È noto che abitudini dietetiche come il consumo di quantità eccessive di carboidrati raffinati, zucchero, grassi saturi e grassi trans, unite alla sedentarietà aumentano il rischio di sviluppare dislipidemia e iperglicemia. Ma come controllare la glicemia e il colesterolo attraverso l'alimentazione?
Comprendere Dislipidemia e Iperglicemia
Si ha dislipidemia quando i livelli di colesterolo "cattivo" LDL sono troppo elevati e/o i livelli di colesterolo "buono" HDL sono troppo bassi. Si ha iperglicemia quando le concentrazioni di glucosio nel sangue rimangono superiori alla norma. Spesso queste condizioni hanno una componente ereditaria, ma attraverso uno stile di vita adeguato è spesso possibile rallentarne l’insorgenza o addirittura evitarle.
Dieta Ipopidica ed Equilibrata
La dieta ipolipidica è un regime alimentare che contiene meno grassi del normale. Lo schema nutrizionale che corregge l'eccesso di grassi ripristinando un bilancio corretto è invece definito “dieta equilibrata”. Questa prevede una ripartizione lipidica del 25-30% rispetto alle calorie totali assunte con gli alimenti. I lipidi dietetici sono costituiti principalmente da molecole energetiche dette acidi grassi. Alcuni acidi grassi polinsaturi sono detti “essenziali” perché devono essere introdotti obbligatoriamente con la dieta. Solo nei casi più gravi di insufficienza biliare congenita, detta atresia biliare, talvolta si rende necessaria un'ulteriore riduzione dei lipidi.
Le suddette condizioni/patologie richiedono una cura particolare nella scelta degli alimenti, del tipo di condimenti e delle porzioni; per contro, non è quasi mai necessaria la riduzione dei lipidi.
- Prevalenza degli acidi grassi insaturi sui saturi o idrogenati (rapporto 2:1).
- Dosi soddisfacenti degli acidi grassi essenziali: gli omega 3 e gli omega 6 devono costituire il 2,5% delle calorie totali (0,5% di omega-3 e 2,0% di omega-6).
- Ricchezza in fitosteroli e antiossidanti: si tratta di ipocolesterolemizzanti e antiossidanti.
L'esempio che seguirà costituisce una dieta ipolipidica propriamente detta. Abbiamo già detto che non è conveniente ridurre questa percentuale; tuttavia, non sono da escludere certe situazioni “anomale” che richiedono una riduzione dei grassi al di sotto del 25%.
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Come Combattere l'Insulinoresistenza
Complice uno stile di vita sregolato, quando gli zuccheri in circolo aumentano, il pancreas soffre e si alterano i livelli dell’insulina, con effetti poco salutari. Eccessi a tavola, troppe calorie, pasti sregolati. Da qui il passo verso il sovrappeso, l’aumento dei trigliceridi, del colesterolo e dei valori della pressione arteriosa può essere breve. Viste le premesse, ecco perché è fondamentale contrastare l’insulinoresistenza, ed è qui che la rinuncia alle cattive abitudini alimentari e alla sedentarietà garantisce i benefici maggiori.
«Se lo stato di insulinoresistenza permane a lungo, con l’andare del tempo il carico di lavoro del pancreas diventa eccessivo, si crea un circolo vizioso per cui le cellule pancreatiche non riescono più a produrre insulina sufficiente a riportare l’equilibrio glicemico», sottolinea la nutrizionista.
La Migliore Terapia: Mangiare Sano e Muoversi
Gli esperti concordano che il primo step di trattamento dell’insulinoresistenza prevede un cambiamento dello stile di vita che, tradotto in pratica, consiste nel tenere sotto controllo la bilancia, per raggiungere un peso corporeo sano, seguendo una dieta bilanciata a ridotto carico glicemico. Di pari passo va l’esercizio fisico costante, e un valido aiuto lo si trova in alcuni integratori alimentari che aumentano la sensibilità all’insulina.
Nel menu settimanale che ti proponiamo ci sono piatti che favoriscono quella che viene definita “calma insulinica”, perché evitano l’eccessiva secrezione dell’ormone. Da abbinare al programma di esercizi: «Il tessuto muscolare, infatti, è uno degli apparati del nostro corpo che meglio di tutti contribuisce a regolare la glicemia», sottolinea la nutrizionista e personal trainer. Un bel vantaggio visto che il workout è perfetto anche per chi vuole semplicemente mantenersi in forma.
