Con un regime alimentare corretto e bilanciato, le ferite guariscono meglio e più in fretta, dato che alcuni alimenti sono dei veri e propri cicatrizzanti naturali. Quando a seguito di una caduta o di un piccolo incidente domestico ci troviamo a fare i conti con delle ferite o escoriazioni, solitamente si procede con l'abituale procedura di disinfezione e medicazione.
Quindi: disinfettiamo la ferita, tenendola il più possibile asciutta e pulita e, quando necessario, applichiamo un cerotto o una medicazione con garza sterile. Esistono però alcuni rimedi naturali, come piante, oli o gel di origine vegetale, che applicati sulla parte interessata dalla lesione, agiscono come potenti cicatrizzanti.
Cos'è la cicatrizzazione?
La cicatrizzazione è un processo di guarigione dei tessuti lesi attraverso una serie di processi riparativi, volti essenzialmente a garantire la ricostruzione anatomica del tessuto leso. Nel processo di guarigione e cicatrizzazione delle ferite, sono di fondamentale importanza alcune sostanze. Una su tutte: la vitamina A, che stimola il rigeneramento cellulare. Oltre alla vitamina C e alla vitamina A, esistono diverse sostanze contenute in alcuni alimenti, in grado di favorire e velocizzare il processo di cicatrizzazione delle ferite, da quelle superficiali, a quelle conseguenti un intervento chirurgico.
L'importanza di una nutrizione bilanciata
Una nutrizione bilanciata ha un ruolo essenziale per lo sviluppo e mantenimento di uno stato di salute adeguato. Fisioterapia e alimentazione sono due facce della stessa medaglia, che quando abbinate accelerano il processo di guarigione, favorendo un recupero ottimale. Spesso dopo un infortunio o intervento chirurgico si tende a mangiare di meno per evitare di prendere peso. È importante avere chiaro il concetto di Basal Metabolic Rate (BMR). Il BMR si riferisce al numero di calorie necessarie per svolgere le funzioni elementari (basali) di mantenimento della vita.
Moltiplicando il risultato delle formule si identifica il fabbisogno calorico individuale quotidiano. Quando si verifica una lesione, si attiva una cascata di risposte infiammatorie, immunitarie e metaboliche che possono durare da alcune ore a diversi giorni, dipendendo dalla gravità della lesione. Durante il processo di guarigione il sistema si trova in uno stato ipermetabolico, caratterizzato da un aumento del catabolismo proteico e lipidico, da una perdita totale di proteine corporee e ad un deperimento muscolare, avviando un aumento generale del fabbisogno energetico. Questa maggiore richiesta energetica viene chiamata Stress Factor.
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Sia che l’infortunio sia trattato chirurgicamente o in modo conservativo, il BMR del paziente aumenta per soddisfare il ricambio cellulare durante il recupero. In assenza di supporto nutrizionale, questa domanda di aminoacidi sarà soddisfatta dal catabolismo del muscolo scheletrico.
L’infiammazione è la prima fase del processo di guarigione ed è fondamentale poiché innesca il processo di riparazione. È caratterizzata da dolore, gonfiore, rossore e calore nella zona colpita. Tuttavia, l’infiammazione eccessiva o prolungata è controproducente alla guarigione. Si possono utilizzare strategie come il consumo di acidi grassi ricchi in omega-3, presenti nell’olio d’oliva, l’avocado, l’olio di pesce, l’olio di lino, pesci come il salmone, sardine e lo sgombro e infine una varietà di semi e noci.
Durante la fase di proliferazione i tessuti lesionati vengono rimossi, si formano nuovi vasi sanguigni per aumentare l’apporto di sangue e viene formato un tessuto provvisorio che sostituisce quello lesionato. Nella fase di rimodellamento invece, il tessuto provvisorio viene lentamente sostituito da un tessuto più forte e permanente. In queste due fasi la dieta dovrebbe fornire un apporto energetico e calorico che riduca al minimo l’aumento di peso e di grasso, pur soddisfacendo le esigenze nutrizionali del recupero.
