Alimentazione Post-Intervento di Chirurgia Plastica: I Consigli Utili

Una corretta ed equilibrata alimentazione aiuta a migliorare il processo di cicatrizzazione delle ferite dopo un’operazione chirurgica e accelera il processo di guarigione di tutto l’organismo. Naturalmente per molte procedure, come l’addominoplastica o la liposuzione, il raggiungimento del peso ideale è il principale obiettivo. E arrivare al giorno dell’intervento con un peso corporeo nella norma riduce il rischio di complicanze, assicura un migliore risultato della procedura e ottimizza i tempi di recupero. E per questa ragione i chirurghi consigliano di perdere i chili di troppo ancor prima di fare l’intervento, soprattutto se si tratta di una liposuzione o un’addominoplastica il cui scopo NON è quello di dimagrire ma di ridefinire il corpo e rimodellare la silhouette.

L'Importanza di un'Alimentazione Adeguata Dopo l'Intervento

Quando il corpo subisce un trauma, come quello legato ad un intervento di chirurgia plastica, l’afflusso di sangue nella zona colpita aumenta e sono normali infiammazioni e gonfiori. Una dieta corretta può rivelarsi un ottimo coadiuvante anche delle terapie farmacologiche per contrastare l’infiammazione e promuovere la guarigione.

La Dieta Mediterranea: Un Alleato Prezioso

La dieta mediterranea è famosa in tutto il mondo perché i suoi ingredienti principali sono estremamente salutari e contengono dal punto di vista nutrizionale sostanza antiossidanti e estremamente benefiche. Ecco qualche indicazione di massima:

  • Scegliere cibi ricchi di antiossidanti e acidi grassi omega-3 che combattono lo stato infiammatorio e aiutano le cellule a ripararsi. Scegliere quindi olio extravergine di oliva, pesce azzurro e salmone, frutta e verdura come mirtilli, fragole e verdure a foglia verde come gli spinaci.
  • Assumere circa 30 grammi di fibre al giorno scegliendo cereali integrali.
  • Limitarsi a circa 2mila-3mila calorie giornaliere in modo da tenere sotto controllo il peso ed eventualmente dimagrire in modo graduale.
  • Eliminare i grassi saturi contenuti in cibi fritti, margarina etc.
  • Limitare i carboidrati bianchi come zucchero, riso e pasta e cibi ad alto indice glicemico.
  • Evitare cibi raffinati e troppo elaborati.
  • Non eccedere con il sale, ma usare più spezie per condire le pietanze preferendo quelle antinfiammatorie come curcuma, curry, zenzero.
  • Ridurre la carne rossa preferendo quella bianca.
  • Bere un bicchiere di vino rosso al giorno, ricco di polifenoli che sono sostanze antiossidanti.

Ricordate che prima di iniziare una qualsiasi attività sportiva o fisica è bene parlarne con il chirurgo che saprà indicarvi i tempi e i modi per riprendere lo sport.

Linee Guida Generali per l'Alimentazione Post-Operatoria

La dieta post-operatoria può variare a seconda del tipo di intervento chirurgico e delle istruzioni specifiche del medico, quindi è sempre meglio consultare il chirurgo per ricevere indicazioni personalizzate. Tuttavia, di seguito sono elencati alcuni consigli generali sulla dieta post-operatoria:

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Alimentazione Leggera

Nei primi giorni dopo l’intervento chirurgico, potrebbe essere necessario iniziare con una dieta a base di liquidi chiari come brodi leggeri, tè, succhi di frutta diluiti. Successivamente, si può passare a cibi più solidi come zuppe, purè di patate e frutta frullata.

Proteine

Le proteine sono importanti per la guarigione dei tessuti. Assicurati di consumare fonti di proteine magre come carne bianca (pollo, tacchino), pesce, uova, latticini a basso contenuto di grassi, legumi.

Frutta e Verdura

Sono ricchi di vitamine, minerali e antiossidanti, che possono contribuire alla guarigione. Scegli frutta e verdura fresche e ben lavate. Se hai difficoltà a masticare, puoi frullarle o cuocerle al vapore per renderle più morbide.

Fibre

Le fibre alimentari aiutano a prevenire la stitichezza, un problema comune dopo interventi chirurgici. Gradualmente, puoi introdurre cereali integrali, pane integrale, legumi, verdure crude e frutta.

