Dieta per la Gotta: Pomodori, Benefici e Controindicazioni

Il pomodoro, spesso celebrato come l'imperatore degli orti, è apprezzato per il suo sapore e le sue proprietà benefiche. Ricco d'acqua (oltre il 94%), carboidrati (quasi il 3%), proteine (circa l'1,2%), fibre (1%) e una minima quantità di grassi (solo lo 0,2%), il pomodoro offre anche un buon apporto di pro-vitamina A, acido ascorbico e vitamina E, noti per le loro proprietà antiossidanti e vitaminizzanti.

Oltre a stimolare la diuresi, il pomodoro agisce come rinfrescante e depurativo, favorendo l'eliminazione delle scorie. La presenza di acidi organici stimola la digestione salivare e gastrica, facilitando la digestione degli amidi.

Per le sue proprietà medicamentose, il pomodoro è consigliato ai costipati, ai diabetici per la povertà in zuccheri, agli ipertesi, a chi è in sovrappeso, ai malati di gotta, reumatismi, uremia e a tutti coloro che non vogliono trascurare la propria salute.

Pomodori e Gotta: Un'Analisi Dettagliata

La gotta è una malattia reumatica causata da un eccesso di acido urico nel sangue, che si deposita nelle articolazioni sotto forma di cristalli, provocando infiammazione e dolore. I sintomi tipici includono attacchi improvvisi di dolore intenso, arrossamento, gonfiore e sensibilità nelle articolazioni, in particolare all’alluce. Altri sintomi possono includere febbre e brividi.

La dieta gioca un ruolo chiave nella gestione della gotta. Alcuni cibi possono aumentare i livelli di acido urico nel sangue, mentre altri possono aiutare a ridurli. È importante seguire una dieta equilibrata e varia, che includa frutta e verdura, cereali integrali, proteine magre e latticini a basso contenuto di grassi. È altrettanto importante evitare o limitare il consumo di cibi ad alto contenuto di purine, come carni rosse, frutti di mare e alcol.

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La Controversia sui Pomodori

Esiste una credenza diffusa secondo la quale i pomodori sarebbero dannosi per chi soffre di gotta. Questa idea deriva dal fatto che i pomodori contengono una certa quantità di purine, le sostanze che nel corpo si trasformano in acido urico. Tuttavia, il contenuto di purine nei pomodori è molto più basso rispetto ad altri cibi comunemente consumati, come carni rosse e frutti di mare. Inoltre, non tutti i cibi che contengono purine causano attacchi di gotta.

Studi Scientifici sui Pomodori e la Gotta

Diversi studi scientifici hanno indagato la correlazione tra il consumo di pomodori e la gotta. Un ampio studio condotto su oltre 40.000 uomini ha rilevato che il consumo di pomodori non era associato a un aumentato rischio di gotta. Allo stesso modo, una revisione sistematica di 12 studi ha concluso che non c’è una relazione significativa tra il consumo di pomodori e il rischio di attacchi di gotta.

Consigli per chi Soffre di Gotta

Se soffri di gotta e ti piacciono i pomodori, non devi necessariamente eliminarli dalla tua dieta. Tuttavia, è importante consumarli con moderazione e in combinazione con altri cibi sani. È inoltre consigliabile monitorare la tua reazione ai pomodori. Se noti che il consumo di pomodori provoca un attacco di gotta, potrebbe essere necessario limitarne il consumo o eliminarli dalla tua dieta. Infine, ricorda che una dieta sana ed equilibrata è solo una parte del trattamento della gotta.

Controindicazioni del Pomodoro

Sebbene il pomodoro offra diversi benefici, è importante considerare anche le sue controindicazioni. In particolare, il pomodoro è controindicato a chi soffre di acidità di stomaco, in quanto può peggiorare la condizione. Inoltre, essendo ricco di istamina, può scatenare reazioni allergiche, talvolta anche gravi.

Un Nuovo Studio Rivela un Legame

Un attacco di gotta dopo aver mangiato i pomodori: a diversi pazienti accade. Ora un’indagine condotta in Nuova Zelanda su un ampio numero di pazienti dimostra come le persone con gotta che scelgono di evitare i pomodori per non avere fastidi non abbiano sbagliato a incolpare i rossi ortaggi: possono scatenare davvero i sintomi in un malato su cinque perché aumentano i livelli di acido urico in circolo.

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Per la ricerca, pubblicata su BMC Musculoskeletal Disorders, sono stati inizialmente analizzati oltre 2mila neozelandesi con diagnosi di gotta, verificando che nel 71 per cento di loro alcuni alimenti inducono un peggioramento dei sintomi. I pomodori sono considerati un fattore scatenante dal 20 per cento dei malati, tanto da essere il quarto cibo a rischio per i gottosi dopo pesce, alcol e carne rossa.

«Abbiamo cercato di capire perché sia così, valutando se esista una plausibile ragione biologica nella capacità dei pomodori di scatenare attacchi di gotta - spiega Tanya Flynn del Dipartimento di Biochimica dell’Università di Otago, coordinatrice dello studio -. Per farlo abbiamo analizzato i dati di quasi 13mila uomini e donne partecipanti a tre ampi studi statunitensi che da tempo seguono questi soggetti registrando abitudini alimentari e parametri di varia natura».

L'Effetto sull'Acido Urico

Dall’analisi dei dati disponibili è emerso che mangiare pomodori si associa a un incremento della quantità di acido urico nel sangue, ovvero a un aumento del metabolita responsabile della gotta e degli attacchi dolorosi che vi si associano.