Nutrienti chiave per la guarigione
Il fabbisogno proteico dopo una lesione aumenta di circa 80% rispetto al valore basale. Per questo motivo, durante la riabilitazione, si raccomanda di assumere un apporto proteico di almeno 1,6g/kg/d, avvicinandosi di più ad 2,0-3,0 g/kg/d, con particolare enfasi al consumo di circa 3 grammi di leucina per porzione. Questo amminoacido fondamentale si trova principalmente nelle proteine animali (pollo, manzo e pesce) oppure nelle proteine del latte (whey), ed è considerato un “innesco metabolico” responsabile per la stimolazione della sintesi proteica muscolare. Possiamo pensare le proteine come i “mattoni” utilizzati per rigenerare l’area lesionata e i carboidrati come una delle principali fonti di energia per supportare questo processo.
Negli stati catabolici come quelli che seguono una lesione, un apporto adeguato di carboidrati complessi ha un effetto di risparmio proteico, riducendo la disgregazione delle proteine muscolari. Durante il recupero da un infortunio, circa il 3-5 g/kg o il 55% delle calorie totali dovrebbero essere forniti sotto forma di carboidrati complessi, compresi cereali integrali, frutta, verdura e latticini. Il motivo per cui si predilige il consumo di carboidrati complessi è che questi vengono digeriti più lentamente rispetto ai carboidrati semplici (come gli zuccheri lavorati e raffinati), in questo modo forniscono una disponibilità di glucosio più prolungata.
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Oltre al maggiore fabbisogno di proteine e carboidrati complessi, il tempismo della loro assunzione è importante per massimizzare l’assorbimento, stimolare la sintesi proteica, ridurre il danno muscolare e migliorare la composizione corporea. L’assunzione di proteine e carboidrati tra 15-45 minuti prima della seduta di fisioterapia garantisce la disponibilità dei nutrienti per l’esecuzione dell’attività, di simile importanza sono i 30 minuti dopo la seduta.
Per concludere aggiungiamo l’importanza delle vitamine e i minerali. Sono gli integratori alimentari più consumati e sono considerati essenziali per il loro ruolo nella normale funzione fisiologica. La carenza della maggior parte dei micronutrienti può essere problematica e deve essere evitata, soprattutto in periodi di forte stress. A causa delle maggiori esigenze metaboliche legate al recupero da infortuni e interventi chirurgici, può essere importante una maggiore attenzione all’assunzione di micronutrienti.
Vitamine essenziali
- Vitamina A: zucca, uova, cavoli, carote e patate dolci.
- Vitamina C: agrumi, kiwi, peperoni, pomodori, vegetali a foglia verde, bacche di goji e rosa canina.
- Vitamina D: pesci grassi (sgombri, salmone, tonno, sardine e pesce azzurro in genere), oli di fegato di pesce, uova di galline (tuorlo) e funghi coltivati alla luce solare o esposti ai raggi UV.
Minerali importanti
- Zinco: legumi.
Alimentazione e piaghe da decubito
Le piaghe da decubito, definite anche lesioni da pressione, sono lesioni tissutali che vengono prodotte da una prolungata compressione di una regione del corpo. La compressione altera il corretto funzionamento del circolo sanguigno, riducendo la distribuzione (perfusione) nei vari organi e tessuti del sangue arterioso (sangue che trasporta ossigeno) e causando invece un ristagno del sangue venoso (sangue ricco di anidride carbonica e “scorie” del metabolismo).
Di conseguenza, le cellule non ricevono l’ossigeno e i nutrienti necessari per il loro funzionamento e quindi muoiono prematuramente. In uno stadio iniziale, le lesioni da pressione interessano gli strati più superficiali della pelle, come l’epidermide e il derma. Successivamente, se la lesione si aggrava, essa si può estendere agli strati più profondi, come quello sottocutaneo o addirittura anche a muscoli e legamenti.
Esistono vari fattori di rischio per lo sviluppo di ulcere da pressione, come l’età (si osservano più facilmente nel soggetto anziano), le alterazioni del microcircolo, le infezioni e l’inadeguata igiene. Inoltre, esistono alcuni fattori nutrizionali che possono sia aumentare il rischio di formazione delle ulcere da pressione, sia renderle più difficili da curare quando si sono formate.
