La presenza di diverticoli nell'intestino è una problematica comune nei paesi industrializzati e aumenta progressivamente con l’età, colpendo oltre il 50% della popolazione al di sopra dei 50-60 anni. Quando parliamo di diverticoli ci riferiamo a piccole deformazioni a forma di sacco che possono nascere lungo le pareti intestinali per via di un indebolimento delle fibre muscolari del colon e dall’aumento della pressione dell’intestino. Mentre nel 75% dei casi rimane asintomatica, nel restante 25% i diverticoli si infiammano e causano dolore addominale spesso localizzato al quadrante inferiore sinistro dell’addome, gonfiore addominale, costipazione e diarrea. Estremamente utile una diagnosi differenziale rispetto alla sindrome del colon irritabile.
In una percentuale piccolissima può dare luogo ad una diverticolite acuta con comparsa di febbre dolore addominale intenso e irregolarità della funzione intestinale con eventuale perdita di sangue nelle feci. La diagnosi in alcuni casi avviene in maniera occasionale durante una colonscopia o indagini radiologiche. In caso di diverticolite acuta le tecniche radiologiche sono da preferire all’esame endoscopico che va comunque programmato dopo la riduzione dei sintomi, così da accertare la diagnosi e differenziarla da altre possibili malattie croniche informatori o eventuali forme infiammatorie tumorali dell’intestino.
Uno stile di vita sano diventa importante in una ottica di prevenzione. La diverticolite è un disturbo digestivo, che colpisce il colon sigmoideo, cioè la parte sinistra del colon collegata al retto. I diverticoli sono piccole sacche che si formano sulla parete del tubo digerente, nel segmento sigmoideo dell’intestino crasso. Possono anche essere trovati nell’esofago, nello stomaco o nell’intestino tenue. La presenza di questi diverticoli nel tubo digerente è chiamata diverticolosi.
Dieta per la Diverticolite Acuta
La dieta per la diverticolite acuta dovrebbe essere principalmente liquida o semiliquida e, quando è in atto l’infiammazione, con alimenti a basso contenuto di fibre come:
- Pasta, riso o semolino in brodo, conditi con olio crudo.
- Carne (tritata o omogeneizzata).
- Pesce (anch’esso tritato).
- Uova.
In seguito si può aumentare la consistenza dei cibi aggiungendo pane bianco secco, grissini, fette biscottate, prosciutto crudo e bresaola. Anche in presenza di infiammazione ai diverticoli sono permessi frutti come la banana e la mela. Tra le verdure si può mangiare zucchine, carote e patate (le verdure vanno lessate). Anche i centrifugati possono far parte della dieta.
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Durante la fase acuta, la diverticolite deve essere trattata con il riposo a letto, una terapia farmacologica specifica (prescritta dal medico) e una completa sospensione dell’alimentazione per via orale al fine di non far lavorare l’intestino, ricorrendo quindi alla nutrizione artificiale. Quando l’infiammazione si sarà ridotta, si può riprendere gradualmente la normale alimentazione adottando inizialmente una dieta liquida o semiliquida e a ridotto tenore in fibra. Questo tipo di alimentazione, povera in fibre e scorie, deve essere seguita dal medico specialista e protratta solo per periodi di tempo limitati.
Alimenti da Evitare Durante la Diverticolite
Nella dieta per combattere la diverticolite si dovrebbe evitare:
- Cioccolato.
- Cibi fritti e piccanti.
- Bevande alcoliche e gassate.
- Cibi cucinati con grassi aggiunti (soprattutto di origine animale).
Dopo la fase acuta è bene eliminare per un breve periodo gli alimenti ad alto contenuto di lattosio tra i quali il latte e i formaggi freschi. È importante evirare la frutta e la verdura da cui non è possibile togliere i semini.
Dieta per la Malattia Diverticolare
Quello che spesso non è chiaro a chi soffre di diverticolite è che sebbene questa patologia possa essere causata da una dieta povera di fibre, non è generalmente consigliabile assumerne a dismisura durante la fase infiammatoria. La dieta per la malattia diverticolare varia, a seconda dello stato di malattia. Una dieta appropriata può anche prevenire o ritardare la formazione dei diverticoli, anche se, spesso, questa avviene per una predisposizione ereditaria, genetico-costituzionale.
