Non possiamo parlare di dieta per l’Ipotiroidismo, se con ciò intendiamo l’adozione di un regime alimentare che sia in grado da solo di curare la malattia. Come abbiamo visto, in caso di Ipotiroidismo (diagnosticato e in trattamento) gli alimenti devono essere scelti con cura. Ecco un articolo con tutte le informazioni che stai cercando sulla dieta per la tiroide.
Fermati per qualche minuto a leggere questo articolo che, come nutrizionista a Torino, ho pensato di dedicare proprio al rapporto tra l’alimentazione e la funzionalità della tiroide.
La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla situata nella parte anteriore del collo, tra la laringe e la trachea, che svolge un ruolo fondamentale per il nostro organismo in quanto produce gli ormoni tiroidei, necessari per la regolazione, ad esempio, del metabolismo, della temperatura corporea e della forza muscolare. La tiroide è coinvolta in numerosi processi fisiologici e nel metabolismo, cioè nella trasformazione del cibo che mangiamo in energie. Per questo motivo per funzionare bene, è fondamentale seguire un’alimentazione adeguata.
Ipotiroidismo e Ipertiroidismo: Sintomi e Differenze
In presenza di questi sintomi che possano essere ricondotti ad una delle patologie sopra descritte, è importante rivolgersi subito al proprio medico per verificare la funzionalità tiroidea.
- In caso di ipertiroidismo (eccessiva produzione di ormoni tiroidei): sensibile dimagrimento, intolleranza al caldo, cardiopalmo, tremori, irritabilità.
- In caso di ipotiroidismo (produzione insufficiente di ormoni tiroidei): aumento di peso, causato da rallentamento dei processi metabolici, ritenzione idrica, stanchezza, intolleranza al freddo, umore sottotono, fatica a concentrarsi e rallentamento psicomotorio.
L'Importanza dello Iodio per la Tiroide
Sicuramente, una delle prime indicazioni alimentari in caso di ipotiroidismo è di cominciare ad introdurre alimenti che maggiormente contengono iodio; mentre nel caso di ipertiroidismo è importante moderarne il consumo. Lo iodio, infatti, ha un ruolo fondamentale nel funzionamento della tiroide in quanto è un minerale essenziale per la produzione degli ormoni tiroidei in ogni fase della vita dell’individuo. La carenza di iodio è un fattore noto che causa il gozzo della tiroide.
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Per prevenire la carenza di iodio responsabile del rallentamento della tiroide è consigliato consumare sale iodato. Tuttavia, l’eccesso di iodio è tossico per le cellule tiroidee perché provoca l’infiammazione e può portare, ad esempio, allo sviluppo della tiroide di Hashimoto.
Lo iodio, dal greco iodes (violetto), è diffuso nell’ambiente in diverse forme chimiche, è infatti contenuto nelle rocce, nel suolo e nell’acqua. Lo iodio dei mari evapora per tornare sulla superficie terrestre attraverso le piogge ed essere poi assorbito dalle piante. Si evince chiaramente l’importanza dello IODIO per la tiroide. È un microelemento contenuto soprattutto nel sale marino, pesce e frutti di mare, alghe e uova.
Alimenti Consigliati e Alimenti da Evitare
Per ridurre il consumo di iodio nei soggetti affetti da ipertiroidismo occorre utilizzare il sale non marino o senza iodio come quello dell’Himalaya e occorre moderare il consumo di cavolfiori, rape, soia in quanto potrebbero interferire con il funzionamento della tiroide e modificare l’effetto della terapia farmacologica se assunti frequentemente e/o in alta dose.
Nei soggetti affetti da ipotiroidismo, invece, è raccomandabile introdurre alimenti che maggiormente contengono iodio. Quindi introduci nella tua alimentazione il pesce azzurro, come sgombro, baccalà, merluzzo, sardine e non dimenticare anche le uova. Mirtilli rossi e frutta secca sono ricchi di iodio e possono essere consumati con regolarità anche se bisogna sempre stare attenti a non esagerare. Per questo motivo, nei casi di disturbi alla tiroide, è consigliabile seguire un piano alimentazione personalizzato in cui tutti gli alimenti virtuosi e quelli da evitare siano calibrati in modo da garantirti il giusto apparto giornaliero e ti permettano di sentirti in salute.
