Dieta Progetto Diana: Menu e Principi per la Prevenzione del Tumore al Seno

Il Progetto Diana è un'iniziativa che mira a ridurre il rischio di recidive del tumore al seno attraverso un'alimentazione sana e uno stile di vita attivo. Promosso dal Dr. Franco Berrino, il progetto si è concluso nel giugno del 2016 e ha dimostrato che nelle pazienti operate di tumore della mammella, il miglioramento di alimentazione e stili di vita comporta una diminuzione del rischio di recidive e di sviluppare metastasi.

I Principi Fondamentali della Dieta Diana

Le pazienti coinvolte nello studio, partito nel 2008, hanno adottato un’alimentazione basata sul consumo di cereali integrali, legumi, verdure di stagione, frutta fresca e semi oleaginosi, e povera di cereali raffinati, zuccheri e carni rosse e conservate. Allo stesso tempo, hanno modificato lo stile di vita, introducendo quotidianamente un’attività fisica moderata come, ad esempio, trenta minuti di camminata a passo veloce.

Alimenti Consigliati

  • Cereali Integrali: Riso integrale, orzo, farro, pane integrale.
  • Legumi: Lenticchie, fagioli, piselli, ceci, fave, e in particolare il fagiolo di soia.
  • Verdure: Tutte le verdure sono adatte, sia cotte (poco) sia crude, con l’eccezione delle patate per chi vuole dimagrire.
  • Frutta Fresca: Di stagione e proveniente da agricoltura biologica.
  • Semi Oleaginosi: Semi di lino macinati, semi di girasole, semi di zucca.

Benefici degli Alimenti Chiave

  • Legumi: Riducono l’attività di alcuni enzimi digestivi e quindi rallentano l’assorbimento intestinale. Facilitano il funzionamento della tiroide e quindi aiutano a dimagrire.
  • Semi di Lino: I grassi contenuti nei semi di lino, che appartengono alla stessa classe dei grassi del pesce, sono utili per il buon funzionamento dell’insulina e sembra abbiano un’azione antitumorale.
  • Cereali e Legumi: Quasi tutti i semi contengono lignani.

L'Importanza della Dieta nella Prevenzione e Cura del Tumore

Un’alimentazione adeguata è di aiuto per affrontare al meglio gli effetti collaterali delle cure e i sintomi della malattia. I sintomi di un tumore e gli effetti collaterali delle terapie oncologiche, come la mancanza di appetito e la nausea, possono influire negativamente sulla qualità di vita dei pazienti. La selezione degli alimenti, la distribuzione dei pasti nel corso della giornata e altre attenzioni possono essere di aiuto per contrastare i problemi che si vivono durante i trattamenti e per recuperare le forze.

Molte forme di cancro sono associate a una perdita di peso, che può anche essere importante: si stima che fino al 40 per cento dei pazienti oncologici sia già dimagrito al momento della diagnosi o abbia problemi di nutrizione.

Come Affrontare gli Effetti Collaterali delle Cure

Non è solo la chemioterapia a provocare sgradevoli effetti collaterali: anche i più recenti farmaci a bersaglio molecolare, la radioterapia o le conseguenze di un intervento chirurgico possono provocare nausea e vomito, stipsi o diarrea e perdita di appetito, inducendo un calo di peso.

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Nausea e Vomito

La soluzione maggiormente consigliata per contrastare nausea e vomito è mangiare poco e spesso, spezzando i tre pasti principali in 6-8 spuntini al giorno. È inoltre d’aiuto evitare i piatti troppo elaborati o pesanti e i cibi con sapori e odori troppo forti, seguendo piuttosto queste indicazioni:

  • Consumare alimenti secchi, come pane e cereali se possibile integrali.
  • Mangiare cibi freschi o a temperatura ambiente, evitando il più possibile quelli caldi o piccanti e quelli fritti.
  • Assumere solo piccoli sorsi di liquidi durante i pasti per evitare di sentirsi pieni.
  • Bere la maggior parte dei liquidi tra i pasti preferendo acqua, tisane tiepide e bevande tra cui quelle a base di zenzero o menta.
  • Preferire cibi facili da deglutire e con molte calorie concentrate in poco volume, eventualmente accompagnati da integratori indicati dal medico.
  • Non mangiare in una stanza troppo calda, e con odori intensi di cucina.
  • Cercare di distrarsi durante i pasti, ascoltando la musica preferita o mangiando insieme a qualcun altro.

