Dieta Oloproteica e Fibromialgia: Benefici e Approcci Nutrizionali

La fibromialgia è una patologia complessa che impatta in modo significativo sulla qualità della vita di chi ne soffre. La sindrome fibromialgica (FMS) è una patologia caratterizzata dal dolore diffuso e punti dolorabili alla palpazione (tender points). La sindrome fibromialgica è una malattia reumatica a genesi multifattoriale ed estremamente varia.

Colpisce approssimativamente 1.5 - 2 milioni di italiani e ad oggi sappiamo che la fibromialgia è maggiormente diffusa tra le donne e che può comparire a qualsiasi età, ma il picco si colloca tra i 40 e i 60 anni. La FMS è più diffusa nelle donne con un rapporto uomo-donna pari a 3:1. La sindrome fibromialgica sembra colpire dal 2-4% della popolazione generale, con una prevalenza in Italia del 2,2%.

La diagnosi si effettua attraverso l’anamnesi ed il colloquio con il paziente e l’esame clinico, poiché gli esami di laboratorio sono tutti nella norma. La diagnosi di sindrome fibromialgica è esclusivamente clinica, in quanto non ci sono esami strumentali o diagnostici specifici per tale patologia. Il dolore è la caratteristica fondamentale della sindrome. E’una patologia cronica caratterizzata da dolore diffuso muscoloscheletrico, disturbi del sonno, fatica cronica, alterazioni neurocognitive e molti altri sintomi, come la cefalea o la sindrome del colon irritabile.

Comprendere la Fibromialgia

Attualmente non sono ancora note le cause della fibromialgia ma è parere comune nella comunità medico-scientifica che la fibromialgia sia causata da fattori genetici ed ambientali concomitanti e colpisca maggiormente le donne. Tra le cause multifattoriali possono essere annoverate eventi stressanti come una malattia, un lutto familiare, un trauma fisico o psichico. La causa esatta della fibromialgia è tuttora sconosciuta. Ciò che è certo è che la eziologia multifattoriale della fibromialgia rende difficoltoso la diagnosi in quanto molti sintomi sono specifici e comuni ad altre patologie muscoloscheletriche, endocrine e neurologiche, come la sclerosi multipla, che soltanto con test diagnostici mirati potranno essere distinti indirizzando verso una diagnosi di fibromialgia. Ho menzionato la sclerosi multipla in quanto quest’ultima è una delle patologie con la quale la fibromialgia può trovarsi in diagnosi differenziale.

La teoria che lo stress ossidativo possa essere implicato nella fisiopatologia della FM sta prendendo sempre più piede, ma non è chiaro ancora esso sia una causa o una conseguenza della FM. Spesso questa condizione è provocata da aumento di citochine pro-infiammatorie, bassi livelli di serotonina, alti livelli di glutammato (neurotrasmettitore eccitatorio) e bassi livelli di acido gamma ammino butirrico (GABA).

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Il Ruolo dell'Alimentazione

Importante tenere presente che l’alimentazione corretta deve essere alla base di qualsiasi approccio terapeutico e può incidere su vari aspetti. È ormai un’idea condivisa che l’alimentazione insieme ad uno stile di vita attivo rappresenta il cardine fondamentale per una corretta prevenzione e protezione da numerose patologie tra le quali possiamo collocare la sindrome fibromialgica. Gli innumerevoli studi in campo nutrizionale hanno ormai concluso che gli alimenti, con il loro contenuto di nutrienti ed altre molecole bio-attive, influenzano tutti i processi fondamentali dell’organismo.

Occorre fare una distinzione tra alimentazione e nutrizione. Il primo termine si riferisce a ciò che scegliamo o siamo abituati a mettere a tavola. Successivamente questi cibi saranno digeriti ed elaborati dal corpo. La nutrizione, invece, si riferisce più propriamente al complesso dei sistemi biologici in grado di iniziare, sostenere ed influenzare le diverse attività funzionali di cellule, tessuti e organi. Per ricominciare a stare meglio e fare prevenzione bisogna ripartire da ciò che accade realmente nel corpo. In aggiunta al ruolo svolto nella riduzione dei fattori di rischio l’alimentazione è efficace anche in chiave terapeutica, cioè laddove c’è già un disturbo o una malattia. Da qui nasce il termine Nutri-terapia, il cui spettro di azione negli ultimi decenni è in continua espansione. Da sola oppure in combinazione ad altre terapie le terapie nutrizionali consentono di porre termine ad un disturbo oppure di tenere a bada i sintomi oppure di aumentare l’efficacia di altri trattamenti.

