Giovani in costante lotta con il disagio se ne trovano in ogni luogo e in ogni momento. La sensazione è che tutto sia emergenza psicologica.
Cos'è l'Anoressia?
L’Anoressia consiste in un rifiuto del cibo che può condurre fino al disgusto. Essa può essere un sintomo che insorge in varie malattie in modo transitorio o duraturo. Descritta per la prima volta a partire dal V-IV secolo a.c., deriva dal greco an (privazione mancanza) e orexis (appetito). Si possono distinguere due modelli anoressici.
- Il primo con restrizioni in cui la perdita di peso è ottenuta principalmente attraverso la dieta rigida, il digiuno e/o l’attività fisica eccessiva negli ultimi 3 mesi.
- Il secondo in cui la la persona negli ultimi 3 mesi frequentemente ricorre ad episodi di abbuffate o condotte di eliminazione.
L’Anoressia nervosa, e l’anoressia mentale, se non viene trattata in tempo e con metodi adeguati può compromettere molto seriamente la salute di tutti gli organi e apparati del corpo. Il sistema cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, sistema nervoso centrale, dermatologico sono messi alla prova duramente.
L’insorgenza di questo disturbo alimentare non riguarda più solo gli adolescenti, ma va a colpire anche bambini in età di 8-9 anni (anoressia infantile). Le conseguenze psicologiche e organiche molto più gravi dovute ai danni permanenti secondari alla malnutrizione. L’intervento, perciò, dovrebbe essere il più precoce possibile.
E’ possibile rivolgersi ad uno psicologo e psicoterapeuta che avendo gli strumenti mentali per far elaborare il problema può mettere in contatto la persona con centri specializzati all’accoglienza e al trattamento del disturbo alimentare (www.disturbialimentarionline.it). Anche in base all’età e al sesso del paziente e, comunque, potrebbe promuovere la collaborazione tra figure professionali con differenti specializzazioni (dietisti, specialisti in medicina interna, psichiatri, pediatri). Se hai bisogno di un consulto o di aiuto io sono disponibile!
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I Gruppi Pro-Ana: Un Pericolo Online
In rete si organizzano gruppi di ogni genere in base ad argomenti più disparati e troppo spesso si tratta di gruppi in cui le persone condividono problemi di salute e si supportano cercando di trovare soluzioni che a volte sembrano magiche. I gruppi pro ana attivi (Ana = anoressia nervosa) sembrano essere delle vere e proprie sette. Vi accedono soprattutto ragazze o donne giovani che hanno l’obiettivo di vivere il mito della bellezza come magrezza assoluta.
Come Entrare nei Gruppi Pro-Ana?
Ad essi si può accedere solamente se si rispettano regole ben precise. Si viene incoraggiati da una lettera o da un post firmato “Ana” a diventare soci e si danno consigli per diventare anoressici: prendere lassativi, contare le calorie, farsi del male per punirsi. Si invitano i seguaci ad adottare strategie per non farsi scoprire.
Troppe sono le richieste sul web di ragazze che pubblicano i loro cellulari nella speranza di essere inserite in questi gruppi. Ad esempio: “Ciao ragazze ho urgente bisogno di dimagrire con il vostro sostegno… potrei essere aggiunta in un gruppo grazie ! “
Un Esempio di Presentazione in un Gruppo Pro-Ana
“Ciao !!! Mi presento :
- mi chiamo ……
- ho sedici anni
- sono alta 1,64 m
- peso 50 kg circa
- aspiro ai 45 kg.
