I reni lavorano ogni giorno senza sosta per filtrare il sangue, eliminare tossine e mantenere l’equilibrio di liquidi e minerali nel corpo. Per mantenerli in salute, è essenziale curare in primo luogo la nostra alimentazione. Una dieta bilanciata, ricca di cibi naturali e povera di elementi che li affaticano, può aiutare a prevenire problemi legati ai reni e a supportare chi già soffre di disturbi renali.
Se hai avuto calcoli renali, probabilmente sai quanto possono essere dolorosi. Infine, cosa mangiare se si soffre di colica renale? Come probabilmente sai, la colica renale è un dolore acuto causato dal blocco del flusso urinario da parte di un calcolo renale. Seguire una dieta per i reni ricca di alimenti freschi, biologici e lavorati a basse temperature, è la base per preservare la salute dei reni.
La naturale conseguenza della MRC è rappresentata dall'insufficienza renale cronica (IRC), ossia dalla perdita progressiva e irreversibile della funzione renale, cioè con la riduzione della funzione di filtrazione dei reni. In questo modo si riduce, da parte dei reni la capacità di depurare l’organismo dalle scorie e dai sali minerali in eccesso. La perdita completa della funzione renale rende necessario un trattamento sostitutivo, rappresentato dalla dialisi o dal trapianto.
Esami di laboratorio semplici e di basso costo su sangue ed urine consentono la diagnosi precoce di MRC, ed in particolare la valutazione della velocità del filtrato glomerulare e la presenza di microalbuminuria. Le persone con MRC sono a elevato rischio non solo di insufficienza renale, ma anche di malattia cardiovascolare. Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato possono prevenire o ritardare sia la comparsa di IRC che la morbilità e mortalità cardiovascolare.
La dieta ipoproteica porta a un miglioramento dei sintomi della sindrome uremica. La restrizione delle proteine e del fosforo comporta un miglioramento dei sintomi della sindrome uremica e la riduzione della produzione di acidi. E’ fondamentale altresì curare molto l’alimentazione per evitare che si verifichi una malnutrizione causata da inadeguato introito di proteine e calorie, dall’ esaurirsi dei depositi proteici dell‘organismo, dall’aumentata degradazione degli aminoacidi e delle proteine del muscolo a causa dell‘acidosi metabolica, soprattutto in presenza di infezioni o malattie infiammatorie.
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Pertanto di seguito verranno date alcune indicazioni di massima, basate sulle Linee Guida Italiane delle Società di Nefrologia e di Dietetica e Nutrizione Clinica. La loro applicazione è da limitare ai soli casi in cui non vi sia la possibilità di essere seguiti da un dietista all’interno del team nefrologico. Ridurre la quantità di proteine rispetto ai soggetti sani. Consumare circa 0.7 g di proteine per kg (riferirsi al peso ideale). L’apporto calorico deve essere di circa 35 Kcal per kg (peso ideale)/die per i soggetti di età < 60 anni e di circa 30 Kcal per kg (peso ideale)/die per i soggetti di età > 60 anni.
L’apporto calorico è di fondamentale importanza in quanto se risulta inferiore a 30-35 Kcal/kg, il paziente in dieta ipoproteica va incontro, nel tempo, a malnutrizione. Un simile apporto calorico deve essere garantito aumentando, rispetto alla dieta di un soggetto sano, le percentuali di carboidrati e di lipidi nella dieta. Nel seguire le indicazioni si deve però tenere conto che, per ottenere una corretta ed equilibrata alimentazione che fornisca all’organismo tutti i nutrienti di cui necessita, occorre assumere la giusta quantità (porzione) dell’alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni alimenti debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente, all’interno di uno schema alimentare personalizzato.
L’alimentazione della giornata deve rispettare il bilancio energetico di ciascuno e l’energia introdotta deve essere uguale a quella spesa per non aumentare il rischio di sovrappeso, obesità ma anche di malnutrizione . Per ridurre il potassio La limitazione degli alimenti ricchi in potassio deve essere effettuata solo su precisa indicazione del Nefrologo curante, in quanto molti alimenti ricchi in potassio hanno importanti valenze salutistiche e possono aiutare a prevenire l’insorgenza di malattie cardiovascolari così frequentemente associate a questa patologia.