Liquidi

Mantenere una buona idratazione è essenziale per il recupero. Bevi acqua regolarmente e, se consentito dal medico, puoi anche consumare tisane senza caffeina, brodo di pollo leggero o bevande sportive a basso contenuto di zuccheri.

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Limitare Alimenti Problematici

Evita gli alimenti fritti, piccanti, molto conditi o grassi, in quanto possono causare disagio digestivo. Dopo un intervento chirurgico o una malattia, è importante recuperare energia e rafforzare il proprio sistema immunitario attraverso una buona alimentazione che ci consenta di assimilare tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno per rimetterci in forma ma che sia allo stesso tempo leggera e facilmente digeribile.

Nutrienti Essenziali per il Recupero

  • La vitamina C: contenuta per esempio, nelle arance, nei mandarini, nei pompelmi, nei kiwi e nelle fragole, è fondamentale perché consente - tramite le sue proprietà antiossidanti - di aumentare l’assorbimento del ferro.
  • Il ferro: può essere utile per guarire da una condizione che ha provocato una grossa perdita di sangue, portando il paziente a divenire anemico.
  • Le proteine: consentono di ricostruire la massa muscolare e la massa magra grazie agli aminoacidi essenziali che consentono di recuperare energia e ricostituire i muscoli.
  • I carboidrati: forniscono energia all’organismo. Si possono assumere sotto forma di frutta, pane integrale, pasta, cereali.

È consigliato assumere almeno 2 frutti al giorno oppure un centrifugato con frutta e verdura, ricco di vitamine e sali minerali.

Cosa Evitare nell'Immediato Periodo Postoperatorio

Intanto indichiamo quello che potrebbe creare qualche problema e che bisognerà evitare nell’immediato periodo postoperatorio e che potrà essere reintrodotto gradualmente nel periodo successivo.

Si consiglia pertanto di evitare cibi ricchi di scorie (asparagi, cipolle, funghi, pesce, uova, specie fritte, insaccati e salumi) perché inducono una maggior formazione di gas.

Esempi di Alimenti Consigliati e da Evitare

Questa dieta che prevede l’utilizzo di cibi liquidi e bevande fresche e genuine è pensata per quelle persone che hanno subito un’operazione chirurgica, in particolare agli organi dell’apparato gastrointestinale. Tuttavia un’alimentazione simile può essere idonea anche in seguito ad altri tipi di interventi, essendo prevalentemente a base di frutta, yogurt, patate, cereali, minestre, brodi vegetali, gelato, acqua.

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Cibi e bevande consigliati:

  • Tutti i succhi di frutta
  • Brodi, zuppe
  • Burro, crema, olio, margarina
  • Caffè leggero, thè
  • Yogurt
  • Bevande alla frutta
  • Miele, gelatina, sciroppo
  • Latte, tutti i tipi, milkshake
  • Budini
  • Purea di patate in brodo
  • Cereali cotti
  • Piccole quantità di carne in brodo
  • Gelato
  • Limonate
  • Frutta passata o grattuggiata
  • Succo di pomodoro
  • Succhi di verdure e di frutta
  • Acqua (meglio tra i pasti per non accelerare il transito intestinale)

Dopo circa tre settimane si può cominciare ad introdurre gradualmente, uno per volta, i vari cibi.

Alimenti da evitare:

  • Altri cibi che provocano meteorismo come aglio, birra, bevande gassate, cavoli e cavolfiori, prugne, pesche, fichi, cachi, frutta secca, legumi, radici amare, rape, verdura cruda in genere e trippa
  • Alimenti che possono provocare costipazione come noci e noccioline, vino rosso, cioccolata, grano, latte bollito, sedano, formaggi secchi, uva passa

Cosa Fare in Caso di Diarrea

Qualora dovesse comparire la diarrea che fare? In caso di diarrea è necessario aumentare l’introito di potassio. Non esagerare con i cibi troppo zuccherati. Non saltare i pasti perché quando l’intestino è vuoto vi è un aumento di gas. Preferire pasti piccoli e frequenti. Una volta al giorno non dovrebbero mancare il riso, le patate, la pasta.