Ho deciso di iniziare la mia prima grande dieta a capodanno 2015. Soprattutto perchè mio padre continuava a dirmi di stare attenta alla linea, che se fossi aumentata non andava bene, che superata la fase di sviluppo sarebbe poi stato difficile perdere peso, e cose così … Così quella sera ho deciso di iniziare una dieta fai da te, dopo la befana ho cominciato a mangiare più sano, ad eliminare i carboidrati e aumentare l’insalata, anche se poco. Delle volte saltavo dei pranzi, ma semplicemente perchè non avevo fame, non per altri motivi . Dal 1 gennaio 2016 che pesavo 60,2 kg sono arrivata al 30 giugno 2016 a 52,60 kg. Poi con le vacanze ho iniziato a lasciar perdere la dieta, perchè avevo raggiunto abbastanza dei buoni risultati. Al mare ho capito che dovevo perdere ancora qualcosa, così ho deciso che una volta finiti i viaggi delle vacanze, avrei iniziato una dieta. Prima dell’ultima vacanza (circa il 23 agosto 2016) , dove ho mangiato un sacco, ma camminavo moltissimo, pesavo 52,5 kg circa, e quando sono tornata (30 agosto 2016) pesavo 53,4 kg , per fortuna solo un chiletto. Ero abbastanza terrorizzata dall’idea di cadere nell’anoressia che mi ero stabilita come limite 50 kg, che era un modo di guardare il peso, ma il mio vero obbiettivo era quello di guardare se la pancia diventava piatta. Quando finalmente avevo raggiunto il mio obbiettivo , il 17 settembre 2016 pesavo ufficialmente 50 kg e avevo la pancia piatta come volevo ! Per festeggiare mi sono concessa un week-end con cibo, senza dieta. Il più grande errore che potessi fare, perchè la pancia era tornata esattamente come prima e il 21 settembre pesavo 51,9 kg, volevo morire. Così un giorno, vagando su instagram , ho visto un post con la “Healthy Skinny Girl Diet”, di kcal mi sembrava abbastanza abbordabile e il 30 settembre l’ho iniziata. Il problema è che mi sembrava ci fossero troppe kcal e ciò non mi teneva abbastanza a regime. Così il 10 ottobre ho iniziato la “Skinny Girl Diet”. “va malissimo … continuo a cedere … in queste settimane non seguo nessuna dieta, non ci riesco, anzi, mi compro del cibo apposta per potermi abbuffare senza così dover saccheggiare la dispensa ed essere così sgamata da mia mamma… sto abbastanza delirando … sarà la fine del quadrimestre e la consapevolezza di essere una fallita anche scolasticamente … non ho nessuno con cui parlare di queste cose, non mi sento a mio agio, mi sentirei solo accusata … e se dicessi qualcosa alle mie amiche sono sicura che mi fermerebbero e che lo direbbero ai miei genitori e non sono disposta a rinunciare al mio obbiettivo !!!alcune volte ho questi vuoti, come una depressione assoluta, noia … solo la musica riesce a tirarmi un po’ su di morale, ma non sempre … ovviamente sfogo tutto sul cibo, e non va bene e lo so …vita sociale ??”
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Chi è più a rischio?
Anche gli uomini soffrono di disturbi alimentari di questo tipo (anoressia maschile), ma a soffrirne generalmente sono le donne tra i 12 e i 25 anni. La frequenza maggiore è tra i 14 e i 18 anni e l’età si sta abbassando agli 8-10 anni! Sono questi gli anni della pubertà e poi dell’adolescenza quando il corpo è predisposto ai cambiamenti che portano alla maturità oltrepassando il periodo infantile. Gli anni che notoriamente provocano di per sé problemi di identità per il mancato riconoscimento del Sè laddove si stia strutturando con una fragilità. Il Sé ovvero l’estensione psichica del corpo.
I gruppi pro-Ana che esaltano l’anoressia raccolgono centinaia di richieste di adesione. Nel 2013 è stato presentato in Senato un disegno di legge, purtroppo non ancora approvato. La proposta di legge intitolata “Istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l’anoressia o la bulimia” afferma: “Chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, determina o rafforza l’altrui proposito di ricorrere a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a procurare l’anoressia o la bulimia e ne agevola l’esecuzione, è punito con la reclusione fino ad 1 anno.
La famiglia prima di tutti è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella sorveglianza di una crescita sana dei propri figli ma essa non può essere lasciata sola nell’ affrontare fenomeni di questo tipo.
