie ed erbe aromatiche.
  • Formaggi ad alto contenuto in grassi e sale: Come pecorino, feta e formaggi fusi.
  • Carne, sia rossa che bianca: Il pollame è da consumare senza pelle, in quanto è la parte più ricca di colesterolo.

L'Importanza della Dieta Mediterranea

La dieta mediterranea, che privilegia il consumo di acidi grassi monoinsaturi (come quelli dell’olio di oliva) e omega 3 (come quelli del pesce o delle noci), è stata associata alla riduzione del rischio cardiovascolare. Diversi studi dimostrano l’efficacia della Dieta Mediterranea nel miglioramento dei parametri clinici e nella riduzione del rischio di complicanze cardio-metaboliche. L’effetto protettivo di tale regime dietetico è dovuto all’apporto elevato di fibre, al basso contenuto di grassi saturi e alle proprietà nutraceutiche di molti alimenti inclusi nella dieta stessa.

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È stato dimostrato che l’aderenza a questo regime dietetico è inversamente correlata alla mortalità per cardiopatia e a un minor rischio di infarto miocardico, bypass coronarico e altre malattie cardiovascolari.

La Dieta Mediterranea è il modello alimentare più indicato nella prevenzione di malattie cardiovascolari, neurodegenerative e oncologiche. Ciò è dovuto non solo alla qualità e alle proprietà nutraceutiche degli alimenti che la caratterizzano, ma al concetto che non si tratta semplicemente di un regime dietetico ma di uno stile di vita.

Attenzione ai Grassi

L’attenzione alla qualità dei grassi utilizzati è tra i fondamenti sia del modello mediterraneo che delle raccomandazioni. Le linee guida ESC 2021 si rifanno al modello mediterraneo anche per quanto riguarda il consumo di carne, suggerendo una riduzione del consumo soprattutto di carni rosse e lavorate. L’apporto di proteine dovrebbe infatti derivare per lo più da alimenti vegetali, quali legumi e frutta secca.

Grassi “cattivi”: Particolare attenzione dovrebbe essere posta nel limitare l'apporto di colesterolo e acidi grassi saturi, idrogenati e in conformazione trans. I grassi saturi si trovano in elevate quantità nei lipidi solidi a temperatura ambiente, come quelli della carne (tagli grassi come il lardo e la pancetta), del burro, dei formaggi grassi e di certi oli tropicali (palma, palmisto ecc). Il colesterolo è presente soltanto negli alimenti di origine animale, come i suddetti, il tuorlo d'uovo, le frattaglie, i crostacei e certi molluschi.

Grassi “buoni”: In almeno tre occasioni settimanali è importante sostituire la carne con i legumi e con il pesce. Quest'ultimo è ricco dei famosi acidi grassi omega tre, che hanno un effetto protettivo sulle malattie cardiovascolari. Altri acidi grassi essenziali omega 3 e alcuni omega 6 abbondano in certi semi oleosi e oli che se ne ricavano.

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Sale e Sodio

È buona regola ridurre il sale aggiunto alle pietanze durante e dopo la loro cottura ed evitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità. Le fonti alimentari di sodio sono rappresentate non solo dal sale aggiunto nella cucina casalinga, nei consumi fuori casa (es. pane e prodotti da forno quali cracker, grissini, cereali da prima colazione. Tra i prodotti trasformati, la principale fonte di sale nella nostra alimentazione abituale è rappresentata proprio dai derivati dei cereali.

Vitamina K e Terapia Anticoagulante

Se si è in terapia con anticoagulanti potrebbe esservi consigliato di prestare attenzione agli alimenti ricchi di vitamina K (broccolo, cavolo, verza, crauti, cavolfiore, lattuga, insalate, cavolini di Bruxelles, soia, maionese, fegato bovino, tè verde, lenticchie, spinaci, prezzemolo). Questo perché la vitamina K svolge una blanda azione coagulante che potrebbe contrastare l’azione dei farmaci.