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Fattori nutrizionali di rischio
- Malnutrizione per difetto: nel paziente sottopeso che non introduce quantità adeguate di energia e nutrienti, le ulcere da pressione possono formarsi più facilmente perché le cellule non hanno a disposizione le sostanze necessarie per funzionare correttamente.
- Insufficiente apporto di proteine: le proteine possono avere funzioni di tipo plastico, cioè fungere da “mattoncini” che servono per ricostruire i tessuti lesi.
Affrontare i molteplici aspetti della cura delle piaghe da decubito, compresi quelli emotivi, richiede un approccio multidisciplinare. Valutare con il Medico Curante la possibilità di utilizzare integratori a base di aminoacidi. Gli aminoacidi sono i componenti delle proteine e hanno grande importanza nella costituzione dei tessuti dell’organismo umano, come la cute.
Tra essi svolge un ruolo importante l’arginina, che sembra essere in grado di stimolare la funzione immunitaria (il cui deficit compromette la guarigione della lesione) e di favorire la produzione di collagene (proteina coinvolta nella costituzione del derma che dona continuità, elasticità e resistenza al tessuto). Nei casi in cui i fabbisogni non possano essere soddisfatti con la sola alimentazione (ad esempio in pazienti con inappetenza, difficoltà a deglutire o a masticare) la dieta può essere integrata con integratori da assumere per via orale (disponibili anche di consistenza modificata, ovvero cremosa, o addensabili con prodotti specifici per chi ha problemi di disfagia ). In commercio esistono integratori specifici per favorire la guarigione delle ulcere da pressione.
Alimenti consigliati e consentiti
- Pesce, alternare tutti i tipi di pesce, utilizzando anche pesce surgelato e occasionalmente, se necessario, pesce in scatola preferibilmente al naturale.
- Formaggi, con la frequenza di un paio di volte alla settimana in sostituzione di un secondo di carne o pesce.
- Uova.
- Latte parzialmente scremato o uno yogurt magro.
- Legumi (fagioli, piselli, lenticchie…), ottima fonte di zinco, associandoli ai cereali (ad es. pasta e fagioli, riso e piselli) oppure in minestrone.
- Olio extravergine di oliva a crudo nella giusta quantità per condire gli alimenti.
- Verdura, almeno una porzione ad ogni pasto, cruda o cotta. Chi ha difficoltà masticatorie può scegliere verdura lessata o al vapore centrifugata o in minestrone. La varietà nella scelta permette di introdurre correttamente i Sali minerali, le vitamine e gli antiossidanti necessari per l’organismo.
- Frutta. Consumare ogni giorno due-tre frutti di medie dimensioni. La frutta andrebbe consumata con la buccia (ben lavata). Chi ha difficoltà masticatorie può scegliere frutta cotta o frullata o in mousse.
- Cereali. Consumare preferibilmente pasta corta di piccolo formato. Chi ha gravi difficoltà a masticare o deglutire, può sostituire la pasta con semolino o crema di riso; preferire pane morbido, eventualmente inumidito nel latte o nel brodo.
Cura della cute e prevenzione
La cura della cute è un fattore fondamentale per la prevenzione delle lesioni! Se la pelle è secca e disidratata infatti aumenta il rischio di lesioni. Oltre ad un’accurata osservazione della cute, occorre rispettare alcuni accorgimenti nella sua cura. La detersione deve essere effettuata con detergenti poco schiumogeni, facili da risciacquare e a pH fisiologico in modo da rispettare l'idratazione e il pH della cute. La pelle non deve essere frizionata energicamente né vanno effettuati massaggi circolari per minimizzare il rischio di traumatismi.
- Cambiare spesso posizione perché il movimento seppur minimo consente di attivare la circolazione e prevenire il danno da pressione.
- Se il soggetto è in grado di farlo, deve sforzarsi di muoversi da solo il più possibile, se invece la persona è immobilizzata allora sarà compito di chi lo assiste di cambiarle posizione con regolarità.
- Pesare il soggetto ogni settimana in modo da poter segnalare tempestivamente al medico, all'infermiere o al dietista una variazione di peso significativa.
