Da quasi due secoli, la scienza medica moderna indaga la correlazione tra dieta, miglioramento della salute e aumento dell'aspettativa di vita. Questo ricercatore ha sviluppato un sistema nutrizionale, da rispettare per pochi giorni all'anno, che - secondo studi preliminari - potrebbe garantire un qualche beneficio in termini di aumento dell'aspettativa di vita e miglioramento dello stato di salute generale.
Popolazioni Centenarie e Abitudini Alimentari
I demografi rivelano che la prima "Blu Zone" al mondo sia proprio la regione Sardegna, collocata al centro del Bacino Mediterraneo. Spicca, in particolare, la provincia di Nuoro (con epicentro a Seulo, capoluogo dell'omonima sub regione sarda) dove gli uomini ultracentenari sono davvero numerosi. La persona più anziana al mondo è tuttavia giapponese, della zona di Fukuoka; si chiama Kane Tanaka (data di nascita 2 gennaio 1903) ed ha ben 118 anni. La signora afferma di consumare prevalentemente riso, pesce e zuppe, regime tipico del Giappone meridionale.
Cosa hanno in comune queste popolazioni? Un maggior livello di attività motoria domestico e lavorativo (non parliamo quindi di sport, ma del movimento legato alla quotidianità), una dieta prevalentemente costituita da alimenti freschi del territorio - legata quindi alla loro stagionalità e disponibilità - e con alta importanza di quelli vegetali, una bassa densità energetica globale e la pressoché assenza di junk-food.
La Dieta Mima Digiuno: Cos'è e Come Funziona
Periodicamente (da 30 giorni a 4 mesi, in base al soggetto), seguire 5 giorni di alimentazione programmata: il dott Longo ha raccolto in una scatola tutti i cibi da consumare nell'arco di tempo in questione. La dieta del digiuno intermittente, conosciuta anche come dieta «mima digiuno», prevede l’assunzione controllata di proteine (11-14%), carboidrati (42-43%) e grassi (46%), per una riduzione calorica complessiva compresa tra il 34 e il 54% rispetto all’apporto canonico.
Verificare di essere idonei alla dieta mima digiuno: la dieta mima digiuno esercita una serie di effetti abbastanza radicali (riduzione ed espansione dei tessuti e degli organi, ad esempio il fegato e i muscoli). Non tutti sono in grado di tollerarla e, per certi individui, può risultare "disagevole". E' assolutamente sconsigliata a chi soffre di certe malattie.
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Tipi di Dieta Mima Digiuno
- La dieta 5:2 prevede che per cinque giorni alla settimana si possa mangiare assumendo tutti gli alimenti, senza eccezioni. Il periodo deve essere inframezzato da due giornate (tra loro non consecutive) in cui l’approvvigionamento energetico non deve essere superiore a un quarto di quello abituale: ovvero tra 500 e 600 Kilocalorie (200-250 a colazione e 300-350 a cena).
- La dieta del digiuno intermittente quando si concentra l’assunzione di alimenti in un periodo variabile tra 6 e 8 ore (schema 16/8). Prima dell’inizio della giornata e dopo l’ultimo pasto, viene evitato anche il più piccolo spuntino, in modo da abituare l’organismo a vivere e a «lavorare» in condizioni di riduzione della sazietà.
Studi e Ricerche sulla Dieta Mima Digiuno
Longo ha inizialmente studiato gli effetti della dieta mima digiuno sui lieviti (S. cerevisiae), ottenendo in seguito conferme sulle cavie di laboratorio. Tuttavia, attualmente, risulta un solo studio clinico pubblicato (su umani), con soli 38 soggetti arruolati (di cui 19 controllati con dieta normale e 19 sottoposti a 3 cicli di dieta mima digiuno). Analizzando lo studio in questione emergono potenziali lacune nella scelta del campione, che - seppur ben rappresentato per età e sesso - sembra piuttosto vago per quanto riguarda il peso dei soggetti arruolati e i relativi fattori di rischio cardiovascolare.
Una lacuna ancor più grave è l'assenza di un gruppo di controllo sottoposto a dieta identica per apporto calorico ma "normale" per composizione (ad esempio mediterranea oppure ricchissima di proteine animali, dato che queste ultime vengono così demonizzate dalla dieta mima digiuno). Non mancano, a tal proposito, studi scientifici che indicano come diete ad alto contenuto proteico, ma povere di calorie, si associano a un miglioramento del rischio cardiovascolare e della longevità.