Peso e Circonferenza Addominale

In caso di sovrappeso o obesità, si raccomanda la riduzione del peso e del “girovita”, ossia la circonferenza addominale, indicatrice della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell'uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un rischio cardiovascolare “moderato"; valori superiori a 102 cm nell'uomo e ad 88 cm nella donna sono associati ad un "rischio elevato".

Attività Fisica

Attività fisica, da definire con il medico curante e/o lo specialista, facendo particolare attenzione a un programma graduale nelle 3-6 settimane successive alla dimissione dopo un episodio cardiaco, e alla presenza di concomitanti patologie.

PURE healthy diet score

Il messaggio di Pure, ovvero consumare almeno quattro-cinque porzioni di frutta e verdura e una porzione di frutta secca al giorno, più 2-3 porzioni di pesce alla settimana, 14 porzioni di derivati del latte e 3-4 porzioni di legumi, sempre su base settimanale, può sembrare scontato, quasi banale, ma è invece fortemente innovativo. Porta alle estreme conseguenze il concetto della nutrizione positiva, che emergeva già con chiarezza dello studio del Global burden of disease e, cioè, che dobbiamo preoccuparci prevalentemente, e forse quasi esclusivamente, degli alimenti che consumiamo in quantità insufficiente, abbandonando per esempio la focalizzazione sull’eccessivo consumo di grassi saturi che, sia gli autori e sia l’editoriale di accompagnamento di Mozaffarian dicono con grande chiarezza, rappresentano probabilmente un falso obiettivo della prevenzione.

Il lavoro continua il processo di revisione degli effetti nutrizionali dei derivati del latte che in realtà è in corso ormai da alcuni anni. Il contenuto di grassi degli alimenti, come già ricordavo precedentemente, è stato per lungo tempo al centro dell'attenzione del pubblico, dell'industria alimentare e dei governi, con raccomandazioni focalizzate soprattutto sulla riduzione dei grassi saturi.

Pure, invece, osserva che due porzioni al giorno di latticini, meglio se interi e, cioè, non a ridotto tenore di grassi, devono essere parte di una dieta salubre. In un editoriale di accompagnamento, Dariush Mozaffarian afferma che i nuovi risultati di Pure richiedono una rivalutazione delle attuali linee guida, che tuttora suggeriscono senza esitazione di evitare i latticini interi.

È tempo, dice Mozaffarian, che le linee guida nutrizionali nazionali, le innovazioni del settore privato, la politica fiscale del governo e gli incentivi agricoli, le politiche di approvvigionamento alimentare, l'etichettatura e altre priorità normative e gli interventi sanitari relativi all'alimentazione siano basate sulla scienza.

Consigli aggiuntivi

  • Non fumare: il fumo aumenta il rischio di ipertensione arteriosa e anche il rischio di infarto cardiaco, ictus cerebrale e altre malattie delle arterie.
  • Evitare le diete “fai da te”.
  • Affidarsi sempre al medico dietologo e concordare insieme la dieta più adatta.
  • Se si pensa di avere un infarto, la tempestività è la prima terapia: agire entro i 5 minuti dalla manifestazione dell’evento cardiovascolare può salvare la vita.

Tabella riassuntiva degli alimenti consigliati e da evitare

Categoria Alimenti Consigliati Alimenti da Evitare o Limitare
Verdure Verdure fresche di stagione, cotte al vapore, al forno o lessate Nessuno
Frutta Frutta fresca di stagione (2-3 porzioni al giorno) Nessuno
Pesce Pesce azzurro, salmone, merluzzo (3-4 volte a settimana) Nessuno
Legumi Lenticchie, ceci, fagioli, piselli, fave Nessuno
Latticini Formaggi freschi (ricotta, mozzarella), Grana Padano DOP (con moderazione) Formaggi grassi e salati (pecorino, feta, formaggi fusi)
Carne Carne bianca (pollo, tacchino, coniglio) senza pelle Carne rossa, insaccati, carni lavorate
Condimenti Olio extravergine d'oliva Grassi saturi, grassi trans, burro, oli tropicali
Altri Cereali integrali, frutta secca, spezie, erbe aromatiche Cibi fritti, fast food, alimenti trasformati ricchi di sale e grassi

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