- Smettere di fumare.
- Mantenere attiva la muscolatura con l’esercizio fisico quotidiano migliora la circolazione e aiuta a formare il tessuto muscolare, stimola l’appetito e rafforza tutto l’organismo.
- Farsi aiutare. Il benessere fisico ed emotivo dipende anche dalla presenza di un sistema di supporto efficace.
Altre ferite sono invece più gravi e richiedono un intervento medico. Sfortunatamente, la malnutrizione è molto diffusa nei pazienti geriatrici, soprattutto nelle case di cura e di riposo. Le carenze di micronutrienti più comuni tra gli anziani includono vitamina D, zinco e vitamina B12 (cobalamina). Tali carenze possono avere un impatto significativo sulla guarigione delle ferite.
Consigli aggiuntivi per una dieta efficace
- Alimenti ricchi di nutrienti.
- Erbe e spezie. Usare erbe e spezie al posto del sale aiuta ad aggiungere sapore ai pasti e aumentare l’interesse per il cibo.
- Spuntini salutari.
- Supplementi nutrizionali. In commercio esistono diverse bevande nutrizionali che aiutano a sostenere l’apporto calorico e nutritivo.
La guarigione delle ferite implica l’attività di un’intricata rete di cellule del sangue, tipi di tessuto, citochine e fattori di crescita. Ciò si traduce in un aumento dell’attività cellulare, che provoca un’intensificata richiesta metabolica di energia e nutrienti. L’European Pressure Ulcer Advisory Panel (EPUAP) ha raccomandato un apporto calorico minimo di 30-35 kcal/kg di peso corporeo per i pazienti con ulcere da pressione. È decisamente preferibile scegliere alimenti naturalmente ricchi di energia e poco trasformati, evitando le alternative industriali ricche di zuccheri o grassi aggiunti.
Le proteine sono necessarie per riparare i tessuti. Secondo le più recenti evidenze, mentre l’apporto proteico dell’adulto sedentario potrebbe attestarsi anche solo a 0,8 - 1 g/kg di peso corporeo, nell’anziano sarebbe opportuno incrementare l’apporto proteico fino a 1,3 g/kg di peso corporeo. Secondo Chernoff, gli anziani hanno un aumentato fabbisogno di proteine esogene, di almeno 1,0 g/kg di peso corporeo, per il normale mantenimento.
Il "classico" consiglio è di bere almeno 2 litri di acqua al giorno. La vitamina C, nota anche come acido ascorbico, è necessaria per la sintesi di collagene. È anche un antiossidante altamente efficace, che protegge le cellule dai danni dei radicali liberi e risulta importantissima per la corretta funzione immunitaria. L’effetto della vitamina A può essere utile anche nei pazienti con ferite croniche in trattamento con corticosteroidi.
La vitamina D si trova in un numero ristretto di alimenti, come pesci grassi (sgombri, salmone, tonno, sardine e pesce azzurro in genere), oli di fegato di pesce, uova di galline (tuorlo) e funghi coltivati alla luce solare o esposti ai raggi UV. Un basso apporto di zinco con il processo di invecchiamento è stato notato sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Pertanto, gli anziani sono tra gli individui con maggiori probabilità di essere colpiti da una carenza di zinco.
Molti degli studi di ricerca sull’integrazione di zinco per aiutare la guarigione delle ferite lo hanno impiegato come componente di un integratore multivitaminico e multinutriente. Alcuni di questi integratori contenevano arginina, glutammina, acido ascorbico, proteine e altri micronutrienti, oltre allo zinco, e hanno avuto un impatto variabile sulla guarigione delle ferite.
Per la carenza clinica di zinco si possono assumere da 40 a 50 milligrammi di zinco elementare al giorno per un massimo di 30 giorni. La bromelina è una miscela di enzimi antinfiammatori che si trova nel gambo dell’ananas. La centella asiatica ha il potenziale di migliorare l’integrità del tessuto connettivo, di elevare le difese antiossidanti e di favorire la sintesi di collagene. Gli Autori concludono che l’estratto di centella asiatica può favorire la guarigione delle ferite diabetiche e può essere prescritto ai pazienti diabetici in modo sicuro.