Perdita di Appetito

Per stimolare l’appetito è fondamentale mantenersi fisicamente attivi il più possibile. Si può per esempio fare una breve passeggiata, anche solo di 10 minuti, un’ora prima dei pasti. Per contrastare la perdita di peso per mancanza di appetito, può essere d’aiuto preferire cibi ad alto contenuto proteico o calorico, come legumi, uova, carne (preferibilmente bianca) e pesce, frutta secca a guscio, e consumare bevande arricchite di particolari elementi nutritivi.

Stipsi

Farmaci, scarsa attività fisica e nuove abitudini alimentari possono rendere l’intestino pigro. Per risvegliarlo si può optare per cibi ricchi di fibre, come cereali integrali, verdura e frutta con la buccia. Invece si consiglia di mangiare senza esagerare e a piccole dosi, eventualmente sotto forma di creme, i cibi che favoriscono la formazione di gas, come legumi, broccoli e cipolle.

Diarrea

Oltre alla stitichezza, le cure antitumorali possono indurre anche il problema opposto, ovvero la diarrea, che provoca disidratazione, perdita di peso, debolezza e scarso appetito. Anche in questo caso le raccomandazioni sono di bere lontano dai pasti e di distribuire questi ultimi nel corso della giornata. È bene sapere che, oltre a limitare i cibi grassi, fritti, o speziati, dolci, latte e latticini e le gomme da masticare, può essere utile mangiare alimenti ricchi di potassio e di sodio (come banane e mele) e di fibre solubili (come il riso e i fiocchi d’avena), magari ridotti in crema.

Spossatezza

Per i malati di cancro, la stanchezza e la mancanza di forze possono condizionare pesantemente la vita di tutti i giorni. Al contrario, si suggerisce di puntare su cibi integrali, legumi, fibre con un po’ di olio extravergine di oliva, che aiutano a mantenere livelli di energia più stabili nel tempo.

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Per fare una merenda veloce e leggera si può mangiare una porzione di frutta essiccata o qualche noce, mandorla o nocciolina che, contenendo magnesio, aiutano a combattere la fatigue. Inoltre, il tè è preferibile al caffè, perché l’effetto dell’agente stimolante, la teina, dura più a lungo di quello della caffeina.

Fastidi in Bocca

Alcuni tipi di chemioterapia e la radioterapia localizzata su testa e collo possono ridurre il flusso di saliva e causare una fastidiosa secchezza della bocca, rendendo difficile la masticazione e la deglutizione. Per avere un po’ di sollievo può essere utile bere spesso piccole quantità di liquidi, ma anche succhiare cubetti di ghiaccio e ghiaccioli alla frutta.

Un altro utile suggerimento può essere di evitare cibi che richiedono una masticazione faticosa, come quelli più asciutti e che tendono a impastare la bocca, come cracker e grissini. Se il disturbo è accompagnato anche da piccole ulcere della mucosa orale, allora è meglio evitare tutto ciò che è troppo salato, speziato o caldo, così come i cibi secchi e duri (tra cui anche il pane integrale che si può sostituire con pane di semola di grano duro), l’alcol e il caffè. Si consiglia invece di consumare creme di cereali integrali o di legumi, come l’hummus.

Le cure possono provocare un sapore cattivo in bocca, amaro o metallico: sorseggiare dell’acqua con qualche goccia di limone può contribuire a eliminare questa sensazione.

Vampate

Le terapie ormonali, come quelle usate per la cura e la prevenzione delle recidive dei tumori al seno e alla prostata, possono indurre vampate di calore simili a quelle che compaiono in menopausa. Nelle donne questi effetti collaterali sono maggiori se il tumore è insorto prima della menopausa. Molti pazienti riferiscono che il disturbo è scatenato da tè, caffè o altre bevande contenenti caffeina, dall’alcol, dai cibi speziati, oltre che dal fumo e dalle emozioni. Se le vampate sono insopportabili, il medico potrà suggerire dei farmaci per attenuarle.

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Progetto DIANA 5

Alcuni ricercatori dell’Istituto nazionale tumori (INT) di Milano hanno mostrato che un’alimentazione appropriata può persino migliorare la prognosi delle pazienti operate di tumore al seno. È la conclusione del progetto Diana 5, nel corso del quale sono state seguite e osservate per molti anni oltre 2.000 donne operate al seno. I risultati hanno mostrato gli effetti positivi di un esercizio fisico quotidiano associato a una dieta basata su cereali integrali, legumi, verdure di stagione, un po’ di frutta e semi oleaginosi, e un consumo occasionale di cibi di origine animale.