Alimentazione e Fibromialgia: Quali Collegamenti?

Diverse evidenze scientifiche mostrano come una dieta sbilanciata sembra contribuire all’esacerbazione della sintomatologia dolorosa nella fibromialgia. Se anche tu ti ritrovi nella ricostruzione dei sintomi della fibromialgia o ti hanno diagnosticato questa condizione patologica, sappi che un’alimentazione studiata sulla tua condizione dolorosa ed elaborata dal nutrizionista di fiducia, potrà aiutarti a gestire la vita di tutti i giorni. In occasiona della prima consulenza, il nutrizionista procederà ad una vera e propria indagine sul tuo complessivo stato di salute sulla base dei referti e delle indicazioni mediche a tua disposizione così come anche delle tue abitudini e del tuo stile di vita. In questa fase il nutrizionista potrà anche richiederti di tenere un diario alimentare per comprendere quali sono gli alimenti che contribuiscono ad amplificare la tua sintomatologia dolorosa e quali sono le tue sensazioni quotidiane. Come abbiamo visto, esiste una stretta connessione tra fibromalgia e alimentazione.

Nonostante la fibromialgia abbia mostrato una chiara tendenza a ricorrere in più soggetti all’interno di certe famiglie, appare chiaro che la fibromialgia non è una malattia genetica. Il test genetico non è dunque parte, ad oggi, dell’approccio di routine nella diagnosi di fibromialgia.

Strategie Dietetiche Utili

Non esiste una dieta specifica per questo problema tuttavia per una patologia che si esprime con dolore e stanchezza muscolare l’alimentazione ha un ruolo decisivo; infatti, il problema del dolore muscolare potrebbe essere amplificato dalla carenza proteica della dieta, inoltre, è stato dimostrato che la drastica riduzione dei grassi alimentari porta ad un miglioramento dei sintomi.

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  • Dieta antinfiammatoria: Quello che potrebbe aiutare questi pazienti è una dieta antinfiammatoria che si costruisce puntando sulla riduzione dell’assunzione di alimenti pro-infiammatori e sull’aumento di alimenti anti-infiammatori. Tra gli alimenti antinfiammatori è importante privilegiare: FRUTTA E VERDURA, ricche di antiossidanti: rigorosamente di stagione e di tutti i colori. Pertanto dovrà essere elaborata una dieta povera di zuccheri, di farine raffinate, di patate, di alimenti industriali e ricca come detto di verdure, legumi e frutta.
  • Dieta ad esclusione di eccitotossine (glutammato e aspartame): ha lo scopo di eliminare le sostanze che possono eccitare i neuroni in modo anomalo e pericoloso. In particolare il glutammato è il neurotrasmettitore più diffuso del sistema nervoso centrale, una sua concentrazione eccessiva potrebbe sovraeccitare i neuroni portandoli a morte. Sono stati descritti casi di regressione completa dei sintomi della fibromialgia in seguito all’attuazione di questo tipo di dieta. In una review, inoltre, vengono presi in esame 4 alimenti in grado di aumentare il dolore: il glutammato monosodico, l’aspartame, la caffeina e l’acido arachidonico.
  • Dieta senza glutine: spesso problemi gastrointestinali, alvo irregolare e dolore addominale concomitano con la fibromialgia. Alcuni fibromialgici, con patologia celiaca subclinica o gluten sensitivity non celiaca, hanno tratto beneficio da una dieta senza glutine.

L'Importanza delle Proteine e dei Nutrienti

Nei pazienti affetti da FMS si osservano spesso carenze nutrizionali, caratterizzati spesso da bassi livelli sierici di alcuni aminoacidi ramificati (BCAA) come valina, leucina, isoleucina e dell’aminoacido essenziale triptofano (TRP). Non solo, i fibromialgici presentano anche una riduzione significativa della concentrazione plasmatica dei BCAAs (amminoacidi ramificati: valina, leucina e isoleucina) e della fenilalanina. Bisogna garantire un giusto apporto di minerali, vitamine e antiossidanti. Nei fibromialgici sono state evidenziate carenze di minerali, quali il ferro, selenio, zinco e magnesio (importante per la funzionalità del sistema nervoso e muscolare), di vitamina D (che, tra le varie funzioni, ha quella di ridurre l’infiammazione, garantire il trofismo muscolare e sostenere il funzionamento del sistema immunitario), di vitamina B12 (essenziale per il funzionamento dei mitocondri e per la formazione di serotonina a partire dal triptofano), di Omega 3 (acidi grassi essenziali con azione antinfiammatoria) e di coenzima Q10 (importante antiossidante).