Alimenti aproteici appositamente prodotti senza proteine, che possono migliorare la palatabilità della dieta come pane, pasta, riso, farina, crackers, fette biscottate, biscotti, e consentire porzioni più accettabili di pietanze che contengono proteine animali. Carne, tutti i tipi ad eccezione di quelle molto grasse. Scegliere le parti più magre e meno venate. Pesce, fresco o surgelato ad eccezione delle varietà grasse. Verdura, sia fresca che surgelata esclusi i legumi (fagioli, ceci, lenticchie, fave, piselli).
In caso di sovrappeso o obesità si raccomanda la riduzione del peso e del “giro vita” ossia la circonferenza addominale, indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell'uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un rischio cardiovascolare “moderato", valori superiori a 102 cm nell'uomo e ad 88 cm nella donna sono associati ad un "rischio elevato". Mantenere uno stile di vita attivo compatibilmente con il grado della malattia (abbandona la sedentarietà! Adeguato controllo della pressione arteriosa.
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Controllare il peso corporeo al mattino prima della colazione. Attenzione ai farmaci. Non fumare. Per ridurre ulteriormente il quantitativo di fosforo degli alimenti è consigliato metterli a bagno in un recipiente e tenuti in frigo 8-9 ore prima della cottura.
La dieta per l’insufficienza renale dipende dallo stadio della malattia e dalla presenza di altre patologie. Per chi non ha un funzionamento perfetto dei reni, la dieta è fondamentale. Una corretta alimentazione per questa patologia prevede un’assunzione limitata di proteine, sodio, potassio e fosforo. A stabilire la dieta deve essere sempre un nefrologo e un nutrizionista.
I reni malfunzionanti non sono in grado di eliminare le scorie proteiche dal sangue. I reni non riescono ad eliminare tutto il potassio in modo efficace. Causare problemi ossei e di calcificazione dei tessuti molli. Esistono anche elementi da eliminare. In questo caso quelli ricchi di sodio, il nemico numero uno dei reni. Il sodio può essere causa di ritenzione idrica e portare a un aumento della pressione sanguigna. Si trova negli snack, nei cibi precotti, negli insaccati e negli alimenti in scatola.
Le verdure verdi a foglia apportano benefici. Tra queste troviamo gli spinaci, le bietole e i cavoli. Importante è anche la frutta. Mele, banane e arance sono ricche di potassio, di vitamine e di antiossidanti e vanno bene per la prevenzione, ma le banane in particolar modo sono vietate per chi è invece affetto da problematiche renali. Il pesce azzurro tra cui il salmone, il tonno e la sardina, è ricco di acidi grassi omega-3. Ricche di proteine di alta qualità, rappresentano la scelta migliore quando bisogna confrontarle con altri cibi che contengono proteine.
Quando i reni non funzionano correttamente, i rifiuti, compresi i prodotti di scarto del cibo, si accumulano nel sangue. Per esempio, i soggetti con una malattia in fase iniziale e danni limitati tendono ad avere meno restrizioni di quelli con insufficienza renale, che invece solitamente devono seguire una dieta protettiva per i reni che aiuti a ridurre la quantità di rifiuti nel sangue.
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I reni danneggiati non riescono a filtrare l'eccesso di sodio, che di conseguenza si accumula nel sangue finendo con il favorire l'ipertensione, che è un fattore di rischio per la salute renale. il potassio svolge molti compiti importanti, ma in caso di malattie renali bisogna limitarlo, per evitare di raggiungere livelli ematici pericolosamente alti. In caso di insufficienza renale, anche lieve, i reni non riescono a eliminare il fosforo in eccesso che quindi si accumula nel sangue, causando vari danni, fra cui un indebolimento delle ossa. Se con l'alimentazione si introduce una quantità eccessiva di proteine (si trovano in uova, carni, formaggi, legumi) questi organi sono costretti a un super lavoro.
Il cavolfiore è un ortaggio molto nutriente, ricco di elementi benefici, fra cui la vitamina C, la vitamina K e il folato. È anche un'ottima fonte di composti antinfiammatori come gli indoli ed di fibre. Molti frutti tropicali come arance, banane e kiwi sono molto ricchi di potassio. L'ananas, invece, è un'alternativa dolce e povera di potassio, indicata per chi ha problemi ai reni. I mirtilli sono ricchi di sostanze nutritive e una delle migliori fonti alimentari di antiossidanti. In particolare, contengono antiossidanti chiamati antociani, che possono proteggere da malattie cardiache, alcuni tipi di cancro, declino cognitivo e diabete (20). Il branzino fornisce proteine di alta qualità e grassi sani chiamati omega-3.