Ricordo che i diverticoli sono sacchette, che il viscere forma verso l’esterno, cioè verso la cavità peritoneale, e queste sacchette si formano nei luoghi di minore resistenza alla pressione, che sono i punti d’ingresso dei vasi arteriosi, venosi e linfatici. La dieta può contribuire a rendere le feci più morbide, scorrevoli e idratate, e, in tal modo, ridurre la pressione interna al viscere, che porta alla formazione della tasca diverticolare. Fatta questa doverosa premessa, occorre fare un distinguo tra quella che può essere una dieta consigliabile nella fase della presenza diverticolare, non complicata da aspetti flogistici o infettivi, e quella da prescrivere nei casi di diverticolite.
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Raccomandazioni Dietetiche Generali
Diverticolosi
- Assumere un’adeguata quantità di fibre morbide, tipo Psyllio (circa 30-40 grammi/die).
- Idratarsi a sufficienza (bere acqua a piccoli sorsi, preferibilmente a stomaco vuoto, almeno 1,5 litri al dì).
- Ridurre i grassi, soprattutto di origine animale, le bevande e gli alimenti ricchi di zuccheri.
- Cucinare senza grassi aggiunti. Preferire metodi di cottura come vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, padella antiaderente; evitare la frittura e i bolliti di carne.
- E’ possibile consumare integratori alimentari a base di fibra in polvere (Psyllio).
Diverticolite
Durante la fase infiammatoria, in presenza di diverticolite, le raccomandazioni dietetiche cambiano. In alcuni casi si rende necessario il ricovero, mettendo a riposo l’intestino, alimentando il Paziente per via parenterale (con le flebo). A domicilio, prediligere una dieta liquida o semiliquida, a tenore ridotto in fibra. Queste diete, povere in fibra e scorie, vanno seguite sotto controllo e per periodi di tempo limitati.
Pertanto, in caso di diverticolite o malattia diverticolare complicata, con sintomi sub-occlusivi, dolore e febbre, è opportuno consultare il proprio Medico e valutare un ricovero, per “mettere a completo riposo” l’intestino,con digiuno assoluto o una dieta assolutamente liquida e chiara, con nutrizione enterale o parenterale.
Alimenti Consigliati e Sconsigliati
A seguire, uno schema di alimenti non consentiti, consentiti con moderazione, consentiti e consigliati nel caso della malattia diverticolare, sintomatica o non sintomatica, ma non complicata.
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Alimenti Non Consentiti
- Legumi, oppure assumerli passati o centrifugati per eliminare le bucce.
- Verdure con fibre molto dure e filamentose (finocchi, carciofi, fagiolini, asparagi, ecc.). Se si desidera assumerli, andrebbero consumati sminuzzati o centrifugati o cotti e passati al setaccio.
- Bevande che irritano la parete intestinale come alcolici e superalcoolici, ma anche tè e caffè e altre sostanze nervine.
- Spezie piccanti (come pepe e peperoncino), curry.
- Cacao.
- Insaccati, salame, salsicce, mortadella.
- Alimenti che possono provocare meteorismo, come bevande gassate, frappè, panna montata, maionese, chewing-gum.
- Dopo un episodio infiammatorio (diverticolite), può verificarsi un’intolleranza al lattosio. In questi casi è opportuno eliminare anche i cibi contenenti lattosio (latte e latticini) che potranno essere reintrodotti gradualmente dopo alcune settimane dalla remissione dei sintomi:
- Latte.
- Burro.
- Formaggi freschi.
- Affettati e insaccati contenenti lattosio (come il prosciutto cotto e i wurstel).
- Prodotti da forno contenenti lattosio (biscotti, merendine, torte…).
Alimenti Consentiti con Moderazione
- Tè deteinato o caffè decaffeinato.
- Latte o latticini a basso tenore in lattosio, quali lo yogurt e alcuni formaggi, oppure, per non rinunciare agli importanti nutrienti del latte, consumare Grana Padano, che non contiene lattosio.