I pazienti affetti da fibromialgia hanno spesso bassi livelli di vitamina D. In questi casi è opportuno consigliare di assumere integratori a base di vitamina D. La vitamina D, infatti, oltre alla sua nota positiva azione positiva sulle ossa, è in realtà in grado di intervenire in oltre 2000 processi di attivazione dei geni e, dunque, una sua carenza può avere conseguenze metaboliche importanti e può senz’altro peggiorare il quadro del paziente fibromialgico.

Il magnesio è un minerale fondamentale nei casi di fibromialgia. I sintomi da carenza di magnesio sono accomunabili con i disturbi neuromuscolari della fibromialgia.

Alimenti da Evitare e da Preferire

Al soggetto fibromialgico è sconsigliato il consumo di tè, di caffè e di cioccolato poiché sono alimenti che contengono caffeina, una sostanza eccitante che potrebbe interferire ulteriormente con il sonno. Alcune verdure però hanno un contenuto di istamina molto importante quindi sono allergizzanti e proinfiammatori. In particolare le solanacee, quindi pomodori, patate, melanzane e peperoni. È necessario inoltre fare attenzione ai cibi industrializzati e agli alimenti contenenti eccitotossine (glutammato e aspartame): presenti spesso nei dadi da brodo, cibi in scatola, salumi, piatti pronti (E620, E625), bevande e dolciumi light.

È importante evitare alimenti ricchi di zuccheri semplici come saccarosio e fruttosio, prediligendo i carboidrati complessi come riso, pasta, pane e farinacei che rilasciano lentamente zuccheri nel sangue, meglio ancora se integrali e privi di glutine, soprattutto in caso di ipersensibilità. È consigliabile garantire un buon apporto di fibre (nutrimento della nostra flora batterica) ma senza esagerare per non irritare l’intestino, consumare spesso alimenti ricchi di molecole antiossidanti e antinfiammatorie (frutta e verdura, magari a km zero, coltivati senza uso di pesticidi, cereali non raffinati, frutta secca oleosa, semi, pesce azzurro) e garantire un buon apporto idrico (almeno 1,5 - 2 litri di acqua al giorno).

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Integrazione e Personalizzazione della Dieta

Gli integratori debbono essere eventualmente prescritti caso per caso e non prima di avere fatto delle analisi opportune finalizzate ad evidenziare eventuali carenze. Innanzitutto precisiamo che non esiste una dieta specifica che faccia guarire dalla fibromialgia. Purtroppo, non esiste una dieta specifica che risulti efficace per tutti i pazienti, dal momento che gli studi in letteratura mostrano spesso risultati contrastanti. Allo stesso tempo, però, è importante sottolineare che i pazienti sembrano trarre numerosi benefici da un miglioramento delle proprie abitudini alimentari.

Inoltre, è sempre opportuno affidarsi ad un professionista del settore ed evitare il fai da te che potrebbe portare a carenze nutrizionali e, quindi, a peggiorare i disturbi. Consigliabile sarebbe quello di effettuare il test del metabolismo basale con la calorimetria indiretta e la valutazione della composizione corporea.

Esercizio Fisico e Stile di Vita

L’esercizio fisico ha un ruolo fondamentale per combattere i disturbi della fibromialgia, per mantenere attive le funzionalità dell’apparato muscolo scheletrico, stimolare l’attività cardiaca e migliorare il benessere generale dell’organismo. Camminare, nuotare, andare in bicicletta o svolgere attività aerobica per almeno 30-45 minuti al giorno, è indispensabile per rilassare la muscolatura e attenuare i dolori alle articolazioni.

Un fisioterapista può supportare ed aiutare a sviluppare un adeguato programma di esercizi a casa, dedicato al singolo soggetto. Mantenere uno stile di vita sano. Non esiste una specifica dieta da rispettare in caso di fibromialgia, come non esistono integratori alimentari che siano raccomandati per tutti i pazienti; ciò non toglie che per combattere dolore e stanchezza l'alimentazione assuma un ruolo importante. Molti pazienti fibromialgici hanno riferito un miglioramento dei sintomi nel corso di diete a basso contenuto di grassi.

Una corretta gestione della sindrome fibromialgica dovrebbe prevedere un approccio integrato multispecialistico, basato su quattro pilastri (educazione del paziente, “fitness”, cioè dell’insieme della forma fisica e degli aspetti nutrizionali, farmacoterapia e psicoterapia), in cui un utilizzo appropriato dei farmaci si affianca ad un percorso non farmacologico disegnato sulle esigenze del paziente.

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