Idronefrosi: Cause, Diagnosi e l'Importanza della Dieta

Secondo le ultime stime fornite dalla Società Italiana di Nefrologia, un italiano su dieci soffre, anche a sua insaputa, di una malattia cronica renale. Una malattia renale, secondo gli esperti, richiede una diagnosi precoce e un trattamento mirato per prevenire o ritardare sia una condizione di insufficienza renale acuta o cronica, sia la comparsa di complicanze cardiovascolari a cui spesso è associata.

Ma una dieta corretta può fare la differenza? E in che modo? In questo articolo, esploreremo l'idronefrosi, una condizione renale specifica, e il ruolo cruciale che la dieta svolge nella sua gestione.

Cos'è l'Idronefrosi?

L'idronefrosi è una particolare circostanza patologica, caratterizzata dall'accumulo di urina all'interno del rene. Questo accumulo, che provoca gonfiore renale, si deve a un blocco ostruttivo delle vie urinarie, le quali normalmente conducono all'esterno l'urina formatasi nei reni. L'occlusione dei dotti urinari ha cause diverse; solitamente origina dopo la formazione di calcoli renali, ma questa non è l'unica motivazione.

Serve, pertanto, una diagnosi precisa, per stabilire non solo l'entità dell'idronefrosi, ma anche (e soprattutto) le cause. Conoscere le motivazioni precise di questo disturbo renale aiuta a pianificare la cura più adeguata.

Richiami anatomici: I reni sono due e rappresentano i principali organi dell'apparato escretore; insieme alle vie urinarie, essi costituiscono l'apparato urinario. I reni risiedono nella cavità addominale, ai lati delle ultime vertebre toraciche e delle prime vertebre lombari, sono simmetrici e la loro forma ricorda quella di un fagiolo.

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Le principali funzioni renali sono:

  • Filtrare le sostanze di rifiuto, dannose ed estranee, presenti nel sangue, e convertirle in urina
  • Regolare gli equilibri idro-salini del sangue
  • Regolare gli equilibri acido-base del sangue

Il sangue, su cui agiscono i reni, proviene dall'arteria renale e ritorna al sistema venoso immettendosi nella vena renale, che poi si congiunge alla vena cava.

Le vie del tratto urinario sono costituite da:

  • Due ureteri (uno per ogni rene). Sono i dotti, che decorrono dai reni alla vescica.
  • La vescica. È un piccolo organo cavo muscolare, che accumula urina prima della minzione.
  • L'uretra. È il dotto che serve a condurre l'urina all'esterno. Nell'uomo, attraversa il pene; nella donna, è più breve e sfocia a livello della vulva.

N.B: sotto alla vescica, solo negli uomini, c'è un altro organo molto importante: la prostata. Essa, sebbene appartenga all'apparato riproduttivo, svolge un ruolo chiave nell'insorgenza di alcune forme di idronefrosi.

L'accumulo di urina è conseguente a un impedimento del suo deflusso, che a sua volta può essere determinato da una ostruzione interna (es. calcolo) o dalla compressione esterna di uno dei dotti che costituiscono il tratto escretore renale (es.

L'idronefrosi, di solito, colpisce un rene soltanto (idronefrosi unilaterale), ma non è escluso che possa essere anche bilaterale.

Idronefrosi Fetale

Accanto alle forme di idronefrosi che colpiscono le persone adulte (giovani o anziani senza particolari distinzioni), c'è un'altra tipologia di idronefrosi, che insorge in età prenatale. Essa viene definita con i termini alternativi di idronefrosi fetale e idronefrosi prenatale. Si tratta di una situazione molto comune e non particolarmente pericolosa né per il feto né per la madre: infatti, 4 casi su 5 si risolvono in modo più che positivo, appena dopo la nascita.

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Epidemiologia

L'incidenza annuale di idronefrosi unilaterale è di un caso ogni 300 persone; quella di idronefrosi bilaterale, invece, è di un caso ogni 600 persone. Associata molto spesso ai calcoli renali, l'idronefrosi pare che rappresenti più dell'80% di tutte le patologie renali. Non è stata stimata un'età particolare di maggior insorgenza e pare che maschi e femmine siano colpiti in ugual misura. Tuttavia, bisogna specificare che alcune cause scatenanti possono verificarsi o solo nell'uomo o solo nella donna.

