L'iperparatiroidismo è una condizione caratterizzata da un eccesso di ormone paratiroideo (paratormone - PTH) nel sangue. Il PTH viene prodotto dalle paratiroidi, quattro ghiandole collocate posteriormente alla tiroide.
Questo ormone ha un ruolo essenziale nel mantenimento di normali livelli circolanti di calcio, agendo in maniera specifica a livello delle ossa, dei reni e dell’intestino tenue. Il termine iperparatiroidismo indica la presenza di alti livelli di paratormone (PTH) nel sangue, conseguenza di una elevata secrezione di PTH.
Il paratormone è un ormone che regola i livelli di calcio e fosforo nell’organismo. Viene prodotto dalle ghiandole paratiroidi: quattro piccole ghiandole che si trovano nel collo, dietro la tiroide. Il paratormone svolge una funzione essenziale affinché i livelli di calcio nel sangue siano nella norma. La sua azione avviene a livello dei reni, dell’intestino tenue e delle ossa.
Tipi di Iperparatiroidismo
Esistono diverse forme di iperparatiroidismo, a seconda delle cause che hanno determinato gli alti livelli ematici di paratormone:
- Iperparatiroidismo primitivo, o iperparatiroidismo primario: una o più paratiroidi subisce una trasformazione tumorale, solitamente benigna, e produce una quantità eccessiva di paratormone.
- Iperparatiroidismo secondario: le paratiroidi producono più paratormone per compensare delle alterazioni del calcio e del fosforo causate da carenze nutrizionali, patologie o farmaci.
L’iperparatiroidismo è una condizione dovuta a un’aumentata secrezione di PTH da parte delle paratiroidi. L’iperparatiroidismo primario e l’iperparatiroidismo terziario sono caratterizzati da ipersecrezione inappropriata di PTH in presenza di valori elevati di calcemia.
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L’iperparatiroidismo secondario si caratterizza per un incremento della secrezione di PTH in risposta a una carenza relativa di calcio e di vitamina D. L’iperparatiroidismo primario è causato nella maggior parte dei casi da un tumore benigno (adenoma) che interessa una delle paratiroidi, raro è invece il coinvolgimento di più paratiroidi.
L’iperparatiroidismo terziario costituisce solitamente un’evoluzione di iperparatiroidismo secondario in pazienti con insufficienza renale cronica di lunga durata.
Sintomi dell'Iperparatiroidismo
I sintomi cambiano nelle diverse forme di iperparatiroidismo, dal momento che sono correlati ai livelli di calcio e fosforo nel corpo e non a quelli di paratormone. Si possono inoltre avvertire debolezza, stipsi, perdita di appetito, perdita di memoria, scarsa concentrazione.
L’iperparatiroidismo secondario è di per sé asintomatico.
Diagnosi e Trattamento
La diagnosi di paratormone alto deve considerare anche altri parametri correlati, come i livelli di calcio, fosforo e vitamina D nel sangue. Un elemento distintivo è la presenza di ipercalcemia (calcio alto nel sangue) che, insieme al PTH elevato, caratterizza l'iperparatiroidismo primario.
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Nell’iperparatiroidismo primitivo e terziario sintomatici il trattamento risolutivo è chirurgico. L’intervento chirurgico ha come obiettivo l’asportazione della paratiroide iperfunzionante. Gli specialisti possono inoltre prescrivere dei farmaci per ridurre i sintomi, quando l’intervento chirurgico non è praticabile o quando il paziente è in attesa di esso.
Nell’iperparatiroidismo secondario si interviene con specifici integratori di minerali e vitamine. Questi servono a compensare le alterazioni di fosfato e calcio dovute alle carenze, patologie o farmaci che sono la causa del rialzo del paratormone.
Per quanto riguarda il trattamento farmacologico, il medico ha a disposizione farmaci calciomimetici, che come il nome stesso fa intuire mimano la presenza del minerale nel plasma sanguigno. Il riscontro di questi principi attivi inganna le paratiroidi, la cui secrezione endocrina - soggetta ai classici meccanismi feedback che regolano molte funzioni organiche - è inversamente proporzionale ai livelli di calcio nell'organismo.
Viceversa, quando la malattia è più grave e sintomatica si rendono necessari interventi terapeutici mirati; nella maggior parte dei casi gli iperparatiroidismi primari vengono risolti con l'intervento chirurgico di asportazione delle paratiroidi (paratiroidectomia). Si tratta infatti di una terapia elettiva e definitiva, a basso rischio se condotta da un chirurgo esperto.
L'intervento coinvolge soltanto le ghiandole anomale, come quelle colpite da fenomeni iperplastici o da adenomi, ed è generalmente privo di complicanze.
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Dieta e Iperparatiroidismo: Cosa Mangiare?
Solitamente l’approccio nutrizionale non è sufficiente a ridurre il paratormone. Nell’iperparatiroidismo primitivo e terziario è opportuno ridurre l’assunzione di calcio, mentre nell’iperparatiroidismo secondario è necessario soddisfare il proprio fabbisogno di calcio.
Come evidente, l’iperparatiroidismo è una patologia complessa: si manifesta in diverse forme che presentano sintomi e quadri clinici differenti, oltre a richiedere ciascuno una specifica terapia.
Cosa Evitare
Bandito dalla dieta del paziente con ipertiroidismo, lo iodio. Come anticipato, questo elemento, componente essenziale degli ormoni tiroidei, va controllato nel caso dei noduli iperfunzionanti. La fonte alimentare principale di iodio è il pesce, soprattutto i crostacei e i molluschi. Anche le alghe ne contengono buone quantità.
Si può ad esempio trovare nel latte, nelle uova, nella carne e nei cereali. È importante utilizzare poco sale ed è meglio evitare i condimenti eccessivamente saporiti. Anche gli insaccati, la carne e i formaggi troppo grassi, gli snack salati, le patatine in busta, sono da evitare.
Cosa Includere nella Dieta
Sì dunque alle verdure della famiglia delle crucifere: broccoli, rucola, cavoli, cavoletti di Bruxelles, cavolfiori, ravanelli. Queste verdure, meglio se consumate crude, sembrano limitare la produzione di tiroxina.
Tra le altre verdure “sì”, ci sono anche i peperoni e le carote, entrambi ricchi di vitamine. Sì anche a ceci, fagioli, lenticchie, soia e legumi in genere.
Sono ben accetti il miglio, i pinoli, i semi di lino, le arachidi: tutti alimenti utili, ancora una volta, a inibire la produzione di tiroxina.
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