Frutta ad Alto Contenuto di Carboidrati: Una Guida Completa

Gli zuccheri appartengono ad una categoria di macronutrienti, i carboidrati, che sono utili al nostro organismo per la produzione di energia. Ne dobbiamo, quindi, assumere una giusta dose quotidiana, per garantire il corretto funzionamento del nostro organismo.

Il grande problema che affligge la nostra società è costituito dal fatto che la tendenza attuale è quella di eccedere nelle quantità di zuccheri ingeriti quotidianamente, con tutti gli effetti negativi poi collegati a questo eccesso.

Tipi di Carboidrati

Partiamo facendo una distinzione di base e suddividendo i carboidrati in semplici e complessi.

  • Carboidrati semplici: A loro volta si suddividono in monosaccaridi e disaccaridi. Fra i primi troviamo il glucosio, il fruttosio - lo zucchero della frutta e il galattosio, contenuto nel latte e nei suoi derivati.
  • Disaccaridi: Invece, comprendono il saccarosio, ovvero lo zucchero da tavola, formato da glucosio più fruttosio, il maltosio - costituito da due molecole di glucosio - e il lattosio, formato da galattosio più glucosio.

In generale, gli zuccheri semplici sono presenti naturalmente in alcuni cibi, come ad esempio nella frutta e vengono assorbiti in maniera molto veloce dall’organismo, fornendo energia immediata.

I carboidrati complessi, come quelli contenuti in pasta e cereali, sono formati da più unità di monosaccaridi, per questo motivo sono più impegnativi per la digestione e quindi vengono assorbiti più lentamente.

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Gli zuccheri che dobbiamo tenere strettamente sotto controllo sono i monosaccaridi, come il glucosio, e i disaccaridi, come il saccarosio o zucchero da tavola, aggiunti in fase di lavorazione agli alimenti e alle bevande industriali o utilizzati per dolcificare cibi e bevande da noi consumatori.

Questi zuccheri hanno la caratteristica di essere facilmente digeribili e vengono, quindi, assorbiti molto rapidamente. Se non vengono altrettanto rapidamente consumati sotto forma di energia spesa, tendono ad accumularsi, trasformandosi in grasso corporeo e, di conseguenza, portando a condizioni di sovrappeso, che, a loro volta, possono facilitare l’insorgenza di diverse patologie.

Vengono esclusi da questa categoria di “zuccheri cattivi” quelli naturalmente presenti nella frutta, nei vegetali e nel latte perché essendo forniti da alimenti ricchi di vitamine, minerali e fibre importanti alleati della salute, vengono considerati da prediligere agli altri.

Come fonte di carboidrati e zuccheri dovremmo sempre prediligere i carboidrati complessi, che richiedono più tempo per essere digeriti ed assimilati e rappresentano, quindi, una fonte di energia disponibile più a lungo termine. Come nel caso degli zuccheri semplici naturali, sono tipici di alimenti che contengono anche vitamine e minerali; se scelti poi nella loro forma integrale, questi cibi contengono anche buone quantità di fibra alimentare - ci riferiamo a pane integrale, pasta integrale, riso integrale, ecc.

Carboidrati nella Frutta: Caratteristiche

Come abbiamo detto, la maggior parte della frutta contiene quei carboidrati che sono definiti semplici perché vengono utilizzati immediatamente dall’organismo e offrono un’istantanea iniezione di energia. Tuttavia, i carboidrati semplici sono anche quelli che causano picchi glicemici, proprio per via della loro capacità di essere assimilati velocemente.

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Per questo motivo, da sempre è consigliabile consumarli in quantità limitate. I carboidrati semplici contenuti nella frutta, però, non hanno lo stesso valore di quelli contenuti nei dolci, nelle bibite o nel comune zucchero da tavola.

Questo perché nella frutta ci sono anche altri nutrienti - come le fibre - che ne ritardano e ne riducono l’assimilazione. Inoltre, la frutta contiene anche vitamine, sali minerali e antiossidanti (tra cui i polifenoli): tutte sostanze che fanno bene all’organismo.