L'idronefrosi fetale, a differenza delle forme tipiche degli adulti, è molto più comune: colpisce, infatti, un feto ogni 100 gravidanze.

Cause dell'Idronefrosi

La condizione patologica di idronefrosi si instaura quando si verifica una delle due seguenti situazioni:

  • Blocco interno di una via del tratto urinario
  • Compressione esterna dei dotti o delle cavità dell'apparato urinario

In entrambi i casi, l'urina non viene espulsa e si accumula all'interno del rene, nella pelvi renale e nei calici.

Le cause più ricorrenti di idronefrosi possono suddividersi in tre categorie:

  • quelle comuni a entrambi i sessi,
  • quelle specifiche del sesso maschile
  • quelle specifiche del sesso femminile.

Le cause comuni a entrambi i sessi

La causa comune a uomo e donna, capace di provocare idronefrosi, è la presenza dei cosiddetti calcoli renali. I calcoli renali sono delle piccole aggregazioni di sali minerali, che si formano all'interno delle vie urinarie e compromettono il normale flusso d'urina. Quando uno o più calcoli renali occludono l'uretere, l'urina non viene più espulsa; di conseguenza, si accumula a monte dell'ostruzione, cioè nei reni.

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Come si formano i calcoli renali?

Come si è detto, i calcoli renali sono delle piccole aggregazioni di sali minerali, che si creano all'interno del tratto urinario e impediscono il passaggio d'urina. A causarne la formazione è uno squilibrio tra il liquido presente nei reni (liquido che poi diventerà urina) e gli elettroliti (per l'appunto i sali minerali del calcolo renale) in esso disciolti. Tale squilibrio può venirsi a creare o perché il liquido renale si riduce (per esempio, negli individui che bevono poca acqua) o perché i sali minerali aumentano (per esempio, a seguito di una immobilizzazione da frattura ossea). Tuttavia, in entrambi i casi le conseguenze di tutto ciò sono le stesse, ovvero la precipitazione dei sali contenuti nelle urine e la loro aggregazione.

Le cause nell'uomo

Le cause più frequenti di idronefrosi negli individui di sesso maschile sono due:

  • Un'iperplasia prostatica benigna (o adenoma prostatico)
  • Un tumore alla prostata

In entrambi i casi, si verifica un aumento di volume della ghiandola prostatica, che comprime uno o entrambi gli ureteri. A seguito della pressione esercitata, il flusso di urina può interrompersi, causando il ristagno dell'urina stessa a livello renale.

Le cause nella donna

Le cause di idronefrosi negli individui di sesso femminile sono, invece, tre:

  • Lo stato di gravidanza: Durante una gravidanza, l'utero può ingrandirsi al punto da comprimere gli ureteri e chiuderne il passaggio.
  • Si tratta, solitamente, di tumori alla vescica o a uno dei due reni. In entrambi i casi, si forma del tessuto anomalo, che spinge sull'uretere, occludendolo.
  • Un tumore a uno degli organi dell'apparato riproduttivo: In tali frangenti, gli organi coinvolti possono essere l'utero (o solo parte di esso, cioè la cervice) oppure le ovaie. A comprimere l'uretere, anche in questo caso, è l'accrescimento anomalo di tessuto tumorale.

Le cause di idronefrosi fetale

Le potenziali cause di idronefrosi fetale sono due.

  • Può svilupparsi un'ostruzione degli ureteri, nel punto dove questi si uniscono ai reni. Non c'è una ragione precisa che spieghi cosa determini questa occlusione.
  • La valvola che controlla il passaggio dell'urina tra uretere e vescica può essere difettosa e causare, di conseguenza, il reflusso urinario. Per reflusso urinario s'intende che l'urina torna indietro, dalla vescica ai reni, attraverso l'uretere.

Calcoli Renali: Fattori di Rischio

I calcoli sono simili a dei piccoli sassi che si formano nei reni e/o nelle vie urinarie quando le sostanze che si trovano di norma nelle urine diventano troppo concentrate e si accumulano sotto forma di composti solidi. In questi casi si parla di nefrolitiasi o litiasi renale, una patologia abbastanza comune: circa 3 uomini e 2 donne su 20 ne soffrono in diverse fasi della loro vita, soprattutto tra i trenta e i sessant’anni.