Il fatto che la dieta preveda l'utilizzo di appositi prodotti commerciali (kit di "pasti pre-confezionati") solleva ulteriori dubbi circa l'imparzialità della magnificazione mediatica dei presunti - e tutti da dimostrare! - vantaggi della dieta mima digiuno. Anzitutto, il calo ponderale è parzialmente dovuto alla disidratazione e allo svuotamento delle riserve di glicogeno muscolare ed epatico. Ciò significa che pur essendo tendenzialmente benefica, la dieta mima digiuno si rivela anche debilitante. In secondo luogo, l'aumento dei corpi chetonici è imputabile ad una condizione di ipoglicemia e ossidazione lipidica.
Diete Restrittive e Tumori: Attenzione al Fai da Te!
Le diete restrittive, soprattutto senza la supervisione di un esperto, possono causare problemi nutrizionali e tanto stress a chi ha ricevuto una diagnosi di tumore. Negli ultimi anni sono state proposte numerose diete restrittive che, secondo chi le propugna, andrebbero seguite dopo una diagnosi di cancro. Tra gli obiettivi indicati vi è l’idea che tali diete possano contribuire all’efficacia dei trattamenti riducendo gli effetti avversi, migliorare la qualità di vita e persino potenziare la risposta alla terapia.
Tra i tipi di alimentazione restrittiva più studiati per i pazienti oncologici vi sono le cosiddette diete mima-digiuno e la dieta chetogenica. Le diete di digiuno consistono nell’evitare di mangiare (ma con la possibilità di assumere acqua a volontà) per un determinato periodo di tempo che può andare da alcune ore fino a giorni interi. Non è certo semplice seguire un regime alimentare tanto rigido per periodi prolungati, soprattutto per persone che già devono confrontarsi con il cancro. Anche per questa ragione sono state studiate diete che “mimano” gli effetti metabolici del digiuno e che sono basate su livelli di calorie estremamente bassi, da seguire in genere per 3-4 giorni ogni mese.
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Anche se i numeri precisi non sono noti, si pensa che siano numerosi i pazienti oncologici che seguono una dieta restrittiva. Spesso le iniziano dopo averne scoperto l’esistenza su internet, senza la supervisione di un medico esperto, anche a causa della scarsa disponibilità di servizi nutrizionali adeguati per pazienti oncologici.
Rischi delle Diete Restrittive per Corpo e Mente
- Rischio di malnutrizione
- Aumento del livello di stress e ansia
- Perdita del piacere del cibo
- Limitazione delle occasioni di scambio sociale
Le scelte dietetiche, suggeriscono gli esperti, dovrebbero sempre essere effettuate chiedendo aiuto a professionisti e con un approccio multidisciplinare che dia importanza agli aspetti non solo fisici ma anche psicologici. In ogni caso, meglio evitare il fai da te.
Il Ruolo del Digiuno Terapeutico
Il digiuno terapeutico è la rinuncia volontaria ai cibi solidi per un periodo specifico e limitato nel tempo. Le prime 24-48 ore della terapia prevedono il digiuno completo con la sola assunzione di acqua. In questa fase (la più dura), il corpo consuma la maggior parte dello zucchero e dei trigliceridi presenti nel sangue; i livelli di glucosio vengono mantenuti progressivamente stabili dalle riserve epatiche (glicogeno), mentre l’azione motoria (consigliato il riposo assoluto) è supportata prevalentemente dalle riserve di glicogeno muscolare.
ATTENZIONE! Questa tecnica non può essere utilizzata in caso di compromissioni epatiche, diabete mellito tipo 1 o altre malattie che implicano una difficoltà metabolica importante.
L’obiettivo del digiuno terapeutico è anche “affamare il tumore”: in situazioni di ‘carenza energetica’ le cellule normali entrano in “modalità protettiva” abbassando la proliferazione cellulare, al contrario, le cellule tumorali perdono questa capacità, e restano quindi sensibili al trattamento chemioterapico.