A causa della capacità del corpo di produrre arginina, normalmente non si tratta di un aminoacido essenziale. L’arginina aiuta a promuovere la sintesi di proteine, migliora la crescita cellulare, innesca la produzione di collagene, rafforza la funzione immunitaria e favorisce il flusso sanguigno. La glutammina promuove la produzione di collagene e supporta un sistema immunitario sano.
Tutti i 20 amminoacidi del corpo hanno una stessa struttura di base, un carbonio centrale, almeno un gruppo amminico (-NH2), almeno un gruppo carbossilico (-COOH), e una catena laterale che rende ogni amminoacido unico e determina il suo ruolo funzionale nel corpo. I 9 amminoacidi essenziali sono istidina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano, valina. Poiché il corpo non riesce a sintetizzare gli amminoacidi essenziali, è necessario introdurli con la dieta.
Tuttavia alcuni amminoacidi non essenziali sono considerati in certe circostanze essenziali quando una specifica condizione impedisce al corpo di sintetizzare un particolare amminoacido, incluse condizioni genetiche, quali la fenilchetonuria e la funzione d’organo immaturo durante l’infanzia e l’età adulta. La glutammina agisce come precursore per la sintesi nucleotidica la quale è essenziale per la rapida proliferazione cellulare durante la guarigione delle ferite.
Dieta ricca vs. Dieta povera
Le uova, con il loro profilo amminoacidico completo, sono il miglior alimento al quale confrontare tutte le altre fonti di proteine. Basandosi sul fabbisogno di adulti in buona salute, la quantità raccomandata è di 0,8 g di proteine/kg di peso corporeo. I pazienti anziani possono richiedere una maggiore assunzione di proteine di 1 g / kg. Tuttavia, molti pazienti, tra cui quelli con ferite, non rientrano nella categoria “adulto sano” e potrebbero richiedere di un fabbisogno proteico superiore.
E ‘noto che un adeguato apporto di proteine è fondamentale per una corretta guarigione della ferita, ma la quantità non è stabilita. Per consumare importi più alti di proteine necessarie per la guarigione delle ferite, alcuni pazienti possono richiedere la supplementazione. Il modo più comune per integrare le proteine è utilizzare integratori orali come le bevande nutrizionali, proteine polvere o proteine liquide. Tenere presente che la varietà dei supplementi è la chiave di successo perché la maggior parte dei pazienti si stancano rapidamente dei stessi prodotti ogni giorno. Diversi numerosi integratori di proteine sono disponibili , tra cui biscotti ad alto contenuto proteico, gelatine, barre di nutrizione.
Ogni ferita presente sul nostro corpo necessita, per guarire, di una serie di processi biologici volti alla riparazione del danno tissutale e alla rigenerazione del tessuto stesso. Tali meccanismi coinvolgono diversi tipi cellulari, come le cellule del sangue, ma anche differenti molecole come i mediatori tissutali, citochine e fattori di crescita, come spiegano gli esperti. Ma esistono delle sostanze naturali in grado di coadiuvare la guarigione delle ferite? Il cibo svolge un ruolo importante anche nella guarigione delle ferite, perché all’organismo occorre un’accelerazione del metabolismo che, conseguentemente, richiede un aumento del fabbisogno energetico.
Tra i cibi che favoriscono il processo di guarigione delle ferite abbiamo, quindi, anche la curcumina, estratta dalla curcuma.
È importante sottolineare che una dieta equilibrata capace di fornire tutti i nutrienti essenziali è fondamentale per la guarigione delle ferite.
Nutrienti essenziali per la guarigione
- Proteine: fondamentali per la formazione del tessuto cicatriziale.
- Vitamina C: essenziale per la formazione del collagene.
- Vitamina A: importante per la produzione delle cellule della pelle.
- Vitamina E: antiossidante che può aiutare a proteggere le cellule danneggiate.
- Zinco: minerale che svolge un ruolo chiave nella guarigione delle ferite.
- Rame: coinvolto nella formazione del collagene e nella riparazione dei tessuti.
- Acqua: mantenere un adeguato stato di idratazione è essenziale per la guarigione delle ferite.