Ecco perché, nonostante la frutta contenga carboidrati semplici, se ne consiglia l’assunzione di almeno due o tre porzioni al giorno. Per capire quali frutti si possano consumare in quantità maggiori e quali, invece, vadano consumati con moderazione, è utile prendere in considerazione - oltre alla quantità di carboidrati - anche l’indice glicemico, cioè il valore che indica la velocità con cui i carboidrati fanno alzare i livelli di glicemia nel sangue.

Al contrario di quelli contenuti in dolci e altri alimenti con zuccheri aggiunti, infatti, i carboidrati della frutta hanno un basso indice glicemico: nella maggioranza dei casi non si rischia, cioè, di provocare picchi glicemici.

Carboidrati nelle Diverse Tipologie di Frutta

Non tutti i frutti contengono la stessa tipologia e la stessa quantità di carboidrati. Per questo è importante distinguere tra frutta fresca, frutta secca e frutta disidratata.

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La frutta fresca è quella con il minor contenuto di carboidrati, seguita da frutta secca (noci, mandorle, nocciole, e così via) e frutta disidratata. C’è, poi, una ridotta quantità di frutti che non contiene solo carboidrati semplici ma anche amidi, cioè carboidrati complessi.

Di seguito troverete informazioni sulle quantità indicative di carboidrati disponibili e amido (ovvero, di carboidrati complessi) contenute nelle tre principali tipologie di frutta.

Frutta Fresca

I carboidrati contenuti nella frutta fresca rappresentano una fonte di energia subito disponibile, perciò è utile consumare quest’ultima a metà mattina, in modo da ricevere un po’ di carica, utile a continuare la giornata fino al momento del pranzo.

Ecco quanti carboidrati disponibili contengono i frutti che consumiamo più di frequente (i valori si riferiscono alla quantità di carboidrati disponibili in 100 g di prodotto):

  • Mandarini: 17,6 g
  • Banane: 17,4 g (2,4 g di amido)
  • Succo d’uva: 17,3 g
  • Melagrana: 15,9 g
  • Uva: 15,6 g
  • Succo di frutta: 14,5 g
  • Mele: da 6,3 a 13,7 g, a seconda della varietà
  • Pere: da 9 a 12,7 g, a seconda della varietà
  • Ciliegie: 11 g
  • Arance: da 8 a 10 g, a seconda della varietà
  • Melone: 7,4 g
  • Pesche noci: 7 g
  • Lamponi: 6,5 g
  • Pesche senza buccia: 6,1 g
  • Cocomero: 3,7 g
  • Avocado: 1,8 g

Frutta Disidratata

Spesso si pensa che la frutta disidratata sia equivalente a quella fresca per quanto riguarda il contenuto di nutrienti. In realtà, alcuni nutrienti, come i carboidrati semplici, sono contenuti in quantità maggiore nella frutta disidratata rispetto a quella fresca perché, eliminando l’acqua, aumenta la concentrazione di queste sostanze.

Vediamo, allora, la quantità di carboidrati disponibili nella frutta disidratata più comune (i valori si riferiscono ancora alla quantità contenuta in 100 g di prodotto):

  • Pesche: 88 g
  • Mele: 82,2 g
  • Albicocche: 66,5 g
  • Fichi secchi: 58 g
  • Prugne: 55 g
  • Cocco: 16,5 g

Frutta Secca

Da sempre la frutta secca è nota e apprezzata per il suo elevato valore energetico, associato alla presenza di vitamine, sali minerali e fibre. Tale valore energetico, tanto elevato, si deve principalmente proprio alla presenza di carboidrati semplici e di amido.