Esempio di Menu Progetto Diana

Basterebbe basare la propria alimentazione prevalentemente su:

  • Cibi di provenienza vegetale.
  • Cereali integrali (quindi non industrialmente raffinati).
  • Legumi in ogni pasto.
  • Un’ampia varietà di verdure non amidacee e di frutta.

Frutta e verdura devono essere fresche, di stagione e provenienti da agricoltura biologica.

Esempio di Menu:

  • Colazione: Pane integrale, marmellata senza zucchero e una tazza d'orzo (non dolcificato).
  • Spuntini: Frutta fresca di stagione.
  • Pranzo: Cereali integrali (pasta, riso, orzo, farro), legumi (ceci, fagioli, piselli, lenticchie, soia) e verdura.
  • Cena: Zuppe di verdure da abbinare a pesce (due volte a settimana), legumi, carne bianca o uova (una volta a settimana).

Le verdure non devono mai mancare.

Ricette Dolci Progetto Diana

Ci sono anche ricette dolci per i golosi: la regola fondamentale è che le farine da usare devono essere integrali o semintegrali (evitare quindi la 0 e la 00).

Il Riso Integrale: Un Pilastro della Dieta Diana

Oggi scrivo di un alimento che dovrebbe costituire uno dei pilastri della nostra alimentazione: il riso integrale. Il riso integrale è, tra i cereali, il più equilibrato, contiene una discreta quantità di proteine, grassi, sali minerali, come silicio, fosforo, potassio, magnesio, fibra grezza e vitamine del gruppo B.

È nutriente e viene assimilato lentamente dal nostro organismo (ha un indice glicemico basso) e, essendo ricco di fibre, fa funzionare meglio il nostro intestino; favorisce le funzioni metaboliche e aiuta a controllare pressione sanguigna e colesterolo.

Il vero riso integrale viene privato soltanto della parte più esterna e non commestibile del chicco, la lolla. In tal modo tutte le sostanze nutritive presenti nel chicco rimangono inalterate, a nostro beneficio.

Come Cucinare il Riso Integrale

Lavate i chicchi in abbondante acqua corrente, quindi mettete riso e acqua in una pentola (1 parte di riso e 2 parti d’acqua). Coprite la pentola e portate ad ebollizione a fiamma vivace, mettete quindi un pizzico di sale (con una schiumarola togliete dalla superficie eventuali impurità e la schiumetta grigia che si forma). Abbassate la fiamma e cuocete per 40 minuti; quando tutta l’acqua è consumata, spegnete la fiamma e lasciate raffreddare.

Se preferite usare una pentola a pressione, mettete il riso in pentola con 2 parti d’acqua e portate a bollore, aggiungete il sale, chiudete la pentola e portate in pressione.

Ricercatori e Chef al Servizio del Progetto Diana

Al gruppo di ricerca mancava quindi una struttura ed il necessario know-how per poter accedere alla cucina; fortunatamente, grazie alla collaborazione del Prof. Rosolino Aricò, Dirigente Scolastico dell'IPSSAR Pietro Piazza di Palermo, ed alla professionalità del Docente di cucina Prof. Ben viste anche molte tipologie di verdure, alcune di esse, cavolacee e carciofi, possiedono risorse attive nella prevenzione del cancro.

Le proteine sarebbe meglio assumerle dai vegetali, come soia, fagioli ed altri legumi; la carne è ovviamente presente, ma in quantità massima di 500 gr. alla settimana e, comunque, da preferire bianca; l'ideale sarebbe quella di suino nero dei nebrodi, il cui 50% circa del grasso è costituito da benefico acido oleico.

Dopo il pranzo o la cena, tuttavia, sfido chiunque a rinunciare al dolce senza un pizzico di malinconia, dato che esso condensa tutto il peso di una qualsiasi dieta. In questo caso, l'asso nella manica del progetto è Salvatore Cappello, tra i pochissimi Maestri Pasticcieri che Palermo vanta.

Ecco che sfilano i "cuori di carciofi in insalata alla bottarga", gli "involtini di verza", l' "orzo a minestra", l' "orzo con sparacelli", la "frolla al farro e olio extra vergine" utilizzata in diversi dolci, il "biscotto alla carruba", il "plum-cake", i "muffin", la "crostata con crema di soia e frutti di bosco", il "croccante di cereali al cioccolato", la "torta con frutta secca", le "reginelle", il "croccante di pistacchi" e qualche altro piatto che sicuramente sto dimenticando, preso com'ero dai casalinghi profumi speziati cha aleggiavano in aula.

Il tutto, quasi senza l'uso dei già citati classici ingredienti di pasticceria.

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