La Filosofia Pro-Ana
“Permettimi di presentarmi. Il mio nome, o quello datomi dai cosiddetti “medici”, è Anoressia. “Anoressia Nervosa” è il mio nome per esteso, ma tu puoi chiamarmi Ana. Possiamo diventare auspicabilmente grandi socie. Nei prossimi tempi, investirò molto tempo con te, e mi aspetto lo stesso da parte tua. In passato avrai appreso che tutti i tuoi insegnanti e i tuoi genitori hanno parlato di te come ” così matura “, ” intelligente “, con “così tanto potenziale”. Domanda: questo ti basta? Assolutamente no! Non sei perfetta, non fai abbastanza fatica, più avanti non potrai più perdere il tuo tempo a pensare, a parlare con gli amici e a disegnare! Tali atti di indulgenza non saranno permessi in futuro. I tuoi amici non ti capiscono. Non sono imparziali. In passato, quando l’insicurezza ha rosicchiato tranquillamente la tua mente, e tu hai chiesto loro: ” Ti sembro … grassa?”, ti hanno risposto ” Oh no, certo che no! ” e sapevi benissimo ti stavano mentendo! Solo io dico la verità. I tuoi genitori figuriamoci! Sai che ti vogliono bene e che a loro importi, ma questo è il loro ruolo, e sono obbligati a svolgerlo. Ora ti rivelerò un segreto: nel loro io più profondo, sono delusi da te. La loro figlia, quella con tante potenzialità, si è trasformata in una ragazza grassa, pigra e immeritevole. Ma sono qui per cambiare tutto questo. Mi occuperò di far diminuire il tuo apporto calorico e farti aumentare l’esercizio fisico. Ti spronerò al limite. Dovrai accettarlo, perchè non puoi sfidarmi! Sto iniziando a introdurmi dentro di te. Ben presto sarò sempre con te. Sono con te quando ti svegli al mattino e quando corri su per le scale. Le persone a dieta diventano sia amiche che nemiche e nei tuoi pensieri frenetici pregherai di essere calata rispetto a ieri, alla scorsa notte, ecc. Guardati con sgomento nello specchio. Sollecita e scaccia il grasso che è là e sorridi quando sporgeranno le ossa. Sono con te quando formuli il tuo plan quotidiano: 400 calorie, 2 ore di esercizio fisico. Sono io che faccio questo, perché da ora i miei pensieri e i tuoi sono fusi insieme come fossero uno. Ti seguo durante il giorno. A scuola, quando la tua mente vaga, ti dò qualcosa a cui pensare. Riconta le calorie della giornata. Sono troppe. Riempio la tua mente con pensieri sul cibo, sul peso, sulle calorie e cose che a pensarle danno sicurezza. Perché ora, sono già dentro di te. Sono nella tua testa, nel tuo cuore e nella tua anima. La fame dà dolore, e tu fingi di ritenere che io non sia dentro di te. Ben presto ti dirò che cosa fare non solo col cibo, ma che cosa fare TUTTO il tempo. Sorridi e annuisci. Presentati in buono stato. Risucchia quel grasso che hai nello stomaco, maledizione! Dio, sei una tale vacca grassa!!! Ti dico cosa fare quando arrivano le ore dei pasti. Faccio sembrare un piatto di lattuga come una festa andata bene ad un re. Rifiuta il cibo. Fai credere di aver mangiato qualcosa. Nessun pezzo di qualsiasi cosa ……se mangi, tutto il controllo verrà spezzato…E’ questo che DESIDERI?? Ritornare di nuovo ad essere la VACCA GRASSA che eri una volta?? Io ti costringo a fissarti sulle modelle delle riviste. Quella magrezza perfetta, i denti bianchissimi, quell’oggetto di perfezione che ti fissa da quelle pagine lucide. Ti faccio rendere conto che non potresti mai essere una di loro. Sarai sempre grassa e non sarai mai bella come loro. Quando guarderai nello specchio, distorcerò l’immagine del tuo riflesso. Ti mostrerò obesa e ripugnante. Ti mostrerò un lottatore di sumo dove in realtà c’è un bambino affamato. Ma tu non lo devi sapere, perché se venissi a sapere la verità, potresti ricominciare a mangiare e il nostro rapporto finirebbe per schiantarsi. Talvolta ti ribellerai. Si spera comunque non spesso. Riconoscerai la piccola fibra ribelle lasciata nel tuo corpo e ti avventurerai fino alla cucina oscura. La porta di credenza si aprirà lentamente, cigolando dolcemente. I tuoi occhi si sposteranno sopra il cibo che ho tenuto a una distanza sicura da te. Ritroverai