L'Importanza delle Fibre
Tante fibre per calmare l’infiammazione: «Il maggior apporto di carboidrati deve essere sostenuto dai cereali integrali (avena, riso, farro, orzo, miglio, frumento, mais), dagli pseudocereali (quinoa, amaranto, grano saraceno) e dai legumi (lenticchie, fagioli, ceci, soia)».
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Capitolo verdura: insieme ai cereali integrali è una delle garanzie per l’apporto di fibre. Che effetto hanno sul glucosio? «Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che la fibra alimentare è particolarmente protettiva contro il diabete. Modula la risposta postprandiale al glucosio, riduce l’apporto calorico, favorisce il senso di sazietà ed è stata associata alla perdita di peso, che a sua volta diminuisce l’insulinoresistenza. La fibra alimentare, inoltre, è stata collegata a una riduzione dei marcatori dell’infiammazione, che è caratteristica di questa patologia».
Proteine e Grassi Sani
Per le proteine punta su un mix tra quelle di origine vegetale e animale: legumi, pesce, carni bianche e latticini magri, come lo yogurt greco. Per i grassi, concentrati sui capisaldi della dieta mediterranea, come l’olio evo e la frutta a guscio. Con l’aggiunta di salmone selvaggio, sgombro e aringhe dei mari freddi fai il pieno di grassi omega-3, preziosi per la salute cardiovascolare, per abbassare colesterolo e trigliceridi e anche per avere una bella pelle.
Caffè Verde: Un Alleato per la Glicemia
Il caffè verde una varietà non tostata, che si presenta sotto forma di chicchi “crudi”. Ha proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e ipoglicemizzanti maggiori rispetto al caffè nero tradizionale perché mantiene elevato il contenuto di acido clorogenico, che viene per buona parte eliminato dal processo di tostatura. Questa sostanza sembra anche essere in grado di migliorare la sensibilità all’insulina.
L'Importanza dell'Esercizio Fisico
Lavoro aerobico più pesi: questa è la combinazione più efficace, secondo gli studi, nel trattamento non farmacologico dell’insulinoresistenza. Lo dicono le più recenti ricerche scientifiche. Fondamentale la costanza: una bella camminata a passo veloce, o una corsetta sul tapis roulant in alternativa, la bicicletta oppure la cyclette dovrebbero costituire l’allenamento quotidiano. E se preferisci allenarti in palestra, ok anche all’ellittica. Da abbinare, tre volte alla settimana, a manubri & Co. per il lavoro di tonificazione, quindi finalizzato all’aumento della forza e della massa muscolare.
«La quantità di quest'ultima è inversamente associata all’insulinoresistenza. Il muscolo scheletrico, infatti, migliora il controllo glicemico, perché utilizza il glucosio come fonte energetica oppure lo immagazzina sotto forma di glicogeno.
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Il Colesterolo: Amico o Nemico?
Il colesterolo è una molecola appartenente alla classe dei lipidi (cioè grassi) presente nel nostro sangue. Questa sostanza è prodotta per la maggior parte dall’organismo stesso, ma una piccola percentuale viene assimilata con l’alimentazione di tutti i giorni. Il colesterolo è presente nel sangue in diverse forme, i due tipi principali sono il colesterolo HDL (Hight Density Lipoprotein, detto comunemente “colesterolo buono”) e il colesterolo LDL (Low Density Lipoprotein, detto comunemente “colesterolo cattivo”).
L’eccesso di colesterolo totale nel sangue (ipercolesterolemia), in particolare di LDL, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Un corretto stile alimentare e di vita può essere di grande aiuto nel mantenere i valori di colesterolo LDL entro i limiti di norma, tant’è che nelle forme più lievi o responsive della malattia una dieta adeguata può rappresentare l’unica terapia. Anche in associazione alla cura farmacologica una corretta ed equilibrata alimentazione può portare diversi benefici, in quanto aumenta l’efficacia dei farmaci ipocolesterolemizzanti permettendo così di ridurne la posologia e gli eventuali effetti indesiderati.
