La malattia renale cronica (MRC) è definita come qualsiasi patologia che interessa il rene e che può provocare la perdita progressiva e completa della funzione renale o complicanze derivanti dalla ridotta funzione renale. La MRC è anche definita come la presenza di danno renale, evidenziato da particolari reperti laboratoristici, strumentali o anatomo-patologici, o dalla ridotta funzionalità renale che perduri da almeno 3 mesi, indipendentemente dalla malattia di base. Secondo la Società Italiana di Nefrologia, in Italia circa una persona su 10 ha una MRC, spesso senza saperlo. La naturale conseguenza della MRC è l'insufficienza renale cronica (IRC), ovvero la perdita progressiva e irreversibile della funzione renale, con conseguente riduzione della capacità di filtrazione dei reni.
La perdita completa della funzione renale rende necessario un trattamento sostitutivo, come la dialisi o il trapianto. Esami di laboratorio semplici e di basso costo su sangue ed urine consentono la diagnosi precoce di MRC, valutando la velocità del filtrato glomerulare e la presenza di microalbuminuria. Le persone con MRC sono a elevato rischio non solo di insufficienza renale, ma anche di malattia cardiovascolare. Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato possono prevenire o ritardare sia la comparsa di IRC che la morbilità e mortalità cardiovascolare.
La causa più comune di IRC è la nefropatia diabetica, una malattia insidiosa, progressiva e irreversibile con compromissione della funzionalità renale. In passato, la definizione di IRC si basava sui valori di creatinina nel sangue, ma oggi si riconosce che le disfunzioni renali iniziano molto prima dell'innalzamento dei valori di creatinina, rendendo cruciale una diagnosi precoce per prevenire o rallentare la progressione della malattia.
Gestione della Nefropatia Diabetica attraverso la Dieta
La terapia dietetico nutrizionale (TDN), in particolare la dieta a basso contenuto proteico, è un intervento nutrizionale in grado di rallentare la progressione della malattia renale. La progressione della malattia può essere rallentata più efficacemente quando la TDN e la terapia farmacologica sono combinate. Poiché lo sviluppo del diabete di tipo 2 è fortemente legato alle abitudini alimentari e all’eccesso di adiposità, è ragionevole considerare strategie mirate alla gestione di questi fattori in caso di nefropatia diabetica.
Rispetto alla popolazione generale, i pazienti con nefropatia diabetica hanno spesso requisiti nutrizionali complessi che includono l’aumento o la limitazione dell’assunzione di determinati nutrienti. Pertanto, il consiglio dietetico primario per i pazienti con nefropatia diabetica dovrebbe includere la raccomandazione a seguire una dieta equilibrata e sana che sia ricca di verdure, frutta, cereali integrali, fibre, legumi, proteine vegetali, grassi insaturi e noci e sia a basso contenuto di carni lavorate, carboidrati raffinati e bevande zuccherate.
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Per la gestione ottimale della persona affetta da IRC è opportuno che il paziente sia seguito da un dietista esperto col supporto di un team motivato per assicurare il raggiungimento e/o il mantenimento di uno stato nutrizionale soddisfacente. Purtroppo la situazione a livello italiano non vede ancora la presenza capillare di Servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica in tutti i presidi ospedalieri ove vengono seguiti pazienti con IRC.
Linee Guida Generali per la Dieta
Pertanto di seguito verranno date alcune indicazioni di massima, basate sulle Linee Guida Italiane delle Società di Nefrologia e di Dietetica e Nutrizione Clinica. La loro applicazione è da limitare ai soli casi in cui non vi sia la possibilità di essere seguiti da un dietista all’interno del team nefrologico.
- Ridurre la quantità di proteine: Consumare circa 0.7 g di proteine per kg (riferirsi al peso ideale).
- Apporto calorico adeguato: Circa 35 Kcal per kg (peso ideale)/die per i soggetti di età < 60 anni e circa 30 Kcal per kg (peso ideale)/die per i soggetti di età > 60 anni.
- Aumentare carboidrati e lipidi: Un simile apporto calorico deve essere garantito aumentando, rispetto alla dieta di un soggetto sano, le percentuali di carboidrati e di lipidi nella dieta.
