La diverticolosi del colon è una condizione caratterizzata dalla presenza di piccole sacche o estroflessioni, chiamate diverticoli, che si formano sulla parete interna del colon. I diverticoli si sviluppano quando si verifica un aumento della pressione interna del colon, in genere a causa di una dieta povera di fibre.
Con il termine diverticolosi colica si indica la presenza di diverticoli a livello del colon, spesso senza sintomi evidenti. Si tratta di una malattia diverticolare, cioè l’insieme delle manifestazioni cliniche legate ai diverticoli. Una delle cause principali è un’alimentazione a ridotto contenuto di fibre.
La diverticolosi è semplicemente la presenza di diverticoli nel colon. La presenza di diverticoli dell’intestino è una problematica comune nei paesi industrializzati e aumenta progressivamente con l’età, colpendo oltre il 50% della popolazione al di sopra dei 50-60 anni.
Diverticolite: Infiammazione dei Diverticoli
Quando uno o più di essi si infiamma, si parla di diverticolite che dà segni di sé con un dolore localizzato nel quadrante inferiore sinistro dell’addome accompagnato talvolta da febbre, nausea o vomito o anche da scariche diarroiche. In una percentuale piccolissima può dare luogo ad una diverticolite acuta con comparsa di febbre dolore addominale intenso e irregolarità della funzione intestinale con eventuale perdita di sangue nelle feci. Questa condizione può causare febbre, dolore addominale intenso, nausea e, nei casi più gravi, portare a perforazione, ascesso o peritonite.
La diverticolite, infine, è la manifestazione clinica dell’infiammazione (peri-) diverticolare che interessa la parete dell’intestino.
Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina
Quando parliamo di diverticoli ci riferiamo a piccole deformazioni a forma di sacco che possono nascere lungo le pareti intestinali per via di un indebolimento delle fibre muscolari del colon e dall’aumento della pressione dell’intestino. Mentre nel 75% dei casi rimane asintomatica, nel restante 25% i diverticoli si infiammano e causano dolore addominale spesso localizzato al quadrante inferiore sinistro dell’addome, gonfiore addominale, costipazione e diarrea.
Sintomi della Diverticolite
Molti pazienti non presentano alcun sintomo (diverticolosi asintomatica). Quando i diverticoli causano disturbi, si parla di malattia diverticolare sintomatica, con sintomi quali:
- Dolore o fastidio addominale, spesso localizzato nella parte sinistra inferiore dell’addome;
- Gonfiore o meteorismo;
- Alterazioni dell’alvo (stipsi, diarrea o alternanza di entrambe);
- Nausea o malessere generale.
In caso di complicanze, come la diverticolite, possono comparire:
- Dolore addominale intenso e persistente, soprattutto a sinistra;
- Febbre;
- Nausea e vomito;
- Cambiamenti nell’alvo;
- In casi gravi, segni di peritonite o infezione sistemica.
Diagnosi della Diverticolite
La diagnosi di diverticolosi, malattia diverticolare e diverticolite deve essere effettuata dal medico gastroenterologo sulla base della storia clinica individuale, dell’esame obiettivo svolto dal medico, dei test di laboratorio (es. esami del sangue) e dei test di immagine (ecografia, TAC, risonanza magnetica).
La diagnosi si basa su:
Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa
- Visita medica ed esame obiettivo;
- Esami del sangue per valutare la presenza di infiammazione;
- Ecografia addominale o TC addome, particolarmente utili in caso di sospetta diverticolite;
- Colonscopia (indicata a distanza da un episodio acuto), utile per confermare la presenza di diverticoli e per escludere altre patologie.
La diagnosi in alcuni casi avviene in maniera occasionale durante una colonscopia o indagini radiologiche. In caso di diverticolite acuta le tecniche radiologiche sono da preferire all’esame endoscopico che va comunque programmato dopo la riduzione dei sintomi, così da accertare la diagnosi e differenziarla da altre possibili malattie croniche informatori o eventuali forme infiammatorie tumorali dell’intestino.