Ecco quanti carboidrati disponibili e amido contiene la frutta secca che consumiamo abitualmente (i valori si riferiscono al contenuto di carboidrati e amido in 100 g di prodotto):

  • Arachidi tostate: 8,5 g di carboidrati disponibili e 4,9 g di amido
  • Pistacchi: 8,1 g di carboidrati disponibili e 3,3 g di amido
  • Noci pecan: 7,9 g di carboidrati disponibili e 3,3 g di amido
  • Pistacchi di Bronte DOP: 7,3 g di carboidrati disponibili
  • Nocciole: 6,1 g di carboidrati disponibili e 1,8 g di amido
  • Noci: 5,1 g di carboidrati disponibili e 1,8 g di amido
  • Mandorle dolci: 4,6 g di carboidrati disponibili e 0,8 g di amido
  • Anacardi: 3,3 g di carboidrati disponibili e ben 24,9 g di amido

E la frutta estiva?

Ecco una rapida spiegazione dei carboidrati presenti nella frutta estiva:

  • Ciliegie: Le ciliegie hanno un indice glicemico pari a 22 e quindi rientra tra gli alimenti con indice glicemico molto basso.
  • Cocomero: Nonostante il sapore dolce possa trarre in inganno, il cocomero è amico di chi ha il diabete. Questo frutto tipicamente estivo ha il punteggio più basso nel contenuto di carboidrati, con soli 7,55 g per 100 g di frutta. È anche ricco di vitamina A e ha un alto contenuto d’acqua, che lo rende un ottimo alimento con un elevato senso di sazietà. Gli esperti consigliano di non superare la dose di 100 grammi al giorno.
  • Nespole: Contengono soltanto 47 calorie per 100 grammi, circa 12 grammi di carboidrati ed 1,7 grammi di fibra alimentare. Inoltre contengono tanta acqua, sali minerali come potassio, fosforo, magnesio e calcio e vitamina C.
  • Melone: Gustoso frutto primaverile ed estivo, il melone contiene solo 8,16 g di carboidrati per 100 g.
  • Albicocche: Sono l’ideale per tenere a bada la glicemia e per tornare in forma: hanno pochissime calorie, un alto potere saziante e un basso indice glicemico.
  • Pesche: Un frutto succoso e dolce, la pesca sorprendentemente non ha troppi carboidrati. Per ogni 100 g di questo frutto, ingerirai solo 9,54 g di carboidrati.

Attenzione i valori portano spesso ad esagerare nelle quantità e questo comporta il rischio di aumentare il livello di zuccheri nel sangue esponendo il soggetto al rischio di accumulare grasso corporeo.

Colazione e spuntini sono i momenti ideali, nel pranzo e nella cena evitate di assumerla!!

Carboidrati nella Frutta: Benefici e Rischi per la Salute

Solitamente, nella dieta mediterranea, i carboidrati rappresentano almeno il 50% del totale delle calorie assunte durante la giornata. Questa dose, in un regime alimentare medio di una persona adulta, rappresenta all’incirca 1000 calorie (il resto viene solitamente ripartito tra proteine e grassi).

La maggior parte dei carboidrati che si consiglia di assumere quotidianamente è quindi del tipo complesso e proviene da prodotti quali pasta, pane e legumi, che ne sono ricchi. Quel che resta proviene dal consumo di alimenti dolci, di verdura e di frutta.

I carboidrati contenuti nella frutta, proprio perché immediatamente disponibili, offrono una carica di energia molto utile per iniziare la giornata. Quindi mangiare frutta a colazione o allo spuntino di metà mattina fa bene, perché aiuta l’organismo a produrre maggiore energia.

Per lo stesso motivo, consumare un frutto fresco o della frutta secca è utile anche prima di praticare sport, perché l’energia che si riceve dai carboidrati semplici che contengono è utile non solo a sostenere gli sforzi, ma anche ad aumentare la concentrazione.

Non è consigliabile, tuttavia, assumere la maggior parte dei carboidrati della giornata attraverso la frutta. Essa, infatti, può rappresentare un’utile fonte di carboidrati a basso indice glicemico solo se assunta nelle giuste quantità, vale a dire non più di 2 o 3 porzioni al giorno, che non superino i 400 g l’una, a seconda del frutto.

Tra i rischi per la salute, qualora si mangi troppa frutta, c’è anche quello di prendere peso, poiché la frutta contiene molte più calorie di quel che normalmente si immagina. In più, l’assunzione di elevate quantità di zuccheri semplici immediatamente spendibili fa sì che il nostro corpo torni a chiederne ancora, dopo poco tempo, aumentando il senso di fame.