I calcoli si differenziano in base alle dimensioni, alla composizione, alla forma e al colore. Alcuni sono molto piccoli, come dei granelli di sabbia (renella), mentre altri possono essere più grandi e causare diverse complicanze. I calcoli renali più frequenti nella popolazione (75-85% dei calcoli urinari) sono costituiti da sali di calcio in forma pura o associata al fosfato di calcio, per questo definiti di ossalato di calcio.

Fattori di rischio per la formazione di calcoli renali:

  • Predisposizione genetica.
  • Episodi passati di calcoli renali.
  • Disidratazione.
  • Alimentazione sbilanciata.
  • Sovrappeso ed obesità.
  • Patologie dell’apparato digerente e interventi chirurgici (es. bypass gastrico).
  • Assunzione di farmaci.

Sintomi e Diagnosi

I calcoli possono rimanere bloccati nel rene o muoversi e passare per le vie urinarie. Tuttavia, quando i calcoli sono più grandi della renella ma di diametro inferiore a 5 mm possono passare nelle parti più strette delle vie escretrici (ureteri), infiammandole e andando poi a depositarsi nella vescica con sintomi molto fastidiosi e/o dolorosi.

In altri casi, possono ostruire temporaneamente il passaggio delle urine e produrre sintomi estremamente dolorosi, dando in questo modo origine alla colica renale: dolore crampiforme intermittente, molto violento, che si estende nella parte bassa della schiena e dell’addome. Talvolta può irradiarsi verso l’inguine e durare alcuni minuti fino a qualche ora (colica).

Se il medico sospetta la presenza di calcoli renali può prescrivere l’ecografia all’addome, un esame non invasivo che consente di visualizzare direttamente il calcolo e di evidenziare la dilatazione delle vie escretrici urinarie.

L’eliminazione del calcolo può essere spontanea e può richiedere da una tre settimane. Per favorire l’espulsione è bene bere in poco tempo elevate quantità di acqua (2-3 L).

La Dieta e l'Idronefrosi: Un Ruolo Chiave

Un ruolo fondamentale, nell’alleviare il lavoro dei reni già compromessi, è svolto dalla dieta che è, dunque, la prima prevenzione. L’apporto calorico deve essere di circa 35 Kcal per kg (riferito al peso ideale della persona) al giorno in caso di età inferiore ai 60 anni e di 30 Kcal con età uguale o superiore a 60 anni. I valori di questa sostanza dovrebbero mantenersi entro 8-10 mg/Kg peso corporeo.

Raccomandazioni Dietetiche Generali

  • Bere abbondanti quantità di acqua (almeno 2 L al giorno), distribuendo il suo consumo nel corso di tutta la giornata per assicurare un volume urinario costantemente elevato.
  • Non eccedere nelle porzioni per evitare una dieta ipercalorica che potrebbe condurre a sovrappeso od obesità, importanti fattori di rischio della nefrolitiasi.
  • Garantire un corretto apporto di calcio.
  • Limitare il consumo di alimenti ricchi di ossalati, specie se si soffre di iperossaluria (aumentata escrezione urinaria di ossalato di calcio).
  • Scegliere alimenti con un basso contenuto di grassi saturi, privilegiando quelli con un maggior tenore in grassi monoinsaturi (es. olio d’oliva) e polinsaturi (es.
  • Cucinare senza grassi aggiunti, preferendo metodi di cottura semplici come a vapore, in microonde, sulla griglia o piastra, in pentola a pressione, etc.

Alimenti da Evitare o Limitare

  • Bevande zuccherate e soft drink come acqua tonica, cola, aranciata, tè freddo, etc.
  • Alimenti da fast food o junk food (es. hamburger con salse elaborate e bacon, crocchette di pollo fritte, crocchette di formaggio fuso fritte, etc.), in quanto questi alimenti possono contenere grassi idrogenati (trans) che, se consumati in eccesso, possono causare danni alla salute anche gravi.
  • Sale.