Complicanze della Diverticolite
Le principali complicanze della diverticolite sono:
- Diverticolite acuta (infiammazione dei diverticoli);
- Ascessi addominali;
- Perforazione intestinale con peritonite;
- Stenosi o restringimenti del colon;
- Fistole intestinali;
- Emorragia diverticolare (sanguinamento rettale).
L'Importanza della Dieta nella Gestione della Diverticolosi e Diverticolite
L’alimentazione è il cardine nella gestione della diverticolosi. L’alimentazione svolge un ruolo preventivo importante e deve essere correttamente pianificata a seconda della condizione clinica del soggetto. Infatti, la dieta deve essere attentamente strutturata nei casi di diverticolite.
Obiettivo della dieta, quando i diverticoli non sono infiammati (fase di quiescenza), è la corretta funzionalità intestinale.
Uno stile di vita sano diventa importante in una ottica di prevenzione.
Leggi anche: Benefici di una dieta sana
Dieta Durante la Fase Acuta della Diverticolite
Durante la fase acuta, la diverticolite deve essere trattata con il riposo a letto, una terapia farmacologica specifica (prescritta dal medico) e una completa sospensione dell’alimentazione per via orale al fine di non far lavorare l’intestino, ricorrendo quindi alla nutrizione artificiale. Quando l’infiammazione si sarà ridotta, si può riprendere gradualmente la normale alimentazione adottando inizialmente una dieta liquida o semiliquida e a ridotto tenore in fibra.
La dieta per la diverticolite acuta dovrebbe essere principalmente liquida o semiliquida e, quando è in atto l’infiammazione, con alimenti a basso contenuto di fibre come:
- pasta, riso o semolino in brodo, conditi con olio crudo;
- carne (tritata o omogeneizzata);
- pesce (anch’esso tritato);
- uova
In seguito si può aumentare la consistenza dei cibi aggiungendo pane bianco secco, grissini, fette biscottate, prosciutto crudo e bresaola. Anche in presenza di infiammazione ai diverticoli sono permessi frutti come la banana e la mela. Tra le verdure si può mangiare zucchine, carote e patate (le verdure vanno lessate). Anche i centrifugati possono far parte della dieta.
In presenza di diverticolite, è raccomandabile prediligere una dieta liquida o semiliquida a tenore molto ridotto in fibra e scorie. Raccomandazioni specifiche: quando è in atto l’infiammazione dei diverticoli è importante seguire una dieta liquida o semiliquida a basso residuo di fibre conosciuta comunemente anche come “povera di scorie”.
Alimenti da Evitare Durante la Diverticolite
Nella dieta per combattere la diverticolite si dovrebbe evitare:
- cioccolato;
- cibi fritti e piccanti;
- bevande alcoliche e gassate;
- cibi cucinati con grassi aggiunti (soprattutto di origine animale).
Dopo la fase acuta è bene eliminare per un breve periodo gli alimenti ad alto contenuto di lattosio tra i quali il latte e i formaggi freschi. È importante evirare la frutta e la verdura da cui non è possibile togliere i semini.
Verdure che contengono fibre molto dure e filamentose, come finocchi, carciofi, fagiolini, etc.
- Tè, caffè, cola e tutte le bevande che contengono sostanze nervine in genere (es.
- Carni grasse (es.
- Bevande gassate (es.
- Condimenti grassi (es.
- Sale.
Quello che spesso non è chiaro a chi soffre di diverticolite è che sebbene questa patologia possa essere causata da una dieta povera di fibre, non è generalmente consigliabile assumerne a dismisura durante la fase infiammatoria.
È sconsigliato anche il consumo delle bevande dolcificate con edulcoranti artificiali.
Dieta Dopo la Fase Acuta: Reintroduzione della Fibra
Questo tipo di alimentazione, povera in fibre e scorie, deve essere seguita dal medico specialista e protratta solo per periodi di tempo limitati. La dieta da seguire dopo la diverticolite prevede la reintroduzione della fibra alimentare.