Gli Omega-3 aiutano a ridurre l'infiammazione e possono abbassare anche il rischio di declino cognitivo, depressione e ansia. A differenza degli altri pesci, che sono ricchi di fosforo (specie i frutti di mare), il branzino ne contiene quantità limitate. Sebbene i tuorli d'uovo siano molto nutrienti, contengono elevate quantità di fosforo, per cui non sono indicati in caso di problemi ai reni. Un regime alimentare a base di frutta e verdura sembra dare una grossa mano ai reni nell’attività di espulsione delle tossine.
Nelle condizioni più serie, il cattivo funzionamento delle reni rende necessario un trattamento sostitutivo, rappresentato dalla dialisi o dal trapianto di organo. Una malattia renale, secondo gli esperti, richiede una diagnosi precoce e un trattamento mirato per prevenire o ritardare sia una condizione di insufficienza renale acuta o cronica, sia la comparsa di complicanze cardiovascolari a cui spesso è associata. Sono infatti l’ipertensione e il diabete, non adeguatamente controllati dalla terapia farmacologica, l’ipertrofia prostatica, i calcoli renali o i tumori voluminosi a favorirne l’insorgenza in quanto riducono il normale deflusso di urina, aumentano la pressione all'interno dei reni e ne limitano la funzionalità.
Un ruolo fondamentale, nell’alleviare il lavoro dei reni già compromessi, è svolto dalla dieta che è, dunque, la prima prevenzione. L’apporto calorico deve essere di circa 35 Kcal per kg (riferito al peso ideale della persona) al giorno in caso di età inferiore ai 60 anni e di 30 Kcal con età uguale o superiore a 60 anni. I valori di questa sostanza dovrebbero mantenersi entro 8-10 mg/Kg peso corporeo. Il sodio è presente in molti alimenti e in grandi quantità.
Ma per una visione più globale, e non limitata soltanto al sodio e alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, è meglio guardare ai 50 grammi a settimana di cui parla l'Organizzazione Mondiale della Sanità, per tenere sotto controllo anche il potenziale cancerogeno delle carni trasformate. Contro i calcoli renali è fondamentale adottare un’alimentazione corretta. La calcolosi, infatti, è spesso causata o aggravata da una dieta scorretta. Per contrastare i calcoli, quindi, è importante sapere cosa mangiare e non mangiare.
Quando si mantengono di piccole dimensioni, la presenza dei calcoli renali può rimanere silente e non dare sintomi, fino a che questa “renella” non viene espulsa attraverso le urine. Il problema, però, sorge quando i calcoli sono di grandi dimensioni e transitano attraverso rene e uretra, perché possono provocare dolori molto forti, che prendono il nome di coliche renali. E inoltre, al dolore si possono anche associare sintomi extra renali, come vomito, nausea e malessere diffuso.
Una volta che la colica renale si manifesta, purtroppo non c’è altro da fare che attendere l’espulsione naturale del calcolo renale tenendo sotto controllo il dolore oppure intervenire per eliminarlo. Ovviamente, però, la cosa migliore sarebbe agire alla radice del problema, facendo in modo che i calcoli non si formino. L’approccio preventivo è fortemente consigliato soprattutto a chi si trova in una condizione di predisposizione alla formazione dei calcoli. E proprio in quest’ottica preventiva, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale soprattutto quando si tratta di calcoli di ossalato di calcio. Proprio la dieta, infatti, influenza lo sviluppo di questa tipologia di “sassolini”. Quindi, sapere cosa è bene mangiare e quali cibi invece evitare può essere di molto aiuto.
Alimenti Ricchi di Sodio da Evitare
- Salsa di soia
- Minestrone liofilizzato
- Prosciutto crudo di Parma
- Salame Brianza
- Caviale
- Salmone affumicato
- Pecorino
- Salame Felino
- Salame Napoli
- Prosciutto crudo disossato
Esempi di Ricette per Insufficienza Renale
- Risotto al radicchio trevigiano
- Filetto di merluzzo con ciliegini
- Hamburger di melanzane
- Insalata di riso con zucchine e peperoni
- Mezze maniche alla ratatouille
- Branzino al trito di basilico con le verdure
- Spiedini di pesce spada e cipolla rossa
- Filetto di orata con polenta