Nel seguire le indicazioni si deve però tenere conto che, per ottenere una corretta ed equilibrata alimentazione che fornisca all’organismo tutti i nutrienti di cui necessita, occorre assumere la giusta quantità (porzione) dell’alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni alimenti debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente, all’interno di uno schema alimentare personalizzato. L’alimentazione della giornata deve rispettare il bilancio energetico di ciascuno e l’energia introdotta deve essere uguale a quella spesa per non aumentare il rischio di sovrappeso, obesità ma anche di malnutrizione.
Alimenti e Nutrienti Specifici
Potassio: La limitazione degli alimenti ricchi in potassio deve essere effettuata solo su precisa indicazione del Nefrologo curante, in quanto molti alimenti ricchi in potassio hanno importanti valenze salutistiche e possono aiutare a prevenire l’insorgenza di malattie cardiovascolari così frequentemente associate a questa patologia.
Sale: È buona regola ridurre quello aggiunto alle pietanze durante e dopo la cottura e limitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità (alimenti in scatola o salamoia, dadi ed estratti di carne, salse tipo soia).
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Fosforo: Per ridurre ulteriormente il quantitativo di fosforo degli alimenti è consigliato metterli a bagno in un recipiente e tenuti in frigo 8-9 ore prima della cottura.
Carboidrati: Da diabetici, è importante imparare a riconoscere quali alimenti contengono carboidrati ed essere in grado di stimarne le quantità. In questo modo, la quantità totale di carboidrati che si mangia sarà bilanciata con i farmaci e il livello di attività fisica. Il dietologo deve insegnare un sistema chiamato conteggio dei carboidrati per mantenerne l'assunzione sotto controllo.
Esempi di Alimenti
Alimenti consentiti:
- Alimenti aproteici appositamente prodotti senza proteine, come pane, pasta, riso, farina, crackers, fette biscottate, biscotti.
- Carne (tutti i tipi ad eccezione di quelle molto grasse, scegliendo le parti più magre e meno venate).
- Pesce (fresco o surgelato ad eccezione delle varietà grasse).
- Verdura (sia fresca che surgelata esclusi i legumi).
- Condimenti (privilegiare l'uso di olio extravergine di oliva oppure scegliere olio di semi).
- Caffè, miele, marmellata, zucchero (con moderazione).
- Pane toscano.
Esempi di piatti consigliati:
- Risotto al radicchio trevigiano
- Filetto di merluzzo con ciliegini
- Hamburger di melanzane
- Insalata di riso con zucchine e peperoni
- Mezze maniche alla ratatouille
- Branzino al trito di basilico con le verdure
- Spiedini di pesce spada e cipolla rossa
- Filetto di orata con polenta
Importanza del Peso e dello Stile di Vita
In caso di sovrappeso o obesità si raccomanda la riduzione del peso e del “giro vita” ossia la circonferenza addominale, indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Mantenere uno stile di vita attivo compatibilmente con il grado della malattia (abbandona la sedentarietà!).
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Altri consigli includono:
- Adeguato controllo della pressione arteriosa.
- Controllare il peso corporeo al mattino prima della colazione.
- Attenzione ai farmaci.
- Non fumare.
Benefici della Terapia Dietetico Nutrizionale (TDN)
Vediamo nel dettaglio quali sono i benefici della TDN:
- Un eccessivo apporto calorico può contribuire all’obesità e alla dislipidemia e aggrava la resistenza all’insulina, limita l’efficacia delle terapie antidiabetiche ed ipolipidemizzanti e ne richiede l’aumento della posologia.
- La riduzione combinata dell’introito alimentare di sodio-cloruro e del fosforo può avere un effetto sinergico anti-proteinurico nei pazienti in terapia con ACE-inibitori o sartani.
- La riduzione del carico netto di acidi ottenuta con diete ricche di vegetali ha permesso di ridurre del 50% la prescrizione di bicarbonato e di migliorare la resistenza insulinica nei diabetici.
- Le diete a basso contenuto proteico riducono i livelli di albumina nelle urine in DN.
- Una dieta a basso contenuto proteico con circa 0,6 g di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno può ridurre la progressione dell’insufficienza renale del 75% nei pazienti con DN con diabete mellito di tipo 1 in un periodo di 3 anni.
Conclusioni
La gestione della ND richiede un approccio multidisciplinare che combini la riduzione del rischio cardiovascolare con elementi per rallentare la progressione della malattia renale. I piani personalizzati di gestione della dieta hanno un grande impatto sulla qualità della vita del paziente. La TDN nei pazienti con ND può non essere più considerata una misura complementare, ma un fattore significativo che ritarda la progressione della malattia, aumentando la sopravvivenza.
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