Alimenti Consentiti e Consigliati
- Acqua, almeno 1,5-2 Litri di liquidi al giorno (preferibilmente acqua oligominerale naturale, ma anche consumando brodo o tisane).
- Verdura, almeno una porzione a pranzo o cena, cruda o cotta. Per la scelta del tipo di verdura, valutare la tollerabilità individuale, tuttavia, poiché è importante anche la capacità delle verdure di trattenere acqua per aumentare il volume delle feci, sono molto utili lattuga, radicchio, sedano e carote cotti, zucchine e cipolle (ricche di inulina), carote e patate lessate. Bene anche i centrifugati di verdura.
- Per la frutta preferire mele (contenenti pectina), arance, pere, banane (ricche di inulina).
- Alternare i cereali raffinati (pane, pasta, riso…) con gli analoghi integrali.
Consigli Comportamentali
- Praticare regolarmente attività fisica (camminare almeno 20-30 minuti al giorno e fare ginnastica). L’attività fisica aiuta a mantenere tonici i muscoli della parete addominale, migliora la motilità intestinale e riduce il ristagno di feci nei diverticoli. In caso di necessità, aiutarsi con l’aggiunta di Polietilenglicoli (consultare prima il Medico).
- Sia in caso di semplice diverticolosi, sia in presenza di diverticoli infiammati è importante correggere fattori di rischio come il fumo.
Consigli Pratici
- Per incrementare l’apporto di fibre e di acqua, al pasto serale è bene abituarsi a consumare anche minestroni e passati di verdure (possibilmente frullati o passati).
- L’aumento del consumo di fibra (frutta, verdura, alimenti integrali) può determinare un temporaneo aumento del meteorismo. Tale effetto è destinato a scomparire nel giro di qualche settimana.
Il meteorismo indotto dal consumo di fibra si può ridurre con le seguenti strategie:
- Aumentare gradualmente l’introduzione di fibra (limitando cavolfiori e broccoli).
- Aumentare contemporaneamente il consumo di acqua.
- Incrementare l’attività fisica.
Ricette Consigliate
- Pasta di mais, nocciole e agrumi.
- Riso integrale mantecato con succo di barbabietola e Parmigiano.
- Risotto al radicchio trevigiano.
- Straccetti di manzo con insalate cotte.
- Minestrone invernale con gramigna.
- Passato di porri e patate.
- Involtini di sogliola all’arancia
- Zucchine alle noci.
- Branzino al sale in salsa di rosmarino.
- Farfalle al pesto e faraona.
- Vellutata di porri e patate (consentita)
Diverticolosi Colica: Cenni Nutrizionali
Circa 50 anni fa, Painter e Burkitt hanno ipotizzato che una dieta povera di fibre, causata dalla diffusione di carboidrati raffinati nei paesi occidentali, avesse un ruolo importante nella patogenesi della diverticolosi colica. A supporto di questa ipotesi veniva riportata la rarità di diverticoli colici nella popolazione africana, nella quale tradizionalmente il consumo di fibre dovrebbe essere maggiore, e viceversa la loro diffusione nei paesi occidentali. Una dieta a basso contenuto di fibre porterebbe alla formazione di feci più dure e meno voluminose, a una diminuzione del calibro del colon e allo sviluppo di una pressione endoluminale più elevata (Legge di Laplace).
Questo processo porterebbe alla formazione di una zona ad alta pressione endoluminale e faciliterebbe l’erniazione della mucosa colica, attraverso zone di minore resistenza, portando allo sviluppo del diverticolo. Tuttavia, sono disponibili poche evidenze a sostegno di questa ipotesi, e purtroppo tali studi non prendono in considerazione diversi fattori, tra cui le reali abitudini alimentari dei Pazienti, il fumo, l’esercizio fisico, il tipo di assistenza sanitaria ricevuta e la longevità della popolazione.