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Effetti del Digiuno sul Corpo
Il digiuno può essere benefico o nocivo in base ad alcuni fattori; ad esempio: durata, completezza dell’astensione alimentare o supporto nutrizionale, controllo medico, presupposti patologici per la sua applicazione ecc. Il digiuno, controllato o non controllato, terapeutico oppure no, risulta comunque molto stressante per il corpo e la mente. Tuttavia, la sua potenziale nocività dipende soprattutto dai parametri con i quali viene programmato, pertanto l’utilizzo indiscriminato su tutti i pazienti indipendentemente dal tipo e grado di malattia e dallo stato nutrizionale del paziente stesso, non può essere applicato. Un utilizzo non controllato può anche peggiorare lo stato di salute.
Possibili Effetti del Digiuno
- Produzione di chetoni: sono sostanze potenzialmente tossiche, ma con la loro azione sul sistema nervoso centrale, riducono lo stimolo della fame.
- “Lavaggio cellulare”: il digiuno terapeutico consente di sfruttare i meccanismi di eliminazione delle sostanze inutili o tossiche presenti negli alimenti.
- Ripristino della funzionalità papillare gustativa della lingua: questo effetto di “reset” percettivo dei gusti è molto utile per la successiva riorganizzazione della dieta.
Digiuno e Chemioterapia
Studi su modelli murini hanno dimostrato che un breve digiuno di circa 48-72 ore, prima della somministrazione dei chemioterapici, protegge i topi da dosi letali di farmaci che inducono cardiotossicità o che danneggiano il DNA. Ci sono però indicazioni che lo stesso effetto dato dal digiuno possa essere ottenuto con la dieta chetogenica o dieta mima-digiuno, che si basa su una diminuzione dei carboidrati, un aumento dei grassi e un basso contenuto di proteine.
Molti oncogeni regolerebbero in senso negativo tale resistenza. Lo studio clinico di Dorff e colleghi ha voluto investigare se attraverso il digiuno si attenuassero gli effetti collaterali della chemioterapia con platino, sulla base di altri dati scientifici che hanno mostrato un effetto differenziale su cellule sane e cellule tumorali.
Tabella riassuntiva degli studi sul digiuno e la chemioterapia:
| Università | Pazienti | Tipo di Tumore | Intervento |
|---|---|---|---|
| University of Southern California | 18 | Vescica | Digiuno di 24-72 ore con chemioterapia |
| Università di Leiden | 13 | Seno | Digiuno di 48 ore prima della terapia |
| Università di Genova | Vari | Seno, Esofago, Prostata, Polmone | Digiuno di 48-140 ore prima e 5-56 ore dopo la chemioterapia |
Il digiuno non può essere attuato senza una precedente valutazione medica da parte dell’oncologo che ne indichi l’eventuale attuazione, la modalità di esecuzione e di ripresa dell’alimentazione, in collaborazione con il nutrizionista.
La Dieta Mima Digiuno del Dott. Valter Longo
La Dieta Mima Digiuno (DMD) ideata dal biochimico dott. Valter Longo, è una tipologia di digiuno periodico che prevede una forte limitazione in proteine e zuccheri e ricchezza di alcune tipologie di grassi come quelli derivanti dalla frutta secca a guscio e dall’olio extravergine di oliva. Secondo il modello del dott. Longo, andrebbe eseguita per 5 giorni conseguitivi al mese, intervallata secondo alcuni criteri stabiliti. Il tutto accompagnato da acqua a volontà, integratore di omega 3/6 e multivitaminico.
La DMD differisce da un digiuno standard perché prevede l’assunzione di alcune categorie di cibi per i 5 giorni in cui si attua. La DMD può innescare effetti simili a quelli dell’immunoterpia, perché da un lato rende più sensibili le cellule tumorali all’attacco del sistema immunitario, dall’altro lato ringiovanisce il sistema immunitario stesso, rendendolo più efficace.
Nel suo libro “La Dieta della Longevità”, nel capitolo dedicato ai tumori, il dott. Longo conclude dicendo che in attesa che questo protocollo dietetico in fase di studio venga reso disponibile e accessibile, se l’oncologo è d’accordo e le condizioni cliniche del paziente lo consentono, “il paziente può intraprendere unaDMD per 3 giorni prima e 1 giorno dopo i trattamenti”.