L'Importanza della Preparazione Pre-Operatoria

Tra i pazienti sovrappeso il rischio di complicanze chirurgiche è più elevato. Sebbene la perdita di peso possa favorire il recupero, un paziente non dovrebbe iniziare una dieta in caso di intervento previsto entro il mese successivo. Per contro, è bene seguire una sana alimentazione che faciliti la guarigione (sempre sulla base del parere del medico). Fare la spesa può essere difficoltoso subito dopo un intervento chirurgico. Per questo prima dell’operazione il paziente dovrebbe fare una buona scorta di cibi e bevande sani (oltre a chiedere al proprio medico di consigliare soluzioni di integrazione alimentare, se necessario). C’è una buona ragione per la quale ai pazienti viene prescritto il digiuno prima di un intervento: l’anestesia può causare il vomito durante o dopo la procedura chirurgica.

Elementi di nutrizione. Lo stress.

È acquisizione comune che un’adeguata alimentazione sia necessaria per il mantenimento dello stato di salute, però per decenni la medicina ha accettato il digiuno nei soggetti traumatizzati, settici o reduci da interventi chirurgici. Questa pratica non solo non trova fondamento nella moderna scienza medica, ma è dimostrato essere una delle cause di malnutrizione proteico-calorica presente ancora oggi nei soggetti ospedalizzati.

A questo proposito è necessario prevedere l’instaurarsi di stati di malnutrizione prendendo in considerazione diversi concetti: che la malnutrizione si instaura nel soggetto malato dopo 3-5 giorni di digiuno; i danni subiti subiti dal soggetto (traumi facciali, incapacità di prensione, masticazione, deglutizione); il dolore in relazione all’evento; l’eccessiva perdita proteica (drenaggi peritoneali, ferite aperte o essudanti); gli esami di laboratorio (indicazione relative date da diminuzione di albumine, linfociti, etc. etc.).

Il concetto di stress (sforzo, tensione), fu introdotto dal canadese H. Seyle, per esprimere il conflitto tra uno stimolo aggressivo (es. trauma, chirurgia, dolore, sepsi) e la risposta dell’organismo. Con le sue ricerche ha dimostrato che il metabolismo del paziente sottoposto a stress, si modifica in modo radicale, rispetto a quello che accade durante il semplice digiuno. Si è notato infatti che nel caso dello stress l’organismo non reagisce con il risparmio energetico e con la conservazione delle scorte, come accade con il digiuno spontaneo, bensì ha come necessità prioritaria quella di compensare l’aumento delle richieste metaboliche derivanti dal trauma/chirurgia.

La risposta dell’organismo ad uno stimolo stressante viene tipicamente suddivisa in 3 fasi:

  1. Fase di riflusso o di declino (in inglese ebb): appena dopo il trauma, caratterizzata da una depressione di tutte le attività vitali (metabolismo, temperatura, portata cardiaca). Viene associata allo stato di shock;
  2. Fase di flusso (in inglese flow) caratterizzata dalla esaltazione delle funzioni vitali, dall’aumento delle richieste energetiche basali e da uno spiccato catabolismo proteico (fase catabolica). In questa fase si rende necessario l’intervento nutrizionale;
  3. Infine, nella fase di guarigione si assiste ad un adattamento dell’organismo che riprende un corretto utilizzo dei substrati energetici (come nel digiuno semplice) e ripristina le riserve organiche (fase anabolica).

Tutto questo avviene fondamentalmente per due situazioni sintetizzate nella tabella 1 e tabella 2.

L’adattamento allo stress è mediato fondamentalmente dall’ipofisi e dal surrene con liberazione di ormoni ad azione catabolica (per es. catecolamine). Adrenalina e noradrenalina stimolano a loro volta il rilascio di corticosteroidi e di glucagone al fine di mobilizzare substrati ossidabili (zuccheri) in risposta alle aumentate richieste energetiche. A questa situazione di aumentata richiesta energetica si accompagna però uno stato simil-diabetico con iperglicemia. L’aumento dell’insulina determina una riduzione della lipolisi. Gli zuccheri nonostante siano a disposizione non riescono ad essere utilizzati dal tessuto muscolare e dai tessuti in genere e non essendo disponibili i lipidi e loro derivati, le cellule per produrre energia si trovano costrette a mobilizzare l’unica fonte di energia utilizzabile: le proteine. Il catabolismo proteico risulta peraltro indispensabile nella fase di risposta allo stress in quanto la miscela di aminoacidi liberata in seguito alla proteolisi muscolare viene trasportata al fegato e utilizzata per la sintesi delle proteine della fase acuta (immunoglobuline, ormoni, fibrinogeno etc. etc.) e per la neoglucogenesi.