Le linee guida della Società Europea di Cardiologia indicano la soglia dei livelli ematici secondo diversi fattori di rischio cardiovascolare, come fumo, diabete, ipertensione, etc.
Consigli Alimentari per Ridurre il Colesterolo
- Scegliere cibi a basso tenore in zuccheri semplici.
- Scegliere alimenti ad elevato contenuto di fibra.
- Cucinare senza aggiungere grassi.
- Preferire metodi di cottura semplici come la cottura a vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, etc.
- Su indicazione del proprio medico curante, è possibile inserire nell'alimentazione integratori che contengono sostanze in grado di ridurre l'assorbimento intestinale del colesterolo (beta-glucani, psillio, steroli vegetali, etc.).
- Legumi, da consumare due-quattro volte alla settimana non come contorno ma come secondo piatto (sostituiscono carne, pesce, uova, latte e derivati).
- Carne sia rossa che bianca (proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile).
Stile di Vita Attivo
Rendere lo stile di vita più attivo (abbandona la sedentarietà! Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana (minimo 150 minuti settimanali, ottimali 300). L’attività fisica aumenta il colesterolo “buono” a scapito di quello “cattivo”.
Miti da Sfatare sul Colesterolo
Purtroppo, sul tema del colesterolo circolano una serie di verità e di leggende metropolitane che spesso si tramandano di generazione in generazione.
- Il colesterolo è solo un “nemico”? No, il colesterolo è fondamentale per il nostro organismo, infatti interviene nella formazione e nella riparazione delle membrane cellulari.
- Si può mangiare quello che si vuole se si assumono alimenti o integratori che possono abbassare il colesterolo? No. L’alimentazione deve essere equilibrata in ogni caso ed in particolare per chi già soffre di ipercolesterolemia o ha livelli di LDL e trigliceridi elevati.
- Nell’ipercolesterolemia le uova vanno bandite dalla tavola? Non è vero che le uova sono da bandire dalla tavola di chi non vuole avere un tasso di colesterolo troppo elevato, perché, in realtà, è soltanto il tuorlo a contenere il grasso (il consumo di albume è libero) e la lecitina contenuta nel tuorlo ha effetti favorevoli sul metabolismo del colesterolo.
- Nell’ipercolesterolemia i formaggi devono essere eliminati completamente? Non è vero che latticini e formaggi devono essere eliminati, ma solo consumati nelle corrette quantità e frequenze.
- Nell’ipercolesterolemia gli affettati devono essere eliminati? Vanno eliminati gli insaccati ad elevato tenore in grassi saturi (salsiccia, mortadella, etc.), mentre altri affettati (magri) possono essere consumati nelle corrette quantità e frequenze (prosciutto cotto, crudo, speck sgrassati oppure bresaola, affettato di tacchino o pollo).
- Il caffè aumenta i valori di colesterolo? Il rapporto tra caffè e colesterolemia dipende dal tipo di miscela e dalla modalità di preparazione.
- Il vino fa male? No, se assunto in minime quantità (un bicchiere da 125 ml al giorno per la donna e due bicchieri per l'uomo) il vino può influire positivamente sui livelli di colesterolo.
Dieta Ipoglicemica: Cosa Mangiare e Cosa Evitare
Cosa significa adottare una dieta ipoglicemica (o ipoglucidica)? Cosa mangiare e cosa non mangiare a colazione, pranzo e cena se si intende seguire una dieta ipoglicemica (dimagrante o meno, ipocalorica o meno)? Carne bianca, pesce, cereali integrali e ortaggi; frutta con moderazione e scegliendola poco zuccherina. Da evitare dolci, alcol e bevande gassate.
Più che di dieta ipoglicemica (o ipoglucidica) è importante parlare di dieta a basso indice glicemico. L’indice glicemico (IG) di un alimento è un parametro che indica la velocità con cui aumenta la glicemia dopo averlo ingerito. Perché è importante l’indice glicemico? Perché non conta solo quanti carboidrati contiene un alimento, e quante calorie sono ad essi associate, ma anche come vengono assorbiti nel sangue. Anche a parità di calorie, le fonti di zuccheri non sono uguali e se vuoi mantenere la glicemia nella norma devi privilegiare quelle a minore IG.
