Seguire un’alimentazione controllata è essenziale per chi è affetto da malattia del reflusso gastroesofageo, o GERD. Avere un’alimentazione specifica e concordata con il medico allevia, infatti, i sintomi ed evita complicazioni. Tutto ciò, senza dimenticare che il problema va affrontato alla base.
La gastrite è un processo infiammatorio dello stomaco, in particolare della sua mucosa, che può presentarsi sia in forma acuta che cronica. La gastrite cronica è invece caratterizzata dalla presenza di eritema, erosioni e dall’assenza di “rughe” sulla membrana gastrica la cui causa più frequente è l’Helicobacter pylori, un batterio molto diffuso nella popolazione che può essere diagnosticato anche con test non invasivi come quello del respiro (Urea Breath Test - UBT) e la ricerca dell’antigene fecale.
I dolori allo stomaco che si manifestano a digiuno con un fastidio localizzato nella parte centrale della metà superiore dell’addome possono spesso recedere se si introducono alimenti, ma possono anche manifestarsi durante il pasto (sazietà precoce) oppure insorgere dopo, creando così un fastidioso senso di pienezza e gonfiore addominale.
Una forma più insidiosa di gastrite è quella in cui si verifica l’atrofia della mucosa gastrica: in questo caso può non essere presente una sintomatologia specifica e tale caratteristica può ritardare la diagnosi del disturbo, con un rischio elevato di carenza di vitamina B12.
Alimenti Consigliati e da Evitare
Gli alimenti consentiti sono diversi. Ciò non costringe a delle vere e proprie limitazioni alimentari. Diventano però importanti metodi di cottura e quantità. La dieta per il reflusso gastroesofageo deve assolutamente limitare o vietare totalmente il consumo di cibi grassi, acidi, speziati e piccanti. Ogni cibo vietato ha una motivazione importante.
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- Cibi grassi: Rallentano lo svuotamento dello stomaco, aumentando la pressione sullo sfintere esofageo inferiore e favorendo il reflusso.
- Cibi acidi: Irritano la mucosa esofagea, peggiorando i sintomi del reflusso.
- Cibi speziati e piccanti: Aumentano la produzione di succhi gastrici, cosa che fa il caffè che contestualmente irrita la mucosa.
- Bevande gassate: Aumentano la pressione nello stomaco.
- Alcol: Irrita la mucosa esofagea e può rilassare lo sfintere esofageo inferiore.
- Cioccolato: Contiene metilxantine, che possono rilassare lo sfintere esofageo inferiore.
L’alimentazione, inoltre, ha un senso se il soggetto ha un buon stile di vita. Prima di agire sul sintomo, dicono gli esperti, occorre individuarne la causa.
Cosa Mangiare
- Prima colazione: Vanno bene biscotti secchi, marmellate e miele.
- Latte: Non è controindicato in quanto, essendo un cibo alcalino, neutralizza l’acidità del reflusso. Meglio il latte scremato poiché il latte intero è ricco di grassi, proteine e calcio che aumentano l’acidità gastrica e rallentano lo svuotamento dello stomaco. Quindi, non esagerare con il latte in quanto dopo un immediato beneficio si ha una veloce ricomparsa dei sintomi.
- Pasta e riso: Si possono mangiare con sughi e condimenti leggeri.
- Carni: Le carni più indicate sono quelle bianche (tacchino, pollo) e quelle magre (vitello e coniglio). Attenzione alle carni grasse (maiale) e quelle affumicate.
- Affettati: Si possono mangiare la bresaola e il prosciutto (sia crudo che cotto). Gli insaccati vanno evitati o assunti con molta moderazione.
- Pesce: Vanno bene tutti i tipi di pesce (sia fresco che surgelato).
- Formaggi: Sono più adatti quelli freschi (come ricotta o mozzarella). Formaggi quali primo sale, fiocchi di latte, mozzarella di vacca o parzialmente decremati durante la lavorazione come il Grana Padano DOP.
- Verdure: Vanno bene tutti i tipi di verdure in quanto le fibre indigeribili sono molto utili per facilitare il regolare transito intestinale. Tuttavia, lo svuotamento gastrico può essere rallentato in quanto lo stomaco ha la funzione di frammentare tali fibre. Ciò significa che un pasto serale molto abbondante di fibre potrebbe quindi favorire il reflusso. Frutta matura e verdura di stagione, variando i colori per favorire la corretta assunzione di vitamine, sali minerali, fibre e antiossidanti.
- Acqua: Bere acqua naturale non gassata: l’acqua diluisce i succhi gastrici e quindi protegge lo stomaco.
- Condimenti: Meglio condire solo con olio d’oliva (meglio se extra-vergine). Fritti e soffritti dovrebbero essere evitati .
Cosa Evitare
- Tonno in scatola, acciughe, pesce in salamoia o affumicato e piatti pronti.
- Formaggi piccanti e fermentati.
- Attenzione alle bevande alcoliche! Da evitare assolutamente i superalcolici. No al vino bianco, meglio un bicchiere di rosso.
- Limitare l’uso di thè, caffè, bibite gassate, bibite contenenti caffeina, succhi di frutta (arancio, pompelmo, limone, ananas, pomodoro).
- Attenzione alla menta che viene spesso indicata (soprattutto come bibita) come “da evitare” perché sembra ridurre il tono della valvola tra stomaco ed esofago.
- Con i dolci non bisogna esagerare. Evitare quelli farciti con creme o cioccolato.
- Condimenti: evitare il burro, strutto e dado.
Comportamenti e Abitudini Utili
Esistono dei comportamenti da seguire da associare alla dieta.