I carboidrati semplici che si assumono durante la giornata, anche attraverso il consumo di frutta, non dovrebbero perciò superare il 10-12% delle calorie giornaliere.

Come Gestire il Consumo di Frutta

Con l’estate si trovano frutti molto deliziosi ed appetitosi, ma dobbiamo renderci conto che la frutta deve essere considerata come un carboidrato. È vero che contiene vitamine, fibre, sali minerali, fitocomplessi e fitomolecole importati e benefiche, ma la maggior parte sono carboidrati.

Penso a coloro che durante l’estate pranzano solo con frutta o peggio con solo anguria, o sostituiscono il pranzo con un gelato….. C’è anche chi profetizza un gelato come un pasto unico.

In questa maniera si danno dei carichi, e di conseguenza picchi di zucchero nel sangue che lì per lì da soddisfazione e senso di pienezza, ma dopo poco tempo si ha di nuovo fame. E si ricomincia a spizzicare.

La frutta dovrebbe essere sempre mangiata nel contesto di un pasto. Quindi tenere sempre presente e sotto controllo la quantità di frutta che si mangia, se si vuole mantenere un peso forma.

Esempi di Frutta e Contenuto di Zuccheri

  • Mango: Un mango, frutto esotico ricco di microelementi, ha 45 grammi di zucchero su cento grammi. Di sicuro non è la scelta migliore se stai cercando di perdere o mantenere il tuo peso o se cerchi di contenere la quantità di zucchero che mangi.
  • Uva: Una tazza di chicchi d’uva contiene ha circa 23 grammi di zucchero. Questo è molto se mangiata da sola. Potresti mangiarli più lentamente se li affetti a metà o se li congeli.
  • Ciliegie: Sono dolci, buone ed una tazza di ciliegie ha 18 grammi. Come si dice, una ciliegia tira l’altra. Per tenere sotto controllo quanto zucchero ingerite, tenete sotto controllo la quantità.
  • Pere: Una pera media ha 17 grammi di zucchero.
  • Anguria o cocomero: Una fetta media (100 grammi) ha 17 grammi di zucchero. Come suggerisce il nome, è ricco di acqua e contiene minerali speciali chiamati elettroliti che sono proprio ciò di cui il nostro corpo ha bisogno soprattutto in estate. Non esagerate con l’anguria, Ha un alto indice glicemico, cosi come l’ananas. Basta mangiarne una fetta.
  • Fichi: Due di medie dimensioni hanno circa 20 grammi.
  • Avocado: Un intero avocado ha solo mezzo grammo di zucchero.
  • Guaiava: Si tratta di un frutto tropicale che ha in linea di massima circa tre volte la quantità di antiossidanti rispetto ad altri frutti.
  • Papaia: Metà di una piccola ha 6 grammi di zucchero.
  • Fragole: Una tazza di fragole intere ha solo 7 grammi di zucchero. Si possono mangiare anche dopo cena. Per colazione sono eccezionali per il loro carico di antiossidanti.
  • Frutti di bosco: I carboidrati sono dei composti di carbonio, idrogeno e ossigeno che, con grassi e proteine, rappresentano i principali macronutrienti che si assumono con l’alimentazione.

Sperando che le indicazioni di cui sopra per la frutta chetogenica ti siano state utili per avvicinarti in modo un po’ più consapevole a questo alimento comunque molto importante, possiamo certamente cogliere l’occasione per capire come orientarsi nel proprio rapporto con la frutta perché… le cose sono in realtà un po’ più complesse di quelle che sopra abbiamo condiviso.

All’interno della grande famiglia dei carboidrati possiamo infatti distinguere i carboidrati complessi da quelli semplici. I primi, per intenderci, sono quelli che puoi trovare soprattutto nei cerali e nei legumi: si assimilano un po’ più lentamente.