Consigli per una Dieta a Basso Indice Glicemico
- Ogni pasto deve contenere una sola fonte di carboidrati.
- Se a una porzione di carboidrati unisci una di fibre, queste ultime rallenteranno l’assorbimento dei primi nell’intestino.
- L’indice glicemico dipende anche dal grado di cottura: la pasta al dente ha un IG minore rispetto a quella a cottura normale o scotta.
Alimenti Consigliati e Sconsigliati
Gli alimenti sempre e comunque consigliati, se non sono presenti particolari patologie per le quali è necessario limitarne l’apporto, sono gli ortaggi. Per la frutta non vale lo stesso discorso, perché più zuccherina, ma si parla di consumo più moderato. Fra i condimenti, scegli l’olio d’oliva a crudo.
Quando parliamo di glicemia pensiamo subito a pasta e pane. Tagliare la pasta e il pane è la soluzione più semplice per ridurre drasticamente e con poche mosse l’introito calorico, ma ha conseguenze importanti sul piano psicologico. La sostenibilità nel tempo è un aspetto fondamentale quando si tratta di progettare una dieta che deve durare.
Nell’ambito di un regime ipoglicemico generico, cioè non rivolto a persone diagnosticate con malattie specifiche, non è previsto che siano eliminati completamente i cereali, ma viene raccomandato di privilegiare quelli integrali. Un falso mito in questo ambito è quello del gluten free. Molti pensano che la pasta senza glutine sia più adeguata a una dieta ipoglicemica.
La frutta è un alimento di origine vegetale verso il quale però devi prestare attenzione. Visto il quantitativo di zucchero che contiene mediamente, la sua presenza nella dieta deve essere limitata. Ma si possono fare eccezioni per i frutti meno zuccherini, come le mele, le pere, i frutti di bosco e le nespole.
I dolci sono, come è facile prevedere, fra i primi alimenti da evitare nell’ambito di una dieta ipoglicemica. In questa categoria rientrano anche alcuni elementi insospettabili, come le bevande. Essendo liquide, non danno l’impressione di poter essere nocive, ma possono contenere grandi quantità di zucchero anche quando il loro gusto è amaro. Basti pensare alle bibite gassate.
La dieta ipoglicemica richiede anche che si riducano al minimo i grassi di origine animale, che alterano i valori del colesterolo e contribuiscono all’aumento del rischio cardiovascolare. Ciò vuol dire che burro, strutto, formaggi stagionati, salse e sughi pronti, salumi e tagli particolarmente grassi devono essere eliminati dalla tavola. È importante eliminare l’alcol, che è responsabile della perdita di attività dell’insulina e quindi interferisce con il mantenimento di una glicemia nella norma.
Menu Settimanale per la "Calma Insulinica"
Iniziamo la settimana pensando alla nostra salute. Ci concentreremo su un menu che aiuta contro il colesterolo alto e regola la glicemia. Esamineremo come può essere composto un menu settimanale ideale.
Esempio di Colazioni
- 100 g di yogurt greco bianco 0% + 30 g di bastoncini di crusca + una tazza di tè verde + 2 cucchiaini di miele o composta di frutta.
- Una tazza di tè verde + pancake preparato con 100 g di albume d’uovo e 30 g di farina di avena aromatizzata alla vaniglia + 2 cucchiaini di miele o composta di frutta.
Esempio di Menu Settimanale
Qui un menu settimanale per colesterolo alto come esempio da seguire per una dieta sana. Questo regime alimentare include ricette per il colesterolo e spuntini a basso indice glicemico per le merende. La giornata inizia con una colazione salutare per abbassare la glicemia. Possiamo combinare cibi a basso indice glicemico con proteine. Il pranzo equilibrato è essenziale per proseguire bene il giorno. Un'idea potrebbe essere cous cous integrale con gamberetti e verdure, condito con olio EVO. La cena chiude il giorno con un apporto importante di nutrienti. Per esempio, petto di pollo impanato con farina integrale e verdure miste. Non dimenticare gli snack salutari durante il giorno. Aiutano a calmare la fame e mantenere la glicemia stabile. Una mela cotta con granella di noci e cannella è un ottimo spuntino. Ha un indice glicemico basso.