In questo modo si viene a creare un circolo vizioso nel quale la demolizione proteica supera la capacità di sintesi dell’organismo. Il risultato netto di tutta questa situazione è un aumento del fabbisogno energetico basale ed un aumento dell’escrezione di urea urinaria (bilancio azotato negativo).

La durata e la gravità della fase acuta catabolica è in funzione di una serie di variabili che vengono qui di seguito riportate: tipo di trauma, gravità del trauma, associazione a dolore e shock, complicanze settiche, condizioni generali precedenti del soggetto (stato nutrizionale e malattie metaboliche), tipo di intervento terapeutico e nutrizionale sul soggetto ricoverato.

In sintesi estrema il soggetto ricoverato dovrà essere sottoposto ad una dieta (non intesa nell’accezione generale “ipocalorica”) capace di garantire un adeguato apporto sia qualitativo che quantitativo in nutrienti semplici o complessi per garantire il suo fabbisogno energetico.

Questo obiettivo, durante il ricovero e/o durante la fase acuta, può essere raggiunto con l’introduzione dell’alimentazione parenterale totale e/o con la nutrizione enterale.

Non è vero che se non si sentono rumori di peristalsi l’intestino non continua la sua azione di assorbimento. Studi (anche personali) riguardanti la nutrizione enterale precoce hanno dimostrato che una certa quantità di soluzione può essere somministrata ed accettata dall’individuo, senza comportare disturbi o sintomi, avendo viceversa un’azione di stimolo alla ripresa del movimento intestinale.

Ma di questo ci occupiamo noi quotidianamente nei singoli reparti, caso per caso.

Quello che vorrei ora, però, approfondire è la fase postoperatoria tardiva, quella che possiamo definire come quella dell’autogestione.

Per tali motivi sarà utile dare piccoli principi di corretta alimentazione in modo da non rendere più difficile la ripresa durante la convalescenza.

In questa fase sarà importante il reinserimento nel mondo familiare, in quello lavorativo ed in quello sociale.

Che cosa si intende con dieta postoperatoria?

La dieta è uno stile di vita in quanto il bisogno del cibo anche per quello che abbiamo visto in precedenza, è un bisogno primario ed irrinunciabile.

C’è bisogno di consigli generali?

Direi di no. Ma comunque li fornisco per mio scrupolo. Masticare bene e a lungo il cibo, consumare i pasti ad orari regolari e cadenzati, preferire le cotture semplici, introdurre un alimento nuovo per volta, evitare cibi troppo caldi o troppo freddi, bere almeno 2 litri al giorno (nel periodo estivo aumentare la quantità).

Quali sono i nostri (quelli del medico e soprattutto del soggetto) obiettivi?

Gli obiettivi sono rappresentati dal raggiungimento del peso forma, mantenere costante il numero delle evacuazioni, cercare di rendere la consistenza del materiale fecale il più possibile poltacea (dovranno essere evitate difficoltose defecazioni con feci dure), cercare di limitare la quantità di gas, assumere il corretto quantitativo energetico, integrare sali minerali e vitamine.

Le indicazioni che verranno fornite non possono tener conto di problemi personali che riguardano le intolleranze alimentari, le allergie verso qualche alimento o sostanza alimentare. Per questi casi la persona dovrà cercare di utilizzare i consigli utilizzando alimenti alternativi a quelli consigliati. Inoltre un ulteriore consiglio è quello di consultare il proprio medico di famiglia, un nutrizionista o il proprio medico curante.

In conclusione, una corretta alimentazione post-operatoria è fondamentale per un recupero ottimale dopo un intervento di chirurgia plastica. Seguire i consigli del chirurgo e adottare uno stile di vita sano può fare la differenza nel processo di guarigione e nel mantenimento dei risultati ottenuti.

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