Aumentare l’apporto di fibra nella dieta che dovrebbe ammontare a circa 30-40 grammi giornalieri. Per rispettare questa dose è possibile ricorrere a delle bustine di crusca e di altre fibre a base dipsyllium, glucomannano, inulina anche associati ai fermenti lattici.
La fibra è un nutriente fondamentale per facilitare il transito intestinale: ammorbidisce le feci e ne aumenta il volume. Per contrastare la stitichezza è utile assumere anche alimenti fermentati come il Kefir, e crauti oppure tofu.
Alimenti Raccomandati per la Diverticolosi
- Verdura, consumarne almeno una porzione a pranzo o a cena, preferibilmente cruda oppure cotta. Le varietà di verdura più ricche di fibra sono: agretti, asparagi, cavolfiore, funghi, broccoli, melanzane e cicoria. Le verdure che la trattengono meglio sono lattuga, radicchio, sedano e carote, zucchine e cipolle. Sono indicati anche i centrifugati di verdure.
- Frutta, consumare ogni giorno tre frutti, ciascuno della dimensione del proprio pugno. Preferire mele, arance, pere e banane. La scelta anche per la frutta può essere molto varia fra prugne, mele, mele cotogne, pere, arance, mandarini, albicocche e frutta secca. FRUTTA: consumare frutta senza semi e sbucciata, cotta e/o frullata.
- Latte e latticini a basso tenore in lattosio, come yogurt o Grana Padano DOP. Questo formaggio, oltre ad essere naturalmente privo dello zucchero del latte, è il più ricco di calcio altamente biodisponibile tra tutti i formaggi comunemente consumati, inoltre apporta proteine ad alto valore biologico (con i 9 aminoacidi essenziali e ramificati), vitamine importanti come B2 e B12 e antiossidanti come vitamina A, zinco e selenio.
- Pesce, fresco o surgelato, da consumare non meno di due o tre volte alla settimana.
- Olio extravergine d’oliva, da usare a crudo e con moderazione (dosare con il cucchiaino, non versare direttamente dalla bottiglia).
Durante il pasto serale, per incrementare l’apporto di fibre e di acqua, è bene abituarsi a consumare minestroni e passati di verdure. L’aumento del consumo di fibra può determinare un temporaneo aumento del meteorismo, ma tale effetto è destinato a scomparire nel giro di qualche settimana.
Altre Raccomandazioni Dietetiche
- Cucinare senza aggiungere grassi. Preferire metodi di cottura semplici come a vapore, in microonde, sulla griglia o piastra, in pentola a pressione e in padella antiaderente. Vanno quindi privilegiate le cotture al vapore, al microonde, alla griglia o alla piastra, con la pentola a pressione o in padella antiaderente.
- Cucinare magro, ovvero senza l’aggiunta di grassi.
Altri Consigli Utili
Infine alcuni suggerimenti comportamentali.
- Praticare regolarmente attività fisica (es. camminare almeno 20-30 minuti al giorno e fare ginnastica). L’esercizio fisico costante aiuta a mantenere tonici i muscoli della parete addominale, migliora la motilità intestinale e riduce il ristagno di feci nei diverticoli. È raccomandato praticare una regolare attività fisica; sono sufficienti 20-30 minuti al giorno e un po’ di ginnastica che aiutano a mantenere tonici i muscoli della parete addominale, a migliorare la motilità intestinale e a ridurre il ristagno di feci nei diverticoli.
- Raggiungere un peso corporeo adeguato alla propria altezza. In caso di sovrappeso od obesità, è bene eliminare i chili di troppo attraverso la regolare attività fisica e una dieta adeguata. Ultimo aspetto da non sottovalutare è il mantenimento del peso corporeo entro i limiti di normalità.
- Assumere apporti adeguati di vitamina D. Il ruolo di questa vitamina liposolubile nella malattia diverticolare è stato studiato a lungo e valori ottimali sono necessari per la sua prevenzione.