Alimenti Consigliati

  • Pane, pasta, riso, avena, orzo, farro e altri carboidrati complessi privilegiando quelli integrali perché hanno un più basso indice glicemico e sono più ricchi di fibre, da alternare agli analoghi raffinati (proporzione 50/50).
  • Verdura cruda e cotta, ad esclusione di quella precedentemente indicata nell’elenco degli alimenti ricchi di ossalati. La varietà nella scelta permette di introdurre correttamente tutti i sali minerali, le vitamine e gli antiossidanti necessari per l’organismo. Le patate non vanno considerate come verdure, ma come carboidrati che sostituiscono pane e pasta.
  • Frutta con basso contenuto di ossalati, come banane, ciliegie, mele, meloni e pompelmi.
  • Carne sia rossa che bianca (proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile), da consumare in media tre volte alla settimana.
  • Legumi (fagioli, ceci, piselli, fave, lenticchie, etc.), da consumare almeno due volte alla settimana. È importante che i legumi siano considerati come un secondo piatto e non come un contorno: sono quindi da alternare a carne, pesce, salumi, formaggi e uova.
  • Formaggi, da consumare un paio di volte alla settimana come secondo piatto, freschi o stagionati come il Grana Padano DOP. Questo formaggio, oltre ad essere un’ottima alternativa a un secondo di carne o uova, può essere consumato anche giornalmente grattugiato (un cucchiaio da cucina, 10 g) per insaporire i primi piatti, le minestre o i passati di verdura al posto del sale.

Altri Consigli Utili

  • In caso di sovrappeso od obesità, si raccomanda la riduzione del peso e della circonferenza addominale, indicatrice della quantità di grasso depositata a livello viscerale.
  • Rendere lo stile di vita più attivo e praticare attività fisica regolare per tre volte a settimana, minimo 150 minuti settimanali (ottimali 300 minuti). Consigliati gli sport aerobici come camminare, pedalare, nuotare, etc., ma anche quelli di rinforzo muscolare (anaerobici).
  • Bere un bicchiere di acqua in momenti prestabiliti (es.
  • Tenere a portata di mano due bottiglie da 1 litro di acqua.

Diagnosi e Trattamento

Per poter fare diagnosi di idronefrosi è necessario un esame ecografico dell’addome mirato alla visualizzazione del/dei reni e delle vie urinarie. Eventuale diagnostica di secondo livello come TC può essere utile per definire meglio la situazione patologica in atto a livello renale.

Il trattamento può essere la sola espulsione fisiologica del calcolo qualora esso sia di piccole dimensioni, si istruisce il paziente alla raccolta delle urine con l’utilizzo di un contenitore con filtro per poter raccogliere il calcolo espulso e volendo, sottoporlo ad analisi laboratoristica per la definizione della sua natura.

In ogni caso, una dieta equilibrata e una corretta idratazione riducono il rischio di formazione di calcoli renali.

Dieta per Insufficienza Renale

Innanzitutto è opportuno precisare che, in caso di malfunzionamento dei reni, è fondamentale rivolgersi a uno specialista. Il nefrologo potrebbe invitare al consulto con un nutrizionista. No alle diete fai da te o quelle disponibili on line.

Si tratta di una condizione medica che indica il malfunzionamento dei reni. La funzionalità ridotta comporta l’accumulo di scorie e sostanze nocive nel sangue, che non vengono filtrate in maniera corretta ed espulse attraverso l’urina.

La dieta per l’insufficienza renale dipende dallo stadio della malattia e dalla presenza di altre patologie. Per chi non ha un funzionamento perfetto dei reni, la dieta è fondamentale. Una corretta alimentazione per questa patologia prevede un’assunzione limitata di proteine, sodio, potassio e fosforo. A stabilire la dieta deve essere sempre un nefrologo e un nutrizionista.

Elementi da Limitare

  • Proteine: I reni malfunzionanti non sono in grado di eliminare le scorie proteiche dal sangue.
  • Potassio: I reni non riescono ad eliminare tutto il potassio in modo efficace.
  • Fosforo: Causare problemi ossei e di calcificazione dei tessuti molli.

Elementi da Eliminare

In questo caso quelli ricchi di sodio, il nemico numero uno dei reni. Il sodio può essere causa di ritenzione idrica e portare a un aumento della pressione sanguigna. Si trova negli snack, nei cibi precotti, negli insaccati e negli alimenti in scatola.