Quindi, introduci nella tua alimentazione frutta, verdura e grassi buoni come frutta secca, olio extravergine di oliva, noto per i suoi benefici per la salute correlati alla riduzione del rischio di cancro, malattie coronariche, ipertensione e malattie neurodegenerative e pesce azzurro. Quest’ultimo come abbiamo detto prima, è ricco anche di iodio che, nei soggetti affetti da ipotiroidismo, è necessario integrare correttamente.
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Altri Nutrienti Importanti
Ferro, acido folico e vitamina B12, poi, sono particolarmente indicati nel caso in cui tu sia affetto da tiroide di Hashimoto a causa della frequente anemia e malattie cardiovascolari riscontrata in questi soggetti. Ma in generale, sono nutrienti fondamentali in ogni soggetto in quanto il ferro e l’acido folico favoriscono la replicazione cellulare, in particolare dei globuli rossi; mentre la vitamina B12 contribuisce alla riduzione della stanchezza e dall’affaticamento - tipici sintomi di soggetti affetti da ipotiroidismo- nonchè alla normale formazione dei globuli rossi.
Zinco, selenio e magnesio sono micronutrienti fondamentali accanto allo iodio per i soggetti affetti da disturbi alla tiroide. In particolare, il selenio potrebbe essere utile per prevenire delle disfunzioni tiroidee. Dove si trova il selenio in natura? I cereali, la carne ed il pesce sono fonti importanti di selenio.
Presta particolare attenzione all’integrazione in quanto sono fondamentali anche nutrienti come la vitamina D, antiossidanti, magnesio e zinco che permettono di ridurre l’infiammazione della tiroide. La vitamina D, conosciuta soprattutto per i suoi effetti sul metabolismo del calcio, ha spiccate capacità di difesa dai processi autoimmuni.
Consigli Aggiuntivi per la Salute della Tiroide
In genere, nei soggetti affetti da patologie alla tiroide è consigliabile seguire un’alimentazione antinfiammatoria, con il giusto apporto di vitamine e sali minerali utili alla salute ed evitare alimenti che, combinati ad altri fattori, possano scatenare l’infiammazione dannosa per la tiroide. Evita cibi particolarmente ricchi di grassi idrogenati e cibi ultra-processati e industriali, limitando il consumo di zuccheri in quanto questi hanno un effetto pro-infiammatorio.
Sicuramente introdurre attività fisica personalizzata in base alla tua particolare condizione sarà di giovamento per la tua tiroide e ti aiuterà a mantenerti in forma e in salute. Così come ridurre il consumo di alcol e sigarette è una corretta abitudine di vita da introdurre in quanto, ad esempio, è noto in letteratura che il consumo di sigarette ha un effetto negativo sulle complicazioni oculari dell’ipertiroidismo autoimmune o malattia di Graves- Basedow.
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Ipotiroidismo: Cause e Diagnosi
L'ipotiroidismo deriva dalla diminuzione della produzione di ormoni da parte della ghiandola tiroidea. Diagnosticare il prima possibile le condizioni di tiroide non attiva è fondamentale, poiché bassi livelli di alcuni ormoni possono alterare i processi biologici, con sintomi spiacevoli conseguenti. L'ipotiroidismo può rallentare il metabolismo dell'organismo e causare aumento di peso, affaticamento, rallentamento della frequenza cardiaca e altri sintomi. È più frequente nelle donne e aumenta con l'età. È anche possibile che la gravidanza influisca sui livelli ormonali.
Una malattia tiroidea non diagnosticata può esporre i pazienti al rischio di alcune condizioni gravi, come malattie cardiovascolari, osteoporosi e infertilità. Circa il 15% dei pazienti affetti da COVID-19 grave presenta una tiroidite post-virale e, nelle persone di età superiore ai 65 anni, la prevalenza della disfunzione tiroidea sale a uno su quattro.
Cosa Influisce sull'Assorbimento della Tiroxina
Esistono alcuni alimenti e integratori che possono avere un impatto negativo sui sintomi dell'ipotiroidismo, ed eventualmente peggiorarli.