le tue mani ad allungarsi, letargicamente, come un incubo, attraverso l’oscurità verso il pacco dei crackers. Li butterai giù, meccanicamente, in realtà non per gustarli, ma semplicemente per godere del fatto che ti opponi a me. Raggiungi un’altra scatola, poi un’altra, e un’altra ancora… Il tuo stomaco diventerà gonfio e grottesco, ma ancora non ti fermerai. Tutto il tempo ti grido di fermarti, tu vacca grassa, tu realmente non hai nessun controllo di te stessa, tu ingrasserai. Quando ti sarà addosso ti riaggrapperai a me, mi chiederai consiglio perché in realtà non vuoi ingrassare. Hai infranto una regola cardinale e hai mangiato, e ora mi vuoi. Ti trascinerò in bagno, sulle tue ginocchia, a fissare nel vuoto della tazza del cesso. Le tue dita ti si cacceranno in gola e, non senza un bel po’ di sofferenza, la tua festa di cibo risalirà. Questo deve essere ripetuto, fino a quando non sputerai sangue e acqua e ti renderai conto che è tutto andato. Quando ti rialzerai, avrai una sensazione di vertigine. Non svenire. Alzati immediatamente. Tu vacca grassa questo dolore lo meriti! Forse la scelta di sbarazzarsi della colpa è diversa. Forse ho scelto di farti prendere lassativi, dove ti siedi sul cesso fino alle prime ore del mattino, sentendo le tue viscere rimpicciolirsi. O forse ti faccio fare solo del male da te. Tirare testate contro il muro fino a quando non ti prendi un’emicrania palpitante. Anche tagliarsi è efficace. Voglio che vedi il tuo sangue, che lo vedi colare giù lungo il tuo braccio e in quell’attimo ti renderai conto di meritare qualunque dolore io ti infligga. Sei depressa, ossessionata, dolorante, ferita, ti protendi, ma qualcuno ascolterà? Chi se ne frega ? !? Sei meritevole; hai portato questo su te stessa. Oh, tutto ciò è rigido? Non vuoi che questo ti succeda? Sono ingiusta? Io faccio cose che ti aiuteranno. Lo rendo possibile perché tu la smetta di pensare ad emozioni che ti causano tensione. I pensieri di rabbia, di tristezza, di disperazione e di solitudine possono cessare perché li porto via e riempio la tua testa col metodo di contare le calorie. Porto via la tua lotta da adattarti con chi prende in giro la tua età, la lotta del tentativo soddisfa chiunque. Perché ora, sono la tua unica amica e sono l’unica di cui hai bisogno per piacere. Ho un punto debole. Ma non dobbiamo informarne nessuno. Se decidi di contrastarmi, tenderti verso qualcuno e dirgli come vi rendo vivi, tutto l’inferno si libererà. Nessuno deve scoprire, che nessuno può rompere questo rivestimento con cui ti ho coperta. Io ho creato te, questa sottile, perfetta, bambina di successo. Sei mia e mia sola. Senza di me, non sei nulla. Quindi non combattermi così. Quando gli altri commentano, ignorali. Passaci sopra, dimenticati di loro, dimenticati di chiunque provi a portarmi via. Sono il tuo bene più grande e intendo mantenere questa cosa.
Secondo uno studio condotto dal dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino, ci sarebbero circa 300mila tra siti internet e blog che inneggiano in modo più o meno esplicito al disturbo alimentare anoressico. Le frequentatrici, che siano 14enni o donne adulte, non considerano l’anoressia una malattia, bensì uno stile di vita, una sorta di “religione della magrezza”. Internet rappresenta un mondo virtuale in cui scambiarsi opinioni e consigli, suggerire trucchi per non destare sospetti nei genitori, informarsi reciprocamente circa l’efficacia dei lassativi ed incitarsi l’un l’altro in vista del raggiungimento dell’obiettivo: la magrezza.
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La filosofia ANA ha anche un suo decalogo ed un suo credo. Le ragazze trovano la forza di proseguire il loro digiuno grazie anche all’aiuto di foto che condividono online e che riportano immagini di ragazze magre che sfilano in passerella, le cosiddette thinspirations, a cui somigliare, ma anche foto di ragazze obese da utilizzare come monito, le reverse thinspirations. La comunità ha istituito anche un motto : “Quod me nutrit me destruit“.
