Dieta per Ernia Ombelicale: Cosa Mangiare e Cosa Evitare

L'ernia ombelicale è una protrusione di una piccola porzione dell'intestino o dell'omento (il rivestimento addominale) attraverso l'ombelico. Si tratta di un disturbo diffuso principalmente nei neonati e nei bambini piccoli, in maggioranza di sesso femminile, e nei nati prematuramente o sottopeso. Negli adulti l’unico trattamento risolutivo è quello chirurgico.

Cos'è l'Ernia Ombelicale?

Per ernia si intende la fuoriuscita di un viscere o parte di esso dalla cavità che normalmente lo contiene, attraverso un canale anatomico o comunque un cedimento o un buco di una determinata struttura del corpo (es. ernia inguinale). Il materiale fuoriuscito può variare in volume e nei casi più gravi è chiaramente visibile come una grossa tumefazione (un rigonfiamento più o meno doloroso). Le ernie solitamente si sviluppano in aree che, per il passaggio di vasi o nervi, rappresentano un punto di debolezza della parete addominale stessa.

Cause dell'Ernia Ombelicale

L’ernia ombelicale nei bambini ha quasi sempre origine congenita. Soltanto in rare circostanze l’ernia ombelicale infantile nel bambino presenta grandi dimensioni. Le ernie solitamente si sviluppano in aree che, per il passaggio di vasi o nervi, rappresentano un punto di debolezza della parete addominale stessa.

Sintomi dell'Ernia Ombelicale

I sintomi provocati dall’ernia ombelicale sono generalmente lievi e talvolta poco riconoscibili. Il segno più esplicito della sua presenza è un rigonfiamento in prossimità dell’ombelico. Nei casi in cui si manifesta nei neonati e nei bambini, solitamente l’ernia ombelicale può ingrandirsi quando piangono, compiono uno sforzo, ridono oppure tossiscono.

Diagnosi dell'Ernia Ombelicale

La diagnosi di un’ernia ombelicale di solito viene effettuata attraverso un esame fisico. Durante l’esame, il medico esaminerà l’area dell’ombelico per cercare eventuali rigonfiamenti o protuberanze.

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Trattamento dell'Ernia Ombelicale

Nella gran parte dei casi in cui si verifica nei bambini, l’ernia ombelicale rappresenta un disturbo innocuo che tende a risolversi spontaneamente senza il bisogno di ricorrere a un’operazione. L’intervento chirurgico per i piccoli è consigliato solo superati i quattro o i cinque anni, escludendo i casi in cui l’ernia sia di dimensioni considerevoli o insorgano complicazioni. Negli adulti l’unico trattamento risolutivo è quello chirurgico. Le ernie ombelicali, infatti, tendono a ingrandirsi e a provocare complicazioni. L’operazione, solitamente molto breve (venti-trenta minuti), viene eseguita in anestesia locale o totale: si pratica un’incisione in corrispondenza dell’ernia e se ne riporta poi il contenuto all’interno dell’addome.

L’unico rimedio definitivo per correggere un’ernia ombelicale è l’intervento chirurgico: questa protrusione tende infatti a ripresentarsi anche se temporaneamente ridotta attraverso la pressione delle dita. Inoltre, la sua presenza può favorire il presentarsi di complicanze anche molto serie.

Complicanze dell'Ernia Ombelicale

Le ernie ombelicali, infatti, tendono a ingrandirsi e a provocare complicazioni. Strangolamento: la porzione di intestino erniato resta intrappolato all’esterno della parete addominale, andando a limitare o a impedire l’afflusso di sangue e provocando la cosiddetta ernia strozzata. Si tratta di complicazioni che possono insorgere in modo improvviso anche a distanza di anni trascorsi nella totale assenza di disturbi legati all’ernia.

Strozzamento, è la complicanza più grave che richiede quasi sempre un intervento chirurgico d’urgenza. È dovuta ad un’azione improvvisa di strangolamento da parte delle strutture che formano il colletto del sacco sui visceri erniati: non arriva più il sangue all’intestino contenuto nell’ernia.

Recupero Post-Operatorio

Dopo un intervento per chirurgia erniaria la ripresa è piuttosto rapida. Il fastidio, più che vero e proprio dolore, in corrispondenza della ferita chirurgica (nel caso della chirurgia aperta), può permanere per qualche giorno, ma può essere ridotto con antidolorifici ed antinfiammatori.

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Dopo l’operazione di ernia ombelicale i tempi di guarigione sono dunque i seguenti: la convalescenza dura circa 4-5 giorni, durante i quali potrebbe essere utile assumere analgesici per alleviare la sensazione dolorosa una volta svanito l’effetto dell’anestetico. Attendere almeno 10-15 giorni per riprendere a lavorare.