Ecco dunque spiegato il perché quando mangiamo della frutta otteniamo un’immediata iniezione di energia. In realtà, quando assumiamo i carboidrati semplici della frutta, abbiamo anche un picco glicemico e, proprio per questo motivo, è sempre consigliabile mangiare la frutta in quantità limitate.

Gli zuccheri semplici che sono contenuti nella frutta non posseggono infatti il medesimo valore di quelli che possiamo ad esempio trovare nei dolci o nelle bibite zuccherate. Inoltre, come noto, la frutta porta in dote minerali, antiossidanti, vitamine.

La frutta secca è, come risaputo, particolarmente apprezzata per il suo elevato valore energetico, associato alla presenza di vitamine, di minerali e di fibre.

In linea di massima, chi segue una dieta comune come quella mediterranea, assume circa il 50% del totale delle calorie proprie attraverso i carboidrati. Ecco perché molte persone preferiscono mangiare la frutta a colazione o come spuntino di metà mattina: potrebbe essere un buon modo per affrontare con più energia le fasi più dure della giornata. Inoltre, l’assunzione di zuccheri semplici può generare una vera e propria dipendenza.

Alimenti Ricchi di Carboidrati: Oltre la Frutta

I carboidrati rappresentano uno dei tre macronutrienti della nostra dieta, affiancandosi a grassi e proteine. Nonostante molte fonti sostengono erroneamente che causino diabete e obesità, in realtà il nostro corpo ne ha bisogno come l’acqua.

Alcune cellule si affidano ai carboidrati come unica fonte di energia. Dunque, anche se non li assumiamo con la dieta, il nostro corpo li sintetizza da altre fonti, incluse le proteine; infatti, a volte, sono purtroppo le stesse proteine muscolari a essere bruciate per creare energia.

Per questo motivo, i carboidrati dovrebbero costituire il 45-60% dell’introito calorico totale quotidiano. In una dieta di 2000 kcal, questo valore equivale a 225-300 g, come raccomandato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Tuttavia, l’apporto varia in base a preferenze e obiettivi.

Il gruppo dei carboidrati comprende numerosi alimenti appartenenti a fonti di alta e bassa qualità. Il tuo obiettivo è scegliere quelle sane, consumare cibi ricchi di carboidrati complessi e contenenti fibre, limitando le quantità di carboidrati semplici e raffinati, generalmente frutto di processi industriali che li privano di fibre, vitamine e altri composti bioattivi.

Esempi di Alimenti Ricchi di Carboidrati

  • Avena: Ricca di carboidrati complessi, fibre, beta-glucani e proteine.
  • Quinoa: Pseudocereale senza glutine con proteine di qualità, vitamine e minerali.
  • Grano saraceno: Pseudocereale con amido resistente, rutina e effetti antiossidanti.
  • Miglio: Cereale versatile con effetti antiossidanti e regolatori della glicemia.
  • Patate: Ortaggi con carboidrati, potassio e vitamina C.
  • Patate dolci: Ricche di beta-carotene, vitamina C, potassio e ferro.
  • Riso: Fonte di polisaccaridi, con varietà integrali ricche di fibre e vitamine del gruppo B.
  • Pane integrale: Apporta carboidrati complessi, fibre, minerali e vitamine.
  • Pasta, couscous, bulgur: Preferire le versioni integrali per un maggiore apporto di nutrienti.
  • Legumi: Alimenti versatili con carboidrati complessi, proteine, fibre e micronutrienti.
  • Muesli: Controllare gli ingredienti e preferire prodotti con cereali integrali e senza zuccheri aggiunti.

Tabella Nutrizionale: Contenuto di Carboidrati in Diversi Alimenti (per 100g)

Alimento Carboidrati (g)
Mandarini 17,6
Banane 17,4
Ciliegie 11
Uva 15,6
Mele 6,3 - 13,7 (a seconda della varietà)
Pere 9 - 12,7 (a seconda della varietà)
Melone 7,4
Prugne secche 55
Ceci cotti 27,4
Cocomero 7,55
Avena cruda 70
Grano saraceno crudo 75
Quinoa cotta 70

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