I contenuti presenti nei siti sono piuttosto comuni. Ad esempio:
“Ciao ragazze e ragazzi, come state? «Salve a tutte, non rimanete allibite per favore da questo messaggio, è solo una richiesta di sostegno. Ho bisogno di una Buddy [un’amica virtuale] che mi sostenga nel mio disturbo e mi dia consigli e idee per tenere duro. So che può sembrare un’idea malata, e sicuramente lo è, ma io ormai ci sono già dentro fino al collo e ho solo bisogno di smettere di odiarmi e di farmi del male fino a desiderare la morte. Chi vuole diventare la mia Buddy??? Una persona fidata a cui posso scrivere ogni volta che sto per avere una crisi di fame e che mi impedisca di mangiare, che mi faccia ritornare ai miei propositi insomma? Se c’è qualche anoressica tra voi sarebbe ancora meglio, così sono sicura che può capirmi. Grazie».”
La filosofia ANA è considerata dalle sue sostenitrici uno stile di vita che non ha nulla a che vedere con la patologia psichiatrica. Nel desiderio di non essere etichettate come malate, le adepte virano verso una pericolosa forma di etichettamento opposto, in cui l’identità è costituita dalla stessa condotta anoressica. § E’ il cibo più importante della felicità nella vita?
Siti Pro-Ana e Pro-Mia
Siti Pro ANA e pro MIA - Disturbi del Comportamento Alimentare su Internet. Caratteristiche, motivazioni e stato della ricerca. Siti Pro ANA e pro MIA - Disturbi del Comportamento Alimentare su Internet. La BBC, lanciava - appunto - un allarme nei confronti dei siti pro ANA, sostenendo che proprio il proliferare, grazie al web e ai social network, di comunità virtuali di questo tipo potesse portare ad un incremento dei disturbi alimentari.
La rete consente a persone diverse di ritrovarsi e aggregarsi in base a bisogni o desideri di qualunque natura, con una semplicità e velocità mai conosciuta prima. Per me, buona parte del problema era il cercare di ricevere attenzioni. Le parole di Rose vanno in direzione dello studio condotto dalla dott.ssa Tierney sulle comunità pro ANA.
Molti ricercatori hanno provato a dare una risposta sulla ragione della nascita dei siti e comunità pro ANA. Oltre ad offrire, infatti, uno spazio “protetto” nel quale gli utenti possono esprimere liberamente le proprie idee e discutere le proprie preoccupazioni senza timore di giudizio, promuovono un senso di amicizia in un gruppo di persone che molto probabilmente sono carenti di relazioni interpersonali nella vita quotidiana e che attraversano una fase di sviluppo in cui il gruppo dei pari rappresenta un punto di riferimento fondamentale per superare i diversi compiti di sviluppo e per costruire la propria identità.
Il movimento Pro-Ana, promosso esclusivamente in uno spazio virtuale, ha come obiettivo l’assidua ricerca di raggiungere un target di peso molto basso. Questa aspirazione è percepita come l’unica modalità di conseguimento della perfezione e dell’eccellenza, sia dal punto di vista corporeo che spirituale. Dunque l’anoressia è percepita dai partecipanti del movimento come un vero e proprio stile di vita piuttosto che come un disturbo; essa è una dimostrazione di forza e non la manifestazione di una problematica di salute mentale e fisica.
Secondo uno studio pubblicato nel 2012 da Peebles e colleghi, internet sarebbe stato lo spazio che avrebbe maggiormente favorito lo sviluppo del movimento, infatti è stato osservato come il suo radicarsi sia stato possibile anche grazie all’utilizzo di social media, blog e forum online. Inoltre, la possibilità di poter condividere la problematica con altre pazienti e la glorificazione del disturbo non hanno fatto altro che intensificare le manifestazioni di esso e renderne complicato il trattamento.
Per contrastare la ancora più estesa ascesa di questo movimento, le organizzazioni che promuovono la lotta contro i disturbi alimentari, iniziarono a richiedere la chiusura dei siti pro-ana; tuttavia, questa azione ebbe l’effetto opposto ed essi acquistarono notorietà. È stato stimato come tra il 2005 e il 2010 fossero quasi undici milioni i visitatori regolari di questi siti, di cui il 99% donne di età compresa tra i 12 e i 40 anni (con un picco tra i 13 e i 25).