Una volta corretta l’ernia ombelicale, dopo l’intervento è possibile notare, oltre al dolore nell’area trattata, gonfiore ed ecchimosi nella sede dell’incisione: di solito, regrediscono in circa 2 settimane, ed è possibile favorirne la scomparsa applicando una borsa di ghiaccio almeno 3 volte al giorno per i primi 2 giorni. Anche una lieve febbre, reazione normale del corpo, e poche gocce di sangue non devono allarmare.

Dovrà infatti evitare cibi troppo pesanti, bere almeno due litri di liquidi - acqua non gasata, the, succhi di frutta, brodo, ecc. Tenderà a scomparire completamente nel giro di due mesi.

Qualora compaia una dolenzia, assumere l'antidolorifico prescritto nella lettera di dimissione allegata. La rete, spesso utilizzata per questa operazione, rende la riparazione estremamente forte e solida immediatamente. L'attività sportiva verrà ripresa gradatamente alla fine del primo mese dall' intervento.

Dieta e Consigli Alimentari per l'Ernia Ombelicale

Quando si soffre di ernia ombelicale, di solito si consiglia di evitare alcuni alimenti che possono peggiorare i sintomi o contribuire al reflusso acido. Si raccomanda di evitare alimenti che causano gonfiore o acidità per alleggerire la pressione addominale, come cibi piccanti, fritti, grassi saturi, caffeina e alcol.

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Alimenti da Evitare

  • Cibi piccanti: in cima alla lista fra i cibi ‘irritanti’, specie per l’esofago, ci sono il pepe e il chily.
  • Cibi grassi: sono spesso causa di reflusso ma anche di un peggioramento dei sintomi perché stimolano la produzione di una maggiore quantità di acido nel corso della digestione. Particolarmente dannosi sono i cibi ricchi di grassi saturi, quindi latticini, burro, panna, formaggio fresco, insaccati, carne di maiale e i fritti. Allo stesso modo vanno evitati anche il brodo di carne e tutte quelle preparazioni a base di carne che richiedono molte ore di cottura, ad esempio gli stufati, spezzatini, brasati e ragù.
  • Cibi caldi e liquidi: meglio mangiare tiepido.
  • Menta e cioccolato: questi due alimenti golosi contengono sostanze chimiche ‘nocive’ che possono stimolare il rilascio di acidi nello stomaco e far rilassare il cardias.
  • No alla caffeina e alla teina: quindi a caffè, thè, alcool, e ogni altra bevanda che possa contenere queste sostanze.
  • Agrumi: Arance, pompelmi e limoni, succo d’arancia e di mirtillo, pomodoro e sugo e salsa, ma anche tutti gli alimenti a base acida, sono da eliminare o da ridurre significativamente nella dieta.

Alimenti Consigliati

Integrare nella dieta alimenti che possono accontentare un po’ tutti i gusti.

  • Alcuni frutti: sono meglio, per l’ernia iatale, quelli esotici.
  • Sale: Insaporire le pietanze con quello iodato. L’uso regolare di sale arricchito di iodio fa bene all’ernia iatale, ma occorre fare attenzione se si soffre di pressione arteriosa.
  • Pesce: è ricco di omega 3 che apporta particolari benefici all’apparato gastrico.
  • Frutta e verdura: Soprattutto le mele, le banane e le patate dovrebbero essere parte integrante della dieta perché svolgono una azione lenitiva sulle pareti dello stomaco.

Consigli Aggiuntivi

  • aumentare l’assunzione di fibre, frutta fresca, verdure e pane e pasta integrali.
  • sollevare oggetti pesanti con cautela o, se possibile, evitare del tutto di sollevarli.
  • non fumare.
  • non utilizzare il cinto erniario.

Insieme alla dieta, occorrerebbe seguire anche alcuni comportamenti corretti correlati per lo più ad abitudini culinarie, della quotidianità e/o allo stile di vita. In particolare sarebbe bene ridurre la ‘sostanza’ dei pasti e renderli più frequenti, dando il giusto tempo alla digestione, specie alla sera. Ovvero lasciando passare almeno 2 o 3 ore dalla cena prima di coricarsi. Mangiare bene significa fare attenzione a non aumentare o a perdere peso, se necessario. Infatti anche l’obesità aumenta la pressione sull’addome e conseguentemente tutte le implicazioni digestive e non.

Anche il riposo ‘comodo’ ha la sua importanza. Sarebbe infatti indicato alzare l’appoggio per il tronco e la testa di circa 20-30 centimetri, mettendo dei cuscini o dei supporti sotto il materasso. Una piccola strategia che aiuta a tenere gli acidi lontano dallo stomaco durante il sonno.

Ulteriori Precauzioni

  • Bando al fumo.
  • No alle bevande alcoliche.
  • Mai fare movimenti bruschi.

Nel caso in cui fosse necessario sollevare pesi non bisogna mai piegarsi bruscamente, il piegamento sulle ginocchia è fondamentale.

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