«I pomodori alterano le concentrazioni di acido urico in maniera paragonabile ad altri cibi comunemente considerati fattori scatenanti degli attacchi - dice Flynn -. L’associazione è infatti simile a quella rilevata per il pesce, la carne rossa, l’alcol e le bevande zuccherate».

La ricercatrice però non raccomanda di togliere dalla dieta i pomodori, anzi: «Se la gotta è sotto controllo grazie a una terapia adeguata e seguita correttamente non è necessario evitare del tutto i pomodori: si possono limitare per un periodo se la malattia non è ben controllata o se le crisi dopo aver mangiato l’ortaggio sono una costante, ma quando la cura funziona non serve eliminarli per sempre», spiega Flynn, che sottolinea come i pomodori non rientrino ancora nella lista dei “cibi no” per chi soffre di gotta: si tratta infatti della prima evidenza di una correlazione, serviranno perciò ulteriori indagini per confermare quanto osservato.

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Dieta per Uricemia Alta: Principi Fondamentali

L’uricemia alta è una condizione medica che si verifica quando il livello di acido urico nel sangue è troppo elevato. La dieta per uricemia alta può svolgere un ruolo cruciale nel controllo dei livelli di acido urico e prevenire le complicanze associate.

Linee Guida Generali

  • Moderazione Caloric: L’alimentazione dovrebbe essere all’insegna della moderazione calorica, in modo da evitare, per quanto possibile, eccessi.
  • Perdita di Peso: La riduzione graduale del peso superfluo sembra infatti apportare più benefici di un regime dietetico attento solo all’eliminazione dei cibi ricchi in purine.
  • Evitare Eccessi: Troppi condimenti, carni, pesci e formaggi grassi, più di due o tre tuorli d’uovo alla settimana e frutti grassi come l’avocado e il cocco.
  • Metodi di Cottura: Evitare metodi di cottura che richiedono l’utilizzo di molti grassi, soprattutto la frittura.

Alimenti Consigliati

  • Carboidrati Complessi: I glucidi complessi favoriscono l’escrezione urinaria di acido urico.
  • Idratazione: Assicurare all’organismo il giusto apporto di acqua. Bere in abbondanza può prevenire i calcoli renali a cui i gottosi sono particolarmente esposti.
  • Infusi di Erbe: Alcune tisane diuretiche possono favorire l’escrezione di acido urico in eccesso e ridurre la pressione arteriosa.

Altre Considerazioni Importanti

Quando si ha a che fare con un alto livello di acido urico, adottare uno stile di vita sano ed equilibrato che comprenda una dieta specifica è di fondamentale importanza. La prevenzione, quindi, è il primo passo per tenere sotto controllo il problema e cercare di risolvere il prima possibile.

L’acido urico deriva dal metabolismo delle purine, cioè dei composti azotati che entrano a far parte della struttura del DNA. Di norma, viene eliminato attraverso sia la filtrazione renale, sia le secrezioni digestive.

Purine: Cosa Sono e Dove si Trovano

Le purine sono un gruppo di sostanze organiche azotate presenti in tutte le cellule viventi. Le purine più note, in quanto basi azotate di DNA e RNA, sono l'adenina e la guanina. L'organismo umano sintetizza continuamente le purine necessarie alla sintesi di nuovi acidi nucleici; a questa biosintesi endogena, che avviene principalmente a livello epatico, si aggiunge poi l'apporto alimentare.

Iperuricemia: Cause e Conseguenze

Per iperuricemia si intende un eccesso di acido urico nel sangue che, nella maggior parte dei casi, deriva da una predisposizione genetica ereditaria. L'iperuricemia può scatenare una condizione artritica chiamata gotta, caratterizzata da un aumento di acido urico nei liquidi biologici. Tale eccesso porta alla formazione e alla precipitazione di cristalli di acido urico all'interno delle articolazioni, scatenando attacchi gottosi.

Consigli Aggiuntivi

  • Evitare il fruttosio come dolcificante, poiché aumenta la ritenzione di acido urico.
  • Preferire le fonti di carboidrati complessi e ridurre gli alimenti ricchi di grassi.
  • Attenzione anche all'aspirina, che limita la filtrazione di acido urico a livello renale; meglio preferire il paracetamolo.

Alimenti Ricchi di Purine

Gli alimenti che tendono maggiormente a scatenare la gotta contengono da 150 a 1.000 milligrammi di purine ogni 100 grammi. Comprendono i prodotti animali ad alto tasso di proteine come le acciughe, la cervella, il consommé, il sugo di carne, le aringhe, le frattaglie, gli estratti di carne, la carne trita, le cozze e le sardine.

Altri cibi che possono contribuire alla gotta contengono una limitata quantità di purine (da 50 a 150 milligrammi per 100 grammi). Nei casi gravi è necessario limitare questi cibi a non più di una porzione al giorno; questa classe di alimenti comprende asparagi, fagioli secchi, cavolfiori, lenticchie, funghi, farina, d'avena, piselli secchi, ostriche, spinaci, cereali, pesce, carne e pollame.

Raccomandazioni Finali

È consigliato ridurre molto gli alimenti ricchi di purine, ovvero frattaglie, carni rosse e affettati, pesce azzurro, molluschi, selvaggina, dado da cucina, limitando anche carni bianche e funghi. Si consiglia di variare le fonti proteiche, preferendo latticini magri, uova e pochi legumi, bevendo molta acqua e assumendo molte verdure e alimenti ricchi di vitamina C. Sono consigliati anche ciliegie, caffè, cereali e olio extravergine d’oliva come condimento.

Anche se ci sono degli alimenti e delle sostanze (come la vitamina C) che aiutano ad abbassare i livelli di acido urico nel sangue, con l’alimentazione è possibile agire ben poco su questo aspetto.

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