Recentemente, infatti, questa ipotesi è stata rivisitata e uno studio osservazionale, basato su dati endoscopici, ha evidenziato che una dieta ad alto contenuto di fibre è addirittura associata a una maggiore prevalenza di diverticolosi del colon. Altrettanto importante, seppure controverso, è il ruolo delle fibre come presidio terapeutico nella malattia diverticolare sintomatica. È stato osservato che una dieta ad alto contenuto di fibre (>30gr/die), o una loro supplementazione, può essere utile nel ridurre i sintomi nella SUDD e può ridurre il rischio di sviluppare diverticoliti; tuttavia gran parte degli studi che avvalorano questa ipotesi è di bassa qualità, in quanto si tratta di studi non randomizzati e non controllati, e di conseguenza il contributo delle fibre in quest’ambito rimane da chiarire.
Sebbene una dieta ad alto contenuto di fibre venga suggerita sia nella prevenzione della formazione dei diverticoli colici che nella terapia della SUDD, non esistono al momento robuste evidenze in grado di supportare questa indicazione nella pratica clinica.
Alimenti Consigliati e Dubbi
Per i pazienti con diverticolosi colica non sono previste restrizioni dietetiche particolari. Tuttavia, uno stile di alimentazione di tipo vegetariano e ricco di fibre dietetiche sembra essere associato a un minor rischio di sviluppare diverticoliti e di andare incontro a ricoveri per malattia diverticolare. È noto che per diversi anni i Pazienti con diverticoli colici sono stati invitati a evitare cibi ricchi di semi, noci e mais, basandosi sull’ipotesi che i relativi residui potessero rimanere intrappolati nel colletto diverticolare determinandone l’ostruzione o causandone l’abrasione, dando pertanto inizio a una cascata di eventi che avrebbero condotto allo sviluppo di diverticolite o emorragia. Tuttavia, questa ipotesi non è stata confermata da un importante studio longitudinale, che ha dimostrato l’assenza di un’associazione tra il consumo di questi cibi e l’insorgenza di complicanze della malattia. Al momento non esiste alcuna evidenza sulla base della quale i Pazienti con diverticoli colici debbano evitare cibi con alti residui.
In pazienti con diverticolosi colica il consumo di bevande alcoliche potrebbe aumentare il rischio di sviluppo di malattia diverticolare sintomatica e di diverticolite. Tuttavia, i risultati degli studi disponibili sono contrastanti e sono necessari nuovi studi per definire questa eventuale associazione, possibilmente differenziando il contributo delle diverse bevande (birra, vino, superalcolici).
È stato dimostrato che uno stile di alimentazione occidentale (ricco di carne, soprattutto rossa e lavorata, dolci, cereali raffinati e ad alto contenuto di grassi) rispetto a un’alimentazione caratterizzata da un maggiore introito di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, carne bianca e pesce, può predisporre a un maggior rischio di diverticolite.
È stato osservato che una dieta ad alto contenuto di fibre (>30gr/die), o una loro supplementazione, può essere utile nel ridurre i sintomi nella SUDD e può ridurre il rischio di sviluppare diverticoliti; tuttavia gran parte degli studi che avvalorano questa ipotesi è di bassa qualità, in quanto si tratta di studi non randomizzati e non controllati, e di conseguenza il contributo delle fibre in quest’ambito rimane da chiarire.
Tabella Riassuntiva Alimenti Consigliati e Sconsigliati
| Categoria | Alimenti Consigliati | Alimenti da Evitare |
|---|---|---|
| Liquidi | Acqua, brodo vegetale, tisane | Bevande alcoliche e gassate |
| Cereali | Pasta, riso, semolino (in brodo e conditi con olio crudo) | Alimenti integrali durante la fase acuta |
| Proteine | Carne tritata o omogeneizzata, pesce tritato, uova | Insaccati, salame, salsicce, mortadella |
| Frutta e Verdura | Banana, mela, zucchine, carote, patate (lessate), centrifugati di verdura | Verdure con fibre dure (finocchi, carciofi, fagiolini, asparagi), frutta con semini |
| Latticini | Yogurt, Grana Padano (con moderazione) | Latte e formaggi freschi (durante la fase acuta) |
| Altri | Olio extravergine d'oliva (a crudo e con moderazione) | Cioccolato, cibi fritti e piccanti, cibi cucinati con grassi aggiunti |
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