Alimenti Benefici

  • Frutta e verdura: Le verdure verdi a foglia apportano benefici tra cui gli spinaci, le bietole e i cavoli. Mele, banane e arance sono ricche di potassio, di vitamine e di antiossidanti e vanno bene per la prevenzione, ma le banane in particolar modo sono vietate per chi è invece affetto da problematiche renali.
  • Pesce: Il pesce azzurro tra cui il salmone, il tonno e la sardina, è ricco di acidi grassi omega-3.
  • Cereali integrali.
  • Uova: Ricche di proteine di alta qualità, rappresentano la scelta migliore quando bisogna confrontarle con altri cibi che contengono proteine.
  • Olio d’oliva.

Altri Fattori da Considerare

Non basta tenere sotto controllo pressione, livelli di glicemia, zuccheri. Sotto accusa, per il mal funzionamento dei reni, sono anche sedentarietà, alimentazione sregolata, eccesso di farmaci che possono concorrere, a lungo termine, all’insorgenza di patologie anche croniche.

Consigli per la Prevenzione

  • Sottoporsi a regolari check-up per la glicemia e la pressione.
  • Mangiare sano e controllare il peso. È bene previlegiare una dieta a base di cibi vegetali, come la dieta mediterranea, che riducono l’acidità dell’urina e quindi il carico di lavoro per il rene, apportando poche calorie e molte vitamine antiossidanti.
  • Bere in abbondanza, circa due litri di acqua al giorno. Questa quantità può variare in relazione al sesso, all’esercizio fisico, al clima, alle condizioni di salute, alla gravidanza e all'allattamento.
  • Non fumare. Il fumo aumenta la pressione del sangue e accelera l’invecchiamento dei vasi ostacolando la circolazione.
  • Fondamentale in caso di patologie renali, iniziali, croniche o avanzate è il ruolo del dietista.

Alimenti ad Alto Contenuto di Sodio

Il sodio è presente in molti alimenti e in grandi quantità. Ecco i dieci alimenti che contengono più sodio:

  1. Salsa di soia: (sodio: 5,72/100 grammi prodotto) Il contenuto di sale e glutammato non ne rende consigliabile l'uso in diete povere di sodio.
  2. Minestrone liofilizzato: (sodio: 5,6/100 grammi prodotto) I prodotti liofilizzati hanno un contenuto di sale che spesso trascuriamo, perché non vediamo.
  3. Prosciutto crudo di Parma: (sodio: 2,57/100 grammi prodotto) Va consumato con parsimonia in ragione del suo contenuto di sale.
  4. Prosciutto crudo disossato, privo di grasso visibile: (sodio: 2,4/100 grammi di prodotto) Il prosciutto crudo è in assoluto il salume col maggior contenuto di sale.
  5. Caviale: (sodio: 2,2/100 grammi di prodotto) Oggi il caviale di maggiore qualità è considerato proprio quello meno salato.
  6. Salmone affumicato: (sodio: 1,88/100 grammi di prodotto) A premiarlo è la sua versatilità.
  7. Salame Brianza: (sodio: 1,8/100 grammi di prodotto) Viene prodotto con carni suine provenienti da allevamenti della Lombardia, dell'Emilia Romagna e del Piemonte
  8. Salame Felino: (sodio: 1,69/100 grammi di prodotto) Cento grammi di prodotto consumati in un solo giorno permettono di assumere quasi il 60 per cento del quantitativo di sodio massimo indicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità
  9. Salame Napoli: (sodio: 1,69/100 grammi di prodotto) Cento grammi di prodotto garantiscono una quantità di sodio pari al 60 per cento di quello massimo indicato dalle istituzioni sanitarie.
  10. Pecorino: Il sale ha funzione di salatura, selezione della flora batterica e conservazione dell'umidità in superficie

Tabella riassuntiva degli alimenti ad alto contenuto di sodio

Alimento Sodio (per 100g)
Salsa di soia 5,72 g
Minestrone liofilizzato 5,6 g
Prosciutto crudo di Parma 2,57 g
Prosciutto crudo disossato 2,4 g
Caviale 2,2 g
Salmone affumicato 1,88 g
Salame Brianza 1,8 g
Salame Felino 1,69 g
Salame Napoli 1,69 g
Pecorino N/A

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