- I probiotici possono avere un ruolo protettivo nella prevenzione delle recidive di diverticolite.
- Va evitato il fumo che è nemico (anche) dei diverticoli sia in fase di quiescenza sia soprattutto quando sono infiammati.
Trattamento della Diverticolite
Il trattamento dipende dalla gravità:
- Nei casi lievi e asintomatici: dieta ricca di fibre, idratazione adeguata e attività fisica regolare;
- In caso di sintomi moderati: modifiche dietetiche, probiotici e farmaci antispastici;
- In caso di diverticolite lieve: terapia antibiotica, riposo intestinale, dieta liquida;
- Nei casi gravi o complicati (ascesso, perforazione, peritonite): ricovero ospedaliero e, se necessario, intervento chirurgico.
In presenza di diverticolite è necessaria una terapia antibiotica e, nei casi più severi, si ricorre all’intervento chirurgico.
Nella fase acuta della malattia si rende invece necessaria una terapia antibiotica sistemica. infatti andare ad agire anche all'esterno in modo da combattere le infiammazioni della parete intestinale esterna (peridiverticolite).
Diverticolite e Intervento Chirurgico
L’intervento può essere indicato in caso di:
- Perforazione o peritonite;
- Ascessi non drenabili per via percutanea;
- Stenosi o occlusione intestinale;
- Episodi ricorrenti di diverticolite con ridotta qualità di vita;
- Emorragie massicce o persistenti.
L’intervento, in elezione o in urgenza, prevede generalmente la resezione del tratto di colon interessato (sigmoidectomia), preferibilmente eseguita in laparoscopia.
Tempi di Recupero Dopo l'Intervento Chirurgico
Dopo una resezione laparoscopica non complicata:
- Il ricovero ospedaliero dura circa 4-7 giorni;
- Il ritorno alle normali attività quotidiane avviene entro 2-4 settimane;
Il recupero può richiedere più tempo nei casi operati in urgenza o in presenza di complicanze.
Domande Frequenti sulla Diverticolite
Si può prevenire la diverticolite?
Una dieta ricca di fibre (frutta, verdura, cereali integrali), un’adeguata idratazione e uno stile di vita attivo possono ridurre il rischio di sviluppare diverticoli o limitarne le complicanze.
La diverticolite può peggiorare?
Sì. Anche se molti convivono senza sintomi, in alcuni casi i diverticoli possono infiammarsi o dare luogo a complicanze come la diverticolite.
Qual è la differenza tra diverticolosi e diverticolite?
- Diverticolosi: presenza di diverticoli senza infiammazione o sintomi significativi;
- Diverticolite: infiammazione dei diverticoli, spesso accompagnata da dolore e febbre.
La diverticolite si può curare senza intervento?
Nella maggior parte dei casi sì, con terapia antibiotica e riposo intestinale. Tuttavia, le forme gravi o complicate richiedono spesso un intervento chirurgico.
Dopo quanti episodi di diverticolite si consiglia l’intervento?
Non esiste una regola fissa. Si valuta caso per caso, tenendo conto della frequenza degli episodi, della loro gravità e dell’impatto sulla qualità della vita.
Si può convivere con i diverticoli senza problemi?
Sì, molte persone hanno diverticoli senza mai sviluppare sintomi o complicanze.
Cosa fare in caso di sanguinamento da diverticoli?
In presenza di sangue rosso vivo nelle feci, è fondamentale rivolgersi al medico o al pronto soccorso. Nella maggior parte dei casi, il sanguinamento si arresta spontaneamente, ma in alcuni casi può essere necessario un trattamento endoscopico, radiologico o chirurgico.
Quali sono i sintomi da non sottovalutare?
- Dolore addominale intenso e persistente, soprattutto in basso a sinistra;
- Febbre;
- Nausea e vomito;
- Gonfiore addominale importante;
- Sangue nelle feci.
Cosa mangiare in caso di diverticolosi?
tags: #dieta #per #diverticolite #e #diverticolosi