Spesa Consapevole
Fai la spesa con attenzione. Scegli alimenti che aiutano a controllare la glicemia. Seguire una dieta ricca di questi elementi aiuta a gestire la glicemia. Ricorda, scegliere gli alimenti giusti per abbassare la glicemia fa la differenza. La tua spesa consapevole è la base per mangiare in modo più sano.
Integratori Utili
Per chi gestisce quotidianamente il colesterolo e la glicemia, ci sono complementi utili. Integratori e bevande salutari, se aggiunti a una dieta equilibrata, migliorano la salute. Gli integratori per regolare il colesterolo sono vari e sceglierne di efficaci è fondamentale. Gli omega-3 aiutano la salute del cuore. Integratori con fibre solubili rallentano l'assorbimento degli zuccheri. Certi fitocomplessi aiutano a gestire la glicemia. La scelta giusta complementa la dieta senza sostituirla.
Bevande Salutari
Il caffè verde e il tè verde sono bevande salutari conosciute. Il caffè verde, ricco di acido clorogenico, migliora il controllo glicemico e ha effetti antiossidanti. Anche il tè verde aiuta nel controllo del colesterolo e nella regolazione della glicemia.
Strategie Nutrizionali Efficaci
Per migliorare la salute con una dieta bilanciata, è fondamentale dare attenzione a ogni elemento del tuo regime alimentare. Integra nella tua dieta cibi che favoriscono il benessere. Le strategie nutrizionali efficaci mischiano scelte alimentari sagge a uno stile di vita sano. L'esercizio fisico costante è essenziale. Compromettiti ogni giorno a fare scelte attive, come prendere le scale invece dell'ascensore. Ti incoraggio ad optare per una dieta varia che includa tutti i gruppi alimentari principali.
Una dieta per chi ha glicemia alta e colesterolo include cereal integrali e proteine magre. Si basa anche sul consumo di grassi di qualità. È importante limitare zuccheri semplici e grassi saturi. È utile mangiare regolarmente per mantenere stabili i livelli di zucchero. Preferisci cibi a basso indice glicemico. Un menu settimanale dovrebbe variare includendo cibi come cereal integrali e vegetali a foglia verde. Aggiungi anche legumi e proteine magre. Opta per colazioni con proteine e fibre, per esempio yogurt greco con frutta. Pancake di albume e farina d'avena sono ottimi. Per pranzo e cena, scegli una fonte di proteine magre e carboidrati complessi. Per gli spuntini, scegli frutta a basso indice glicemico e frutta secca in moderazione. Nella spesa, includi cereali integrali, frutta a basso indice glicemico come mele e pere. Tra gli integratori utili ci sono quelli con omega-3 e fibre solubili come il psillio. Antiossidanti come il caffè verde possono aiutare. Caffè verde e tè verde hanno benefici per la glicemia grazie agli antiossidanti.
Esempio di Menu Settimanale
| Giorno | Colazione | Pranzo | Cena | Spuntini |
|---|---|---|---|---|
| Lunedì | Yogurt greco con crusca e tè verde | Cous cous integrale con gamberetti e verdure | Petto di pollo impanato con farina integrale e verdure miste | Mela cotta con noci e cannella |
| Martedì | Pancake di albume e farina d'avena con frutta | Insalata di quinoa con ceci e verdure | Salmone al forno con spinaci | Frutta fresca a basso indice glicemico |
Riferimenti
- AMD. Protocollo di trattamento delle emergenze iperglicemiche.
- Hong Zhou et al. Effects of hyperglycemia on the progression of tumor diseases. Journal of Experimental & Clinical cancer Research.
- J.P- Kirwan et al. The essential role of exercise in the management of type 2 diabetes. Cleve Clinical Journal of Medicine.
- L. Bonsembiante et al. Type 2 Diabetes and Dietary Carbohydrate Intake of Adolescents and Young Adults: What Is the Impact of Different Choices? Nutrients.
- S.D. Wheatley et al. Low Carbohydrate Dietary Approaches for People With Type 2 Diabetes-A Narrative Review. Frontiers in Nutrition.
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