- Mangiare pasti piccoli e frequenti è una buona abitudine. Aiuta a ridurre la pressione sullo stomaco e a facilitare la digestione.
- Masticare bene il cibo aiuta a facilitare la digestione e a ridurre la quantità di aria nello stomaco.
- Si consiglia di masticare bene e mangiare lentamente. La triturazione del cibo e l’azione della saliva (che contiene enzimi digestivi) facilitano la successiva funzione gastrica. Tutto quello che viene mangiato in fretta (il classico panino “al volo”) allunga il lavoro dello stomaco. Quindi, pasti piccoli e frequenti ed evitare la classica “abbuffata”.
- Non coricarsi subito dopo aver mangiato e attendere almeno 2-3 ore prima di andare a dormire è un’ottima regola.
- Dormire con la testa sollevata riduce il reflusso notturno.
- Perdere peso se si è in sovrappeso o obesi può aiutare a ridurre i sintomi del reflusso. In caso di obesità e sovrappeso l’aumento della pressione intraddominale, premendo contro le pareti dello stomaco, favorisce la risalita del contenuto gastrico.
- Mai affrontare la notte subito dopo un lauto pasto!
- Mangiare lentamente, perché una corretta masticazione rende più agevole la digestione e riduce i tempi di permanenza gastrica del cibo, e restare seduti una decina di minuti al termine del pasto.
- Evitare pasti abbondanti (specie alla sera), ripartendoli invece nell'arco della giornata e mantenendo il più possibile orari regolari senza mai saltare un pasto o ritardarlo eccessivamente.
- Attenzione agli abbinamenti dei cibi in particolare evitare prodotti che contengono proteine con diversa provenienza come nel caso di uova e legumi oppure di carne e formaggi.
Malattia da Reflusso Gastroesofageo (MRGE)
La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è un disturbo legato alla risalita del contenuto gastrico nell'esofago che, non avendo le debite protezioni verso un pH tanto acido, nel lungo termine può danneggiarsi determinando una sintomatologia caratterizzata da: pirosi retro-sternale, rigurgito di materiale gastrico (di notte NON sempre avvertibile) e dolore epigastrico.
Il reflusso gastro-esofageo è una manifestazione FISIOLOGICA (circa 50 episodi al giorno), ma ciò che determina la MRGE è l'alterazione dell'equilibrio tra gli agenti aggressivi (contenuto gastrico acido) e quelli preventivo-difensivi dell'esofago; questi ultimi sono: la barriera anti-reflusso (costituita principalmente dallo sfintere esofageo inferiore - SEI - la quale attività, nella MRGE, risulta parzialmente compromessa) e il trofismo mucoso (epitelio pavimentoso stratificato che impedisce il passaggio degli ioni acidi alla sottomucosa - nella MRGE notevolmente logorato dallo stress chimico del contenuto gastrico).
I criteri diagnostici della malattia da reflusso gastro-esofageo sono legati prevalentemente alla sintomatologia: episodi di reflusso che perdurano almeno 3-5 minuti e si associano a pirosi, rigurgito e dolore.
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La malattia da reflusso gastro-esofageo deve essere anche associata ad alcune abitudini ben precise; ad esempio: abolizione del fumo di sigaretta, eliminazione degli abiti troppo stretti, mantenimento della postura eretta durante e dopo i pasti, masticazione prolungata, coricarsi almeno 3 ore dopo il pasto e la non esecuzione di sforzi fisici subito dopo il pasto.
Consigli per la MRGE
- Ridurre il sovrappeso
- Ripartire maggiormente i pasti riducendone il volume
- Eliminare gli alimenti che promuovono la secrezione gastrica (nervini: caffè, tè, alcolici)
- Eliminare spezie e bevande gassate
- Eliminare/ridurre al minimo i pasti molto grassi
- Eliminare/ridurre al minimo i cibi proteici poco digeribili, quindi crudi o con cottura prolungata
- Eliminare/ridurre al minimo i cibi molto freddi o molto caldi
- Eliminare/ridurre al minimo cioccolata, menta, cipolla e aglio.
Avvertenze
Le seguenti raccomandazioni dietetiche hanno come scopo la diminuzione della secrezione acida dello stomaco, in quanto non esistono diete e/o restrizioni alimentari particolari in caso di gastrite. Può essere utile, soprattutto nelle fasi acute della malattia, frazionare l'alimentazione in pasti piccoli e frequenti (colazione, spuntino, pranzo,merenda e cena).
La gastrite tende a riacutizzarsi nel cambio di stagione, in particolare con l’arrivo della primavera perché fisiologicamente aumenta la secrezione di acidi e l’Helicobacter Pylori potrebbe approfittarsi dell’abbassamento delle difese immunitarie tipico di questo periodo.
Quando la fase acuta della gastrite è passata, è bene fare delle prove mangiando piccole quantità di determinati alimenti (quelli ritenuti più a rischio per l’insorgenza o il peggioramento del disturbo).
I suggerimenti forniti non devono costituire delle regole assolute, ma sono consigli utili a migliorare la qualità di vita. Quando il paziente con reflusso gastro-esofageo deve affrontare la problematica dell’alimentazione deve farlo con assoluta tranquillità senza imporsi schemi rigidi.
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Tutte le raccomandazioni e i consigli presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo educativo ed informativo e si riferiscono al tema trattato in generale, pertanto, non possono essere considerati come consigli o prescrizioni adatte al singolo individuo, il cui quadro clinico e condizioni di salute possono richiedere un differente regime alimentare.