Secondo quanto riportato da uno studio di Csipke e Horne, pubblicato nel 2007, dando uno sguardo a questi portali, è possibile osservare come il mondo di internet rappresenti una vera e propria opportunità per le pazienti per scambiarsi consigli e strategie: infatti, all’interno di questi siti è possibile trovare delle sezioni, ognuna dedicata ad un’area specifica, tra cui come trovare un compagno di dieta oppure partecipare ad un contest per mettersi alla prova o trovare dei veri e propri “tips and tricks”.
Il crescente interesse per questi siti da parte delle giovani donne, anche non affette da un disturbo alimentare, ha portato ad interrogarsi su quali fossero i fattori concorrenti all’utilizzo di essi. Nel 2016, grazie ad uno studio condotto da Yom-Tov e colleghi, sono stati evidenziati i tratti più marcati di alcuni utenti del sito myproana.com, ovvero quello maggiormente utilizzato in tutto il mondo, che si sono prestati a partecipare ad una ricerca volta all’individuazione di differenze tra stato fisico e mentale e comportamento online delle persone coinvolte nelle comunità pro-anoressia. Il campione finale dello studio comprendeva 761 soggetti e dai risultati è stato possibile osservare che il più del 45% degli utenti aveva ricevuto una diagnosi di disturbo depressivo, più del 77% aveva messo in atto comportamenti volontari autolesivi, il 46% aveva tentato il suicidio almeno una volta; solo poco più del 7% riportava di essere sottoposto a trattamento per almeno un disturbo.
Studi comparativi con altri siti web, hanno tuttavia mostrato che gli utenti di myproana.com rappresentano il campione meno a rischio, con un buon interesse per una possibile terapia. Gli utenti intervistati tendono dunque a fare una distinzione tra l’utilizzo dei siti Pro-Ana e lo sviluppo di un disturbo alimentare, affermando che la frequentazione di questi portali non è la causa dell’esordio del disturbo. Frequentemente gli utenti riportano di aver ricevuto supporto all’interno di queste community anziché pericolosi incoraggiamenti. Questi dati potrebbero aiutare i professionisti a implementare ed affinare gli interventi terapeutici con chi soffre di disturbi alimentari o è a rischio di svilupparli. Sebbene le linee guida citino alcuni approcci di comprovata efficacia quali la CBT-ED, la ricerca può comunque aiutare a sviluppare trattamenti più mirati.
La Dieta per l'Anoressia Nervosa
Tra i comportamenti più indicativi, nei soggetti anoressici si riconosce un'ossessione per la bilancia, la tendenza a mangiare da soli, il consumo di piccole quantità di cibo e la scelta esclusiva di alimenti ipocalorici. La dieta per l'anoressia nervosa NON è finalizzata alla guarigione dal disturbo mentale, ma si tratta comunque di un aspetto necessario alla sopravvivenza del soggetto.
ATTENZIONE! La dieta per l'anoressia nervosa deve possedere alcune caratteristiche fondamentali, che interessano la sfera nutrizionale, organica, psicologico-educativa e comportamentale.
Caratteristiche della Dieta per l'Anoressia Nervosa
- Convivialità: La convivialità è un fattore preventivo verso l'anoressia nervosa. Inoltre, così facendo, l'anoressico non può nascondere i cibi o praticare il vomito autoindotto.
- Frazionamento dei pasti: Frazionamento dei pasti in porzioni molto piccole e digeribili. Lo stomaco dell'anoressico è spesso di dimensioni e funzionalità ridotta. Ammesso che il soggetto accetti di mangiare, sarebbe utile che non avvertisse sensazioni negative di pienezza gastrica o difficoltà digestiva.
- Cottura al naturale: E' necessario che gli alimenti siano cotti al naturale (lessi, al vapore ecc) e con pochi grassi aggiunti.
- Atteggiamento non aggressivo: Il pasto dev'essere proposto con delicatezza, senza imposizioni che potrebbero scatenare un rifiuto istantaneo. D'altro canto, spesso gli anoressici hanno un temperamento difficile da gestire.
- Ricchezza di nutrienti: Per quanto scarsa, la dieta per l'anoressia dev'essere più ricca possibile di nutrienti essenziali.
- Inserimento graduale: Spesso, inizialmente risulta più proficuo lasciare che sia l'anoressico a scegliere quali alimenti mangiare.
- Varietà: La dieta per l'anoressia nervosa dev'essere personalizzata al 100%.
- Integrazione: Quando possibile, la dieta per l'anoressia nervosa deve comprendere un piano di integrazione alimentare.