- Soia: interferisce con l'assorbimento della tiroxina, quindi è meglio evitarla se si sta assumendo la tiroxina prescritta. Diversi studi hanno confermato che i prodotti contenenti soia inibiscono l’assorbimento degli ormoni tiroidei.
- Verdure crocifere: ad alcune persone affette da ipotiroidismo viene detto di evitare alimenti come cavolfiori, cavoli, broccoli, cavoli e cavoletti di Bruxelles. È stato dimostrato che queste verdure, in determinate situazioni, interferiscono con il modo in cui la tiroide utilizza lo iodio.
Approccio della Medicina Ufficiale e Integrazione
Dal canto suo, la medicina ufficiale risponde che non esiste una dieta standard contro l'ipotiroidismo, prima di tutto a causa delle diverse origini di questo disturbo caratterizzato da un'insufficiente sintesi di ormoni tiroidei. A livello mondiale, le severe carenze alimentari di iodio sono una delle più comuni cause d'origine dell'ipotiroidismo; per contro, non dobbiamo dimenticare che anche un eccessivo apporto del minerale può - alla lunga - sovvertire la normale funzionalità tiroidea, istaurando quadri di iper ma anche di ipotiroidismo.
Per quanto detto sinora, nonostante l'utilizzo di integratori ricchi di iodio sia particolarmente utile nei casi di ridotto apporto alimentare, quando l'ipotiroidismo NON ha un'origine dietetica, è bene evitare qualsiasi supplementazione specifica, dato che un eccesso di iodio potrebbe addirittura far precipitare la condizione. In altri casi, questi prodotti sarebbero del tutto ininfluenti, trasformandosi in un inutile sperpero di denaro. Sotto controllo medico, questa pratica può avere una certa utilità soltanto in quei casi in cui l'ipotiroidismo è sostenuto da carenze alimentari, oggi più rare rispetto al passato per la diffusa pratica di aggiungere iodio nel sale comune.
L'apporto del minerale può essere aumentato anche attraverso la semplice dieta, semplicemente scegliendo alimenti ricchi di iodio, come pesce di mare, alghe marine, molluschi e sale marino integrale. Una specifica supplementazione offre comunque il vantaggio di essere standardizzata nelle dosi, obiettivo assai difficile da raggiungere con la comune alimentazione.
Esistono poi dei particolari alimenti (come cavoli, broccoli, cavolfiori, soia, semi di lino, rape, ravanelli, miglio e tapioca) che - specie se consumati crudi - aumentano notevolmente il fabbisogno di iodio, perturbandone il metabolismo. Da alcuni anni sappiamo, che oltre al deficit di iodio, anche altri fattori ambientali, in particolare la carenza di selenio, possono contribuire all'insorgenza di ipotiroidismo.
Il fatto che la medicina ufficiale dia poca importanza alla dieta nel trattamento dell'ipotiroidismo, deriva anche dal fatto che questo disturbo può essere agevolmente controllato attraverso una terapia sostitutiva a base di levotiroxina, eventualmente affiancata da triodotironina. deficitarii in tutti i casi di ipotiroidismo, vengono assunti con una semplice compressa di medicinale.
Efficace, sicura ed in terapia da moltissimi anni, la levotiroxina dev'essere assunta secondo le indicazioni mediche; generalmente, si consiglia di assumerla a stomaco vuoto, a distanza di almeno 4-5 ore dall'assunzione di integratori di ferro o calcio, nonché dei multivitaminici che li contengono. Analogo discorso per gli antiacidi a base di sali di alluminio o magnesio, e per alimenti come farina di soia, noci, e vari farmaci (colestiramina, colestipolo, sucralfato).
Ulteriori Considerazioni
Come vedi, imparare a mangiare correttamente nei casi di disfunzioni alla tiroide è davvero una strategia terapeutica imprescindibile non solo per gestire correttamente la tua patologia tiroidea ma anche per prevenire alterazioni tiroidee nel tempo. Se sei affetto da ipotiroidismo o ipertiroidismo o altre disfunzioni tiroidee come tiroide di Hashimoto o malattia di Gravese- Basedow e desideri introdurre le giuste abitudini alimentari e di vita, contattami per una consulenza nutrizionale.
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